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Soffocante austerità: la follia dell'occidente in Grecia replica vecchi modelli

Martedì, 10 luglio 2012 15:05 di Evaggelos Vallianatos, Truthout | Op-Ed

 

Nel 2012, i greci non possono rimborsare 245 miliardi di euro presi in prestito dalle banche europee ed americane. Ma invece di dare una mano al paese membro Grecia, la UE, ed in particolare la Germania, agiscono come negrieri. La UE ha persino invitato il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ad occuparsi insieme della Grecia. Il FMI - qualunque siano il suo presunto mandato e la sua struttura formale -  è un'istituzione americana progettata per demolire le economie che interferiscono con l'attività normale del capitalismo - specialmente con gli affari americani. A dire il vero, la UE ed il FMI sono in rotta di collisione con la Grecia allo scopo di estrarre ogni centesimo che le banche pretendono di avere prestato a questo paese.

Usurai che insidiano la sovranità greca

La UE ed il FMI hanno "convinto" i politici greci (ai quali sono state presentate zero alternative) a sottoscrivere delle richieste equivalenti a cedere la sovranità greca. In conformità al Memorandum del maggio 2010, il governo greco ha abbandonato tutti i diritti secondo il diritto internazionale e greco per proteggere la Grecia dalle pretese degli usurai. In aggiunta, secondo il Memorandum, tutte le proprietà greche - di fatto, tutta la Grecia - potrebbe diventare proprietà degli usurai.

Nel maggio 2012, Mikis Theodorakis, compositore musicale noto a livello internazionale, ha descritto il Memorandum come tradimento e coloro che lo hanno firmato - membri dei partiti Nuova Democrazia e Pasok - come traditori e criminali. Porre i guadagni delle banche al di sopra del benessere e della sovranità del popolo greco ricorda l'Inghilterra degli anni 1840, quando il paese vendette il grano irlandese entro i suoi confini mentre il popolo irlandese stava morendo per la carestia.

Comunque, Theodorakis ha ragione. L'accordo del maggio 2010 tra la troika - la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea (BCE) ed il FMI - e la Grecia è stato un atto di guerra contro la dignità, l'indipendenza e la prosperità del popolo greco. Ma invece di chiamare le cose con il loro vero nome, inventiamo degli eufemismi come "riforme strutturali" o "austerità".

Non soltanto i politici greci hanno imposto un programma di austerità che ha ridotto significativamente il livello di vita del popolo greco, aumentando i suicidi del 40% e la disoccupazione di più del 20%, ma hanno concordato simili barbare condizioni nell'immediato futuro, che tutte garantiscono l'impoverimento, la colonizzazione e l'eventuale schiavitù della Grecia.

In una intervista del 7 maggio 2012 con Amy Goodman di "Democracy NOW!" Yanis Varoufakis, professore di teoria economica all'Università di Atene, ha descritto la Grecia come in "coma profondo" ed uno "stato fallito" che soffre di una Grande Depressione in stile americano.

La Grecia sta diventando molto povera, ma non è uno stato fallito. La classe politica greca ha fallito, ma non il popolo greco. La situazione economica della Grecia è il risultato di corruzione e di eccessiva influenza straniera. I politici e gli imprenditori greci collegati ai governi ed alle grandi società straniere se la passano bene. Infatti, per alcuni greci il loro denaro ed il loro potere risalgono agli occupanti nazisti della Grecia dei primi anni 1940. Loro ed altri della classe dominante hanno lentamente liquidato le poche industrie greche che fabbricavano automobili, camion, motociclette, navi ed altri beni. Hanno intenzionalmente deindustrializzato la Grecia, rendendo il paese un terreno di scarico per i prodotti tedeschi e di altri paesi. Hanno anche permesso alle bustarelle/sovvenzioni della UE di ridurre e demoralizzare la popolazione rurale convertendo la Grecia da un paese che contava su di se nella produzione alimentare ad uno che ora importa una percentuale alta in modo inaccettabile del suo cibo.

Il pane di Demetra

Ricordo ancora le pagnotte rotonde di pane di frumento che fabbricavano mia madre e mia zia. La forma, l'aroma, il gusto di quel pane contadino era la dea dell'agricoltura, Demetra stessa. Quelle stesse pagnotte di pane integrale erano al centro dell'intera civiltà agricola greca di Esiodo (tardo ottavo secolo A.C.) e di Senofonte (tardo quinto e quarto secolo A.C.). Ora i greci mangiano pane di fabbrica stile francese, bianco e morbido. Questa è una delle mie lamentele ogni volta che visito la Grecia, il che è quasi tutti gli anni. Mi arrabbio con le mie sorelle, che pure mangiano quel pane insapore.

Il mio villaggio, Valsamata, nella isola ionica di Cefalonia, non è più il villaggio della mia giovinezza. Non vi sono più asini, cavalli o muli nel villaggio. Le poche famiglie che coltivano uva da vino ed olive da olio possiedono piccoli autocarri. Ma nessuno coltiva grano, orzo o lenticchie - gli elementi essenziali dell'agricoltura di mio padre. Vi sono anche meno contadini che raggruppano greggi di pecore e di capre. Il figlio minore della mia sorella più giovane, Dionysios, aveva un piccolo negozio che vendeva formaggio che produceva lui stesso dal latte bianco di pecora. Ma ha abbandonato quella tradizione agraria per il richiamo di un posto di lavoro nel locale aeroporto. Mi spezza il cuore vedere gli anziani di Valsamata acquistare le loro pagnotte da un camion che fa i giri giornalieri.

Comunque, la mia vera lamentela sono i villaggi desolati, lasciati ad anziani che aspettano di morire. Sono stato scioccato passando per Machairas, un magnifico villaggio della Grecia centrale. Quando ho chiesto alla maestra del villaggio dei suoi scolari, è arrossita e ha ammesso a bassa voce che i suoi quattro scolari erano albanesi. Non un singolo scolaro greco frequentava la scuola elementare di Machairas perché i giovani di Machairas hanno abbandonato il villaggio. E con l'eccezione di alcuni contadini che coltivavano frutta e verdure, gli "agricoltori" di Machairas non producevano nulla perché la UE li ha sovvenzionati perché smettessero di coltivare tabacco. Gli agricoltori non sono sicuri che cominceranno a crescere cibo una volta che finiscono le sovvenzioni nel 2013.

Alexander Poularikas, un professore a riposo dell'Università dell'Alabama, mi ha raccontato la storia del suo villaggio. Ha sostenuto che il suo villaggio, Desylla, si trova nel "posto più fertile della Grecia", in Messinia settentrionale, Peloponneso. Ricorda che agli inizi degli anni 1950 Desylla aveva una popolazione di 1.300 abitanti, ma ha affermato che è caduta a soltanto 265 nel 2012. La maggior parte dei paesani rimanenti sopravvivono con le loro modeste pensioni statali. Soltanto quattro famiglie coltivano la terra, ma crescono erba come prodotto destinato alla vendita invece di cibo. Desylla produce anche olio d'oliva, che vende per 3,5 euro al kg, un prezzo eccellente - ma questo olio viene esportato in Italia ad un prezzo basso.

Al dramma agricolo aggiungete il fattore turco, che è letteralmente il tallone d'Achille del paese, e l'intera natura della crisi attuale diventa chiara. Nonostante il fatto che entrambe i paesi siano membri dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord  (NATO), la Turchia rimane un nemico della Grecia. La NATO è una "alleanza" militare internazionale che esiste completamente per permettere all'America di controllare l'Europa ed altre regioni. Gli Stati Uniti fingono che la loro posizione verso entrambe la Grecia e la Turchia sia neutrale, ma hanno benedetto l'invasione e l'occupazione da parte della Turchia del 40% dell'isola greca di Cipro nel 1974. Questa esperienza traumatica ha insegnato alla Grecia a non fidarsi della NATO o degli Stati Uniti. Diversamente da un paese come Israele, la Grecia non ha una relazione intima con un impero gigantesco che lo mantiene rifornito di aiuti militari, né ha l'appoggio degli Stati Uniti per affrontare la Turchia, un paese molto più grande con une enorme esercito regolare. Così la Grecia spende grandi somme di denaro per armamenti dagli Stati Uniti e dalla UE, sperando che la Turchia ci pensi due volte prima di lanciare un attacco.

Una crisi architettata

Secondo Carol P. Christ, una donna americana che vive in Grecia come cittadina greca ed ambientalista, "La crisi greca è stata in gran parte architettata dagli interessi finanziari e militari internazionali che hanno considerato la Grecia come un mercato per i loro prodotti e le loro armi". Senza dubbio, parte del debito greco è stato contratto tramite la spesa militare, la maggior parte di essa è andata alla Germania, alla Francia ed agli Stati Uniti, dai quali la Grecia acquista sommergibili, aeroplani e carri armati. La Germania rivela grande ipocrisia nell'insistere su una dieta di austerità per la Grecia e simultaneamente richiede pagamenti greci alle banche tedesche; sono state le banche tedesche che hanno agganciato la Grecia con prestiti facili per l'acquisto di armi tedesche. Ora il cosiddetto salvataggio della Grecia consiste in miliardi di euro che si trasferiscono dalla troika alle banche tedesche, francesi ed americane. Molto poco di quel denaro rimane in Grecia.

Naturalmente, i greci stanno resistendo a questa lampante interferenza straniera ed alla sua forma domestica dell'austerità. Protestano, scioperano e discutono incessantemente delle loro condizioni, cercando di dare un senso alle politiche irrazionali che li danneggiano come se fossero ancora una volta sotto l'occupazione tedesca. Nelle elezioni del 6 maggio 2012 hanno punito i due maggiori partiti, il conservatore Partito Nuova Democrazia ed il cosiddetto "socialista" Pasok, per avere firmato l'umiliante Memorandum con la troika. Il sostegno per Nuova Democrazia è diminuito dal 33% del 2009 a circa il 19% nelle elezioni del 6 maggio 2012. Il sostegno per il Pasok è andato dal 44% al 13% negli ultimi due anni. Le elezioni hanno accresciuto i partiti anti-memorandum, Syriza ed Indipendenti.

Comunque, la tensione di perdere e guadagnare potere non è andata bene con i partiti. La Grecia è sull'orlo di un precipizio ed i partiti condividono la responsabilità per il pericolo che la nazione ha di fronte. Si sono rifiutati di compromettersi e di collaborare, contando così sulle successive elezioni per rompere l'impasse. Syriza e gli Indipendenti vuole rinnegare il Memorandum della troika, anche se questo porta la Grecia alla bancarotta. I partiti in precedenza potenti, Nuova Democrazia e Pasok, vogliono mantenere il regime di austerità imposto in gran parte dalla Germania.

Questi sviluppi sono chiaramente sconvolgenti. Ad un osservatore esterno, sembrano strettamente finanziari, come un problema di debitori che non sono in grado di rimborsare i prestiti. Ma dietro le minacce della troika alla Grecia perché continui a pagare i creditori, succede qualcosa di molto più grave. Vedete, la piccola Grecia non è il tipico paese che attraversa le convulsioni delle "riforme strutturali" imposte dalla troika.

Le conquiste greche

La Grecia è una superpotenza culturale senza la quale l'Europa sarebbe ancora nell'alto medioevo. La scienza e la tecnologia greche hanno creato il mondo moderno. Aristotele, un filosofo naturale del quarto secolo A.C. ha inventato la zoologia e la scienza definita. Nel 14° secolo gli europei hanno fondato le loro prime università per studiare Aristotele. Archimede, un matematico e genio dell'ingegneria greco del terzo secolo A.C., ha creato le fondamenta della scienza per Galileo e Isaac Newton. Archimede è stato anche il padre della Macchina di Anticitera, il primo computer al mondo.

Nel 1974, Derek de Solla Price, fisico e storico della scienza britannico, concluse che la Macchina di Anticitera era effettivamente una forma di tecnologia avanzata i cui congegni divennero i congegni che resero possibile le rivoluzioni tecnologica ed industriale. Nel 2005, un gruppo internazionale di scienziati confermò le scoperte di Price. Perciò gli europei conoscono Aristotele ed Archimede - e le conquiste greche. Infatti, sanno che il Rinascimento è stato in gran parte una conseguenza dell'eredità culturale dei greci.

Jacob Burckhardt, il famoso storico della cultura svizzero, nel 1872 affermò che gli europei vedono con gli occhi dei greci e che abbandonarli sarebbe accettare il loro declino. Un altro studioso europeo dall'Inghilterra, W.R. Inge, nel 1921 scrisse che non vi era nessun modo nel quale gli europei potessero fare a meno dei greci. "Senza ciò che chiamiamo il nostro debito verso la Grecia", dichiara, "non avremmo né la nostra religione né la nostra filosofia né la nostra scienza né la nostra letteratura né la nostra istruzione né la nostra politica. Saremmo dei semplici barbari. La nostra civiltà è un albero che ha le proprie radici in Grecia ... [la nostra civiltà] è un fiume ... ma le sue sorgenti sono in Grecia". Infine, uno studioso americano, Harold Bloom, a metà degli anni 1980 suggerì che il popolo dell'occidente, "non ha nessuna maniera di pensare che non sia greca".

Ma il denaro sconfigge la storia, la conoscenza e la cultura ogni volta. Le banche che hanno prestato il denaro alla Grecia hanno architettato la crisi finanziaria greca per saccheggiare la Grecia. Iniziando dagli anni 1970, hanno accalappiato la Grecia con denaro facile, sapendo bene che la Grecia non sarebbe stata in grado di rimborsarlo, così assegnando loro i diritti dell'occupante legale. L'identità del debitore Grecia ha eclissato le conquiste greche. I risultati di questa amnesia sono tragici. Gli europei - cioè la UE e la BCE - e gli americani - cioè il FMI - hanno spezzato le loro radici greche ed abbandonato il Rinascimento e la civiltà occidentale. Le conseguenze potenziali sono sufficientemente gravi che, a mio giudizio, il cosiddetto occidente rischia di affondare in un altro Alto Medioevo.

I banchieri illetterati vogliono la loro libbra di carne, anche se ciò significa uccidere sua madre, la Grecia. Per me ugualmente scioccante è il torrente di disinformazione e di virulenza mediatica contro la Grecia. Sono anche stupito del silenzio delle università. Una notevole eccezione all'indifferenza è stata una petizione ai leader della UE da parte di 22 scienziati famosi a livello internazionale. Hanno esortato la UE a finanziare la scienza e la tecnologia in Grecia ed a sponsorizzare la cooperazione "tra i principali centri della scienza e della tecnologia europei e gli esistenti gruppi di eccellenza in Grecia". Questa petizione è stata pubblicata in una lettera a Science del 25 maggio 2012.

Anche sotto l'attuale soffocante austerità, gli scienziati greci lavorano duramente. Per esempio, nel 2010 in Grecia vi sono state 1,3 pubblicazioni ogni 1.000 greci. Questa produttività ha uguagliato quella di Francia e Spagna ed è stata appena dietro a quella di America e Germania.

Nonostante tale risultato, i greci hanno bisogno del nostro sostegno. Dove sono le voci dei professori di greco e latino, storia, filosofia, teatro, letteratura ed arte? Perché non denunciano ciò che equivale ad un'altra invasione tedesca della Grecia? Dobbiamo ritenere che concordano con la vendita, reale o immaginata, del Partenone alla Germania oppure con la povertà imposta alla Grecia?

Il caos in Grecia: paura di un'altra crociata?

Gli stessi greci stanno andando in pezzi. Alcuni sono molto arrabbiati con la classe politica. Panos Kammenos, leader degli Indipendenti, ha accusato Loukas Papademos, la scelta della troika per un primo ministro tecnocratico fino alle elezioni del 6 maggio 2012, di essere un "sensale" per le banche straniere. Kammenos si è rifiutato di unirsi a Nuova Democrazia o al Pasok per formare un governo di coalizione perché questi partiti hanno venduto la Grecia alla troika. In aggiunta, ha domandato trasparenza e verità nelle politiche del governo greco. Anche Syriza ha fatto campagna per smettere di prendere ordini dalla troika, mettendo così fine completamente al rimborso del debito pubblico greco. I greci hanno premiato Syriza con quasi il 17% dei voti, trasformandolo improvvisamente nel secondo maggiore partito.

Le successive elezioni greche del 17 giugno 2012 hanno assegnato la prima posizione al Nuova Democrazia, con il 30% dei voti; Syriza è arrivato secondo con il 27% dei voti ed il Pasok terzo con il 12% dei voti. Nuova Democrazia ha formato un governo con un paio di partiti pro-Memorandum, così la Grecia continua con l'austerità imposta a favore delle banche e della Germania. Ma con Syriza che è cresciuta di popolarità dal 17% nelle elezioni del 6 maggio al 27% nelle elezioni del 17 giugno, il governo da parte del governo pro-Memorandum non sarà facile o senza conseguenze. Infatti, Nuova Democrazia ha già promesso di rinegoziare il Memorandum. Così le relazioni UE-Grecia promettono di essere difficili ed imprevedibili. Alla fine, la UE potrebbe cambiare le proprie leggi ed espellere la Grecia dalla zona dell'euro, costringendola a ritornare alla propria valuta, la dracma. Questo tipo di scenario, sostengono gli esperti, sarà molto doloroso. Ma la Grecia ha imparato a trattare con il dolore.

Durante la II Guerra Mondiale, la Germania quasi annientò la Grecia, giustiziando centinaia di migliaia di greci, facendone morire di fame altre e sfasciando porti, ferrovie, ponti, fabbriche, strade ed edifici pubblici del paese. Prima della Germania, i turchi estrassero dai greci la loro tonnellata di carne, cannibalizzando la Grecia per 400 anni. I turchi uccisero pure 1 milione di greci agli inizi del 20° secolo. I turchi impiegarono il genocidio contro i greci, gli armeni ed altre minoranze del loro impero che crollava. Prima dei turchi, i cristiani ed i romani, ma specialmente i cristiani, resero la Grecia un sanguinoso palinsesto, cancellando via la cultura greca e scrivendo al suo posto inni e dogmi cristiani.

I greci moderni risultano da questo palinsesto. Così la troika, per loro, è più che banche e barbari che non parlano greco. E' un'immagine di orrore sbattuto sull'anima greca. La storia greca è piena di troike che costringono i greci a fare questo o quello, anche ad abbandonare la loro identità.

L'esperienza più vivida e tremenda, ancora viva nella mente greca, è quello del 1204, apparentemente la quarta crociata degli europei occidentali contro gli occupanti musulmani di Gerusalemme. I crociati veneziani, francesi e tedeschi conquistarono Costantinopoli, la capitale dell'impero greco e smembrarono la Grecia. La ragione fondamentale per quella violenza era, allora come ora, il debito. Venezia rivestiva il ruolo della troika. Un pretendente greco al trono imperiale di Costantinopoli prese in prestito eccessivamente da Venezia. Ed una volta che gli eserciti crociati misero sul trono il pretendente, il suo governo non poté pagare il debito. I veneziani utilizzarono la crisi del debito per vendicarsi dei greci.

Gli invasori veneziani, francesi e tedeschi agirono come barbari. Bruciarono le biblioteche di Costantinopoli rifornite di testi antichi. Fusero antiche statue greche ed altre opere d'arte e tecnologia per oro, argento e bronzo per riscuotere il debito dei greci.

Secondo Steven Runciman, illustre studioso britannico ed autore di "Storia delle Crociate": "Non vi fu mai un crimine maggiore contro l'umanità della Quarta Crociata. Non soltanto causò la distruzione o la dispersione di tutti i tesori del passato che Bisanzio [Grecia medievale] aveva devotamente conservato ed il ferimento mortale di una civiltà che era ancora attiva e grande, ma fu anche un atto di gigantesca follia".

Dopo 50 anni, i greci gettarono fuori da Costantinopoli i crociati, ma il danno che gli occidentali avevano fatto alla Grecia era irreparabile. Rese la Grecia vulnerabile ai turchi; questa fu la gigantesca follia dell'occidente. E quando nel 1453 i turchi attaccarono, gli europei non interferirono.

Fare a brandelli l'umiliante Memorandum

Mentre l'attuale tragedia del debito del 2012 continua, i greci ricordano il 1204. Anche la troika dovrebbe ricordare il 1204. I turchi stanno osservando. Ancora una volta, l'occidente cristiano è in un'altra gigantesca follia; umiliare ed indebolire la Grecia.

In termini pratici, nessuno beneficerà per avere gettato i greci fuori della zona euro. Anche le banche perderanno. Invece, la crisi è un'opportunità sia per la troika che per la Grecia di reinventarsi e di formare un'unione migliore, dopo avere rispedito il FMI negli Stati Uniti ai quali appartiene. La Grecia e la UE devono trovare una via d'uscita onorevole dal memorandum che colonizza ed asservisce. E' una questione di vita o di morte che la Grecia ricuperi la propria sovranità facendo a brandelli quel memorandum. Questo è anche ciò che Syriza vuole fare.

George Kasimatis, docente di diritto costituzionale ad Atene, sostiene che i greci devono denunciare il Memorandum e dichiarare una moratoria dei pagamenti finché la Grecia e la UE non rinegoziano un accordo che sia entro il diritto internazionale e greco. Ciò significa che la UE deve unirsi alla Grecia nell'annullare quel documento ripugnante. Da parte sua, la Grecia dovrà abbandonare il capitalismo clientelare ed una enorme burocrazia statale. Il nuovo governo deve punire i politici che hanno preso in prestito eccessivamente e sperperato il denaro per il vantaggio personale o per il beneficio dei loro partiti.

Costas Lapavitsas, docente di economia greco all'Università di Londra, andrebbe oltre. Afferma che la zona euro è una trappola per la Grecia. Gli piacerebbe vedere la Grecia fuori dall'euro e tornare alla sua dracma. Come parte di questa dolorosa transizione, sostiene la causa della nazionalizzazione delle banche greche, la riforma fiscale di modo che i ricchi paghino le imposte e la reindustrializzazione del paese.

Ha assolutamente ragione nel sostenere che deve biasimarsi la "soffocante austerità" che la troika ha imposto alla Grecia per le tragiche ed orrende condizioni del paese. Afferma che "La Grecia deve alzarsi dalle sue stringhe". E per la Grecia parte di questa lotta è ritornare alla dracma e non aspettare che qualche straniero, l'euro, la salvi.

Concordo con Lapavitsas, benché la Grecia prima dovrebbe cercare di elaborare un accordo onorevole con la UE. Non sono sicuro che ritirarsi dall'euro sarebbe la cosa giusta da fare subito per la Grecia. Comunque, la UE deve decidere tra essere un giocattolo per i tedeschi che prendono ordini dall'America oppure pretendere una vera unione politica di stati europei per un'Europa più forte e più prospera che alimenti la cultura occidentale. Se soltanto la UE diventasse gli Stati Uniti d'Europa e se potesse quindi garantire le frontiere greche, l'incubo turco si dissolverebbe, permettendo alla Grecia di concentrarsi su un costruttivo sviluppo democratico ed economico. Soltanto allora il 1204 diventerà storia.

La Grecia possiede petrolio, oro ed altre preziose risorse che potrebbero aiutare il paese a superare l'insolvenza finanziaria ed a migliorare il benessere dei cittadini. Essendo benedetta da Elio, il dio greco del sole, la Grecia può, ancora una volta, diventare un paese eliocentrico. La potenza solare può fornire energia alla Grecia, rendendola il centro dell'energia solare nel Mediterraneo. La Grecia può anche diventare autosufficiente per il cibo. Ed essendo una superpotenza culturale, la Grecia potrebbe quindi diventare la destinazione di altri turisti che cercano divertimento e conoscenza delle origini e del significato della civiltà occidentale. Questo sarebbe anche il momento in cui la Grecia investe la propria ricchezza materiale nel riprendere la sua ricchezza intellettuale da un movimento tipo Rinascimento.

La Grecia deve ritornare ai suoi classici, rivederli e farne dei libri di testo di scuola. Insegnare greco antico e latino. I bambini greci dovrebbero studiare greco antico dall'istruzione elementare a quella secondaria. Da tale educazione vivificatrice, i valori centrali della democrazia, della filosofia e della scienza domineranno ancora una volta la vita e la cultura greche. La cultura greca antica è anche l'ispirazione per il miglioramento della condizione umana - in realtà per la sopravvivenza umana e per riconciliare del mondo naturale.

Prendere in prestito denaro straniero talvolta potrebbe essere utile, ma la Grecia deve prima diventare autosufficiente. Aristotele patrocinava l'autosufficienza come il pilastro dell'indipendenza. E' giunto il momento che la Grecia ascolti Aristotele.

Questo articolo è un originale di Truthout

 

Evaggelos Vallianatos

Evaggelos Vallianatos è autore di diversi libri, compreso "Primavera di veleno", imminente da Bloomsbury Press.