Socialist Appeal

 

 

Alla ricerca di un partito rivoluzionario

Martedì, 24 marzo 2015

Timothy Bay

 

Sono diventato marxista al secondo anno di scuola superiore. Il mio professore aggiunto di storia europea aveva menzionato come parte di una lezione sul comunismo Il Manifesto del Partito Comunista. La lezione stessa non ammontava a molto, ma essendo un piccolo monello curioso acquistai una copia e cominciai a leggerlo. Ero completamente lanciato su di esso e finii per leggerlo quattro volte di fila, diventando un marxista con un improvviso, brusco salto dalla quantità alla qualità. Naturalmente, il mio interesse per Marx non cadeva dalle nuvole, in quel periodo della mia vita ero piuttosto disilluso sull'esistente ordine capitalista e disgustato dell'ipocrisia della Chiesa Cattolica nella quale sono stato battezzato e dell'incapacità della cristianità di rispondere alle questioni logiche che sollevavo sull'esistenza di dio. Ripensando, la vita la vita mi aveva reso politicamente un socialista utopico e filosoficamente mi aveva attirato vicino ad alcune delle religioni semidialettiche orientali. La società esistente appariva come nulla più che un mucchio di rifiuti disorganizzati e la religione cristiana come un vicolo cieco filosofico, con i suoi organi di potere temporale dominati da una casta di vecchi corrotti ed ipocriti.

La mia istintiva risposta a questa crisi di appagamento è stato lo studio della politica, dell'economia, della filosofia e delle materie collegate. Entro lo spazio di un anno avevo letto Platone, Aristotele, Kant, Machiavelli, Adam Smith, Chomsky e, in modo più rilevante, Marx. Volevoin realtà avevo bisognodi un modo per spiegare il mondo in maniera sistematica e scientifica. A questo riguardo, le idee del socialismo scientifico, del marxismo, risaltano facilmente su tutte le altre idee. Il marxismo ha il merito di corrispondere effettivamente a questa realtà, di avere potere esplicativo e profetico e di possedere un carattere scientifico che i miei precedenti esperimenti con l'utopismo e l'idealismo non potevano assolutamente eguagliare.

Essendo stato convinto del valore delle idee marxiste, per me il passo successivo è stato la transizione dall'essere un "marxista" all'essere un marxista. Vale a dire, il punto successivo all'ordine del giorno sull'agenda è stato di studiare la teoria, di leggere seriamente le opere di Marx, Engels, Lenin, Trotsky e Rosa Luxemburg. La mia mente era sommersa da una totale gran quantità di nuovi concetti: materialismo dialettico, materialismo storico, la teoria del valore lavoro, egemonia culturale ecc. Più imparavo più volevo sapere (qualcosa che è ancora vero oggi).

Alla fine, il mio studio del marxismo si è allargato a leggere le opere dei marxisti meno noti e ad andare in cerca delle organizzazioni marxiste esistenti per studiare le loro idee e vedere come il marxismo veniva applicato oggi nel mondo. Tuttavia al principio non partecipai al movimento. Infatti, non considerai neppure di entrare a far parte di un'organizzazione marxista fino ad oltre un anno dopo che avevo letto per la prima volta Il Manifesto del Partito Comunista. Marx scrisse, nel suo Tesi su Feuerbach, che "i filosofi hanno soltanto interpretato il mondo, in varie maniere; il punto è cambiarlo", ma si dovrebbe aggiungere che per cambiare il mondo si deve prima comprenderlo, ed io volevo il tempo per tentare seriamente assimilare ed educare me stesso alle idee del marxismo. Per i rivoluzionari un serio approccio alla teoria è assolutamente critico. Come affermò Lenin, "Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere nessun movimento rivoluzionario".

In aggiunta al mio bisogno di dedicarmi alla comprensione del marxismo in modo teorico, vi era un altro fattore che mi rendeva esitante per unirmi ad ogni organizzazione con cui ero familiare. Quel fattore è l'estremo settarismo, l'ultrasinistrismo ed il fallimento teorico che va fuori controllo in molti dei gruppi cosiddetti marxisti e trotskysti. Ero, e resto, assolutamente respinto da tale nonsenso completo ed antimarxista ad un livello tale che non posso leggere tanto le loro pubblicazioni senza che mi procurino un insopportabile mal di testa. L'altro lato della medaglia dell'ultrasinistra è il riformismo di organizzazioni, come il CPUSA, che si adattano alla società capitalista ed in pratica servono come nulla più che da copertura di sinistra per i partiti borghesi. Personalmente, non posso che considerare entrambe i tipi di organizzazioni come un insulto al marxismo, al leninismo, al trotskysmo o ad ogni altro -ismo al quale pretendano di aderire.

Con tanta della sinistra, sia a livello internazionale che negli USA, seppellita nell'ultrasinistrismo settario o nel riformismo, la ricerca di un'organizzazione marxista rivoluzionaria può sembrare assolutamente futile. E' stato il mio incontro con la Workers International League e l'International Marxist Tendency a rompere il cerchio. Sono capitato attraverso Marxist.com mentre vagavo su internet cercando un luogo per ottenere un punto di vista socialista sugli eventi attuali e mi sono reso conto quasi immediatamente che stavo guardando qualcosa di molto diverso dalle altre organizzazioni che avevo esaminato in precedenza. Qui, finalmente, c'era un'organizzazione che aveva un approccio serio alla teoria e che si basava chiaramente sul pensiero marxista. Inoltre, la WIL e l'IMT mancavano dell'approccio settario oggi adottato da tanti gruppi di sinistra. Questa organizzazione cercava realmente di comprendere ed applicare la teoria marxista; era un gruppo di combattenti militanti, ma anche di pensatori che posavano su un solido livello politico. Questa era, nella mia dichiaratamente limitata esperienza, un tipo nuovo di organizzazione, una che a cui mi sono trovato immediatamente interessato e d'caccordo.

Non ero e non sono d'accordo con tutte le posizioni avanzate da ogni compagno dell'IMT e, in realtà, le uniche persone preparate con le quali essere d'accordo al 100% su tutto, senza riserve, sono quelle che domani saranno domani il 120% per l'altra partema ero e sono d'accordo su tutti i punti fondamentali. Questo è sufficiente. Come marxista, la mia lealtà appartiene prima di tutto non ad una particolare forma organizzativa, ma al proletariato mondiale e, perciò, alle idee del marxismo. Mi sembra che la WIL e l'IMT siano le organizzazioni più serie e teoricamente sviluppate ad impegnarsi nel marxismo rivoluzionario e dovrebbero quindi essere rinforzate come avanguardia rivoluzionaria del proletariato mondiale.

La WIL e l'IMT rappresentano nel modo migliore il mio punto di vista sul marxismo come filosofia vivente della rivoluzione. Ci sforziamo seriamente di comprendere e sviluppare la teoria marxista e di metterla in pratica su base quotidiana. Non conosco tutto di ogni organizzazione di sinistra che esiste, ma so fino a questo punto: qualsiasi organizzazione che non si basa su un approccio serio e chiaro alla teoria marxista e che non cerca di applicare questa teoria nella pratica è condannata. La maggiore flessibilità nella tattica e la maggiore inconciliabilità sulle questioni di principio: sono queste le caratteristiche di ogni organizzazione genuinamente marxista ed io credo sinceramente che siano presenti nella WIL e nell'IMT.

La classe lavoratrice ha bisogno di un partito rivoluzionario fondato fermamente sulla teoria marxista e pronto ad attuare realmente la rivoluzione quando arriva il momento. Questo partito non può essere un partito settario, che volta le spalle alla classe lavoratrice, ne può essere un partito riformista, che genera illusioni senza essere disposto ad attuare nella pratica neppure il proprio limitato programma. Deve essere preparato ad adattarsi alle mutate condizioni e deve assumere un atteggiamento assolutamente serio ed inconciliabile nei riguardi della teoria marxista. Da questa prospettiva, l'IMT e la WIL stanno testa e spalle sopra tutte le altre organizzazioni di sinistra e, così affermo, "Lunga vita alla IMT! Lunga vita alla WIL! Proletari di tutti i paesi unitevi!"