
Amerikan Shariah
GLI SPACCIATORI DI BURQA
17 aprile 2006
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- LE PERE MARCE
Secondo gli ideologi del totalitarismo, in particolare i cosiddetti 'neocon', la società secolare "è la cosa peggiore possibile, perché porta all'individualismo, al liberalismo ed al relativismo, che sono precisamente quei tratti che possono promuovere il dissenso che potrebbe a sua volta indebolire pericolosamente la capacità della società di far fronte alle minacce esterne". I neocon sono per il "potere della religione" come uno dei pilastri dello Stato totalitario anche se loro stessi possono essere dei non credenti.
Vanno interpretate in questo senso le farneticazioni recentemente rigurgitate da loschi personaggi sulla "difesa delle radici cristiane", sui "valori della vita, della persona, della famiglia, del matrimonio", sulla "civiltà occidentale" ed altre simili stupidaggini che, se non fosse per la connivenza delle prostitute dei media e dell'opposizione fasulla, sarebbero già state da tempo ridicolizzate di fronte all'opinione pubblica.
I nuovi crociati, ripetendo la litania della propaganda degli USA, istigano allo "scontro di civiltà", asseriscono che "l'occidente è attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico", che "è in crisi e non è capace di rispondere alla sfida", che è "minato dall'interno da una crisi morale e spirituale e non trova il coraggio di reagire". Il pericolo per i popoli europei sarebbero i poveri immigrati dai paesi musulmani e non la precarietà del lavoro e la crescente povertà, non l'assenza di una informazione libera, non un sistema di sfruttamento, di privilegi e di sopraffazione.
L'ultima sceneggiata di questi neocon, associati ai loro compari neolib, si è tenuta nel caso di Abdul Rahman, l'afgano convertito al cristianesimo che i tribunali del suo paese volevano condannare alla pena capitale per apostasia. Pietosi i loro discorsi sulla libertà religiosa e sulla "democrazia" afgana, mentre fingevano di dimenticare alcuni fatti fondamentali non riportati dalla stampa "libera" occidentale.
Innanzitutto, è bene ricordare che il potere della religione è, e lo è sempre stato, uno strumento di controllo sociale delle elite dominanti non soltanto in occidente, ma praticamente ovunque nel mondo. Per diventare strumento di dominio il potere della religione deve essere espresso nelle forme più fondamentaliste ed oscurantiste.
- DIVIDE ET IMPERA
La falsa impressione che viene data dalla disinformazione dei mass media che gli USA si oppongano all'estremismo, ed al terrorismo, islamico serve a coprire il fatto che gli USA ed i loro alleati in Europa e nel mondo arabo hanno messo a disposizione tutto il loro potere finanziario, militare e tecnologico per dare potere al fondamentalismo islamico ed ai terroristi "mujahideen", in Asia come in Europa, in Afghanistan come in Bosnia ed altrove.
Furono i colonialisti britannici ed i loro fantocci i primi a sostenere, ma sarebbe più corretto usare il verbo creare, il fondamentalismo islamico, il gruppo reazionario dei Fratelli Musulmani in Egitto e le sue frange negli altri paesi musulmani, per contrastare l'avanzata dei movimenti di sinistra e nazionalisti che lottavano contro il dominio coloniale. Quando gli USA si sono sostituiti ai britannici, ne hanno preso in consegna anche le esistenti relazioni con i gruppi estremisti islamici.
Il principio fondamentale sul quale si basa lo stato fondamentalista islamico è la Shariah, la legge religiosa musulmana.Brevemente, la shariah consiste in elaborate regole che governano ogni aspetto della vita, pubblica e privata. E' basata sui decreti degli studiosi islamici e, soprattutto, rende impossibile la democrazia come viene definita nelle società senza shariah. Questo perché prima che una legge possa entrare in vigore gli studiosi religiosi devono decidere se è conforme alle parole ed alle azioni di Maometto.
Dunque, la shariah è una forma di governo antitetica alla democrazia e, dal punto di vista sociale, significa il dominio da parte delle classi dominanti associato al fondamentalismo musulmano. Infatti, all'origine della guerra in Afghanistan vi è la rivolta da parte del clero islamico proprietario terriero contro il regime socialista di Kabul, subito percepita come un opportunità dagli USA e quindi sostenuta massicciamente a partire dal 1979, prima ancora dell'intervento sovietico (v. art. "La Jihad Amerikana in Europa").
Nel mondo moderno, l'adesione alla shariah riduce di fatto riduce il potere intellettuale, politico e scientifico delle persone e le rende deboli in modo che possano essere brutalmente sfruttate economicamente, politicamente e militarmente e possano essere utilizzate dalle potenze dominanti come una forza distruttiva contro gli stati secolari.
- "LA SHARIAH E' TUTTO QUELLO DI CUI AVETE BISOGNO"
Vi è inoltre l'impressione, fabbricata dai media, che l'utilizzo della legge religiosa musulmana sia un fatto scontato nelle aree a vasta popolazione musulmana. Non è assolutamente vero, la shariah non è mai una decisione presa democraticamente dal popolo ma sempre un obbligo imposto dai conquistatori occidentali, come è successo in Afghanistan, in Iraq e nei Balcani, mentre, negli altri paesi di religione islamica viene propagandata principalmente con i petrodollari dell'Arabia Saudita.
Il governo USA invia da almeno venti anni in Afghanistan in "libri di testo della Jihad" allo scopo di indottrinare la gioventù in funzione dei suoi obiettivi geostrategici in Asia Centrale(v. art. "La Jihad Amerikana in Europa"). Per lo stesso motivo gli USA hanno introdotto lo studio obbligatorio del Corano nelle scuole irachene e gli estremisti islamici iraniani hanno mano libera in tutto l'Iraq.
La propaganda, dopo l'aggressione USA, ha ripetuto costantemente l'assurda pretesa che "l'Afghanistan, una società in prevalenza musulmana, intendesse mantenere la shariah istituendo allo stesso tempo una democrazia pluralista ed una magistratura indipendente". La realtà è che non soltanto il fantoccio a capo del governo afgano è stato personalmente scelto da Zalmay Khalilzad, membro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale USA incaricato per l'Afghanistan ed il Golfo Persico e protetto dell'architetto della "Grande Scacchiera" Zbigniew Brzezinski ed ora ambasciatore USA in Iraq, ma che anche la legge islamica è stata scelta per gli afgani dagli USA e dai loro satelliti.
Il 16 e 17 dicembre 2002, la potente IDLO (International Development Law Organization), che addestra avvocati e giudici nei paesi in via di sviluppo, ha tenuto una conferenza a Roma, apparentemente per discutere la riforma del sistema legale afgano. Questa conferenza, chiamata "Tavola Rotonda", è stata seguita da una seconda conferenza sponsorizzata dal governo italiano. L'IDLO è un programma dell'impero USA ai più alti livelli del potere.
La Associated Press riferì che, dopo la seconda conferenza, tenutasi sempre a Roma l'anno seguente, destinata a cercare di riformare il sistema legale afgano gettando le basi per una società democratica e pluralista, il direttore generale dell'IDLO fece una dichiarazione alla stampa. Disse che la conferenza aveva appoggiato l'uso della shariah, ovvero della legge religiosa islamica, come solido fondamento di ogni moderno sistema legale.
Alla conferenza parteciparono funzionari dell'IDLO e dell'ONU e rappresentanti dei governi di Stati Uniti, Giappone, Germania, Italia ed Iran, studiosi musulmani pro-shariah soprattutto dal Medio Oriente, ma anche dagli USA. Tra i circa 60 partecipanti non vi era nessuno che aveva lavorato con il regime secolare afgano degli anni '80, ma solamente funzionari del governo fondamentalista installato dagli USA, pieno di ex terroristi mujahideen.
Le conclusioni dell'incontro, nelle parole di William Loris, direttore generale dell'IDLO, sono state che la legge islamica contiene "tutti gli elementi che sono realmente richiesti per rafforzare un'agenda dei diritti umani e quella di uno stato moderno che siano completamente compatibili con gli standard internazionali". Ed infatti l'Afghanistan ora è una "Repubblica islamica", un altro fulgido esempio di "esportazione della democrazia".
Anche in Iraq il copione seguito nel 2004 è stato più o meno lo stesso, con protagonista il solito Zalmay Khalilzad. E' tuttavia necessario premettere che le Convenzioni di Ginevra (IV) del 1949, firmate anche dagli Stati Uniti, proibiscono la modifica delle leggi interne o delle istituzioni legali da parte della potenza occupante. Si tratti di elezioni, di referendum, di tribunali oppure di una "nuova" costituzione, fare questo in un paese occupato è illegale.
Gli americani hanno completamente dominato il processo costituzionale avendo l'inglese come lingua operativa della stesura. Zalmay Khalilzad si è mosso per spingere per un linguaggio che uguagliasse il genere di sistema legale in vigore in Iran, il che ha provocato pure non poche proteste da parte dei kurdi.
Il fatto che la "nuova" costituzione irachena stabilisca che "nessuna legge può contraddire i principi islamici" e che sia "permesso al clero islamico di servire nell'alta corte che interpreta la costituzione" è stato completamente occultato al popolo americano, ed in parte anche agli altri occidentali, che potrebbero notare una contraddizione tra una costituzione radicata nell'Islam fondamentalista e gli obiettivi propagandati dagli USA su temi come la democrazia ed i diritti delle donne.
Del resto, già da anni nella stessa Europa, nel protettorato della NATO in Bosnia, era stato installato un regime fondamentalista islamico e nello stesso, come pure in Kosovo dal 1999, sono attivissimi i terroristi mujahideen ed i "missionari" dell'estremismo religioso wahabita saudita e di quello sciita iraniano.
La shariah è ciò che si sta preparando anche per il futuro Kosovo "indipendente", secondo i disegni degli USA e dei loro satelliti nella NATO e nei paesi islamici (v. art. "Un narcostato islamico in Europa"). Infatti, è recente la notizia che il segretario generale della Lega Mondiale Musulmana, con sede alla Mecca in Arabia Saudita, ha ricevuto il presidente dell'Università Islamica del Kosovo "per accrescere la collaborazione in campo educativo, particolarmente nei settori della lingua araba e della shariah islamica".
La collaborazione tra gli USA e la Lega Mondiale Musulmana risale ai primi anni '80, ai tempi della jihad della CIA in Afghanistan, quando Abdullah Azzam "era considerato una risorsa primaria" dall'intelligence USA "a causa dei suoi stretti collegamenti ai Fratelli Musulmani, all'intelligence saudita ed alla Lega Mondiale Musulmana" (v. art. "La Jihad Amerikana in Europa").
Dunque, i "difensori della civiltà occidentale" e della "democrazia" sono degli spacciatori di burqa che condannano i cittadini paesi musulmani all'oppressione della legge islamica, una realtà che viene accuratamente nascosta dalle fogne della propaganda e dai loro collaboratori nei movimenti (i "custodi del sistema"). * * *
"Ingannando il loro pubblico attraverso la fabbricazione sistematica di menzogne, i loro governi ed i loro mezzi d'informazione hanno abolito la democrazia per il loro popolo proprio nella misura in cui hanno eliminato il diritto del popolo ad una informazione veritiera. Si può avere il migliore meccanismo possibile per la democrazia, ma se si alimenta con le menzogne non può produrre risultati che siano umani, onesti ed avanzati". Slobodan Milosevic
Freebooter 2006
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