Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

Il significato del tentativo di colpo di stato di Washington in Honduras

Shamus Cooke

1° luglio 2009

 

Non vi dovrebbe essere nessun dubbio sul ruolo decisivo degli USA dietro il colpo di stato che si sta ora sbriciolando in Honduras. Come comandante in capo delle forze armate USA, la colpa di questo intervento ricade solamente sul presidente Obama.

Comunque, la Casa Bianca vorrebbe farvi credere che ha tentato di convincere i militari honduregni a non intervenire.

Sciocchezze.

Quando si tratta dei militari honduregni, il governo USA non ha bisogno di chiedere il permesso di niente. La relazione lunga decenni tra le due istituzioni è una relazione di dipendenza — i militari dell'Honduras sono da lungo finanziati ed addestrati dagli USA. The New York Times spiega:

"I due paesi hanno da lungo uno stretto rapporto militare, con una task force militare americana stazionata in una base aerea in Honduras a circa 50 miglia a nordovest di Tegucigalpa. L'unità pone particolare attenzione all'addestramento delle forze militari honduregne, operazioni antidroga, ricerca e salvataggio e missioni di assistenza nelle calamità per tutta l'America Centrale". (28 giugno 2009)

E dall'esperta latino americana Eva Gollinger:

"Il gruppo militare USA in Honduras addestra circa 300 soldati honduregni ogni anno, fornisce annualmente più di $500.000 alle forze armate honduregne ed inoltre fornisce $1,4 milioni per un programma di istruzione e di scambio militare per circa altri 300 soldati honduregni ogni anno".

Quest'anno gli aiuti USA all'Honduras sono stati di $43 milioni. E' assolutamente inimmaginabile che i militari honduregni agiscano contro il volere della superpotenza militare ed economica dell'emisfero.

Infatti, il principale leader militare del colpo di stato in Honduras — il capo dello stato maggiore riunito Orlando Vasquez Velasquez — viveva ed è stato addestrato alla famigerata School of Americas (SOA), una base militare USA che addestra gli ufficiali latino americani ad agire nei migliori interessi delle corporations degli Stati Uniti. Non è affatto una coincidenza che un altro leader del golpe — il capo dell'aeronautica gen. Luis Javier Prince Suazo — sia anche lui un diplomato della SOA. Quando il presidente honduregno Manuel Zelaya si è reso conto che Vasquez agiva contro di lui lo ha licenziato — ed il resto dei capi militari si è dimesso per protesta, ed il colpo di stato era avviato.

L'estremamente conservatrice Corte Suprema honduregna ha quindi dato ai militari la copertura "legale" di cui necessitava per portare avanti il golpe, un fatto che i media USA utilizzano per giustificare gli eventi.

La ragione del colpo di stato si trova nel recente mutamento di direzione in politica estera del presidente Zelaya — lontano dagli Stati Uniti verso il Venezuela ed il resto dell'America Latina. Questa svolta è stata il risultato del fatto che gli Stati Uniti hanno in gran parte ignorato l'Honduras, dopo che era terminato un perenne e scellerato rapporto: gli USA avevano per anni incanalato un grande ammontare di denaro ed armi al governo honduregno per uccidere gli elementi della sinistra politica delle regioni, il cui punto più alto sono stati in quelle zone i turbolenti anni '80.

Dopo che Zelaya fu eletto nel 2006 (gli resta ancora un anno del suo mandato), promise di spostare la politica dell'Honduras verso l'aiuto ai settori più poveri della società. Si è reso conto che non poteva realizzare nessuna delle sue promesse con l'esiguo ammontare di aiuti dagli USA ed invece ha guardato all'associazione di scambio latino americana, ALBA. Zelaya ha spiegato: "Cerco progetti dalla Banca Mondiale, dalla Banca dello Sviluppo Inter-Americano, dall'Europa ed ho ricevuto offerte molto moderate ... che ci costringe a trovare altre forme di finanziamento come l'ALBA". (Reuters, 26 aprile 2008)

Al governo USA questa mossa non è piaciuta, dal momento che preferisce che siano le banche USA a dominare le economie dei paesi latino americani. The New York Times conferma:

"...i rapporti [di Washington] con Zelaya...recentemente erano diventati più freddi a causa dell'inclusione dell'Honduras nell'Alternativa Bolivariana per le Americhe, o ALBA, un'alleanza politica di sinistra guidata dal Venezuela". (28 giugno 2009)

Quasi tutti i media degli USA che scrivono del colpo di stato in Honduras sono disseminati di riferimenti negativi a Hugo Chavez, al "progetto socialista" e ad altre parole chiave intese al influenzare il lettore verso l'accettazione del colpo di stato.

Per esempio:

“…[Zelaya] ha l'appoggio dei sindacati e dei poveri. Ma la classe media e la ricca comunità imprenditoriale temono che voglia introdurre nel paese, uno dei più poveri dell'America Latina, il tipo di populismo socialista di Chávez". (New York Times, 28 giugno 2009)

Lo stesso Obama non ha fatto nulla di significativo per fermare il colpo di stato. Dopo che è stato annunciato, Obama era soltanto "profondamente preoccupato" per gli eventi in Honduras, ma i suoi vaghi commenti sul "dialogo" e rispetto delle "procedure legali" erano pieni di fessure — grandi abbastanza perché riesca ad entrarci un colpo di stato. Più tardi la pressione internazionale ha costretto Obama ad usare un linguaggio più duro contro i militari honduregni, ma le sue azioni non hanno rispecchiato la retorica.

Se Obama si rifiutava immediatamente di riconoscere il governo golpista di recente installato in Honduras, minacciando nel frattempo di ritirare i militari USA e gli aiuti finanziari — assieme all'ambasciatore USA — il colpo di stato si sarebbe dissolto in pochi secondi. Comunque, azioni forti come queste sono state completamente mancanti.

Commenta Eva Gollinger:

"Penso che un ovvio colpo di stato contro un governo democratico che capita pure essere un importante dipendente dall'aiuto economico e politico USA dovrebbe provocare una dichiarazione più ferma e concisa da parte del governo USA".

Una simile dichiarazione è arrivata non soltanto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma dall'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) in precedenza dominata dagli USA. Entrambe le organizzazioni si rifiutano di riconoscere il nuovo governo golpista in Honduras e pretendono il ritorno di Zelaya. Questo è un grosso colpo per Washington, che in tempi migliori poteva contare sull'OAS e sull'ONU perché chiudessero un occhio verso un golpe sponsorizzato dagli USA, come quello a Haiti nel 2004.

Ora comunque l'OAS ha in gran parte rotto dalla stretta alla gola degli USA, incoraggiata dal sentiero indipendente preso da numerosi paesi latino americani, specialmente il Venezuela.

E questo è il più ampio motivo per il colpo di stato. Le banche e le altre corporations USA che una volta dominavano l'America Latina vengono rapidamente spinte da parte, di modo che i governi possano utilizzare la ricchezza dei loro paesi per i servizi sociali ed il vero sviluppo economico — non per il saccheggio per profitto straniero.

Il tentativo di golpe USA in Honduras è quindi un segno di disperazione. E' stato anche un enorme gioco d'azzardo. Obama aveva sperato che l'ONU e l'OAS l'avessero lasciato scorrere. Si sperava pure che il popolo honduregno sarebbe stato intimidito dalla legge marziale e dall'oscuramento delle comunicazioni. Non è avvenuto nessuno di questi.

Immense proteste hanno sfidato il coprifuoco ordinato dai militari. I paesi latino americani si sono uniti a dispetto di una tirannica politica USA. Viene riferito che questi avvenimenti stanno causando delle spaccature nei militari honduregni, mentre veniva preparato anche uno sciopero generale da parte dei sindacati del paese.

Di conseguenza, è probabile che il colpo di stato si sbricioli e che il primo tentativo di Obama di ri-sottomettere l'America Latina avrà fallito. Le azioni dell'ONU e dell'OAS sono esempi evidenti dell'influenza internazionale degli USA che si restringe, vuol dire che interventi futuri  per ristabilire l'egemonia degli USA — sia militari che economici — è probabile che siano più diretti. Più sottili tentativi di Obama per sostenere l'"influenza" degli USA nel mondo richiederanno in definitiva tattiche più brusche, alla Bush.

Se il colpo di stato honduregno fallisce, Obama dibatterà eloquentemente di quanto sia soddisfatto che "la democrazia sia stata ripristinata" — rifiutando nel frattempo di ammettere che ha cercato di distruggerla.