Fascismo impettito e militarismo
tracotante
di
Gaither Stewart
Collaboratore
Online Journal
1° luglio 2008
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“"Noi lavoriamo per i valori morali e tradizionali che i socialisti trascurano e disprezzano. . . ." --Benito Mussolini ROMA -- E' il loro avanzare impettiti. Quella detestabile immagine dell'avanzare impettiti che li unisce, fascisti che avanzano impettiti e si pavoneggiano ed i loro cugini tracotanti e schierati in parata militare, facciata per i loro confortevolmente celati controllori capitalisti. Sono una coppia impettita e tracotante, il fascismo e la trincerata classe della guerra. Le loro distorte visioni di coraggio e nazione vengono così per natura ad entrambe. Gli splendenti generali, datori di lavoro di mercenari ed assassini, mento in dentro, petto in fuori ed i loro maggiori e colonnelli (specialmente i generali egli uffici ed i maggiori delle tende), grossi toraci coperti di nastri e medaglie e file di decorazioni multicolori -- concessi per i massacri. Ed i fascisti politici! Menti provocatori spinti in avanti, pugni duri chiusi, che camminano con aria tracotante e pavoneggiandosi ed impettiti da una parte all'altra delle piazze, nazioni e continenti a sostegno dei massacri. Per amor di Dio non sprechiamo tempo sulla propaganda di "sostenere le nostre truppe laggiù!" O difendiamo i valori americani! O il futuro dei nostri figli! O la guerra al terrorismo! Non sprechiamo parole su questo. Come se nel loro avanzare impettiti ed infuriare avessero loro il monopolio della cura dei nostri figli! Lasciate che i generali ed il complesso industriale-militare e la nostra nuova amministrazione (si spera) sostengano i nostri ragazzi "laggiù" nell'unico modo che conta veramente -- portandoli a casa. Ma qui concentriamoci sul fascismo impettito e sui suoi sogni di gloria e sui suoi partners capitalisti e sui loro sogni di un Nuovo Ordine Mondiale. Diciamo pane al pane. Ho in mente la parola fascismo che noi scrittori progressisti spesso usiamo come un epiteto. Oppure spargiamo qui e lì le nostre etichette di protofascista, criptofascista, neofascista ed oggi, in Italia, postfascista. Una vecchia parola la cui sostanza, la cui vera quintessenza, è rimasta in gran parte la stessa mentre la parola stessa ha acquisito tali negative connotazioni che i fascisti stessi negano la loro eredità, come recentemente il neosindaco di Roma, il neofascista Gianni Alemanno, che in un'intervista alla stampa inglese ha negato di essere mai stato un fascista, ricordando il discepolo Pietro che negava di avere mai conosciuto il suo maestro, Gesù. Dal loro arrivo in Italia, ai fascisti piace affermare che anche loro sono di sinistra. Pretesa ingannevole. Conclusione bizzarra. Dobbiamo tenere in mente che è una pretesa fascista. Ha poco a che fare con la realtà sociale o politica o persino speculativa. Che il fascismo come il socialismo fosse un movimento di massa non lo rende sinistra in nessun modo. Il fascismo in Italia ed il nazismo in Germania avviarono dei movimenti di massa perché erano in competizione politica con i movimenti di sinistra. Come tale il nazifascismo fu obbligato ad appellarsi alle masse, fino al punto di diventare sociali. In quel senso il fascismo iniziò come un movimento collettivista di massa, ma solamente fino al punto storico di quando mutò nel corporativismo che Mussolini dichiarava essere il suo vero nome. Una volta al potere, il fascismo mostra quindi il suo vero volto: si allea con e muta nel corporativismo, diventa elitario ed irreggimenta le masse. Al potere non è più un movimento collettivista. Che il Potere di qualsiasi tonalità e colore spesso fallisca è una ovvia verità. Ma ciò non significa che tutti i movimenti-sistemi-ideologie di massa siamo gli stessi. Il fatto è che il fascismo ed il nazismo sorsero principalmente in opposizione al comunismo. Il fascismo in pratica sarà sempre di destra, il socialismo-comunismo di sinistra. Dopo la caduta del comunismo sovietico due decenni fa, alcuni intellettuali e scienziati politici europei proclamarono la fine delle ideologie, che i termini destra e sinistra non avevano più senso ed erano sorpassati, che erano in realtà lo stesso. Questa è speculazione pericolosa ed una menzogna. Le parole per i due poli politici sono stati in voga dalla Rivoluzione Francese fino all'inizio della controrivoluzione americana non molti anni fa quando i conservatori americani li dichiararono politicamente incorretti. Sebbene i partiti Democratico e Repubblicano negli Stati Uniti contengano qualità di entrambe la sinistra e la destra, un poco di questo, un poco di quello -- con il risultato che entrambe i partiti sono lo stesso -- nessun movimento politico con una genuina ideologia è o può essere entrambe di sinistra e destra, una negazione che a turno conferma la validità della dicotomia. Fino alla Rivoluzione Francese la società era divisa verticalmente, con il Potere al vertice, che filtrava giù attraverso la gerarchia ai contadini-schiavi senza voce. La grande divisione sociale è sempre stata tra proprietari terrieri -- capitalisti di oggi -- ed i senza terra -- l'odierna classe lavoratrice, ovvero semplicemente tra i ricchi ed i poveri. La Rivoluzione istituì una più orizzontale democratica divisione sinistra-destra, intesa a limitare ed a controllare il Potere. La Reazione è la nostalgia del Potere per il ritorno al vecchio sistema, che è ciò che avviene nel fascismo-corporativismo: il ritorno ad una società verticale. Proprio come i proprietari terrieri ed i senza terra, i capitalisti di oggi da una parte ed i lavoratori dall'altra, così anche sinistra e destra, per definizione sono e saranno sempre in contrapposizione. La destra, o, in questo caso, il fascismo, crede nella superiorità della propria eredità culturale e nel passato di nazione, popolo, razza e tradizioni, in difesa dei quali conta sul militarismo. Un estremista di destra rifiuta l'uguaglianza, vuole quanto poco cambiamento possibile, è scettico dei sistemi politici e delle regole internazionali ed è risoluto su una società di gerarchia e meritocrazia. La sinistra, riformista o rivoluzionaria, sostiene l'emancipazione dal passato ed il cambiamento. Tuttavia è un nonsenso che l'appoggio a questo cambiamento collochi automaticamente a sinistra. Nel caso dell'Italia, il breve sfruttamento del movimento futurista nelle arti da parte del fascismo per realizzare la sua rivoluzione non ne fece sinistra. Anche il fascismo voleva ricreare la società, ma glorificando e venerando il passato. Di fatto, un genere di sicilianismo -- cambiare tutto perché così nulla cambi. Sebbene alcuni atteggiamenti, posizioni e valori siano intercambiabili, vi è un limite. Ovviamente la guerra appartiene alla destra. La guerra è una manifestazione tipicamente fascista che emerge dalla sua venerazione del militarismo e dell'espansionismo. La guerra non è un errore politico minore, come ormai dovrebbero sapere i Democratici americani. Storicamente, la guerra è un fattore determinante totale. La guerra ha già distrutto le fondamenta della repubblica americana e minato la stessa democrazia americana. Oggi la posizione sulla guerra del Partito Democratico americano è una posizione di destra, come lo è la sua posizione sulla giustizia sociale. Le posizioni di destra provocano inevitabilmente aumentata ingiustizia sociale, conflitto sociale e guerra. In modo analogo, la posizione probellica della socialdemocrazia europea allo scoppio della I Guerra Mondiale portò direttamente al suo declino politico, alla nascita del fascismo-nazismo, al predominio a sinistra dei bolscevichi ed indirettamente alla nascita del socialismo in un solo paese ed allo stalinismo. Norberto Bobbio (1909-2004), un importante filosofo politico italiano, ha determinato che la principale distinzione tra sinistra e destra è la relazione di ciascuna con l'uguaglianza. Sebbene non tutte le opinioni sociopolitiche possano essere classificate come destra o sinistra, come norma la sinistra tende verso tutto quello che si batte per l'uguaglianza tra gli uomini; la destra tende verso la disuguaglianza. In pratica, più si rifiuta l'uguaglianza, più si è di destra. Oppure, più rigorosamente, la destra favorisce forme delle gerarchie che dividono gli uomini. La distinzione sulla questione dell'uguaglianza è chiara, intransigente e precisa. E' l'una o l'altra -- sinistra o destra. Non sono intercambiabili. Nonostante il fascismo sostenga che anche esso è "socialista" e nonostante l'appropriazione da parte di Hitler della parola in nazionalsocialismo e nonostante le frequenti pretese elettorali della sinistra che anche essa sia moderata, entrambe le ideologie, se sono genuine, sono una o l'altra. Né la sinistra né la destra possono essere moderate. Alcuni filosofi politici in Europa e negli USA descrivono le divisioni fondamentali tra la sinistra e la destra con le comode categorie di progressisti e conservatori. Secondo la mia opinione quelle parole banali non sono adeguate. La destra può essere progressista su certi temi circoscritti, mentre la sinistra ampia per raggiungere e mantenere il potere politico diventa conservatrice come visto nella sinistra del Partito Democratico americano o in gran parte del socialismo europeo contemporaneo. Per ripetere, entrambe il nazismo e lo stalinismo hanno utilizzato la parola socialista gratuitamente ed alla fine creato delle parodie di stati socialisti. Oggi, la sinistra considera il centro una destra mascherata; la destra ritiene che il centro sia una copertura della sinistra. Nella confusione politica dell'Italia contemporanea, entrambe la destra neofascista e la sinistra socialista si sono gradualmente spostate verso posizioni di centro. Il centro, o la terza via, è spesso una copertura per l'una o l'altra posizione. Quella terza via viene spesso etichettata una "rivoluzione conservatrice", come se l'ambivalenza sociale potesse prevalere sulla sinistra autentica o sulla destra autentica. Nel lungo andare anche il centro è obbligato ad assumere posizioni che riflettano o la sinistra o la destra. Così è una o l'altra, sinistra o destra. Anche se una non elimina l'altra, una o l'altra predomina in una data società in un dato momento. I tempi cambiano ma la dicotomia di fondo rimane. Il più vistoso esempio dell'ignorare la realtà politica sinistra-destra sono gli USA, il paese più potente del mondo controllato da un sistema a partito unico, che in effetti ignora le parole sinistra e destra. I partiti Repubblicano e Democratico americani stanno a destra in stretta collaborazione, rinforzati da estremisti religiosi, milizie segrete e fanatici falsi patrioti. Sebbene i partiti Democratico e Repubblicano negli Stati Uniti contengano un poco di questo ed un poco di quello -- con il risultato che entrambe i partiti sono praticamente lo stesso -- nessun movimento politico con una autentica ideologia è e può essere entrambe sinistra e destra. Alcune posizioni ed alcuni valori possono essere scambiati ed integrati in sistemi diversi, ma vi è un limite. Nessuno genuinamente a sinistra (nel Partito Democratico, liberali o socialdemocratici) può difendere il conservatorismo angloamericano o l'alleanza liberismo-conservatorismo-corporativismo-militarismo-fascismo. Si dimentica che vi sono dei limiti a ciò che la politica può realizzare. Gli spazi aperti che il sistema politico USA lascia vacanti sono stati occupati dall'onnipotente, elitario, bellicoso e militarista complesso industriale-militare. E' questo vuoto extra-politico (dove vi dovrebbe essere una sinistra!) che crea lo spazio per il populismo e la demagogia del fascismo. I due partiti interdipendenti americani hanno barattato come mercanzia valori politici e sociali. Il risultato è che il sistema a partito unico basato sul grande eufemismo di democrazia -- ora una facciata, falsa e mendace -- è la bandiera ed il modello della grande Controrivoluzione americana. Il fascismo storico Se uno si comporta come un fascista tracotante, parla come un fascista super nazionalista, agisce come un fascista prepotente, dev'essere un fascista. Sentiamo solamente un certo sollievo nel pronunciare l'epiteto di "fottuti fascisti"! Tuttavia la parola fascismo non è sempre stata politicamente derogatoria. Affatto. Entro un decennio all'inizio dell'ultimo secolo, la parola fascismo arrivò ad essere applicata ad un gruppo di movimenti similari nazionalisti-militaristi in Europa, il più importante dei quali erano il fascismo originale in Italia ed il nazismo in Germania, o nazionalsocialismo. In una ondata di nazionalismo rivoluzionario, il fascismo apparve dapprima in un Italia devastata dalla I Guerra Mondiale. Il tracotante impettito movimento nazionalista del fascismo mussoliniano non aveva nessun preciso precursore del 19° secolo, come l'avevano il socialismo ed il comunismo, ma fu presto ammirato ed imitato da movimenti della stessa opinione attraverso l'Europa e negli USA. Le Camicie d'Argento di William Dudley Pelly sostenute dai nazisti organizzato negli anni '30 nella città di Asheville, NC, dove sono cresciuto, era la più influente, più violenta, più antisemita delle organizzazioni fasciste americane locali, con presumibilmente circa 2 milioni di membri e con chi ha ancora legami ideologici con la destra di oggi. Durante la II Guerra Mondiale i fascisti americani preferirono la Germania nazista e l'Italia nazista. La religione e l'odio profondo per le minoranze legano Identità Cristiana e gli estremisti di destra con l'ex movimento delle Camicie d'Argento. Gli evangelisti TV del tipo di Pat Robertson e Jerry Falwell hanno seguito lo stesso stile -- odio per il comunismo, gli ebrei, gli omosessuali, l'aborto, lo stato sociale, i sindacati -- a favore dello stato corporativo-clericale. Con l'ascesa al potere delle corporations arrivò anche l'ascesa della moderna professione militari-polizia collocata in un nuovo ruolo. Come facevano i passati monarchi, le moderne corporations ed i loro azionisti hanno bisogno del meccanismo di controllo militari-polizia per assicurarsi che la popolazione non si sollevi mai per protesta. Il loro matrimonio è il cuore del fascismo. In pratica il fascismo è così lo scudo protettivo delle Corporations. Perché inevitabilmente ogni stato corporativo-fascista erige uno stato di polizia per disciplinare ed infine asservire il suo popolo. I più evidenti esempi storici furono lo scorso secolo l'Italia e la Germania. Oggi, lo sono gli USA ed i governi fantoccio loro agenti intorno al mondo. Il termine fascismo deriva dall'italiano fascio, ovvero in latino fasces, in riferimento al fastello di verghe che simboleggiava l'autorità della Repubblica nella Roma antica. Il termine venne utilizzato occasionalmente alla fine del 19° secolo per nuovi movimenti radicali che combinavano forte nazionalismo, attivismo aggressivo, violenza ed "autoritarismo", un altro termine coniato dai primi fascisti italiani, segni del quale sono oggi riapparsi nell'Italia berlusconiana contemporanea. I nazionalisti rivoluzionari italiani dopo la I Guerra Mondiale utilizzarono la parola fascio per il movimento che nel 1921 diventò il Partito Fascista. Indossando una camicia nera, il colore del fascismo, Benito Mussolini reclutò un fascio di combattimento, o gruppo di combattimento. Mussolini non fondò il fascismo italiano, ma si insinuò alla sua guida e divenne il suo capo supremo, il Duce. I suoi fasci di combattimento ed i tamburi di autoritarismo crearono una atmosfera nella quale la dittatura fascista venne freneticamente percepita come l'unica salvezza per l'Italia dilaniata dalla lotta, una strategia spaventosamente echeggiata oggi nell'Italia berlusconiana. Mussolini divenne il primo leader fascista dell'Europa moderna, primo ministro dell'Italia e dittatore dal 1922 al 1943. Nel generale disincanto successivo alla I Guerra Mondiale in Europa, lo spirito rivoluzionario di Mussolini ed il suo modello fascista furono contagiosi e si estesero all'Europa ed agli USA. Basato su una visione corporativista e totalitaria dello stato, allora il fascismo, considerò se stesso come una terza via tra il capitalismo ed il socialismo-comunismo. Benito Mussolini presentò la propria autorevole definizione di fascismo: "Il fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Cosa propone? Diciamo quanto segue senza falsa modestia: governare la nazione. Con che programma? Con un programma necessario a garantire la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo chiaramente: è di poca importanza se il nostro programma concreto è in qualche modo convergente con quello dei socialisti fino a quanto riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro paese. Operiamo per i valori morali e tradizionali che i socialisti trascurano e disprezzano. . . ." Il corporativismo era tanto al cuore del fascismo italiano che Mussolini insisteva che il fascismo infatti dovrebbe essere chiamato corporativismo perché è una fusione dello stato militare-nazionalista e del potere corporativo. Le sue parole colpirono una corda nei cuori dei capitalisti europei ed americani negli anni '30 e '40, proprio come ancora oggi fanno. Perché se ci si prende il disturbo di osservare, i tratti del fascismo sono assai visibili nel corporativismo. Ad ogni modo, cosa sono le corporations? Le corporations sono persone giuridiche, persone fittizie che hanno ottenuto più diritti degli esseri umani individuali. Per natura le corporations sono assetate di potere. Sono insaziabili. Crescita e più potere sono il loro motto. Mentre le corporations acquisiscono più potere, loro ed i loro gruppi di pressione arrivano a controllare anche il governo fantoccio e così la gente vera in carne ed ossa i cui diritti non possono che indebolirsi. Gli obiettivi delle corporations, la loro ragion d'essere ed i pilastri gemelli della loro esistenza sono crescita e profitti sempre maggiori. Nello stato capitalista il "governo del popolo" diventa una finzione giuridica e si tramuta in dominio corporativo. In questo senso il liberalismo USA ha una notevole sovrapposizione con il fascismo. La parola corporativismo si adatta bene alla struttura sociopolitica degli USA e della maggior parte dell'Europa oggi e, in quel senso, è un erede del fascismo. Mussolini, ritengo, si sentirebbe del tutto a proprio agio oggi nella NATO-Unione Europea-USA-arena europea. La fusione del complesso militare-industriale e del mondo politico negli USA è l'esempio più contemporaneo del concetto di corporativismo-fascismo. Nei loro penetranti, pervasivi e sempre più autoritari interventi nella vita socio-economica, i governi di oggi in America ed in Europa sono di fatto esempi di fascismo in azione. Inoltre, dovrebbe qui essere sottolineato che, mentre il fascismo nelle sue origini mussoliniane era nazionalista, oggi è globale. La globalizzazione non è niente di meno che il fascismo-corporativismo di Mussolini su scala mondiale. Non c'è da stupirsi che dal suo principio il fascismo si opponeva violentemente al socialismo ed al comunismo. L'anticomunismo e l'antisocialismo sono stati l'indirizzo corporativo-politico USA sin dal sorgere dei movimenti dei lavoratori alla metà del 19° secolo. Lo stesso fascismo originale è nato in parte come una reazione alla Rivoluzione Russa, in parte in opposizione al sorgere dell'ideale di democrazia liberale. Dall'inizio il fascismo dovunque combinava aspetti ideologici della destra estrema come il nazionalismo, il militarismo, l'espansionismo e la meritocrazia (l'ultima è molto in voga oggi nell'Italia berlusconiana) e gli elementi idealisti presi in prestito dai movimenti dei lavoratori come il primato della rivoluzione del lavoro, sociale e sindacale. Proprio la parola nazi derivava dal nome del Partito Nazional Socialista di Hitler, riflettente la sua apparizione dalla ed il sostegno della piccola borghesia. Ed ancora oggi, i neofascisti italiani descrivono il loro movimento come sociale e hanno chiamato il loro partito politico post-mussoliniano Movimento Sociale Italiano. Antonio Gramsci, il pensatore politico, filosofo e cofondatore del Partito Comunista Italiano, in un articolo, "Piccoli fascisti" su Ordine Nuovo, 2 gennaio 1921, collegò il fascismo della sua epoca alla piccola borghesia, al tempo chiamata la classe dei bottegai, forse la più vicina alle classi medio-alte liberali americane oggi. "In questa sua ultima incarnazione politica che è il 'fascismo', la piccola borghesia ha rivelato la sua vera natura di servitrice del capitalismo e della proprietà terriera. Ma ha anche dimostrato che è fondamentalmente incapace di ricoprire qualsiasi ruolo storico: il popolo delle scimmie riempie le notizie, non crea la storia, lascia tracce nei giornali, non fornisce materiale per libri. La piccola borghesia, dopo aver rovinato il Parlamento ora guida lo stato borghese: sostituisce la violenza privata con l'autorità della legge. . . ." In una delle citazioni famose di Gramsci il fascismo è stato descritto come il tentativo di risolvere i problemi della produzione e dello scambio a "colpi di mitragliatrici e di pistola". "Le forze produttive sono state rovinate e sprecate nella guerra imperialista: venti milioni di uomini nel fiore della gioventù e dell'energia sono stati uccisi; le migliaia di collegamenti che univano i mercati mondiali sono stati violentemente distrutti; le relazioni tra la campagna e la città, tra le metropoli e le colonie, sono state capovolte; i flussi di emigrazione che periodicamente ristabiliscono lo squilibrio tra un eccesso di popolazione e la potenzialità dei mezzi di produzione in singole nazioni sono stati sconvolti profondamente e non funzionano più normalmente. . . . Tuttavia esiste un piccolo strato di popolazione in tutti i paesi -- è la piccola e media borghesia -- che crede di poter risolvere questi giganteschi problemi a colpi di mitragliatrice e di pistola e questo piccolo strato alimenta il fascismo, fornisce manodopera al fascismo". Le radici del fascismo sono europee, collegate alla nascita della società di massa dopo la I Guerra Mondiale, specialmente in queste nazioni in trasformazione, che sono state condizionate da debolezza politica ed economica come lo erano l'Italia e la Germania sconfitta nella Grande Guerra. Etichettato da Thomas Mann la "malattia morale dell'Europa" dell'epoca, il fascismo trovò un terreno particolarmente fertile in Italia e Germania. Il fascismo non è basato su nessuna classe. Trae sostegno da tutte. E' il risultato della coscienza morale ribelle e della ebbra decadenza prodotte dagli orrori della guerra e toccò la maggior parte dei paesi che parteciparono al conflitto -- cioè gran parte del mondo. Nondimeno, come sottolineò Gramsci, la piccola borghesia fornì i più ardenti sostenitori del fascismo. Questa relazione di fascismo-classe media è essenziale, centrale, per comprendere la natura del fascismo a tutte le latitudini. E' stata il denominatore comune tra l'Italia e la Germania. Questa relazione distingue il fascismo tra regimi e movimenti simili altrove che, sebbene spesso chiamati fascisti, lo sono soltanto marginalmente. Questa relazione spiega anche il sostegno di massa che conseguirono il fascismo italiano ed il nazismo tedesco, la reputazione di movimenti di massa, per regimi che al potere poterono svilupparsi basandosi solamente su uno stato di polizia, il terrore ed il monopolio della propaganda di massa. Il fascismo come corporativismo Vi è una qualche verità nell'affermazione che il liberalismo abbia creato il fascismo. La piccola borghesia italiana creò il fascismo mussoliniano ed ancora oggi, nel 2008, la stessa piccola borghesia nelle borgate di Roma, i vasti distretti più poveri e dei lavoratori, sono la spina dorsale del neofascismo italiano e del populismo berlusconiano. All'epoca di Mussolini, le ricche classi superiori spalleggiarono ed incoraggiarono l'emergere del fascismo, fiduciose di poterlo controllare. Fino ad un certo punto e per un certo tempo lo fecero. Finché il fascismo al potere mostrò il suo vero volto e controllò i controllori. Tuttavia Mussolini insisteva sul nome di corporativismo invece che di fascismo. Oggi, il capitalismo è entrambe associato e controllore del fascismo corporativo americano come lo furono i capitalisti in Europa e negli USA negli anni '20 e '30. Persino un'analisi superficiale dello stato creato dalla simbiosi classe media-fascismo corporativo di tre quarti di secolo fa mostra chiare analogie con la forma americana di corporativismo oggi. Sebbene non ancora ampiamente identificato come tale, il fascismo è già in ordine al potere in questo grande e potente stato corporativo. Il corporativismo americano ha creato le basi del suo stato di polizia come il corporativismo fece nell'Italia fascista e nella Germania nazista. Lo stato conta sul terrorismo per creare la minaccia di nemici esterni creata dallo stato stesso. L'incendio del Reichstag di Hitler a Berlino per il quale furono incolpati i comunisti fu le Torri Gemelle della Germania nazista. Lo stato corporativo americano utilizza i mezzi di informazione imprenditoriali ed intellettuali acquiescenti per la sua propaganda di massa alla maniera di Goebbels per mantenere la falsa consapevolezza e l'immagine dell'americanismo. I media sottomessi e gli intellettuali compiacenti servono per creare i miti dell'inafferrabile sogno americano ed il mitico stile di vita americano di agiatezza e tranquillità -- riassumendo, l'americanismo -- e per assicurare il consenso delle masse agli interessi di ricchezza, potere e privilegio. Il fascismo è quindi il prodotto della società capitalista, una reazione antiproletaria per proteggere le relazioni sociali che regnano nella produzione capitalista. Il fascismo è la falange della quale il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi oggi parla per stroncare i movimenti dei lavoratori nell'interesse del capitale. Il fascismo mussoliniano ed il nazismo tedesco organizzarono la nazione spiritualmente con intensa propaganda demagogica radicale, rafforzamento militare, la creazione di una base sociale di massa e governo centralizzato. In maniera simile, i governi di Margaret Thatcher e Ronald Reagan degli anni '80 hanno contrassegnato la rinascita del processo del corporativismo, il soffocamento di qualsiasi illusione di uno stato sociale negli USA e l'indebolimento delle fondamenta della socialdemocrazia in Gran Bretagna. Una volta stabilmente al potere il fascismo esegue una rivoluzione di palazzo per irreggimentare ulteriormente le masse mentre lascia il capitale libero di disporre come desidera del plusvalore. In questo senso, lo stato corporativo schiaccia la lotta di classe e garantisce l'organizzazione monopolistica del capitale. Al culmine di questo potere all'inizio degli anni '30, Mussolini sosteneva ripetutamente che entro pochi anni tutta l'Europa sarebbe stata fascista. Sebbene sia poco inclinato a soffermarmi sulle affinità tra Mussolini e Lenin, ancora nel 20° secolo i grandi movimenti ideologici erano in competizione per gli animi delle masse. Mussolini credeva fermamente nella fascistizzazione del mondo come Lenin nella rivoluzione socialista mondiale. In questo aspetto il fascismo era controrivoluzionario e reazionario nonostante le sue pretese di essere sociale e rivoluzionario. Rimane una questione: la differenza tra fascismo e nazismo. Si può distinguere tra loro qualitativamente, riconoscendo comunque in ciascuno la stessa sostanza? Oppure forse sono movimenti differenti anche nella sostanza? Mussolini riteneva fossero differenti. Anche la storia successiva ha differenziato tra loro. Il Papa polacco Giovanni Paolo II alla fine della sua vita ha detto che il nazismo è stato il male supremo del secolo. Sebbene la storia in generale tenda a considerare il fascismo una variante di altri regimi autoritari, si potrebbe aggiungere, molto vicino agli USA oggi, preferisco lasciarli assieme, avvolti nelle braccia l'uno dell'altro, l'uno che consola l'altro. Per contrasto al socialismo, entrambe il fascismo ed il nazismo sono stati dall'inizio estremamente nazionalisti, tentativi di perpetuare l'ereditarietà di un popolo, una nazione, una razza. Il socialismo-comunismo, nonostante i suoi fallimenti di essere all'altezza di quella promessa, era internazionalista per natura; alla lunga il comunismo sovietico divenne nazionalista, anche se di quel mutamento si arrivò ad incolpare l'accerchiamento capitalista. Quell'accerchiamento era vero, non uno spauracchio come il terrorismo e la sicurezza oggi. E' avvenuto veramente. Il fascismo d'altra parte va molto oltre il tradizionale nazionalismo. Percepisce la nazione non come il contenitore ereditario di valori ma anche come un futuro di potenza. Per il fascismo, la storia non è sentita come lealtà a valori ma come ricreazione continua della storia più e più volte, il che richiede per la sua soddisfazione il soffocamento di qualunque cosa vi resista. Lo stesso Hitler riconobbe il fascismo italiano come il primo movimento che ha combattuto contro il marxismo ed il comunismo, a suo parere da un punto di vista non reazionario. Negli USA la scelta dell'individualismo ed il bisogno di un compatto e saldo movimento dei lavoratori capace di potenza politica nel nome della giustizia sociale sono dissonanti con lo sviluppo sociale e la giustizia sociale. In Europa le diverse storie di movimenti dei lavoratori hanno stretti rapporti ed interconnessioni con il sorgere degli stati nazione. Perciò, l'evidente divergenza del modello di stato federale proiettato dagli USA da quello di Europa. Quindi, l'aureola perniciosa attorno agli ora fittizi sogno americano ed americanismo, che forniscono le fondamenta permanenti per un durevole stato corporativo-fascista.
Residente a Roma,
Gaither Stewart, giornalista e scrittore, ben noto per i suoi
bollettini ed i suoi saggi dall'Europa, è redattore capo &
corrispondente europeo del Cyrano’s Journal. |
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