Lo strano linguaggio del capitalismo

di Charles Sullivan

21 giugno 2006

 

Quando George Bush ed altri capitalisti parlano di portare la libertà nel mondo dovete capire che non intendono la libertà nel senso nel quale la intende la maggior parte di noi. Dobbiamo renderci conto che parlano con il fuorviante, obliquo linguaggio del capitalismo. Per libertà non intendono la diffusione della democrazia o la liberazione dei popoli oppressi. Intendono l'accesso senza impedimenti ai mercati attraverso l'utilizzo della forza coercitiva militare ed economica. La maggioranza delle persone al mondo concepisce la libertà in termini umani. I capitalisti concepiscono la libertà in termini di personalità delle corporazioni (grandi società ndr), accesso ai mercati con ogni mezzo necessario e dominio dittatoriale assoluto. Questo è il volto dei liberi mercati e del reciproco commercio quando si mettono in relazione agli esseri umani.

Non soltanto il capitalismo ha prodotto l'idea delle corporazioni, le ha sovvenzionate, con mezzi molto discutibili, con tutti i diritti della personalità e nessuna delle responsabilità sociali delle persone vere. L'idea di personalità delle corporazioni deve essere una delle più contorte e bizzarre creazioni mai prodotte dall'immaginazione umana. Come il mostro romanzesco di Frankenstein, è sociopatica e diabolica,  ed ha portato distruzione in qualsiasi luogo la sua mostruosa impronta abbia toccato il suolo.

Per libertà Bush e soci intendono libertà delle corporazioni. Parlano di libertà delle corporazioni di operare con impunità in tutte le parti del mondo senza regole di alcun tipo. Detto semplicemente, parlano del dominio delle corporazioni sul mondo sostenuto dal braccio forte delle forze armate degli USA. Stanno segretamente patrocinando l'oppressione dei popoli del mondo, il saccheggio della terra, la distruzione della cultura e del linguaggio, l'esportazione dei posti di lavoro nei più economici, meno regolamentati e più sfruttabili mercati del lavoro. Questo è ciò che intendono per libertà—la libertà per i plutocrati di dominare il mondo; il Nuovo Ordine Mondiale di Papà Bush, la dominazione globale della classe lavoratrice da parte dei plutocrati dominanti.

Perseguono la loro bieca impresa con fervore religioso, come i puritani che si accingevano a distruggere metodicamente le regioni selvagge dell'America ed a massacrare gli indiani. Lo chiamo capitalismo predatore e non è limitato solamente al clan di Bush. E' ugualmente difeso dal Congresso, dai principali candidati presidenziali, i quali sono tutti nelle tasche dei loro finanziatori societari; ed è predicato nelle nostre istituzioni educative come vangelo economico. Il Congresso ci ha svenduti molto tempo fa ma noi crediamo che sia possibile una riforma esercitando il nostro diritto di voto e cambiando un plutocrate con l'altro. E' un miracolo che ognuno di loro riesca a star serio. E' come rubare caramelle ad un bambino—per niente difficile.

Capire richiede poco più che buona volontà per collegare i punti e comprendere i modelli della storia dalla prospettiva della classe lavoratrice. E' letteralmente così semplice.

L'idea centrale del capitalismo predatore è il dominio con la forza, per assoggettare la terra ed i suoi abitanti alla volontà degli uomini più ricchi del mondo. In base a questo modello, meno del cinque per cento dell'elite globale spadroneggerà sul rimanente novantacinque per cento della popolazione. Questa filosofia è personificata dal Bilderberg e dal Carlyle Group (per saperne di più fate una ricerca su Google).

Le forze armate USA sono una appendice delle corporazioni che hanno dirottato il governo dal popolo. Il Pentagono è il pugno di ferro dell'oppressione che frantuma il volto della resistenza alla Pax Americana e del dominio corporativo assoluto. Soltanto nel linguaggio depravato del capitalismo i militari sono una forza per la libertà—libertà corporativa di dominare il mondo con la pura violenza. Se coloro che controllano il governo riescono ad attuare la loro agenda, il novantacinque per cento della popolazione mondiale diventerà proprietà del cinque per cento o meno più ricco.

Dunque, dobbiamo comprendere quello che i capitalisti predatori intendono quando usano la parola libertà. Come concepito dalla gente che guida il governo, il mondo è una vasta risorsa matura per il furto. Questo include le materie prime necessarie alla produzione industriale e gli esseri umani come una fonte sfruttabile a buon prezzo oppure, idealmente, gratuita di lavoro. Per libertà i capitalisti intendono la proprietà privata di tutto e di tutti. Tali sono i sogni contorti della plutocrazia americana. Il sogno dell'uomo ricco è l'incubo dell'uomo povero.

Mentre i riformisti politici continuano ad essere raggirati nello scegliere tra partiti politici, entrambe servitori delle stesse corporations, viene preparata la strada per la soluzione finale. Chiunque si opponga alla Pax Americana è un terrorista nella mente dell'elite dominante. Questo è il perché dell'utilizzo da parte di Bush di NSA, FBI, CIA e Pentagono contro i cittadini degli USA rispettosi della legge. Queste organizzazioni crittogame sorvegliano la resistenza e pianificano attacchi preventivi contro ogni democrazia che mostri segni di germogliare e si organizzi in movimento popolare. Lo spietato stivale di ferro del capitalismo sta pronto per spegnerla come un mozzicone di sigaretta che brucia lentamente su un marciapiede cittadino.

I bottini di guerra sono così redditizi che i capitalisti hanno creato un economia da tempo di guerra permanente. La guerra è una fonte certa di contanti che provvede a fare scorrere il denaro dalle nostre tasche alle loro. Non hanno nessuna intenzione di rinunciare al potere attraverso il processo elettorale o con ogni altro mezzo. Stanno creando un gulag di dimensioni mondiali; una colonia penale di proporzioni globali nel quale vi saranno due classi: quella dei padroni e quella dei servi.

Secondo Donald Rumsfeld (Foreign Affairs, 2002), “Le guerre del ventunesimo secolo richiederanno sempre più tutti gli elementi della potenza nazionale: economico, diplomatico, finanziario, poliziesco, di intelligence ed operazioni militari sia manifeste che clandestine". Rumsfeld ha così definito il nocciolo dell'agenda di Bush: l'economia come arma contro la democrazia.

Perciò ogni nazione, individuo o gruppo di persone che resiste alla Pax Americana è un nemico dello stato—lo stato corporativo. Ogni sforzo per deviare la ricchezza di una nazione dalle società multinazionali ai programmi sociali per il bene del pubblico sarà sbrigativamente soppresso dal braccio forte dei militari USA. I governi del Venezuela e della Bolivia sono i primi esempi. I sicari economici della CIA sono già sul terreno in America Latina ed è una scommessa sicura che le squadre della morte siano già state formate. Se questi tentativi di decapitare il socialismo democratico falliscono verrà lanciata una invasione militare su vasta scala. Nella storia questo è stato il modello.

I vergognosi mezzi di informazione corporativi stanno già fervidamente ritraendo Hugo Chavez and Evo Morales, due dei più popolari leader al mondo eletti democraticamente, come dei terroristi. Questa è la scritta sul muro ed è dipinta con sangue umano.

Se abbiamo caro qualcosa al di sopra della nostra egoista consolazione, se crediamo negli ideali di libertà e di democrazia per il popolo, se crediamo nella pace e nella giustizia non dobbiamo stare seduti vanamente e permettere che questi uomini giusti vengano rovesciati o assassinati da scagnozzi degli illegittimi plutocrati. Dobbiamo riprenderci il nostro paese e darlo al popolo.

Nota dell'autore: I concetti discussi in questo componimento sono investigati e registrati completamente in grande dettaglio in "The Bush Agenda: Invading the World One Economy at a Time ”, scritto da Antonia Juhasz. Sono esposti dettagliatamente anche nel libro Overthrow di Steven Kinzer. 
 

Charles Sullivan è un fotografo, scrittore free lance ed attivista sociale che vive in West Virginia. I vostri commenti sono accettati volentieri a earthdog@highstream.net.