SIGNS OF THE TIMES
Ridurre la Libia al silenzio: la NATO ritorna sulla scena del crimine
Corey Schink
Sott.net
Martedì, 3 maggio 2016 18:00 UTC
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La NATO ha esibito la sua natura veramente distruttiva e sadica quando 5 anni fa ha obliterato la Libia. Coloro che espongono ciò che è accaduto e che sta ancora accadendo vengono 'uccisi dolcemente'. Quello che iniziò nel 2011 con un violento assalto contro i libici terminò in una 'no-fly zone' richiesta dalla NATO ed approvata dall'ONU che risultò in un massacro di proporzioni senza precedenti. Nicholas Kristol sul New York Times ha avuto l'audacia di sostenere che mentre le bombe cadevano sulle loro teste i libici correvano intorno urlando "Grazie America!" Ci è stato raccontato che le stragi e le mutilazioni erano necessarie 'per proteggere i civili' dal loro leader. Un glorioso e benevolo atto di gentilezza, l''intervento umanitario' un nuovo regime 'civilizzato' e 'elevato' i libici comuni. In realtà, è stata uccisa, mutilata e terrorizzata un'intera popolazione mentre la NATO ed i suoi 'ribelli' mostravano visibile godimento nell'apprendere che il paese veniva fatto a pezzi. Quando la NATO andò via e la maggior parte dei mercenari 'islamisti' venne trasferito in Siria, la Libia fu lasciata impantanata nell'inferno della guerra civile. A quel punto l'occidente cambiò la sua narrativa - l'intervento non era più il 'trionfo dei valori occidentali'; ora era 'uno spiacevole errore'. L'utilità di questo cambio della narrativa si trova nel fatto che ora sostiene di dovere ritornare e 'sistemare il caos' (che ha prodotto). E' come lo psicopatico che ritorna sulla scena del suo crimine. Di recente la NATO sta
incrementando le sue attività nel paese. Iniziando in gennaio, con il
'rilevamento dei militanti dell'ISIS e delle loro reti di battaglia',
ora gli USA ed il Regno Unito sono in
colloqui
per cominciare a schierare migliaia di truppe per estese operazioni
militari. In seguito a grandi sconfitte dei loro gruppi terroristici in
Siria, la Libia è diventata (di nuovo) la loro base, con i
comandanti dell'ISIS che nel dicembre 2015 si sono
incontrati a Sirte per
raggrupparsi e, senza dubbio, per ottenere armi ed altro materiale
bellico dai loro gestori occidentali. Con il piano sionista-NATO nel caos e con un nuovo asse di resistenza che emerge da Hezbollah (Libano) a Damasco a Baghdad a Tehran - e sostenuto da Mosca - il futuro della Libia resta nella bilancia. L'autorità centrale della Libia è nella confusione, con almeno quattro principali forze che rivaleggiano per il controllo del paese. Vi è il Consiglio dei Delegati, con base a Tobruk, che è stato 'eletto democraticamente' durante il crollo della Libia, il Congresso Generale della Nazione, che attualmente ha subito il 'governo di unità' dell'ONU ed il Consiglio Tribale, che, da una prospettiva occidentale, potrebbe pure non esistere, nonostante sia l'unico ente con il sostegno delle organizzazioni di base della società civile in tutto il paese. Il Consiglio dei Delegati, basato a Tobruk, è 'riconosciuto dalla comunità internazionale' (che significa che è riconosciuto dall'impero americano) ed appoggiato dall'esercito libico, che di questi tempi è comandato da uno spione della CIA, il generale Khalifa Haftar.
Haftar è stato tra quelli che hanno
aiutato Gheddafi ad arrivare al potere. Ma, in seguito ad un disastroso
fiasco 'Baia dei Porci' durante il conflitto Ciad-Libia degli anni '80,
lui e diverse centinaia dei suoi soldati finirono come prigionieri di
guerra nei campi del Ciad. In maniera interessante, gli USA intervennero
e riportarono negli USA Haftar assieme alle sue truppe, dove poi,
secondo quanto riferito
, Haftar iniziò l'addestramento con la
CIA a Langley. Haftar ritornò in Libia per la prima volta nel 2011, come
comandante dei mercenari introdotti per rovesciare Gheddafi.
Il Governo di Unità Il 'nuovo governo', nominato proprio dalle potenze che hanno distrutto il paese, è guidato da Fayiz as-Sarraj, l'uomo a cui 'è stato dato il compito di richiedere l'intervento militare ufficiale alle Nazioni Unite, il più presto possibile, contro le forze dell'ISIS in Libia'. Se il suo 'governo' 'conquista' con successo la Libia, Sarraj e la sua gente si preparano ad ereditare l'Autorità degli Investimenti Libica (LIA) - il maggiore fondo sovrano africano, del valore di circa $65 miliardi, ma che è per la maggior parte 'congelato' in conti di banche estere. Questa somma probabilmente è soltanto la punta dell'iceberg: alcune stime mettono l'ammontare delle attività libiche congelate dall'occidente a $1 trilione. Qualcosa mi dice che i libici saranno fortunati di vederne mai più qualcosa.
Per ora, la battaglia del LIA è a Londra ma in una svolta bizzarra la scorsa settimana il caso è stato polemicamente fermato a mezzo flusso su consiglio del Ministero degli Esteri della Gran Bretagna.
Cosa hanno i Blair da guadagnare dal mantenere i
$65 miliardi fuori dalle mani dei governi litiganti del paese? Bene, per
me, questa è una leva molto utile sul futuro del paese.
E cosa è avvenuto due settimane dopo la riunione di emergenza della NATO? Gli USA ed il Regno Unito hanno inviato forze speciali a Misurata, appena a nord della città di Beni Walid, per iniziare ad addestrare i 'ribelli'. La linea ufficiale è che stanno aspettando una richiesta del loro governo fantoccio per invadere (quanto molto premurosa!), naturalmente nell'interesse di 'sconfiggere l'estremismo'. Ancora una volta, la linea tra 'terrorista' e 'combattente della libertà' viene deliberatamente offuscata per perpetuare guerre di saccheggio e sadismo e per mantenere la Libia 'giù dal conto'.
Unitevi a me per un momento a riflettere sulle
profondità del cinismo psicopatico qui: nel 2011 hanno mandato in Libia
dei terroristi e li hanno chiamati 'combattenti della libertà'; ora
quegli stessi terroristi sono il motivo per cui vogliono di nuova far
esplodere la Libia. Gli psicopatici hanno uno spione della CIA al comando dell'esercito libico, armano le milizie dei terroristi e stanno cercando di creare un 'governo di unità' che darà loro accesso alle risorse e che chiamerà 'rinforzi' per sconfiggere la 'minaccia terrorista'. In altre parole, è altro dello stesso per la NATO: caos escogitato per 'legittimare' altra guerra ed altra distruzione. Non soddisfatti di avere rubato miliardi, se non trilioni, delle risorse della Libia, sono tornati per altro.
Corey è regolare copresentatrice di Truth Perspective alla SOTT Radio Network.
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