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Il movimento studentesco attraverso la Gran Bretagna è
continuato mercoledì 24 novembre, con migliaia di studenti
universitari e superiori che hanno manifestato in città e cittadine
da una parte all'altra del paese. Seguendo dalla manifestazione
nazionale di Londra forte di 50.000 persone il 10 novembre, un
numero è comparso per protestare contro i tagli, ma questa volta in
dozzine di eventi separati per tutta la Gran Bretagna.
Più particolarmente, gli ultimi eventi hanno portato sulla
scena un nuovo strato di attivisti, con migliaia di studenti
medi che si sono uniti al movimento che in precedenza era
concentrato principalmente attorno alle lotte degli studenti
universitari. Ancora una volta gli studenti sono in prima linea
nella lotta contro i tagli. Le ultime proteste serviranno soltanto a
radicalizzare altri strati della società e fungeranno da
catalizzatore per il movimento dei lavoratori.
Mentre la maggioranza dei media mainstream ha scelto di
concentrare la propria cronaca della dimostrazione del 10 novembre
sul demonizzare chi era alla
Millbank Tower (il QG del Partito
Conservatore), vi sono stati molti rapporti che indicano che il
movimento degli studenti ha ottenuto la simpatia di uno strato
significativamente più ampio della società,
che si oppone ai tagli ed è felice di vedere gente che resiste.
I sondaggi condotti da alcuni giornali hanno dimostrato che la
maggioranza del pubblico ha appoggiato le proteste degli studenti
del 10 novembre (il 54% dei lettori del
Daily Star erano a sostegno
delle azioni alla Millibank), mentre i leader dei sindacati, come
Bob Crow
della RMT
e personaggi politici come il parlamentare
John McDonnell, hanno chiesto
al movimento dei lavoratori di seguire l'esempio degli studenti
nella lotta contro i tagli.
Essendo partito inizialmente come un movimento degli studenti
universitari, le proteste del 24 novembre hanno dimostrato che ora
il movimento degli studenti si è allargato per comprendere gli
studenti medi, che sono usciti in massa dalle scuole per tutto il
paese per appoggiare le manifestazioni locali. Sono stati visti
giovani di dieci anni e studenti diplomandi
– che saranno i
primi interessati dal progettato aumento del prezzo degli studi e
che affrontano l'abolizione della
Education
Maintenance Allowance – erano fuori in
grande numero. Perciò, lungi dallo spegnersi, il movimento contro i
tagli si diffonde, con ogni nuova manifestazione che serve a
radicalizzare un nuovo strato di giovani. E' soltanto questione di
tempo prima che questa radicalizzazione dei giovani si riversi sul
movimento dei lavoratori e la rabbia dei lavoratori trovi un'espressione attraverso i sindacati.
Diversamente dalla dimostrazione nazionale di Londra del 10
novembre, le proteste del 24 novembre non erano concentrate in un
singolo luogo, ma erano sparse in tutto il paese. Le città con
grandi popolazioni studentesche come
Bristol,
Sheffield, Leeds, Manchester, Brighton e Liverpool
hanno visto diverse migliaia di persone partecipare alle
proteste in ciascun luogo, con oltre 10.000 giovani che convergevano
sul centro di Londra. Hanno avuto luogo in almeno una dozzina di
università, inclusi
University
College London (UCL), Warwick University e Oxford
University,
l'occupazione di teatri per conferenze e di edifici
amministrativi, seguite da occupazioni alla
Sussex University
di Brighton, UWE
di Bristol, SOAS
di London e da diverse
altre durante la scorsa settimana. Le richieste di quelli che
occupano finora sono state che le università si oppongano ai tagli
all'istruzione e all'aumento delle tasse e si sono estese a mostrare
solidarietà ai lavoratori, con richieste come nessun eccesso del
personale delle università e salario minimo per tutto il personale
delle lavanderie, degli approvvigionamenti e della sicurezza. Alcune
occupazioni hanno anche posto la domanda di aprire i libri della
contabilità. Lungi dall'essere limitate alle richieste
sull'istruzione, queste occupazioni stanno cercando di sollevare la
questione del più ampio programma dei tagli. La seguente
dichiarazione dell'occupazione dell'UCL ne è un valido esempio:
"Resistiamo contro le rette ed i feroci tagli
all'istruzione superiore e i tentativi del governo di costringere la
società a pagare per una crisi che non ha provocato. Le promesse
sono state violate, il processo politico ha fallito e non siamo
rimasti con altre opzioni. Resistiamo in solidarietà con tutti
coloro che combattono contro questi tagli a livello nazionale e
internazionale".
In posti come
Manchester
e Cambridge,
gli studenti universitari e medi che hanno tentato di occupare
gli edifici universitari si sono imbattuti nella resistenza della
polizia e sono stati respinti con i manganelli. Essendo stati
sopraffatti dai numeri alla dimostrazione del 10 novembre, per tutto
il paese la polizia ha visto la rabbia degli studenti e ha imparato
la lezione. E' chiaro che, essendo stata costretta ad agire più
pacificamente dopo la brutalità delle manifestazioni del G20 (che
sono finite con la morte di un membro del pubblico per mano di un
poliziotto), i poliziotti hanno chiuso con la finzione di essere i
bravi ragazzi che desiderano proteggere la sicurezza della gente
comune. Come ha dichiarato Engels, in ultima analisi, la stato è
corpi armati di uomini, con il monopolio dell'uso della violenza, a
protezione di nient'altro che la proprietà privata. Il governo ha
chiaramente perduto qualsiasi scrupolo nell'utilizzare la polizia
per reprimere le dimostrazioni, con
Michael Gove,
il segretario all'istruzione, che domanda che "la piena
forza della legge penale" venga applicata agli attivisti
che "fracassano vetrine per provare le loro ragioni"
(Guardian,
mercoledì 24 novembre 2010). Comunque, gran parte dei media mainstream ora
enfatizzano apertamente che queste manifestazioni sono state
"largamente pacifiche nonostante le immagini"
(ibid)
e che lo stato d'animo alle proteste "riflette la
rabbia dei giovani"
(Independent,
mercoledì 24 novembre 2010).
Da nessuna parte il trattamento dispotico è stato più visibile
che a Londra, dove più di 4.000 dimostranti pacifici sono stati
radunati dalla polizia su
Whitehall per quasi dieci
ore. Analogamente alla manifestazione del 10 novembre, l'ultima
protesta di Londra è cominciata con un'atmosfera di carnevale mentre
studenti da scuole, college e università si riunivano per continuare
il movimento contro i tagli. La polizia ha dichiarato che la
giustificazione per il raduno di diverse migliaia di studenti era
per "impedire ulteriore violenza e vandalismo", con il caso di un
furgone della polizia distrutto che è stato portato come esempio.
Comunque, è discutibile la legittimità di una simile pretesa, dal
momento che il furgone della polizia in questione era rimasto
isolato e vuoto in mezzo alla strada e probabilmente era un invito
manifesto da parte della polizia di invogliare al vandalismo e così
fornire una giustificazione per bloccarli. In qualsiasi caso, il
contenimento con la forza di migliaia di dimostranti pacifici in
condizioni di rimozione, compresi molti giovani minorenni fuori per
la loro prima manifestazione, non può essere giustificato. Lungi dal
ridurre la violenza, tali tattiche della polizia servono soltanto ad
aumentare la tensione di quelli nella protesta, sono spesso la causa
– non la cura
– di qualsiasi
comportamento aggressivo dei dimostranti. Il trattamento dell'ultima
protesta darà ai nuovi giovani attivisti un insegnamento che nessun
ammontare di denaro può pagare
– un insegnamento
su quello per cui esiste realmente la polizia.
Nonostante essere stati contenuti per tale lungo periodo, i
rapporti da quelli all'interno del recinto erano che l'umore da
festival della protesta è rimasto sempre, con canti, musica e buon
umore. Questa atmosfera
elettrizzata
– la combinazione
di rabbia ed eccitazione
– era evidente in
tutte le manifestazioni per tutto il paese, mentre migliaia di
giovani sono entrati nell'arena politica e si sono invigoriti e
radicalizzati con l'enorme presenza alle proteste.
Ora il compito è di incanalare questa energia. Come il vapore
da un bollitore, lo stato d'animo delle masse può essere trasformato
in lavoro utile se viene diretto nel modo appropriato. Comunque,
l'umore delle masse, come l'energia nel vapore, può anche dissiparsi
rapidamente se non viene data una direzione. Vi sono soltanto tante
volte che le masse usciranno nelle strade prima di diventare stanche
e restare a casa. Questa direzione del movimento necessita di una
leadership con una chiara prospettiva e una chiara strategia. Nel
caso degli studenti, questa leadership dovrebbe venire dalla
National Union of
Students (NUS).
Immediatamente
dopo la dimostrazione del 10 novembre,
Aaron Porter, presidente della
NUS, ha tentato di distanziarsi dalle azioni alla Millibank e ha
sostenuto una parte con il tentativo dei media mainstream di
distrarre dal reale epicentro della marcia
– i tagli.
Comunque, con altre figure politiche che escono a sostegno degli
studenti, Porter è stato costretto a chiedere che il movimento degli
studenti si allarghi e si colleghi al movimento dei lavoratori.
Senza far rumore è anche stata fatta cadere dal NUS la menzione di
tassa sul diploma come alternativa.
Comunque, la leadership della NUS manca di qualsiasi
prospettiva o strategia chiara. L'unico suggerimento di Porter su
dove andare dopo è "incoraggiare gli elettori a scrivere al loro
parlamentare per esprimere le loro preoccupazioni"
(Guardian,
lunedì
22 novembre 2010);
ma, come si è visto nel 2003 durante le proteste contro la
guerra in Iraq, i politici possono ignorare piuttosto facilmente le
dimostrazioni di milioni di persone e non hanno nessuno scrupolo
sull'accantonare le lettere degli elettori arrabbiati, specialmente
quando gli altri principali partiti politici non offrono nessuna
alternativa possibile. Nel caso dell'istruzione superiore, la
richiesta deve essere per l'istruzione gratuita, disponibile a
tutti, finanziata dalla nazionalizzazione delle banche e delle
società finanziarie. Questa è l'alternativa che le associazioni
degli studenti, i sindacati e il Partito Laburista devono chiedere e
per la quale devono combattere. Ora il compito degli studenti è di
costruire una campagna di massa in ogni università, assieme al
locale movimento dei lavoratori, perché queste richieste vergano
echeggiate attraverso tutte le organizzazioni di massa di studenti e
di lavoratori.
Le occupazioni di edifici universitari nel periodo recente sono
un passo positivo per il movimento degli studenti e
dove hanno avuto luogo
dovrebbero essere appoggiate. Comunque, in molti casi queste
occupazioni sono richiamate a breve scadenza con poche consultazioni
della più ampia popolazione di studenti e lavoratori nelle
università. Dobbiamo mettere in evidenza le limitazioni di simili
occupazioni su piccola scala e isolate, che, come le manifestazioni,
possono essere facilmente ignorate dai dirigenti dell'università.
Ciò che è necessario è un movimento di massa che blocchi intere
università attraverso una combinazione di personale che entra in
sciopero e di studenti che occupano. Tale strategia deve essere
costruita attraverso le associazioni studentesche e i sindacati in
tutte le università e deve essere collegata al movimento dei
lavoratori in ogni area per combattere i più ampi tagli a servizi
pubblici, posti di lavoro, salari e pensioni. La NUS dovrebbe
assumere un ruolo guida in tale movimento di massa e dovrebbe
collegarsi al TUC e chiedere uno sciopero generale.
I recenti movimenti degli
studenti serviranno da catalizzatore al movimento dei
lavoratori. Ogni nuova ondata di manifestazioni porta con se un
nuovo strato di attivisti e serve ad ispirare altre persone.
Comunque, in definitiva, è soltanto la classe lavoratrice, con
l'appoggio degli studenti, che ha il potere di trasformare la
società. Lavoratori e studenti, armati di un programma
socialista per nazionalizzare le banche e i monopoli
industriali, assieme hanno la potenza per sconfiggere i tagli,
rovesciare il governo e portare alla fine la catena sulla
società che è il capitalismo.
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