H1N1- Influenza suina: l'autopsia

di Michael Werbowski

Global Research, 11 febbraio 2010

 

Raramente negli annali della storia abbiamo visto un simile gigantesco imbroglio come quello della recente "pandemia-H1N1". Quella che, secondo quanto riferito, è cominciato in Messico la scorsa primavera nello stato di Vera Cruz, presso una insalubre fattoria di maiali di dimensioni industriali, che è stata poi promossa ad una crisi sanitaria mondiale. Nove mesi più tardi è terminata con accuse di immensa frode su scala mondiale. Il panico per una presumibilmente falsa influenza è stato orchestrato ed attentamente coordinato a quanto pare all'interno del vertice dell'OMS, per aumentare le vendite di vaccini ed i profitti dell'industria farmaceutica. Siamo stati tutti ingannati e truffati? La "falsa pandemia" era veramente un imbroglio o le accuse che vengono da esperti sanitari come il Dr. Wolfgang Wodarg (www.wodarg.de/english/index.html) sono soltanto delle chiacchiere complottiste?

Bene, guardiamola da questo punto di vista. Su una popolazione planetaria totale di circa 6,8 miliardi di persone, soltanto 15.613 morti approssimativamente [non tutti i quali sono stati in realtà confermati] sono state attribuite direttamente all'H1N1 alla data di fine 2009 (www.flucount.org). Nel 1918, al confronto, il livello di mortalità attribuito alla "influenza spagnola" era di 50 milioni di morti. Questo era un enorme 3% della popolazione mondiale totale che all'epoca era di 1,6 miliardi di persone. Pertanto, basata soltanto su questa scala misurabile, l'influenza suina è stata effettivamente una grande bolla di sapone.

Nonostante questo tasso di mortalità basso dell'epidemia, è stata nondimeno giudicata essere sia dagli esperti sanitari del governo nazionale che dai funzionari sanitari dell'ONU a Ginevra una "pandemia". Questo termine allarmistico è stato utilizzato irresponsabilmente in maniera "disonesta" apparentemente per creare panico tra la gente e fargli fare le iniezioni per la gioia dei fabbricanti di vaccini. Attorno a giugno, all'apice dell'isteria, i funzionari diffondevano dichiarazioni altamente esagerate sulla portata e la virulenza dello "scoppio mortale" tra la popolazione. Naturalmente, questo era inteso a spaventare deliberatamente la popolazione ed ha provocato una pandemia di paura che si è diffusa più lontano e più velocemente del virus stesso dell'H1N1–influenza suina.

Abuso della terminologia ed affermazioni ingannevoli

Naturalmente, pandemia deriva dalla parole greche "pan" che significa tutto e "demos" ovvero popolo. Quindi lo scoppio di una temuta malattia contagiosa per essere qualificata come una "pandemia" deve riguardare la vasta maggioranza. Questo non è stato certamente il caso in Messico. Inoltre, in un periodo "critico" alla fine di aprile 2009 vi sono state 148 morti "sospettate" di essere (http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/04/27) direttamente collegate all'influenza. Sono avvenute in un centro urbano con più di 20 milioni di persone. La "pandemia" ha causato che venisse promulgato un effettivo stato di emergenza, che ha praticamente paralizzato l'intera capitale.

I governi chiaramente hanno non soltanto sovra-venduto la gravità di questo virus come se fosse un grande flagello mortale e nel processo ingannato il pubblico, sono anche stati evidentemente e di buon grado truffati da "Big Pharma" che ha sovraccaricato i loro clienti-nazioni per la delizia dei fabbricanti di vaccini. (http://www.guardian.co.uk/world/oct/11/swine-flu-vaccine-baxter )

L'imbroglio dell'H1N1 si trasforma in un totale "fiasco"

In Francia, il "fiasco" dell'influenza suina ha avuto come risultato milioni di dosi inutilizzate del vaccino H1N1 che si ammucchiano nei magazzini statali mentre si avvicina la loro data di scadenza. Da quando è iniziata lo scorso ottobre la campagna di vaccinazioni, hanno fatto l'iniezione circa 5 milioni di persone. Il ministero della sanità francese ha acquistato 94 milioni di dosi in più di quelle che coprirebbero l'intera popolazione del paese al costo di $1,25 miliardi. Il governo, caricato di grandi quantità di dosi che stanno decrescendo di potenza, sta freneticamente cercando di svendere le riserve rimaste (ma i fabbricanti sono restii a riacquistarle!). Altri paesi come il Canada, incapaci di smerciare i vaccini, li scaricano o li vendono a paesi "bisognosi" nel mondo in via di sviluppo come segno della loro altruistica generosità.