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Nel 2012, i greci non possono rimborsare 245 miliardi di euro
presi in prestito dalle banche europee ed americane. Ma invece di
dare una mano al paese membro Grecia, la UE, ed in particolare la
Germania, agiscono come negrieri. La UE ha persino invitato il Fondo
Monetario Internazionale (FMI) ad occuparsi insieme della Grecia. Il
FMI - qualunque siano il suo presunto mandato e la sua struttura
formale - è un'istituzione americana progettata per demolire
le economie che interferiscono con l'attività normale del
capitalismo - specialmente con gli affari americani. A dire il vero,
la UE ed il FMI sono in rotta di collisione con la Grecia allo scopo
di estrarre ogni centesimo che le banche pretendono di avere
prestato a questo paese.
Usurai che insidiano la sovranità greca
La UE ed il FMI hanno "convinto" i politici greci (ai quali
sono state presentate zero alternative) a sottoscrivere delle
richieste equivalenti a cedere la sovranità greca. In conformità al
Memorandum del maggio 2010, il governo greco ha abbandonato tutti i
diritti secondo il diritto internazionale e greco per proteggere la
Grecia dalle pretese degli usurai. In aggiunta, secondo il
Memorandum, tutte le proprietà greche - di fatto, tutta la Grecia -
potrebbe diventare proprietà degli usurai.
Nel maggio 2012,
Mikis Theodorakis,
compositore musicale noto a livello internazionale, ha
descritto il Memorandum come tradimento e coloro che lo hanno
firmato - membri dei partiti Nuova Democrazia e Pasok - come
traditori e criminali. Porre i guadagni delle banche al di sopra del
benessere e della sovranità del popolo greco ricorda l'Inghilterra
degli anni 1840, quando il paese vendette il grano irlandese entro i
suoi confini mentre il popolo irlandese stava morendo per la
carestia.
Comunque,
Theodorakis
ha ragione. L'accordo del maggio
2010 tra la troika - la Commissione Europea, la Banca Centrale
Europea (BCE) ed il FMI - e la Grecia è stato un atto di guerra
contro la dignità, l'indipendenza e la prosperità del popolo greco.
Ma invece di chiamare le cose con il loro vero nome, inventiamo
degli eufemismi come "riforme strutturali" o "austerità".
Non soltanto i politici greci hanno imposto un programma di
austerità che ha ridotto significativamente il livello di vita del
popolo greco, aumentando i suicidi del 40% e la disoccupazione di
più del 20%, ma hanno concordato simili barbare condizioni
nell'immediato futuro, che tutte garantiscono l'impoverimento, la
colonizzazione e l'eventuale schiavitù della Grecia.
In una
intervista del 7 maggio 2012 con
Amy Goodman
di
"Democracy NOW!" Yanis
Varoufakis,
professore di teoria economica all'Università di Atene,
ha descritto la Grecia come in "coma profondo" ed uno "stato
fallito" che soffre di una Grande Depressione in stile americano.
La Grecia sta diventando molto povera, ma non è uno stato
fallito. La classe politica greca ha fallito, ma non il popolo
greco. La situazione economica della Grecia è il risultato di
corruzione e di eccessiva influenza straniera. I politici e gli
imprenditori greci collegati ai governi ed alle grandi società
straniere se la passano bene. Infatti, per alcuni greci il loro
denaro ed il loro potere risalgono agli occupanti nazisti della
Grecia dei primi anni 1940. Loro ed altri della classe dominante
hanno lentamente liquidato le poche industrie greche che
fabbricavano automobili, camion, motociclette, navi ed altri beni.
Hanno intenzionalmente deindustrializzato la Grecia, rendendo il
paese un terreno di scarico per i prodotti tedeschi e di altri
paesi. Hanno anche permesso alle bustarelle/sovvenzioni della UE di
ridurre e demoralizzare la popolazione rurale convertendo la Grecia
da un paese che contava su di se nella produzione alimentare ad uno
che ora importa una percentuale alta in modo inaccettabile del suo
cibo.
Il pane di Demetra
Ricordo ancora le pagnotte rotonde di pane di frumento che
fabbricavano mia madre e mia zia. La forma, l'aroma, il gusto di
quel pane contadino era la dea dell'agricoltura, Demetra stessa.
Quelle stesse pagnotte di pane integrale erano al centro dell'intera
civiltà agricola greca di Esiodo (tardo ottavo secolo A.C.) e di
Senofonte (tardo quinto e quarto secolo A.C.). Ora i greci mangiano
pane di fabbrica stile francese, bianco e morbido. Questa è una
delle mie lamentele ogni volta che visito la Grecia, il che è quasi
tutti gli anni. Mi arrabbio con le mie sorelle, che pure mangiano
quel pane insapore.
Il mio villaggio,
Valsamata,
nella isola ionica di Cefalonia, non è più il villaggio della mia
giovinezza. Non vi sono più asini, cavalli o muli nel villaggio. Le
poche famiglie che coltivano uva da vino ed olive da olio possiedono
piccoli autocarri. Ma nessuno coltiva grano, orzo o lenticchie - gli
elementi essenziali dell'agricoltura di mio padre. Vi sono anche
meno contadini che raggruppano greggi di pecore e di capre. Il
figlio minore della mia sorella più giovane, Dionysios,
aveva un piccolo negozio che vendeva formaggio che produceva lui
stesso dal latte bianco di pecora. Ma ha abbandonato quella
tradizione agraria per il richiamo di un posto di lavoro nel locale
aeroporto. Mi spezza il cuore vedere gli anziani di Valsamata
acquistare le loro pagnotte da un camion che fa i giri giornalieri.
Comunque, la mia vera lamentela sono i villaggi desolati,
lasciati ad anziani che aspettano di morire. Sono stato scioccato
passando per
Machairas,
un magnifico villaggio della Grecia centrale. Quando ho chiesto alla
maestra del villaggio dei suoi scolari,
è arrossita e ha ammesso a bassa voce che i suoi quattro
scolari erano albanesi. Non un singolo scolaro greco frequentava la
scuola elementare di
Machairas
perché i giovani di
Machairas
hanno abbandonato il villaggio. E con l'eccezione di alcuni
contadini che coltivavano frutta e verdure,
gli "agricoltori" di
Machairas
non producevano nulla perché la UE li ha sovvenzionati
perché smettessero di coltivare tabacco. Gli agricoltori non sono
sicuri che cominceranno a crescere cibo una volta che finiscono le
sovvenzioni nel 2013.
Alexander Poularikas,
un professore a riposo dell'Università dell'Alabama, mi ha
raccontato la storia del suo villaggio. Ha sostenuto che
il suo villaggio, Desylla,
si trova nel "posto più fertile della Grecia",
in
Messinia
settentrionale, Peloponneso.
Ricorda che
agli inizi degli anni 1950
Desylla
aveva una popolazione di 1.300 abitanti, ma ha affermato che è
caduta a soltanto 265 nel 2012. La maggior parte dei paesani
rimanenti sopravvivono con le loro modeste pensioni statali.
Soltanto quattro famiglie coltivano la terra, ma crescono erba come
prodotto destinato alla vendita invece di cibo.
Desylla
produce anche olio d'oliva, che vende per 3,5 euro al kg, un prezzo
eccellente - ma questo olio viene esportato in Italia ad un prezzo
basso.
Al dramma agricolo aggiungete il fattore turco, che è
letteralmente il tallone d'Achille del paese, e l'intera natura
della crisi attuale diventa chiara. Nonostante il fatto che entrambe
i paesi siano membri dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico
del Nord
(NATO),
la Turchia rimane un nemico della Grecia. La NATO è una "alleanza"
militare internazionale che esiste completamente per permettere
all'America di controllare l'Europa ed altre regioni. Gli Stati
Uniti fingono che la loro posizione verso entrambe la Grecia e la
Turchia sia neutrale, ma hanno benedetto l'invasione e l'occupazione
da parte della Turchia del 40% dell'isola greca di Cipro nel 1974.
Questa esperienza traumatica ha insegnato alla Grecia a non fidarsi
della NATO o degli Stati Uniti. Diversamente da un paese come
Israele, la Grecia non ha una relazione intima con un impero
gigantesco che lo mantiene rifornito di aiuti militari, né ha
l'appoggio degli Stati Uniti per affrontare la Turchia, un paese
molto più grande con une enorme esercito regolare. Così la Grecia
spende grandi somme di denaro per armamenti dagli Stati Uniti e
dalla UE, sperando che la Turchia ci pensi due volte prima di
lanciare un attacco.
Una crisi architettata
Secondo
Carol P. Christ,
una donna americana che vive in Grecia come cittadina greca ed
ambientalista, "La crisi greca è stata in gran parte architettata
dagli interessi finanziari e militari internazionali che hanno
considerato la Grecia come un mercato per i loro prodotti e le loro
armi". Senza dubbio, parte del debito greco è stato
contratto tramite la spesa militare, la maggior parte di essa è
andata alla Germania, alla Francia ed agli Stati Uniti, dai quali la
Grecia acquista sommergibili, aeroplani e carri armati. La Germania
rivela grande ipocrisia nell'insistere su una dieta di austerità per
la Grecia e simultaneamente richiede pagamenti greci alle banche
tedesche; sono state le banche tedesche che hanno agganciato la
Grecia con prestiti facili per l'acquisto di armi tedesche. Ora il
cosiddetto salvataggio della Grecia consiste in miliardi di euro che
si trasferiscono dalla troika alle banche tedesche, francesi ed
americane. Molto poco di quel denaro rimane in Grecia.
Naturalmente, i greci stanno resistendo a questa lampante
interferenza straniera ed alla sua forma domestica dell'austerità.
Protestano, scioperano e discutono incessantemente delle loro
condizioni, cercando di dare un senso alle politiche irrazionali che
li danneggiano come se fossero ancora una volta sotto l'occupazione
tedesca. Nelle elezioni del 6 maggio 2012 hanno punito i due
maggiori partiti, il conservatore Partito Nuova Democrazia ed il
cosiddetto "socialista" Pasok, per avere firmato l'umiliante
Memorandum con la troika. Il sostegno per
Nuova Democrazia è diminuito dal 33% del 2009 a circa il 19%
nelle elezioni del 6 maggio 2012. Il sostegno per il Pasok è andato
dal 44% al 13% negli ultimi due anni. Le elezioni hanno accresciuto
i partiti
anti-memorandum,
Syriza
ed
Indipendenti.
Comunque, la tensione di perdere e guadagnare potere non è
andata bene con i partiti. La Grecia è sull'orlo di un precipizio ed
i partiti condividono la responsabilità per il pericolo che la
nazione ha di fronte. Si sono rifiutati di compromettersi e di
collaborare, contando così sulle successive elezioni per rompere l'impasse. Syriza
e gli Indipendenti
vuole rinnegare il
Memorandum
della troika, anche se questo porta la Grecia alla bancarotta. I
partiti in precedenza potenti, Nuova Democrazia e Pasok,
vogliono mantenere il regime di austerità imposto in gran parte
dalla Germania.
Questi sviluppi sono chiaramente sconvolgenti. Ad un
osservatore esterno, sembrano strettamente finanziari, come un
problema di debitori che non sono in grado di rimborsare i prestiti.
Ma dietro le minacce della troika alla Grecia perché continui a
pagare i creditori, succede qualcosa di molto più grave. Vedete, la
piccola Grecia non è il tipico paese che attraversa le convulsioni
delle "riforme strutturali" imposte dalla troika.
Le conquiste greche
La Grecia è una superpotenza culturale senza la quale l'Europa
sarebbe ancora nell'alto medioevo. La scienza e la tecnologia greche
hanno creato il mondo moderno. Aristotele, un filosofo naturale del
quarto secolo A.C. ha inventato la zoologia e la scienza definita.
Nel 14° secolo gli europei hanno fondato le loro prime università
per studiare Aristotele. Archimede, un matematico e genio
dell'ingegneria greco del terzo secolo A.C., ha creato le fondamenta
della scienza per
Galileo
e
Isaac Newton. Archimede
è stato anche il padre della
Macchina di Anticitera,
il primo computer al mondo.
Nel 1974,
Derek de Solla Price,
fisico e storico della scienza britannico, concluse che la Macchina
di Anticitera era effettivamente una forma di tecnologia avanzata
i cui congegni divennero i congegni che resero possibile le
rivoluzioni tecnologica ed industriale. Nel 2005, un gruppo
internazionale di scienziati confermò le scoperte di Price. Perciò
gli europei conoscono Aristotele ed Archimede - e le conquiste
greche. Infatti, sanno che il Rinascimento è stato in gran parte una
conseguenza dell'eredità culturale dei greci.
Jacob Burckhardt,
il famoso storico della cultura svizzero, nel 1872 affermò che gli
europei vedono con gli occhi dei greci e che abbandonarli sarebbe
accettare il loro declino. Un altro studioso europeo
dall'Inghilterra,
W.R. Inge,
nel 1921 scrisse che non vi era nessun modo nel quale gli europei
potessero fare a meno dei greci. "Senza ciò che chiamiamo il nostro
debito verso la Grecia", dichiara, "non avremmo né la nostra
religione né la nostra filosofia né la nostra scienza né la nostra
letteratura né la nostra istruzione né la nostra politica. Saremmo
dei semplici barbari. La nostra civiltà è un albero che ha le
proprie radici in Grecia ... [la nostra civiltà] è un fiume ... ma
le sue sorgenti sono in Grecia". Infine, uno studioso americano,
Harold Bloom,
a metà degli anni 1980 suggerì che il popolo dell'occidente, "non ha
nessuna maniera di pensare che non sia greca".
Ma il denaro sconfigge la storia, la conoscenza e la cultura
ogni volta. Le banche che hanno prestato il denaro alla Grecia hanno
architettato la crisi finanziaria greca per saccheggiare la Grecia.
Iniziando dagli anni 1970, hanno accalappiato la Grecia con denaro
facile, sapendo bene che la Grecia non sarebbe stata in grado di
rimborsarlo, così assegnando loro i diritti dell'occupante legale.
L'identità del debitore Grecia ha eclissato le conquiste greche. I
risultati di questa amnesia sono tragici. Gli europei - cioè la UE e
la BCE - e gli americani - cioè il FMI - hanno spezzato le loro
radici greche ed abbandonato il Rinascimento e la civiltà
occidentale. Le conseguenze potenziali sono sufficientemente gravi
che, a mio giudizio, il cosiddetto occidente rischia di affondare in
un altro Alto Medioevo.
I banchieri illetterati vogliono la loro libbra di carne, anche se
ciò significa uccidere sua madre, la Grecia. Per me ugualmente
scioccante è il torrente di disinformazione e di virulenza mediatica
contro la Grecia. Sono anche stupito del silenzio delle università.
Una notevole eccezione all'indifferenza è stata una petizione ai
leader della UE da parte di 22 scienziati famosi a livello
internazionale.
Hanno esortato la UE a finanziare la scienza e la tecnologia in
Grecia ed a sponsorizzare la cooperazione "tra i principali centri
della scienza e della tecnologia europei e gli esistenti gruppi di
eccellenza in Grecia".
Questa petizione è stata pubblicata in una
lettera a
Science
del 25 maggio 2012.
Anche sotto l'attuale soffocante austerità, gli scienziati
greci lavorano duramente. Per esempio, nel 2010 in Grecia vi sono
state 1,3 pubblicazioni ogni 1.000 greci. Questa produttività ha
uguagliato quella di Francia e Spagna ed è stata appena dietro a
quella di America e Germania.
Nonostante tale risultato, i greci hanno bisogno del nostro
sostegno. Dove sono le voci dei professori di greco e latino,
storia, filosofia, teatro, letteratura ed arte? Perché non
denunciano ciò che equivale ad un'altra invasione tedesca della
Grecia? Dobbiamo ritenere che concordano con la vendita, reale o
immaginata, del Partenone alla Germania oppure con la povertà
imposta alla Grecia?
Il caos in Grecia:
paura di un'altra crociata?
Gli stessi greci stanno andando in pezzi. Alcuni sono molto
arrabbiati con la classe politica.
Panos Kammenos,
leader degli Indipendenti, ha accusato
Loukas Papademos,
la scelta della troika per un primo ministro tecnocratico fino alle
elezioni del
6 maggio 2012, di essere un "sensale" per le banche straniere.
Kammenos
si è rifiutato di unirsi a Nuova Democrazia o al Pasok per formare
un governo di coalizione perché questi partiti hanno venduto la
Grecia alla troika. In aggiunta, ha domandato trasparenza e verità
nelle politiche del governo greco. Anche Syriza ha fatto campagna
per smettere di prendere ordini dalla troika, mettendo così fine
completamente al rimborso del debito pubblico greco. I greci hanno
premiato Syriza con quasi il 17% dei voti, trasformandolo
improvvisamente nel secondo maggiore partito.
Le successive elezioni greche del 17 giugno 2012 hanno
assegnato la prima posizione al Nuova Democrazia, con il 30% dei
voti; Syriza è arrivato secondo con il 27% dei voti ed il Pasok
terzo con il 12% dei voti.
Nuova Democrazia ha formato un governo con un paio di partiti
pro-Memorandum, così la Grecia continua con l'austerità imposta a
favore delle banche e della Germania. Ma con Syriza che è
cresciuta di popolarità dal 17% nelle elezioni del 6 maggio al 27%
nelle elezioni del 17 giugno, il governo da parte del governo
pro-Memorandum non sarà facile o senza conseguenze. Infatti,
Nuova Democrazia ha già promesso di rinegoziare il Memorandum.
Così le relazioni UE-Grecia promettono di essere difficili ed
imprevedibili. Alla fine, la UE potrebbe cambiare le proprie leggi
ed espellere la Grecia dalla zona dell'euro, costringendola a
ritornare alla propria valuta, la dracma. Questo tipo di scenario,
sostengono gli esperti, sarà molto doloroso. Ma la Grecia ha
imparato a trattare con il dolore.
Durante la II Guerra Mondiale, la Germania quasi annientò la
Grecia, giustiziando centinaia di migliaia di greci, facendone
morire di fame altre e sfasciando porti, ferrovie, ponti, fabbriche,
strade ed edifici pubblici del paese. Prima della Germania, i turchi
estrassero dai greci la loro tonnellata di carne, cannibalizzando la
Grecia per 400 anni. I turchi uccisero pure 1 milione di greci agli
inizi del 20° secolo. I turchi impiegarono il genocidio contro i
greci, gli armeni ed altre minoranze del loro impero che crollava.
Prima dei turchi, i cristiani ed i romani, ma specialmente i
cristiani, resero la Grecia un sanguinoso palinsesto, cancellando
via la cultura greca e scrivendo al suo posto inni e dogmi
cristiani.
I greci moderni risultano da questo palinsesto. Così la troika,
per loro, è più che banche e barbari che non parlano greco. E'
un'immagine di orrore sbattuto sull'anima greca. La storia greca è
piena di troike che costringono i greci a fare questo o quello,
anche ad abbandonare la loro identità.
L'esperienza più vivida e tremenda, ancora viva nella mente
greca, è quello del 1204, apparentemente la quarta crociata degli
europei occidentali contro gli occupanti musulmani di Gerusalemme. I
crociati veneziani, francesi e tedeschi conquistarono
Costantinopoli, la capitale dell'impero greco e smembrarono la
Grecia. La ragione fondamentale per quella violenza era, allora come
ora, il debito. Venezia rivestiva il ruolo della troika. Un
pretendente greco al trono imperiale di Costantinopoli prese in
prestito eccessivamente da Venezia. Ed una volta che gli eserciti
crociati misero sul trono il pretendente, il suo governo non poté
pagare il debito. I veneziani utilizzarono la crisi del debito per
vendicarsi dei greci.
Gli invasori
veneziani, francesi e tedeschi agirono come barbari. Bruciarono
le biblioteche di Costantinopoli rifornite di testi antichi. Fusero
antiche statue greche ed altre opere d'arte e tecnologia per oro,
argento e bronzo per riscuotere il debito dei greci.
Secondo
Steven Runciman,
illustre studioso britannico ed autore di "Storia delle Crociate":
"Non vi fu mai un crimine maggiore contro l'umanità della Quarta
Crociata. Non soltanto causò la distruzione o la dispersione di
tutti i tesori del passato che Bisanzio [Grecia medievale] aveva
devotamente conservato ed il ferimento mortale di una civiltà che
era ancora attiva e grande, ma fu anche un atto di gigantesca
follia".
Dopo 50 anni, i greci gettarono fuori da Costantinopoli i
crociati, ma il danno che gli occidentali avevano fatto alla Grecia
era irreparabile. Rese la Grecia vulnerabile ai turchi; questa fu la
gigantesca follia dell'occidente. E quando nel 1453 i turchi
attaccarono, gli europei non interferirono.
Fare a brandelli l'umiliante
Memorandum
Mentre l'attuale tragedia del debito del 2012 continua, i greci
ricordano il 1204. Anche la troika dovrebbe ricordare il 1204. I
turchi stanno osservando. Ancora una volta, l'occidente cristiano è
in un'altra gigantesca follia; umiliare ed indebolire la Grecia.
In termini pratici, nessuno beneficerà per avere gettato i
greci fuori della zona euro. Anche le banche perderanno. Invece, la
crisi è un'opportunità sia per la troika che per la Grecia di
reinventarsi e di formare un'unione migliore, dopo avere rispedito
il FMI negli Stati Uniti ai quali appartiene. La Grecia e la UE
devono trovare una via d'uscita onorevole dal
memorandum
che colonizza ed asservisce. E' una questione di vita o di morte che
la Grecia ricuperi la propria sovranità facendo a brandelli quel
memorandum.
Questo è anche ciò che Syriza vuole fare.
George Kasimatis,
docente di diritto costituzionale ad Atene, sostiene che i greci
devono denunciare il Memorandum
e
dichiarare una moratoria dei pagamenti finché la Grecia e la UE
non rinegoziano un accordo che sia entro il diritto internazionale e
greco. Ciò significa che la UE deve unirsi alla Grecia
nell'annullare quel documento ripugnante. Da parte sua, la Grecia
dovrà abbandonare il capitalismo clientelare ed una enorme
burocrazia statale. Il nuovo governo deve punire i politici che
hanno preso in prestito eccessivamente e sperperato il denaro per il
vantaggio personale o per il beneficio dei loro partiti.
Costas Lapavitsas,
docente di economia greco all'Università di Londra, andrebbe oltre.
Afferma che la zona euro è una trappola per la Grecia. Gli
piacerebbe vedere la Grecia fuori dall'euro e tornare alla sua
dracma. Come parte di questa dolorosa transizione, sostiene la causa
della nazionalizzazione delle banche greche, la riforma fiscale di
modo che i ricchi paghino le imposte e la reindustrializzazione del
paese.
Ha assolutamente ragione nel sostenere che deve biasimarsi la
"soffocante austerità" che la troika ha imposto alla Grecia per le
tragiche ed orrende condizioni del paese. Afferma che "La Grecia
deve alzarsi dalle sue stringhe". E
per la Grecia parte di questa lotta è ritornare alla
dracma e non aspettare che qualche straniero, l'euro, la salvi.
Concordo con
Lapavitsas,
benché la Grecia prima dovrebbe cercare di elaborare un accordo
onorevole con la UE. Non sono sicuro che ritirarsi dall'euro sarebbe
la cosa giusta da fare subito per la Grecia. Comunque,
la UE deve decidere tra essere un giocattolo per i tedeschi che
prendono ordini dall'America oppure pretendere una vera unione
politica di stati europei per un'Europa più forte e più prospera che
alimenti la cultura occidentale. Se soltanto la UE diventasse gli
Stati Uniti d'Europa e se potesse quindi garantire le frontiere
greche, l'incubo turco si dissolverebbe, permettendo alla Grecia di
concentrarsi su un
costruttivo
sviluppo democratico ed economico. Soltanto allora il 1204
diventerà storia.
La Grecia possiede petrolio, oro ed altre preziose risorse che
potrebbero aiutare il paese a superare l'insolvenza finanziaria ed a
migliorare il benessere dei cittadini. Essendo benedetta da Elio, il
dio greco del sole, la Grecia può, ancora una volta, diventare un
paese eliocentrico. La potenza solare può fornire energia alla
Grecia, rendendola il centro dell'energia solare nel Mediterraneo.
La Grecia può anche diventare autosufficiente per il cibo. Ed
essendo una superpotenza culturale, la Grecia potrebbe quindi
diventare la destinazione di altri turisti che cercano divertimento
e conoscenza delle origini e del significato della civiltà
occidentale. Questo sarebbe anche il momento in cui la Grecia
investe la propria ricchezza materiale nel riprendere la sua
ricchezza intellettuale da un movimento tipo Rinascimento.
La Grecia deve ritornare ai suoi classici, rivederli e farne
dei libri di testo di scuola. Insegnare greco antico e latino. I
bambini greci dovrebbero studiare greco antico dall'istruzione
elementare a quella secondaria. Da tale educazione vivificatrice, i
valori centrali della democrazia, della filosofia e della scienza
domineranno ancora una volta la vita e la cultura greche. La cultura
greca antica è anche l'ispirazione per il miglioramento della
condizione umana - in realtà per la sopravvivenza umana e per
riconciliare del mondo naturale.
Prendere in prestito denaro straniero talvolta potrebbe essere
utile, ma la Grecia deve prima diventare autosufficiente. Aristotele
patrocinava l'autosufficienza come il pilastro dell'indipendenza. E'
giunto il momento che la Grecia ascolti Aristotele.
Questo articolo è un originale di
Truthout
Evaggelos
Vallianatos
Evaggelos Vallianatos è autore di diversi libri, compreso
"Primavera di veleno", imminente da
Bloomsbury Press.
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