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Sono diventato marxista al secondo anno di scuola superiore. Il mio
professore aggiunto di storia europea aveva menzionato come parte di una
lezione sul comunismo Il Manifesto del Partito Comunista. La lezione
stessa non ammontava a molto, ma essendo un piccolo monello curioso
acquistai una copia e cominciai a leggerlo. Ero completamente lanciato
su di esso e finii per leggerlo quattro volte di fila, diventando un
marxista con un improvviso, brusco salto dalla quantità alla qualità.
Naturalmente, il mio interesse per Marx non cadeva dalle nuvole, in quel
periodo della mia vita ero piuttosto disilluso sull'esistente ordine
capitalista e disgustato dell'ipocrisia della Chiesa Cattolica nella
quale sono stato battezzato e dell'incapacità della cristianità di
rispondere alle questioni logiche che sollevavo sull'esistenza di dio.
Ripensando, la vita la vita mi aveva reso politicamente un socialista
utopico e
filosoficamente mi aveva attirato vicino ad alcune delle religioni
semidialettiche orientali. La società esistente appariva come nulla più
che un mucchio di rifiuti disorganizzati e la religione cristiana come
un vicolo cieco filosofico, con i suoi organi di potere temporale
dominati da una casta di vecchi corrotti ed ipocriti.
La mia istintiva risposta a questa crisi di appagamento è stato lo
studio della politica, dell'economia, della filosofia e delle materie
collegate. Entro lo spazio di un anno avevo letto Platone,
Aristotele, Kant, Machiavelli, Adam Smith, Chomsky
e, in modo più rilevante, Marx. Volevo—in realtà avevo bisogno—di un modo per spiegare il mondo
in maniera sistematica e scientifica. A questo riguardo, le idee
del socialismo scientifico, del marxismo, risaltano facilmente su tutte
le altre idee. Il marxismo ha il merito di corrispondere effettivamente
a questa realtà, di avere potere esplicativo e profetico e di possedere
un carattere scientifico che i miei precedenti esperimenti con
l'utopismo e l'idealismo non potevano assolutamente eguagliare.
Essendo stato convinto del valore delle idee marxiste, per me il
passo successivo è stato la transizione dall'essere un "marxista"
all'essere un marxista. Vale a dire, il punto successivo all'ordine del
giorno sull'agenda è stato di studiare la teoria, di leggere seriamente
le opere di
Marx, Engels, Lenin, Trotsky e Rosa Luxemburg. La mia mente era sommersa
da una totale gran quantità di nuovi concetti: materialismo dialettico,
materialismo storico, la teoria del valore lavoro, egemonia culturale
ecc. Più imparavo più volevo sapere (qualcosa che è ancora vero oggi).
Alla fine, il mio studio del marxismo si è allargato a leggere le
opere dei marxisti meno noti e ad andare in cerca delle organizzazioni
marxiste esistenti per studiare le loro idee e vedere come il marxismo
veniva applicato oggi nel mondo. Tuttavia al principio non partecipai al
movimento. Infatti, non considerai neppure di entrare a far parte di
un'organizzazione marxista fino ad oltre un anno dopo che avevo letto
per la prima volta
Il Manifesto del Partito Comunista. Marx scrisse, nel suo
Tesi su Feuerbach,
che "i filosofi hanno soltanto interpretato il mondo,
in varie maniere; il punto è cambiarlo", ma si dovrebbe aggiungere che
per cambiare il mondo si deve prima comprenderlo, ed io volevo il tempo
per tentare seriamente assimilare ed educare me stesso alle idee del
marxismo. Per i rivoluzionari un serio approccio alla teoria è
assolutamente critico. Come affermò Lenin, "Senza teoria rivoluzionaria
non vi può essere nessun movimento rivoluzionario".
In aggiunta al mio bisogno di dedicarmi alla comprensione del
marxismo in modo teorico, vi era un altro fattore che mi rendeva
esitante per unirmi ad ogni organizzazione con cui ero familiare. Quel
fattore è l'estremo settarismo, l'ultrasinistrismo ed il fallimento
teorico che va fuori controllo in molti dei gruppi cosiddetti marxisti e
trotskysti. Ero, e resto, assolutamente respinto da tale nonsenso
completo ed antimarxista ad un livello tale che non posso leggere tanto
le loro pubblicazioni senza che mi procurino un insopportabile mal di
testa. L'altro lato della medaglia dell'ultrasinistra è il riformismo di
organizzazioni, come il
CPUSA,
che si adattano alla società capitalista ed in pratica
servono come nulla più che da copertura di sinistra per i partiti
borghesi. Personalmente, non posso che considerare entrambe i tipi di
organizzazioni come un insulto al marxismo, al leninismo, al
trotskysmo o ad ogni altro -ismo al quale pretendano di aderire.
Con tanta della sinistra, sia a livello internazionale che negli
USA, seppellita nell'ultrasinistrismo settario o nel riformismo, la
ricerca di un'organizzazione marxista rivoluzionaria può sembrare
assolutamente futile. E' stato il mio incontro con la
Workers International League e l'International Marxist Tendency a rompere il cerchio.
Sono capitato attraverso
Marxist.com
mentre vagavo su internet cercando un luogo per ottenere un punto
di vista socialista sugli eventi attuali e mi sono reso conto quasi
immediatamente che stavo guardando qualcosa di molto diverso dalle altre
organizzazioni che avevo esaminato in precedenza. Qui, finalmente, c'era
un'organizzazione che aveva un approccio serio alla teoria e che si
basava chiaramente sul pensiero marxista. Inoltre, la WIL e l'IMT
mancavano dell'approccio settario oggi adottato da tanti gruppi di
sinistra. Questa organizzazione cercava realmente di comprendere ed
applicare la teoria marxista; era un gruppo di combattenti militanti, ma
anche di pensatori che posavano su un solido livello politico. Questa
era, nella mia dichiaratamente limitata esperienza, un tipo nuovo di
organizzazione, una che a cui mi sono trovato immediatamente interessato
e d'caccordo.
Non ero e non sono d'accordo con tutte le posizioni avanzate da
ogni compagno dell'IMT e, in realtà, le uniche persone preparate con le
quali essere d'accordo al 100% su tutto, senza riserve, sono quelle che
domani saranno domani il 120% per l'altra parte—ma ero e sono d'accordo su tutti i punti fondamentali.
Questo è sufficiente. Come marxista, la mia lealtà appartiene
prima di tutto non ad una particolare forma organizzativa, ma al
proletariato mondiale e, perciò, alle idee del marxismo. Mi sembra che
la WIL e l'IMT siano le organizzazioni più serie e teoricamente
sviluppate ad impegnarsi nel marxismo rivoluzionario e dovrebbero quindi
essere rinforzate come avanguardia rivoluzionaria del proletariato
mondiale.
La
WIL e l'IMT
rappresentano nel modo migliore
il mio punto di vista sul marxismo come filosofia vivente della
rivoluzione. Ci sforziamo seriamente di comprendere e sviluppare la
teoria marxista e di metterla in pratica su base quotidiana. Non conosco
tutto di ogni organizzazione di sinistra che esiste, ma so fino a questo
punto: qualsiasi organizzazione che non si basa su un approccio serio e
chiaro alla teoria marxista e che non cerca di applicare questa teoria
nella pratica è condannata. La maggiore flessibilità nella tattica e la
maggiore inconciliabilità sulle questioni di principio: sono queste le
caratteristiche di ogni organizzazione genuinamente marxista ed io credo
sinceramente che siano presenti nella WIL e nell'IMT.
La classe lavoratrice ha bisogno di un partito rivoluzionario
fondato fermamente sulla teoria marxista e pronto ad attuare realmente
la rivoluzione quando arriva il momento. Questo partito non può essere
un partito settario, che volta le spalle alla classe lavoratrice, ne può
essere un partito riformista, che genera illusioni senza essere disposto
ad attuare nella pratica neppure il proprio limitato programma. Deve
essere preparato ad adattarsi alle mutate condizioni e deve assumere un
atteggiamento assolutamente serio ed inconciliabile nei riguardi della
teoria marxista. Da questa prospettiva, l'IMT e la WIL stanno testa e
spalle sopra tutte le altre organizzazioni di sinistra e, così affermo,
"Lunga vita alla IMT! Lunga vita alla WIL! Proletari di tutti i paesi
unitevi!"
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