DISSIDENT VOICE

a radical newsletter in the struggle for peace and social justice

 

Gli stadi principali nella storia del bolscevismo 1905-1917

e la loro rilevanza oggi

di Thomas Riggins / 2 ottobre 2012

 

Lenin, nel suo libro L'estremismo, malattia infantile del comunismo, scritto nel 1920, sostiene che vi siano delle lezioni della Rivoluzione Russa che possono essere di interesse più generale che alla sola Russia. Questo fu 92 anni fa. il mondo dell'inizio del 21° secolo è dominato dal capitale finanziario globale e totalmente controllato da alcune potenze economiche capitaliste avanzate e da almeno una potenza economica semicapitalista (o quasi-socialista) che (con poche eccezioni) lo spadroneggiano sulla maggioranza della popolazione mondiale che risiede in paesi sottosviluppati ed in regioni supersfruttate. Cercare di scoprire quali possono essere oggi quelle lezioni può essere più difficile che scoprirle nel 1920.

Nel spiegare nelle sue lezioni lo sfondo della Rivoluzione Russa, Lenin, nel Capitolo Tre di L'estremismo, malattia infantile del comunismo, discute la storia del bolscevismo dal 1903 fino alla Rivoluzione d'Ottobre del 1917. Guardiamo questo capitolo per vedere se vi siano delle lezioni per oggi o per vedere se siano soltanto dei dati di quelle che altrove Lenin chiama le "peculiarità storiche della Russia".

Lenin divide la storia bolscevica in sei stadi che esaminerò brevemente. In primo luogo vi è il periodo di "preparazione per la rivoluzione" del 1903-1905. Questo è stato un periodo nel quale le tre classi principali della società russa sentivano tutte che era nell'aria una rivoluzione e contendevano sulle tattiche per impegnarvisi e quale genere di programma doveva essere avanzato. Le classi che menziona sono la borghesia (i liberali), la piccola borghesia (forze democratiche che si chiamavano socialdemocratici o socialrivoluzionari) e la classe lavoratrice (le autentiche forze rivoluzionarie). Le classi che si raggruppavano attorno allo zar erano evidentemente state già eclissate dalle tre classi "principali" poiché Lenin non le menziona (sebbene molti liberali sostenessero l'idea di una monarchia "costituzionale"). Comunque afferma che oltre alle tre classi principali vi erano "forme intermedie, di transizione o indifferenti".

Bene, persino con la crisi economica che il mondo ha ancora di fronte nel 2012, quale classe lavoratrice potrebbe oggi essere considerata autenticamente rivoluzionaria? Vi sono alcuni barlumi di coscienza di classe rivoluzionaria in Europa (per esempio in Grecia), nel Terzo Mondo vi sono alcuni movimenti dei lavoratori e comunisti/socialisti che in un modo o nell'altro combattono attivamente contro il sistema capitalista (Nepal, parti dell'India) ed l'America Latina sta iniziando a sfidare seriamente il dominio degli USA. I lavoratori USA non hanno ancora nemmeno un partito dei lavoratori che avanza per se e dividono i loro voti, assieme alla piccola borghesia (della quale pensano di fare parte molti lavoratori, chiamandosi "classe media") tra i due maggiori partiti della borghesia. Per quanto riguarda l'odore di rivoluzione nell'aria, al momento non è rilevabile (forse mascherato dai gas serra). Comunque, si riceve un soffio di fascismo.

Nel mondo capitalista avanzato non vi sono molte prove degli effetti di questo stadio della storia bolscevica. Comunque, vi è qualcosa di analogo che sta succedendo in Europa ed altrove. Dappertutto il popolo si organizza e si istruisce a contrattaccare contro le corporation che attaccano il suo ambiente ed il suo modo di vivere. I grandi del petrolio, e del carbone e del gas naturale trovano sempre più resistenza ai loro progetti di sfruttare ed inquinare. Anche l'austerità come soluzione ai problemi economici che la borghesia ha portato al mondo viene sempre più respinta dalle masse. Negli USA i lavoratori cominciano a svegliarsi ed a resistere contro l'ultra-destra (ma questo è un risveglio ancora molto preliminare). Il popolo può non stare studiando la storia del bolscevismo a questo punto, ma lo sfruttamento e l'oppressione generano opposizione e così vi è almeno una familiare somiglianza tra ciò che Lenin scrive del periodo 1903-1905 in Russia e oggi.

Il secondo periodo, "gli anni della rivoluzione", è quello 1905-1907. Questo è il periodo della nascita in Russia dei primi Soviet. Si sarebbe in imbarazzo a trovare qualcosa di paragonabile che succeda oggi nel mondo capitalista avanzato. Comunque, il movimento Occupy Wall Street negli USA e movimenti similari in Europa e nel vicino oriente, la cosiddetta "Primavera Araba"dove non contaminati dall'intrigo capitalistasono forse degli sviluppi fetali di futuri Soviet o di istituzioni come i Soviet.

Mentre generalmente Lenin evita la fiducia sulla "spontaneità" come forza motrice del progresso rivoluzionario, afferma che "La forma di organizzazione del Soviet ha avuto origine nello sviluppo spontaneo della lotta". Questo periodo di due anni fu segnato da un'insurrezione generale, un sollevamento rivoluzionario contro la classe dominante ed il governo russi. Questo tipo di "sviluppo spontaneo" non sembra essere all'orizzonte negli USA ma è avvertibile fino a un certo punto nelle zone più povere della UE e, mentre il continuo declino del sistema capitalista ora in moto diventa sempre più intollerabile per le popolazioni generali di questi paesi, possiamo aspettarci di vedere la nascita di organizzazioni rivoluzionarie analoghe a quelle descritte da Lenin nel suo libro.

Questo sarà un periodo de "L'alternazione di forme di lotta parlamentari e non parlamentari, delle tattiche di boicottaggio del parlamento e di quella della partecipazione al parlamento, di forme legali ed illegali di lotta ed allo stesso modo delle loro interrelazioni e connessioni" e tutto ciò sarà "segnato da una straordinaria ricchezza di contenuto". Questo sarà anche il periodo nel quale la classe lavoratrice emergerà come principale forza rivoluzionaria di testa e le "vacillanti ed instabili" classi medie dovranno sottomettersi alla sua leadership per cambiamenti significativi da effettuare. Il prossimo periodo darà un'opportunità ai partiti comunisti ed ai loro alleati per diventare di nuovo gli elementi di guida all'interno della classe lavoratrice e della società nell'insieme, la quale, se non riescono ad afferrarla, porterà alla loro sostituzione con nuove forme organizzative di lotta. Questi pochi prossimi anni saranno una "prova generale" per ancora maggiori lotte future.

Il periodo successivo nello sviluppo del bolscevismo Lenin lo ha chiamato gli anni della reazione (1907-1910). Questo periodo è davvero specifico della Russia poiché oggi siamo ancora sul punto di un serio scoppio rivoluzionario analogo al 1905 così non abbiamo un attuale "anni della reazione" (a meno che negli Stati Uniti vincano i repubblicani) di cui preoccuparsi. Equivarrebbe a mettere il carro davanti ai buoi per discutere della reazione ad uno scoppio rivoluzionario che non è ancora avvenuto.

Nondimeno alcuni commenti di Lenin in questa sezione sono di applicazione universale a qualsiasi stadio di una lotta rivoluzionaria, uno dei quali è "che la vittoria è impossibile a meno che si abbia appreso come attaccare e ritirarsi correttamente". Sottostimare la forza del nemico e sovrastimare la vostra ha portato a molte sconfitte del movimento dei lavoratorispesso a causa di un testardo atteggiamento di "nessun compromesso".

In periodi di reazione coloro che possono calibrare correttamente l'equilibrio delle forze sono quelli che alla fine prevalgono. Durante il periodo 1907 – 1910 i bolscevichi emersero come il partito più forte della sinistra "perché esposero spietatamente ed espulsero i mercanti di frasi rivoluzionarie, quelli che non desideravano comprendere che ci si doveva ritirare, che si doveva sapere come ritirarsi e che si doveva assolutamente imparare come operare legalmente nel più reazionario dei parlamenti, nel più reazionario dei sindacati, delle cooperative e delle mutue assicuratrici e di organizzazioni simili". Imparare questo spiega le posizioni adottate da alcuni gruppi marxisti negli USA sotto il periodo ultrareazionario introdotto dal regime di George W. Bush. Nel gergo dei militari USA, un avanzamento verso la retroguardia allo scopo di avanzare al fronte più tardi.

Secondo Lenin gli anni della reazioni sono stati seguiti dagli anni della rinascita (1910-1914). La rinascita iniziò lentamente ma accelerò a causa di due fattori. Uno era gli "Eventi di Lena del 1912". Lenin si riferisce al massacro di operai nei giacimenti auriferi di Lena a Irkutsk da parte delle truppe zariste che oltraggiò l'opinione pubblica russa. Il secondo fattore fu l'esposizione dei menscevichi come "agenti borghesi". Questo ha bisogno di qualche chiarimento.

Non è il caso che i menscevichi stessero operando consapevolmente contro gli interessi degli operai e dei contadini russi. Nella loro mente pensavano di stare appoggiando un programma di riforma che aveva le possibilità più realistiche per provocare i cambiamenti che più avrebbero aiutato le masse russe. Come può quindi Lenin chiamarli "agenti borghesi"?

Il fondamento logico di Lenin è che il programma bolscevico mira al rovesciamento della borghesia ed alla creazione di uno stato degli operai e dei contadini guidato dalla classe lavoratrice. La borghesia russa combatte con le unghie e coi denti, come gli zaristi, contro i bolscevichi e cerca di distruggere il loro movimento. Ma l'atteggiamento della borghesia verso i menscevichi è completamente diverso. Il ruolo dei menscevichi, poiché anche anti-bolscevichi (e quindi per Lenin contro i veri interessi degli operai e dei contadini) "dopo il 1905 è stato chiaramente capito dall'intera borghesia ed i quali perciò la borghesia ha appoggiato in mille modi".

Come risultato della consapevolezza che aumenta a causa degli eventi di Lena e della comprensione del ruolo dei menscevichi questo periodo vide il crescente rafforzamento dei bolscevichi in rapporto alle masse russe, che fu il risultato del loro seguire "le tattiche corrette di combinare il lavoro illegale con l'utilizzazione di 'opportunità legali', le quali fecero un punto nel compiere". Osservate che nelle moderne democrazie borghesi "legale" ed "illegale" hanno connotazioni differenti che nelle società dittatoriali non democratiche come la Russia zarista.

Lo stadio successivo è quello della "Prima Guerra Mondiale Imperialista (1914-17)". E' interessante che Lenin chiami la Grande Guerra (come è stata chiamata fino al 1939) la prima del suo genere come se stesse prevedendo la storia sanguinosa dei decenni a venire (sebbene Charles Repington,, corrispondente di guerra ed ufficiale britannico, nel 1920 pubblicò un libro intitolato La Prima Guerra Mondiale).

Questa guerra distruttiva, uno dei frutti del vantato sistema capitalista, ha causato la morte di milioni e la ridistribuzione dei mercati tra i capitalisti vittoriosi a spese degli altri rivali. Il movimento socialista mondiale, presumibilmente unito in opposizione alla guerra che molti vedevano arrivare, diviso quando scoppiò veramente in quei partiti che sostenevano i "loro" governi (che furono etichettati da Lenin "social sciovinisti") e quelli che si opponevano attivamente alla guerra sul terreno dell'internazionalismo (i lavoratori del mondo devono essere uniti contro i loro sfruttatori, non combattersi l'un l'altro per la maggiore gloria della "loro" borghesia nazionale).

La posizione dei bolscevichi era chiarasi opponevano alla guerra ed agitavano attivamente tra il popolo contro l'appoggiarla. La posizione contro la guerra divenne estremamente popolare tra la maggioranza degli operai e dei contadini che erano utilizzati come carne da cannone dalla borghesia reazionaria. Lenin crede all'adozione di questa posizione di principio ed all'esposizione del social sciovinismo di coloro che tradivano i principi del movimento socialista internazionale come ad una delle principali "ragioni per le quali il bolscevismo è stato in grado di raggiungere la vittoria nel 1917-20".

Arriviamo ora all'ultimo dei sei stadi di Lenin. "La seconda rivoluzione in Russia (da febbraio a ottobre 1917)”.  Nel febbraio 1917 la borghesia rovesciò il moribondo ed inutile regime zarista ed istituì una repubblica democratica borghese più libera, afferma Lenin, "di qualunque altro paese al mondo". Questo governo provvisorio venne rovesciato in ottobre dai bolscevichi. Cosa andava male con il governo del "paese più libero del mondo"?

Il governo era dominato dai menscevichi e dai socialrivoluzionari (i SR erano un partito che rappresentava fondamentalmente gli interessi dei contadini e dei socialisti piccolo borghesi era non, ma non anti-marxista). La sua debolezza, secondo Lenin, era il suo seguire servile (Nessun gioco di parole inteso) delle idee screditate dei social sciovinisti della Seconda Internazionale, chiamati da Lenin "i ministerialisti ed altra gentaglia opportunista". I ministerialisti erano i cosiddetti "socialisti" che accettarono portafogli in governi controllati dalla borghesia reazionaria; questo era considerato da Lenin e dai bolscevichi opportunismo assoluto, un caso di quello che potrebbe chiamarsi socialismo di destra, una malattia infantile. I lavoratori europei devono conoscere tutto di questo genere di "socialisti".

I socialisti europei che si imbarcano in queste tendenze opportunistiche stanno semplicemente ripetendo in occidente le tattiche che tanto screditarono i menscevichi in Russia dal 1905 in avanti. "Come volle la storia, gli opportunisti di un paese arretrato diventarono i precursori degli opportunisti in numerosi paesi avanzati".

Ammesso che il concetto di "opportunismo" è complesso "opportunista" per una persona è "realista" per un'altra persona penso che Lenin utilizzi il termine per descrivere coloro che abbandonarono le posizioni marxiste di principio per adottare delle posizioni fondamentalmente in discordia con gli interessi a lungo termine della classe lavoratrice perché cercavano vantaggi temporanei per loro e per i loro alleati. Confondono, consciamente o inconsciamente, gli scopi strategici del marxismo con gli scopi tattici del momento e scambiano i mezzi per i fini.

Lenin termina questo capitolo del libro indicando che la ragione per la quale "gli eroi della Seconda Internazionale [Lenin elenca Scheidemann, Noske, Kautsky, Hilferding, Renner, Austerlitz, Bauer, Adler, Turati e Longuet ed inoltre getta dentro i fabiani, i menscevichi ecc.--personaggi che incontreremo più tardi] hanno tutti fallito e si sono discreditati" è dovuta alla loro incapacità di comprendere "il significato del ruolo dei Soviet e del governo sovietico".

I Soviet erano consigli di operai e contadini che si riunirono per rimpiazzare il governo della borghesia, non per sottomettersi ad essa e che combinarono in un ente entrambe la funzione legislativa ed esecutiva. I Soviet non rappresentavano il concetto borghese della "separazione dei poteri" [nel bene e nel male] e Lenin ed i bolscevichi li videro come una più alta forma di democrazia (in realtà come un'espressione della dittatura del proletariato) della democrazia parlamentare borghese. I suddetti opportunisti, sosteneva Lenin, erano tutti "schiavi dei pregiudizi della democrazia piccolo borghese". Per questa ragione non potevano portare ad una rivoluzione proletaria di successo mentre potevano i bolscevichi e lo fecero.

Lenin conclude che la forma sovietica di governo si diffonde rapidamente in tutto il mondo per i lavoratori di tutti i paesi. "L'esperienza", afferma Lenin, "ha dimostrato che, su certe questioni molto importanti della rivoluzione proletaria [intende l'istituzione di Soviet], TUTTI i paesi dovranno inevitabilmente fare ciò che ha fatto la Russia".

Dove sono i Soviet oggi? Se Lenin ha ragione, non sarà possibile sbarazzarsi del capitalismo senza di loro o almeno di sbarazzarsene con di una rivoluzione della classe lavoratrice. Vi è qualche alternativa attuabile all'orizzonte di "democrazia della piccola borghesia"? Se non, allora considerate il destino dell'Unione sovietica, gli "opportunisti" erano dopo tutto "realisti"? Queste sono le domande alle quali rispondere mentre si approfondisce ed avanza la lotta contro l'attuale crisi capitalista.

Thomas Riggins è attualmente condirettore di Political Affairs online ed inoltre scrive per il giornale quotidiano online People's World. Read other articles by Thomas