Socialist Appeal

 

Si intensifica il movimento degli studenti

di Adam Booth   

Giovedì 25 novembre 2010

Il movimento studentesco attraverso la Gran Bretagna è continuato mercoledì 24 novembre, con migliaia di studenti universitari e superiori che hanno manifestato in città e cittadine da una parte all'altra del paese. Seguendo dalla manifestazione nazionale di Londra forte di 50.000 persone il 10 novembre, un numero è comparso per protestare contro i tagli, ma questa volta in dozzine di eventi separati per tutta la Gran Bretagna.

Più particolarmente, gli ultimi eventi hanno portato sulla scena un nuovo strato di attivisti, con migliaia di studenti medi che si sono uniti al movimento che in precedenza era concentrato principalmente attorno alle lotte degli studenti universitari. Ancora una volta gli studenti sono in prima linea nella lotta contro i tagli. Le ultime proteste serviranno soltanto a radicalizzare altri strati della società e fungeranno da catalizzatore per il movimento dei lavoratori.

Mentre la maggioranza dei media mainstream ha scelto di concentrare la propria cronaca della dimostrazione del 10 novembre sul demonizzare chi era alla Millbank Tower (il QG del Partito Conservatore), vi sono stati molti rapporti che indicano che il movimento degli studenti ha ottenuto la simpatia di uno strato significativamente più ampio della società, che si oppone ai tagli ed è felice di vedere gente che resiste. I sondaggi condotti da alcuni giornali hanno dimostrato che la maggioranza del pubblico ha appoggiato le proteste degli studenti del 10 novembre (il 54% dei lettori del Daily Star erano a sostegno delle azioni alla Millibank), mentre i leader dei sindacati, come Bob Crow della RMT e personaggi politici come il parlamentare John McDonnell, hanno chiesto al movimento dei lavoratori di seguire l'esempio degli studenti nella lotta contro i tagli.

Essendo partito inizialmente come un movimento degli studenti universitari, le proteste del 24 novembre hanno dimostrato che ora il movimento degli studenti si è allargato per comprendere gli studenti medi, che sono usciti in massa dalle scuole per tutto il paese per appoggiare le manifestazioni locali. Sono stati visti giovani di dieci anni e studenti diplomandi che saranno i primi interessati dal progettato aumento del prezzo degli studi e che affrontano l'abolizione della Education Maintenance Allowance – erano fuori in grande numero. Perciò, lungi dallo spegnersi, il movimento contro i tagli si diffonde, con ogni nuova manifestazione che serve a radicalizzare un nuovo strato di giovani. E' soltanto questione di tempo prima che questa radicalizzazione dei giovani si riversi sul movimento dei lavoratori e la rabbia dei lavoratori trovi un'espressione attraverso i sindacati.

Diversamente dalla dimostrazione nazionale di Londra del 10 novembre, le proteste del 24 novembre non erano concentrate in un singolo luogo, ma erano sparse in tutto il paese. Le città con grandi popolazioni studentesche come Bristol, Sheffield, Leeds, Manchester, Brighton e Liverpool hanno visto diverse migliaia di persone partecipare alle proteste in ciascun luogo, con oltre 10.000 giovani che convergevano sul centro di Londra. Hanno avuto luogo in almeno una dozzina di università, inclusi University College London (UCL), Warwick University e Oxford University, l'occupazione di teatri per conferenze e di edifici amministrativi, seguite da occupazioni alla Sussex University di Brighton, UWE di Bristol, SOAS di London e da diverse altre durante la scorsa settimana. Le richieste di quelli che occupano finora sono state che le università si oppongano ai tagli all'istruzione e all'aumento delle tasse e si sono estese a mostrare solidarietà ai lavoratori, con richieste come nessun eccesso del personale delle università e salario minimo per tutto il personale delle lavanderie, degli approvvigionamenti e della sicurezza. Alcune occupazioni hanno anche posto la domanda di aprire i libri della contabilità. Lungi dall'essere limitate alle richieste sull'istruzione, queste occupazioni stanno cercando di sollevare la questione del più ampio programma dei tagli. La seguente dichiarazione dell'occupazione dell'UCL ne è un valido esempio:

"Resistiamo contro le rette ed i feroci tagli all'istruzione superiore e i tentativi del governo di costringere la società a pagare per una crisi che non ha provocato. Le promesse sono state violate, il processo politico ha fallito e non siamo rimasti con altre opzioni. Resistiamo in solidarietà con tutti coloro che combattono contro questi tagli a livello nazionale e internazionale".

In posti come Manchester e Cambridge, gli studenti universitari e medi che hanno tentato di occupare gli edifici universitari si sono imbattuti nella resistenza della polizia e sono stati respinti con i manganelli. Essendo stati sopraffatti dai numeri alla dimostrazione del 10 novembre, per tutto il paese la polizia ha visto la rabbia degli studenti e ha imparato la lezione. E' chiaro che, essendo stata costretta ad agire più pacificamente dopo la brutalità delle manifestazioni del G20 (che sono finite con la morte di un membro del pubblico per mano di un poliziotto), i poliziotti hanno chiuso con la finzione di essere i bravi ragazzi che desiderano proteggere la sicurezza della gente comune. Come ha dichiarato Engels, in ultima analisi, la stato è corpi armati di uomini, con il monopolio dell'uso della violenza, a protezione di nient'altro che la proprietà privata. Il governo ha chiaramente perduto qualsiasi scrupolo nell'utilizzare la polizia per reprimere le dimostrazioni, con Michael Gove, il segretario all'istruzione, che domanda che "la piena forza della legge penale" venga applicata agli attivisti che "fracassano vetrine per provare le loro ragioni" (Guardian, mercoledì 24 novembre 2010). Comunque, gran parte dei media mainstream ora enfatizzano apertamente che queste manifestazioni sono state "largamente pacifiche nonostante le immagini" (ibid) e che lo stato d'animo alle proteste "riflette la rabbia dei giovani" (Independent, mercoledì 24 novembre 2010).

Da nessuna parte il trattamento dispotico è stato più visibile che a Londra, dove più di 4.000 dimostranti pacifici sono stati radunati dalla polizia su Whitehall per quasi dieci ore. Analogamente alla manifestazione del 10 novembre, l'ultima protesta di Londra è cominciata con un'atmosfera di carnevale mentre studenti da scuole, college e università si riunivano per continuare il movimento contro i tagli. La polizia ha dichiarato che la giustificazione per il raduno di diverse migliaia di studenti era per "impedire ulteriore violenza e vandalismo", con il caso di un furgone della polizia distrutto che è stato portato come esempio. Comunque, è discutibile la legittimità di una simile pretesa, dal momento che il furgone della polizia in questione era rimasto isolato e vuoto in mezzo alla strada e probabilmente era un invito manifesto da parte della polizia di invogliare al vandalismo e così fornire una giustificazione per bloccarli. In qualsiasi caso, il contenimento con la forza di migliaia di dimostranti pacifici in condizioni di rimozione, compresi molti giovani minorenni fuori per la loro prima manifestazione, non può essere giustificato. Lungi dal ridurre la violenza, tali tattiche della polizia servono soltanto ad aumentare la tensione di quelli nella protesta, sono spesso la causa non la cura di qualsiasi comportamento aggressivo dei dimostranti. Il trattamento dell'ultima protesta darà ai nuovi giovani attivisti un insegnamento che nessun ammontare di denaro può pagare un insegnamento su quello per cui esiste realmente la polizia.

Nonostante essere stati contenuti per tale lungo periodo, i rapporti da quelli all'interno del recinto erano che l'umore da festival della protesta è rimasto sempre, con canti, musica e buon umore. Questa atmosfera elettrizzata la combinazione di rabbia ed eccitazione era evidente in tutte le manifestazioni per tutto il paese, mentre migliaia di giovani sono entrati nell'arena politica e si sono invigoriti e radicalizzati con l'enorme presenza alle proteste.

Ora il compito è di incanalare questa energia. Come il vapore da un bollitore, lo stato d'animo delle masse può essere trasformato in lavoro utile se viene diretto nel modo appropriato. Comunque, l'umore delle masse, come l'energia nel vapore, può anche dissiparsi rapidamente se non viene data una direzione. Vi sono soltanto tante volte che le masse usciranno nelle strade prima di diventare stanche e restare a casa. Questa direzione del movimento necessita di una leadership con una chiara prospettiva e una chiara strategia. Nel caso degli studenti, questa leadership dovrebbe venire dalla National Union of Students (NUS). Immediatamente dopo la dimostrazione del 10 novembre, Aaron Porter, presidente della NUS, ha tentato di distanziarsi dalle azioni alla Millibank e ha sostenuto una parte con il tentativo dei media mainstream di distrarre dal reale epicentro della marcia i tagli. Comunque, con altre figure politiche che escono a sostegno degli studenti, Porter è stato costretto a chiedere che il movimento degli studenti si allarghi e si colleghi al movimento dei lavoratori. Senza far rumore è anche stata fatta cadere dal NUS la menzione di tassa sul diploma come alternativa.

Comunque, la leadership della NUS manca di qualsiasi prospettiva o strategia chiara. L'unico suggerimento di Porter su dove andare dopo è "incoraggiare gli elettori a scrivere al loro parlamentare per esprimere le loro preoccupazioni" (Guardian, lunedì 22 novembre 2010); ma, come si è visto nel 2003 durante le proteste contro la guerra in Iraq, i politici possono ignorare piuttosto facilmente le dimostrazioni di milioni di persone e non hanno nessuno scrupolo sull'accantonare le lettere degli elettori arrabbiati, specialmente quando gli altri principali partiti politici non offrono nessuna alternativa possibile. Nel caso dell'istruzione superiore, la richiesta deve essere per l'istruzione gratuita, disponibile a tutti, finanziata dalla nazionalizzazione delle banche e delle società finanziarie. Questa è l'alternativa che le associazioni degli studenti, i sindacati e il Partito Laburista devono chiedere e per la quale devono combattere. Ora il compito degli studenti è di costruire una campagna di massa in ogni università, assieme al locale movimento dei lavoratori, perché queste richieste vergano echeggiate attraverso tutte le organizzazioni di massa di studenti e di lavoratori.

Le occupazioni di edifici universitari nel periodo recente sono un passo positivo per il movimento degli studenti e dove hanno avuto luogo dovrebbero essere appoggiate. Comunque, in molti casi queste occupazioni sono richiamate a breve scadenza con poche consultazioni della più ampia popolazione di studenti e lavoratori nelle università. Dobbiamo mettere in evidenza le limitazioni di simili occupazioni su piccola scala e isolate, che, come le manifestazioni, possono essere facilmente ignorate dai dirigenti dell'università. Ciò che è necessario è un movimento di massa che blocchi intere università attraverso una combinazione di personale che entra in sciopero e di studenti che occupano. Tale strategia deve essere costruita attraverso le associazioni studentesche e i sindacati in tutte le università e deve essere collegata al movimento dei lavoratori in ogni area per combattere i più ampi tagli a servizi pubblici, posti di lavoro, salari e pensioni. La NUS dovrebbe assumere un ruolo guida in tale movimento di massa e dovrebbe collegarsi al TUC e chiedere uno sciopero generale.

I recenti movimenti degli studenti serviranno da catalizzatore al movimento dei lavoratori. Ogni nuova ondata di manifestazioni porta con se un nuovo strato di attivisti e serve ad ispirare altre persone. Comunque, in definitiva, è soltanto la classe lavoratrice, con l'appoggio degli studenti, che ha il potere di trasformare la società. Lavoratori e studenti, armati di un programma socialista per nazionalizzare le banche e i monopoli industriali, assieme hanno la potenza per sconfiggere i tagli, rovesciare il governo e portare alla fine la catena sulla società che è il capitalismo.