Il controllo psicologico: stati di depotenziamento mentale
Parte II: Analisi del potere dell'elite globale
di Dr. Judith H. Young
Global Research, 25 ottobre 2008
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Nella Parte I di "Analisi del potere dell'elite globale" ho discusso un modello triplice di potere: forza bruta, il potere di nuocere ed il controllo psicologico. Nella Parte II, mi occuperò delle diverse forme di controllo psicologico progettate per indurre stati della mente che sono intrinsecamente depotenzianti, che eliminano o diminuiscono gravemente la nostra volontà di prendere un'azione correttiva in presenza di un forte danno. Come affermato in una famosa citazione di Henry David Thoreau, la massa degli uomini vive una vita di tranquilla disperazione, segnata da uno stato di rassegnazione che è disperazione confermata. Questo fenomeno, che è così antitetico ai gioiosi istinti naturali dei neonati, non è accaduto per caso, ma piuttosto attraverso l'accurata elaborazione di una oligarchia globale dal sangue freddo. Un'oligarchia la cui insidiosità richiama alla mente un'antica storia nella quale un omicidio perfetto viene commesso da Brak l'uomo di ghiaccio, che uccide una donna con un pugnale di ghiaccio: entrambe lui e la sua arma si sciolgono al sole del giorno dopo, non lasciando nulla come base per perseguire il crimine. Perché in aggiunta alla forza bruta ed al potere di nuocere, l'elite globale utilizza un'altra forma di potere che è tanto furtiva e scoraggiante quanto il crimine perfetto di Brak: tecniche sofisticate per il controllo psicologico che in gran parte derivano dalla capacità di modellare le percezioni ed il comportamento della popolazione attraverso la manipolazione mentale ed emotiva proprio della realtà che vive. Come osservato nel 1962 da Aldous Huxley nello spiegare il suo romanzo Brave New World, , questi sono metodi di controllo che sono "probabilmente molto più efficienti" del controllo "esercitato completamente dal terrorismo e da violenti attacchi sul corpo-mente degli individui."1 Sebbene ci vorrebbero dei volumi per fare giustizia nell'analizzare i crimini contro lo spirito umano perpetrati dai globalisti, tenterò qui di esporre diversi dei loro temi comuni: la normalizzazione dell'anormale, l'impotenza appresa e la sindrome da disorientamento del mezzo e mezzo. Secondo la mia opinione, se esploriamo le maniere nelle quali questi stati della mente ci depotenziano, essi saranno spogliati della loro mistica invalidante e riveleranno proprio i modi nei quali possono essere neutralizzati. Questa verità è ben asserita dalla analista junghiana e saggia Clarissa Pinkola Estés nel discutere l'agenda centrale dei terroristi, quella di gettare una rete di veleno mentale sulle loro vittime cercando di privarle della speranza - cercando di limitare la loro vita come persone completamente libere concentrate su bontà, amore, pace e felicità: "Quanto fortemente quella rete velenosa tiene quando si è inconsapevoli di cosa è fatta e quanto facilmente cade a pezzi quando si iniziano consciamente a contraddire le sue maligne sollecitazioni".2 La normalizzazione dell'anormale La Dr.ssa Estés osserva che il disordine di normalizzare l'anormale è dilagante attraverso le culture. Quando vi sono temibili punizioni per rompere il silenzio, per additare i torti, per chiedere il cambiamento, possiamo passare via velocemente dalla nostra giusta rabbia ed abituarci a non essere capaci di intervenire negli eventi sconvolgenti. Seguono disperazione, stanchezza e rassegnazione.3 La normalizzazione dell'anormale è in gran parte stata ottenuta attraverso il controllo da parte dell'elite al potere dei media di notizie e dell'intrattenimento. Questo dominio ha permesso non soltanto di decidere l'"informazione" che il pubblico è ammesso a ricevere, ma anche la formazione dell'opinione pubblica e del comportamento. Un esempio è la sponsorizzazione dello spettacolo TV 24, accuratamente progettato per desensibilizzare gli spettatori all'utilizzo della tortura. Un altro è l'utilizzo di annunci pubblicitari TV che mostrano i divi che approvano volentieri tecnologia di identificazione personale invadente, come parte di un programma attentamente creato con cura per prepararci ad accettare la sorveglianza ed il controllo del Grande Fratello, compreso il possibile impianto di microchip sotto la pelle. L'elite al potere fa assolutamente di tutto per mantenere il pubblico fuorviato, distratto, timoroso ed in definitiva imprigionato in una matrice di disinformazione, consumismo sfrenato ed i più bassi denominatori comuni di natura umana, compresi la violenza primitiva e la sessualità irrazionale. Come osservò Huxley nel 1962, l'oligarchia controllante è da lungo tempo all'opera per sviluppare metodi scientifici di controllo per "indurre il popolo ad amare la propria servitù" - per far loro "godere di uno stato delle cose del quale non dovrebbero godere secondo qualsiasi standard decente".4 Questo scenario distopico fu echeggiato da Bertrand Russell, che predisse che, come risultato del graduale e spietato utilizzo dei progressi tecnologici, "una rivolta delle plebi sarebbe tanto impensabile quanto una insurrezione organizzata di pecore contro la pratica di mangiare il montone".5 Contenderei che il disordine della normalizzazione dell'anormale consiste in larga misura nel dare una forma diversa proprio alla nostra costruzione della natura umana in termini dei suoi più spregevoli parametri, specialmente nelle aree della tendenza ad accumulare, della violenza e della sessualità. Sono proceduti degli sforzi massicci nello studiare e modificare il comportamento umano per giovare all'avidità di denaro e potere dell'elite globale. Il consumatore moderno non è riflettente la genuina natura umana, ma piuttosto un fenomeno creato in gran parte da studi psicoanalitici, esperimenti e consigli della brillante risorsa capitalista Edward Bernays. Ci sono voluti anni di accurato sforzo elitista per organizzare la generale aberrazione di una popolazione instupidita, inconsapevole e largamente non curante del proprio destino. Ed i disgustosi estremi di comportamenti sessuali umani che si avvicinano velocemente agli eccessi degli scellerati ultimi giorni dell'Impero Romano sono analogamente un prodotto di tecniche scientifiche diligentemente indagate di controllo psicologico e sociale.
E' terrificante ma essenziale
arrivare alla consapevolezza che è in gran parte la conoscenza della
natura umana acquistata attraverso l'applicazione di tecniche di
tortura da parte delle agenzie di intelligence che ha ispirato le
più ampie strategie di controllo della mente della classe dominante.
Più generalmente, le sue tecniche di controllo si sono in larga
misura sviluppate dalle operazioni psicologiche
(psyops) "sporche" che vengono accuratamente
compartimentalizzate e nascoste ai nostri rappresentanti in buona
fede in tutte e tre le branche di governo. Molte delle attuali
tecniche di controllo della mente sono derivate da progetti barbari
condotti segretamente da governi, laboratori privati ed università.
Nel suo libro del 2000 intitolato "I controllori della mente", il
Dr. Armen Victorian ha utilizzato la Freedom of Information Act per
documentare gli esperimenti della CIA e di altre agenzie che
esaminano nuove forme di armi "non letali" che sfruttano i pazienti
degli ospedali, le donne incinte, i bambini delle scuole, i
prigionieri ed i veterani senza il loro consenso. Altri esperimenti
estremamente pericolosi, compresi gli esperimenti con radiazioni
nucleari, sono stati ampiamente condotti sul pubblico ignaro e
persino sulle nostre truppe in Iraq ed Afghanistan.6 Al fenomeno della normalizzazione dell'anormale negli anni '70 fu data convalida sperimentale attraverso studi controllati su gruppi di cani. Gli esperimenti rivelarono molto delle innate reazioni di fuga o lotta dinanzi al pericolo ed indicarono che gli istinti auto-protettivi possono essere ignorati inducendo l'"impotenza appresa". In un esperimento il fondo delle gabbie fu collegato a fili elettrici per produrre uno shock solamente da una parte, risultando in attesi comportamenti di evasione; quindi venne collegato a fili elettrici l'intero pavimento delle gabbie per dare shock a caso, risultando in confusione, poi panico e quindi soltanto il distendersi in rassegnazione, prendendo le scosse mentre arrivavano e non cercando più di evitarli o di superarli in astuzia. In seguito le porte delle gabbie vennero aperte, ma i cani non si mossero per scappare come atteso, portando all'ipotesi che si fossero adattati ovvero "normalizzati" al loro dolore e stessero conseguentemente mostrando sintomi similari alla depressione clinica cronica.7 L'impotenza appresa si manifesta in situazioni di ogni giorno o in ambienti nei quali la gente percepisce, a torto o a ragione, che non ha nessun controllo su ciò che le accade, cioè guerra, carestia o detenzione (quelli che nei campi di concentramento nazisti si rifiutavano di preoccuparsi o di difendersi erano chiamati Muselmänner). Quando gli istinti di autodeterminazione sono danneggiati, come osservato dalla Dr.ssa Estés, gli umani 'normalizzeranno' assalto dopo assalto, atti di ingiustizia e distruzione verso loro stessi, i loro discendenti, i loro cari, la loro terra e persino i loro valori morali e spirituali.8 L'electroshock dei cani negli esperimenti di impotenza appresa, come documenta Naomi Klein, è stata copiata a livello della società dall'oligarchia finanziaria. L'elite capitalista sciocca una nazione con un evento come l'11/9 e, nel conseguente stato di confusione e di panico, si lancia nella salvezza nella forma di protettive figure paterne che forniscono una narrativa che offre una prospettiva sui scioccanti eventi che permette alle vittime profondamente disorientate di trovare un significato del trauma.9 Di qui lo straordinario potere della matrice di controllo della mente nota come la Guerra al terrore. Ma ciò che si è appreso può essere disappreso; ciò che è stato dimenticato può essere riappreso. Specialmente nel caso dei nostri istinti intrinseci di conservazione, possiamo impegnarci nell'analisi forense con lo scopo di ripristinare le capacità naturali che ci danno potere: "La normalizzazione dello scioccante ed ingiurioso viene rifiutata rimediando gli istinti danneggiati....Riapprendere gli istinti...profondi, tanto per cominciare è vitale per capire come siano stati decommissionati...Noi componiamo una mappa dei boschi nei quali viviamo e dove vivono i predatori e quale è il loro modus operandi....Quindi, se la nostra natura selvaggia è stata danneggiata da qualcosa, ci rifiutiamo di distenderci a morire. Ci rifiutiamo di normalizzare questo danno. Mobilitiamo i nostri istinti e facciamo ciò che dobbiamo fare".10 La Klein dimostra un analogo ottimismo: "Una volta che le meccaniche della dottrina shock sono comprese profondamente e collettivamente, intere comunità diventano più difficili da prendere di sorpresa, più difficili da confondere-resistenti allo shock".11 La sindrome da disorientamento del mezzo e mezzo L'implacabile marcia verso la tirannia negli Stati Uniti ed in altri paesi con un eredità di libertà, sottolineata dalla manifesta criminalità del recente pacchetto di salvataggio attuato contro la volontà politica e l'interesse della popolazione, sembra far presagire un terrificante futuro per l'umanità. Ci lascia in una terra di nessuno tra la familiarità della nostra precedente realtà ed i pericoli sconosciuti che si trovano davanti. Questa perdita dell'orientamento dovrebbe essere intesa come una forma di controllo psicologico dei globalisti sulla popolazione per due motivi. Primo, è una situazione che loro hanno architettato, ed architettato in un simile modo per giovare al loro auto-interesse. Secondo, la nostra paura del destino che hanno progettato per noi ci impedisce di esercitare il nostro pieno potenziale di opporsi attivamente al suo sviluppo. Nel momento dell'attuazione di quello che può essere solamente percepito come il loro fine partita, ci ritroviamo ad agitarci e disconnessi dal nostro ardore interiore. Gli umani hanno una istintiva paura dell'ignoto, che è esacerbata se tende ad indicare un ignoto che è negativo piuttosto che positivo. Nel presente caso l'ignoto pare essere caratterizzato dalla probabilità di una enorme destabilizzazione globale, con in serbo grande sofferenza per la popolazione. Sebbene il mondo come l'abbiamo conosciuto sia l'opposto che soddisfacente, l'orizzonte appare proprio assolutamente insopportabile--quindi la frase "guardare nell'abisso" recentemente utilizzato da numerosi analisti. Ciò rende la categoria del disorientamento del mezzo e mezzo più difficile da governare di quanto sarebbe in situazioni meno estreme, come l'adolescenza come normale e prevedibile transizione dall'infanzia alla maturità. Un altro aggravamento è l'infinito attacco furioso di crisi che l'oligarchia orchestra per tenerci in uno stato di disorientamento continuo, apparentemente incapaci di elaborare un trauma prima che colpisca quello seguente. Ma, come nel caso della normalizzazione dell'anormale e dell'impotenza appresa, la soluzione si trova nella perspicace comprensione del problema. Una volta che analizziamo il predicamento del disorientamento del mezzo e mezzo, un predicamento che tutti noi abbiamo sperimentato e navigato nella nostra vita personale ma potremmo ben non avere riconosciuto e chiamato come tale, la nostra paura perderà la sua presa e potremo ricuperare il nostro potere. Il predicamento del disorientamento del mezzo e mezzo accade ogni volta che siamo costretti a rivedere il nostro precedente senso dell'io e della realtà e ci viene richiesto di restare in un'area di mancanza di familiarità, disorientamento e perdita del controllo finché emerga e sia integrata una nuova serie di verità. Tutti noi abbiamo fronteggiato questo predicamento più volte nella nostra vita, per esempio durante gli anni dell'adolescenza, dopo una grande perdita e nella nostra vita quotidiana quando il nostro processo di crescita personale comporta la morte di vecchi aspetti dell'io e la nascita di nuovi. Anche le transizioni che si accettano volentieri, come il matrimonio, un lavoro migliore o un trasloco, sono di fatto altamente stressanti a causa della loro importanza. I discernimenti antropologici sulle iniziazioni ed i riti di passaggio hanno molto da insegnarci riguardo il fenomeno del disorientamento del mezzo e mezzo. I riti di transizione sono segnati da stadi distinti (sebbene spesso coincidenti): "Separazione: un distacco o una partenza da uno stato precedente, la cui familiarità procurava un senso di sicurezza; Marginalità / ambiguità: entrare nel margine tra il precedente ed il nuovo stato dell'essere, non proprio qui ma non del tutto là, avere perduto la sicurezza di confini familiari ed essere di fronte al disorientamento; "Compimento: un culmine nel quale si integra un nuovo stato dell'essere e senso dell'io".12 In un saggio classico sul predicamento del disorientamento del mezzo e mezzo, Victor Turner osserva che la transizione dalla separazione all'ambiguità è marcata dall'invisibilità temporanea: non si può essere classificati nel vecchio o nel nuovo modo e di conseguenza si è strutturalmente invisibili.13 Ciò la dice lunga nello spiegare la paura che segna importanti transizioni ed iniziazioni. La buona notizia è che, come nel processo dell'addolorarsi, vi è un processo ben studiato con il quale possiamo spostarci da un impaurito stato di ambiguità e raggiungere un nuovo equilibrio: un nuovo equilibrio che è di fatto salutare e più resistente perché è basato sulla piena consapevolezza della verità delle cose. E' meno doloroso accettare il bisogno di cambiamento che stare nello stato di rifiutare di ammettere la realtà. Come ha sottolineato il celebre mitologo Joseph Campbell, vi è effettivamente grande dignità nel rispondere all'appello all'eroismo, un appello che ora suona per tutta l'umanità. La buona notizia va oltre: Turner ed altri vedono di fatto doni potenziali nell'ambiguità del disorientamento del mezzo e mezzo che è così emotivamente difficile. L'incapacità di classificarsi, mentre si è nello stadio di incertezza e di non-conoscere, è anche libertà di esplorare nuovi modi di costruire la realtà e l'identità. Lo stadio dell'ambiguità può diventare di enorme creatività e fertilità mentre ci muoviamo verso una nuova realtà che noi stessi costruiamo. E' vitale mantenere questa consapevolezza mentre affrontiamo e contrastiamo l'evoluzione della partita finale dell'elite finanziaria nel cementare il suo controllo globale attraverso le attuali crisi economiche e le cosiddette soluzioni che ha essa stessa progettato. Mentre un potere che avanza si avvicina al suo obiettivo di dominio dello spettro completo, il suo crimine rompe la superficie perché tutti ne siano testimoni, come evidenziato dall'audacia della corporatocrazia nel costringere all'approvazione del pacchetto di salvataggio ed alla sua sfacciatamente egoistica attuazione. La nostra Repubblica non è stata sempre ignorante ed apatica di fronte a simile criminalità. In reazione ad un'offerta nel 1905 di una donazione di $100.000 da parte di John D. Rockefeller per l'opera missionaria della Chiesa Congregazionalista USA, il suo leader più eminente chiese: "E' questo denaro pulito? Può, ogni uomo, ogni istituzione, conoscere le sue origini, toccarlo senza essere contaminato"? Il Reverendo Washington Gladdington, echeggiando il modo di vedere prevalente dell'epoca, rimproverava l'accumulazione della ricchezza da tutte le parti "con metodi tanto insensibili, cinicamente ingiusti quanto quelli che venivano impiegati dai predatori Romani o dai nobili rapinatori del Medioevo. Nella fredda brutalità con la quale le proprietà sono demolite, le certezze distrutte e le persone a centinaia derubate del poco che hanno, tutto per incrementare le fortune dei multimilionari, abbiamo la spaventosa rivelazione del genere di mostro che un essere umano può diventare".14 Gli oligarchi non possono più utilizzare l'insidiosità dell'uomo di ghiaccio Brak per secondare la loro agenda. E non dobbiamo più permettere loro di depotenziarci attraverso tecniche tecnocratiche di controllo psicologico. L'efficacia di queste tecniche è derivata in larga misura dalla nostra interiorizzazione dell'oppressione, un processo che possiamo riuscire a capovolgere una volta che lo comprendiamo. I tecnocrati vorrebbero farci credere che siamo deboli per dare battaglia. Non lo siamo. Non sostengo questa affermazione ottimistica con un commento alla Parte I della mia analisi del potere dell'elite globale, che serve come potente fine della Parte II: "Per quanto mi riguarda ho dovuto sopportare gran parte di questa tortura per essere parte di una classe marginalizzata della società. Alle criminali elite globali piace praticare i loro esperimenti di abuso sui meno fortunati che non possono difendersi e non oppongono resistenza, ma come ha così giustamente osservato l'autrice, lo spirito umano è indomabile e non andrà quietamente nella notte. Lavoro eccellente nell'esporre questi crimini psicologici per quello che sono. Quando le persone cominciano a rendersi conto che una volta erano esseri umani ed odiano quello che stanno facendo i criminali comportamentali, possiamo fermare questa impotenza appresa e dire con Patrick Henry "Datemi la libertà oppure datemi la morte'".15 Judith H. Young, Ph.D., ha un B.A. ed un M.A. in Filosofia ed un dottorato in Scienze politiche (Brandeis University, 1973). Negli anni '70 è stata una ricercatrice pubblicata di think tank con un nulla-osta di massima sicurezza nei settori del controllo delle armi, degli studi strategici e delle attività nell'aerospazio internazionale. Nel 1973-74 ha insegnato Politica Internazionale alla Mount Holyoke University in Massachusetts. Negli anni '90 Judy divenne medico ed insegnante in diverse antiche arti di guarigione, comprese la terapia assistita con animale e Reiki tradizionale. Ha fondato un centro no profit per animali e natura dedicato a promuovere lo sviluppo salutare di bambini e giovani, che ha diretto dal 1994 al 2004 e ha pubblicato estesamente nel campo delle attività assistite con equini e dell'ecoterapia. Dopo gli scioccanti eventi dell'11/9/2001, Judy è tornata alla sua iniziale vocazione come scrittrice ed educatrice nel campo della politica internazionale, mantenendo nel frattempo anche la pratica professionale nella guarigione complementare ed alternativa.
Note finali 1. http://www.lib.berkeley.edu/MRC/audiofiles.html#huxley 2. Clarissa Pinkola Estés, "An Open letter: Healing from Terrorism Sickness," 15 settembre 2001, p.3. www.mavenproductions.com/estes 3. Estés, Women Who Run With the Wolves, Ballantine Books, New York, 1992, p. 244. 4. http://www.lib.berkeley.edu/MRC/audiofiles.html#huxley 5. Bertrand Russell, The Impact of Science on Society, Simon and Schuster, New York, 1953, pp. 49-50 6. Klein, The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism, passim.; Dr. Armen Victorian, The Mind Controllers, Lewis International, Inc., Miami, 2000; Colin A. Ross, The CIA Doctors: Human Rights Violations by American Psychiatrists, Manitou Communications, Inc., Richardson, TX, 2006. Questo fenomeno fa venire in mente un'altra forma di depotenziamento che affligge i combattenti per la libertà ed altri che capiscono troppo chiaramente la natura anormale e grottesca del male dell'oligarchia: il male è così orribile per quelli con gli occhi aperti che si ritorcono completamente. Vi è una formidabile frase latina per fenomeni (come l'incesto) che sono così molto al di fuori della sfera tipica dell'accettabilità che sono classificati in una speciale categoria: "contra naturum". L'audacia dell'elite al potere è davvero contraria proprio alle leggi della natura. Piuttosto che permettere alla nostra incredulità ed all'orrore di neutralizzarci, compreso il nostro orrore per gli sforzi di disumanizzazione che tentano di degradare la grandiosità delle specie umane, dobbiamo trovare il risentimento necessario per affrontarlo e sradicarlo come un male che è così aberrante da essere esso stesso sub-umano. 7. Estés, Women Who Run With the Wolves, p. 244. 8. Ibid., p. 246. 9. Klein, The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism, p. 458; Keith Olbermann interview with Naomi Klein: "Iraq Is the Classic Example of The Shock Doctrine" [VIDEO] December 2, 2007 http://www.alternet.org/blogs/video/69481/www.alternet.org 10. Estés, Women Who Run With the Wolves, p. 252-53. 11. Naomi Klein, The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism, p. 459. 12. Victor Turner, in Stanislov Grof, ed., Spiritual Emergency, Jeremy P. Tarcher, New York, 1989. 13. Ibid. 14. Peter Collier and David Horowitz, The Rockefellers: An American Dynasty, Holt, Reinhart and Winston, New York, 1976, p. 3. 15. Vedi Keepers of the Trust community nel sito web dell'autrice: http://freefalltofascism.homestead.com/testimonials.html |
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