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Il socialismo ed il centenario della Rivoluzione Russa: 1917-2017

3 gennaio 2017

 

1. Uno spettro sta perseguitando il capitalismo mondiale: lo spettro della Rivoluzione Russa.

Questo anno segna il centenario degli enti storici a livello mondiale del 1917, che iniziò con la Rivoluzione di Febbraio in Russia e culminò in ottobre con i "dieci giorni che sconvolsero il mondo"—il rovesciamento del governo provvisorio capitalista e la conquista del potere politico da parte del Partito Bolscevico, sotto la leadership di Vladimir Lenin e Leon Trotsky. Il rovesciamento del capitalismo in un paese di 150 milioni di abitanti e la costituzione del primo stato socialista dei lavoratori della storia è stato l'evento più importante del ventesimo secolo. Esso rivendicò, nella pratica, la prospettiva storica proclamata esattamente 70 anni prima, nel 1847, da Karl Marx e Friedrich Engels nel Manifesto del Partito Comunista.

Nel corso di un anno, l'insurrezione della classe lavoratrice russa, che dietro ha chiamato a raccolta decine di milioni di contadini, non portò soltanto alla fine di secoli di dominio di una dinastia autocratica semifeudale. Lo straordinario balzo da "Zar a Lenin" in Russia—l'instaurazione di un governo fondato su consigli dei lavoratori (soviet)—segnò l'inizio di una rivoluzione socialista mondiale che sollevò la consapevolezza della classe lavoratrice e delle masse oppresse dal capitalismo e dall'imperialismo in ogni parte del pianeta.

La Rivoluzione Russa—che scoppiò nel mezzo dell'orripilante carneficina della I Guerra Mondiale—dimostrò la possibilità di un mondo oltre il capitalismo, senza sfruttamento e guerra. Gli eventi del 1917 e le loro conseguenze penetrarono nel profondo della coscienza della classe lavoratrice internazionale e fornirono l'essenziale ispirazione politica per le lotte rivoluzionarie del ventesimo secolo che percorsero rapidamente il globo da una parte all'altra.

2. Il Partito Bolscevico basava la sua lotta per il potere su una prospettiva internazionale. Riconosceva che la base oggettiva per la rivoluzione socialista in Russia era, in ultima analisi, radicata nelle contraddizioni internazionali del sistema imperialista mondiale—soprattutto, nel conflitto tra l'arcaico sistema dello stato nazionale ed il carattere altamente integrato dell'economia mondiale moderna. Quindi, il destino della Rivoluzione Russa dipendeva dall'estensione del potere dei lavoratori oltre le frontiere della Russia Sovietica. Come spiegò così chiaramente Trotsky:

Il completamento della rivoluzione socialista entro i limiti nazionali è inconcepibile. Una delle ragioni fondamentali della crisi della società borghese è il fatto che le forze produttive da essa create non possono essere più riconciliate entro la struttura dello stato nazionale. Da ciò ne conseguono, da una parte, guerre imperialiste e dall'altra parte l'utopia di una Unione di Stati borghesi in Europa. La rivoluzione socialista inizia nell'arena nazionale, si stende nell'arena internazionale e viene completata nell'arena mondiale. Di conseguenza , la rivoluzione socialista diventa una rivoluzione permanente nel senso più nuovo ed ampio del mondo: essa arriva al completamento soltanto con la vittoria finale della nuova società sul nostro intero pianeta. [La rivoluzione permanente (Londra: New Park Publications, 1971), p. 155]

3. Il fato del Partito Bolscevico, dell'Unione Sovietica e della rivoluzione socialista nel ventesimo secolo dipendeva dal risultato del conflitto tra due prospettive irreconciliabili: l'internazionalismo rivoluzionario difeso da Lenin e Trotsky nel 1917 e durante i cinque anni dell'esistenza dell'Unione Sovietica ed il programma nazionalista reazionario della burocrazia stalinista che usurpò il potere politico alla classe lavoratrice sovietica. La prospettiva anti-marxista del "socialismo in un paese" di Stalin costituisce il fondamento delle disastrose politiche economiche all'interno dell'Unione Sovietica e le catastrofiche sconfitte politiche internazionali della classe lavoratrice che nel 1991 culminarono, dopo decenni di dittatura e di malgoverno burocratico, nella dissoluzione dell'Unione Sovietica e nella restaurazione del capitalismo in Russia.

Ma la fine dell'URSS non ha invalidato la Rivoluzione Russa o la teoria marxista. Effettivamente, nel corso della sua lotta contro il tradimento stalinista della rivoluzione, Leon Trotsky aveva previsto le conseguenze del programma nazionale del "socialismo in un paese". La Quarta Internazionale, fondata nel 1938 sotto la leadership di Trotsky, avvertì che la distruzione dell'URSS poteva essere prevenuta soltanto attraverso il rovesciamento della burocrazia stalinista, il ristabilimento della democrazia sovietica ed il rinnovo della lotta per il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo mondiale.

4. I leader imperialisti ed i loro complici ideologici accolsero con estasi la dissoluzione dell'URSS nel dicembre del 1991. Il fatto che praticamente nessuno di loro aveva previsto questo evento non impedì loro dal proclamarne l'"inevitabilità". Vedendo non oltre il proprio naso, improvvisarono delle teorie che reinterpretavano il ventesimo secolo in una maniera che soddisfaceva la loro arroganza di classe collettiva. Tutte le sciocchezze auto-illusorie delle elite dominanti e dei loro mercenari accademici trovarono la loro espressione quintessenziale nella tesi della "Fine della storia" di Francis Fukuyama. La Rivoluzione d'Ottobre, sosteneva, non era niente di più che una deviazione accidentale dal normale, e quindi eterno, corso borghese-capitalista della storia. Nella forma di economia capitalista e democrazia borghese, l'umanità era arrivata allo stadio più alto e finale di sviluppo. Seguente alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, non vi poteva essere nessuna dottrina su un'alternativa al capitalismo e tanto meno una basata sul potere dei lavoratori e la riorganizzazione socialista dell'economia mondiale.

Appoggiando la rivelazione di Fukuyama, lo storico Eric Hobsbawm, stalinista per tutta la vita, rigettò la Rivoluzione d'Ottobre e, per questo motivo, i sollevamenti rivoluzionari e controrivoluzionari del ventesimo secolo come sfortunati incidenti, Gli anni tra il 1914 (che testimoniò lo scoppio della I Guerra Mondiale) ed il 1991 (la dissoluzione dell'Unione Sovietica) erano una fuorviata "età degli estremi" che comprendeva il "ventesimo secolo corto". Hobsbawm non pretendeva di sapere cosa avrebbe portato il futuro o se il ventunesimo secolo sarebbe stato corto o lungo. Era sicuro soltanto di una cosa: non vi sarebbe stata mai più una rivoluzione socialista in ogni modo paragonabile agli eventi del 1917.

5. Sono passati venticinque anni da quando Fukuyama proclamò la "Fine della storia". Apparentemente liberata dalla minaccia di rivoluzione socialista, la classe dominante ha avuto l'opportunità di dimostrare cosa poteva realizzare il capitalismo se permesso di saccheggiare il mondo a suo piacimento. Ma quale è il risultato di questi bagordi? Un breve elenco di imprese includerebbe: l'osceno arricchimento di una parte infinitesimale della popolazione mondiale, una vasta disuguaglianza sociale e la povertà di massa, infinite guerre di aggressione che sono costate milioni di vite, il rafforzamento inesorabile degli organi repressivi dello stato e la decomposizione delle forme democratiche di governo, l'istituzione dell'assassinio e della tortura come strumenti fondamentali della politica estera imperialista e la generale degradazione di ogni aspetto della cultura.

6. Un quarto di secolo dopo la caduta dell'Unione Sovietica, è impossibile negare che il mondo intero sia entrato in un periodo di profonda crisi economica, politica e sociale. Tutte le contraddizioni irrisolte del secolo passato stanno riemergendo con una forza esplosiva alla superficie della politica mondiale. Gli eventi del 1917 stanno acquisendo una nuova ed intensa attinenza contemporanea. In innumerevoli pubblicazioni, i commentatori borghesi prestano nervosamente attenzione ai paralleli tra il mondo del 2017 e quello del 1917.

"Il bolscevismo è tornato" avverte Adrian Wooldridge dell'Economist nell'anteprima del nuovo anno della rivista. "Le similarità con il mondo che produsse la rivoluzione russa sono troppo vicine per confortare". Scrive che "Questo è un periodo di centenari spiacevoli. Primo, nel 2014, è arrivato quello dello scoppio della prima guerra mondiale, che distrusse l'ordine liberale. Quindi, nel 2016, quello della Battaglia della Somme, uno dei conflitti più sanguinosi della storia militare. Nel 2017 sarà il centesimo anno da quando Lenin prese il potere in Russia".

Non altri che Fukuyama ora descrive gli Stati Uniti, che una volta acclamava come l'apoteosi della democrazia borghese, come uno "stato fallito". Scrive che "Il sistema politico americano è diventato disfunzionale" e "nel corso dei recenti decenni ha subito una decadenza mentre delle elite ben organizzate hanno usato la vetocrazia per proteggere i loro interessi". Infine Fukuyama avverte che "Non possiamo precludere la possibilità che stiamo vivendo attraverso una disgregazione politica che con il tempo reggerà il confronto con il crollo del comunismo una generazione fa".

7. Per il capitalismo mondiale il 2016 è stato l'anno dell'inferno. Tutte le strutture della politica mondiale istituite negli anni conclusivi della II Guerra Mondiale e nel periodo immediatamente seguente sono in avanzato stato di disintegrazione. La contraddizione tra i processi inesorabili della globalizzazione economica ed i confini dello stato nazionale sta guidando la politica mondiale. Il 2016 è stato l'anno del crollo accelerato dell'Unione Europea, esemplificato dal voto sulla Brexit e dalla crescita di partiti nazionalisti di estrema destra.

L'anno passato ha inoltre dimostrato l'intensificazione implacabile di tensioni militari, alla misura che la possibilitàpersino la probabilitàdi una III Guerra Mondiale viene discussa apertamente in innumerevoli libri, giornali e quotidiani. Le innumerevoli tensioni regionali per tutto il mondo si stanno sviluppando in un confronto sempre più diretto ed aperto che coinvolge le grandi potenze con armi nucleari. Nessun può affermare per certo chi combatterà chi. Gli Stati Uniti si muoveranno prima contro la Cina o il conflitto deve essere ritardato fino a che sono stati risolti i loro conti con la Russia? Attualmente la questione è argomento di un aspro dibattito strategico e di conflitto all'interno dei più alti gradi dello stato americano. Anche tra i più stretti alleati post II Guerra Mondiale la frizione della competizione geopolitica ed economica sta logorando le alleanze. La Germania sta cercando di tradurre la sua forza economica in potenza militare e sta abbandonando le ultime vestigia del suo "pacifismo" post nazista.

8. La crisi del sistema capitalista globale trova la sua espressione più avanzata proprio all'interno del suo centro. Più di qualunque altro paese, gli Stati Uniti immaginavano che sarebbero stati il principale beneficiario della dissoluzione dell'URSS. Il primo presidente Bush proclamò immediatamente la nascita di un "nuovo ordine mondiale" nel quale gli Stati Uniti avrebbero funzionato da egemone incontestabile. Senza pari nella loro potenza militare, gli Stati Uniti avrebbero sfruttato il "momento unipolare" per ristrutturare il mondo nel loro interesse. I suoi strateghi nutrivano non soltanto sogni di un nuovo Secolo Americano, ma di secoli americani! Con le parole di Robert Kaplan, un eminente stratega di politica estera:

Più coronata da successo la nostra politica estera, più influenza avrà nel mondo l'America. Quindi, è più probabile che gli storici futuri ricorderanno agli Stati Uniti del ventunesimo secolo come ad un impero come pure ad una repubblica, tuttavia diverso da Roma e da ogni altro impero per tutta la storia. Perché mentre i decenni ed i secoli continuano a marciare e gli Stati Uniti hanno avuto un centinaio di presidenti, ovvero persino 150, invece di quarantatre e loro compaiono in lunghi elenchi come i governanti degli imperi passatiromani, bizantini, ottomaniil paragone con l'antichità può crescere piuttosto che diminuire. Roma, in particolare, è un modello di potere egemonico, che ha utilizzato vari mezzi per incoraggiare un poco di ordine in un mondo disordinato...[La politica dei guerrieri: perché la leadership richiede un etos pagano (New York: Random House, 2002), p. 153].

9. Ode all'impero di Kaplan, scritta nel 2002, testimonia dello stato di mente semisquilibrato che è prevalso nella classe dominante americana mentre lanciava la sua "guerra al terrore" e si preparava per la seconda invasione dell'Iraq nel 2003. La classe dominante americana scambiò l'abisso si avvicinava per un arcobaleno. Il "momento unipolare" in realtà si dimostrò essere poco più dei più brevi intervalli storici ed il nuovo "Secolo Americano" è durato considerevolmente meno di un decennio.

La risposta euforica della classe dominante americana alla dissoluzione dell'Unione Sovietica si è espressa in una disastrosa incorretta interpretazione della situazione storica. Le elite dominanti si sono convinte di potere impiegare la potenza militareimperturbate dal pericolo dell'Unione Sovieticaper rovesciare decenni di erosione della supremazia economica degli Stati Uniti. Questo calcolo errato ha formato la base di una massiccia intensificazione delle operazioni militari americane per tutto il mondo, che ha portato ad un disastro dopo l'altro. Quindici anni dopo l'11/9, la fraudolenta "guerra al terrore" ha lasciato il Medio Oriente nel caos, culminando nella debacle dell'operazione di cambio di regime in Siria degli americani. La generazione di americani più giovani sta affogando nei debiti, incapace di guadagnare a sufficienza per farsi una famiglia ed andarsene dalla casa dei genitori. Mentre nel 1970 il 92% dei trentenni guadagnava più dei loro genitori alla stessa età, nel 2014 lo faceva soltanto il 51%. Milioni di americani stanno soffrendo per un'inadeguata assistenza sanitaria. Per la prima volta in più di due decenni, nel 2015 l'aspettativa di vita complessiva è calata a causa della crescita sbalorditiva della mortalità per suicidi, abusi di droga ed altre manifestazioni di crisi sociale.

11. Mentre la società americana è diventata più disuguale, per gli ideologi è diventato sempre più difficile sostenere che prevalga ancora la democrazia. Una delle funzioni essenziali della politica d'identitàcentrata su razza, etnicità, genere e sessualitàè stata di spostare via l'attenzione dalle profonde divisioni di classe all'interno degli Stati Uniti. L'elezione di Donald Trump ha rivelato, in tutta la sua disgustosa evidenza, la realtà del dominio oligarchico negli Stati Uniti. Tuttavia, deve essere sottolineato che Trump non è un qualche genere di intruso in quella che era stata, fino alla Giornata Elettorale del 2016, una società difettata ma sostanzialmente decente. Trumpil prodotto di agganciamenti criminali ed infetti delle industrie della proprietà immobiliare, della finanza, del gioco d'azzardo e dell'intrattenimentoè il volto genuino della classe dominante americana.

12. La subentrante amministrazione Trump, nelle sue intenzioni e nel suo personale, possiede il carattere di un'insurrezione dell'oligarchia. Come una classe sociale condannata che si avvicina alla fine, il suo sforzo per resistere alle maree della storia assume non raramente la forma di un tentativo di rovesciare quello che percepisce come un'erosione di vecchia data del suo potere e dei suoi privilegi. Essa cerca di ritornare le condizioni alla maniera in cui erano una volta (o immagina che fossero), prima che le forze inesorabili del cambiamento sociale ed economico comincino a rodere via alle fondamenta del suo dominio. In Inghilterra Carlo I bloccò la convocazione del parlamento per 11 anni prima dello scoppio della rivoluzione nel 1640. Quando a Parigi alla vigilia della rivoluzione del 1789 si riunirono gli Etats-General, la nobiltà francese intendeva ristabilire i privilegi che declinavano via dal 1613. Negli Stati Uniti la Guerra Civile fu preceduta dal tentativo dell'elite del Sud di estendere la schiavitù per tutto il paese. L'incendio di Fort Sumter nell'aprile del 1861 segnò l'inizio di quella che era, in effetti, un'insurrezione dei proprietari di schiavi.

La promessa di Trump di "Fare di nuovo grande l'America" significa, in pratica, lo sradicamento di qualunque cosa resti delle riforme sociali progressisterealizzate attraverso decenni di lotte di massache hanno migliorato le condizioni di vita della classe lavoratrice. Nella mente di Trump, "fare grande l'America" comporta ritornare alle condizioni del 1800, quando la Corte Suprema decretò che l'imposta sul reddito era comunista ed incostituzionale. L'istituzione dell'imposta sul reddito nel 1913 e tutta la conseguente legislazione e regolamentazione sociale che pose dei limiti allo sfruttamento dei lavoratori, del più vasto pubblico e dell'ambiente, ha rappresentato, per quanto riguarda Trump, un assalto al diritto dei ricchi di fare soldi a piacimento. Il finanziamento dell'istruzione pubblica e l'istituzione del salario minimo, della Sicurezza Sociale, di Medicare, di Medicaid e di altri programmi di welfare sociale hanno sancito la deviazione di risorse finanziarie lontano dai ricchi. Mettendo insieme un gabinetto composto da miliardari e multimilionari, Trump intende guidare un governo dei ricchi, con i ricchi e per i ricchi.

Insieme ai suoi amiconi, Trump ha portato nel suo gabinetto e selezionato come suoi principali consiglieri una cabala di ex generali e di autentici fascisti. Il loro compito sarà di sviluppare una politica estera basata sull'asserzione sfrenata degli interessi globali dell'imperialismo USA. E' questo il vero significato del rinascita del slogan di "Prima l'America". E' il deterioramento del dominio economico dell'America che comunica alla sua agenda imperialista un carattere sempre più selvaggio. Il Partito Democraticoquella corrotta alleanza di finanzieri di Wall Street e di agenzie d'intelligence dello statoha concentrato le critiche a Trump sulla sua presunta "morbidezza" verso la Russia. L'amministrazione Trump continuerà ed intensificherà il conflitto con tutti i paesi i cui interessi--geopolitici e/o economici--si scontrano con quelli dell'imperialismo americano.

13. Nelle loro manifestazioni, sia internazionali che interne, le politiche di Trump riflettono un convulso movimento a destra delle elite dominanti capitaliste. L'ascesa di Trump è eguagliata dalla crescita dell'influenza politica del Fronte Nazionale in Francia, di Pegida in Germania, del Movimento 5 Stelle in Italia e del Partito dell'Indipendenza dell'UK, che ha guidato la campagna per la Brexit. In Germania, la classe dominante sta utilizzando l'attacco al mercato di Natale a Berlino per intensificare la campagna antirifugiati guidata da Alternativa per la Germania. Come spiegato da Lenin, l'essenza politica ed economica di questo processo è impressa nella natura dell'imperialismo:

Il fatto che l'imperialismo sia capitalismo parassita o decadente viene manifestato prima di tutto nella tendenza alla decomposizione, che è la caratteristica di ogni monopolio sotto il sistema di proprietà privata dei mezzi di produzione. La differenza tra la borghesia democratico-repubblicana e quella imperialista reazionario-monarchica è obliterata poiché sono entrambe in putrefazione... ["L'imperialismo e la divisione nel socialismo", in Opere scelte di Lenin, Volume 23 (Mosca: Progress Publishers, 1977), p. 106]

Tutte le grandi potenze imperialiste si stanno preparando alla guerra, poiché gli stati che rappresentano gigantesche corporation e banche si danno battaglia per il controllo delle risorse, le rotte commerciali ed i mercati. Allo stesso tempo, il ricorso al nazionalismo è rivolto a creare la struttura per la soppressione violenta dei conflitti di classe all'interno di ciascun paese.

14. La stessa crisi capitalista che produce la guerra imperialista produce anche la radicalizzazione politica della classe lavoratrice e lo sviluppo della rivoluzione socialista. Trump presiederà su un paese lacerato da un profondo ed intrattabile conflitto di classe. condizioni simili prevalgono per tutto il mondo. Un recente studio ha scoperto che in Europa un quarto di tutta le persone, ovvero 118 milioni, soffrono di povertà o di esclusione sociale. Il tasso di povertà in Spagna è del 28,6% ed in Grecia è del 35,7%. Questi sono paesi che sono stati presi di mira per brutali misure di austerità dettate dall'Unione Europea e dalle banche. Il numero dei giovani disoccupati in tutto il mondo è salito questo anno a 71 milioni, crescendo per la prima volta dal 2013. In Venezuela, la povertà di massa e l'iperinflazione hanno portato a tumulti per il cibo. In Cina, la militanza crescente della classe lavoratrice viene espressa in un brusco incremento degli scioperi e di altre forme di protesta. All'interno della Russia, l'urto della restaurazione capitalista e la conseguente demoralizzazione della classe lavoratrice stanno cedendo il passo ad una rinnovata militanza sociale. La disuguaglianza sociale estrema ed il carattere cleptocratico del regime capitalista guidato da Putin stanno incoraggiando una sempre maggiore opposizione.

15. Fino ad ora, la destra politica, utilizzando slogan demagogici di sciovinismo, ha sfruttato il malcontento sociale all'interno della classe lavoratrice e di ampi settori della classe media. Ma i successi iniziali dei partiti reazionari della destra sciovinista sono dipesi dal cinismo politico, dall'inganno e dalla bancarotta delle organizzazioni di ciò che passa per la "sinistra"i socialdemocratici, gli stalinisti, i burocrati sindacali e la schiera di partiti anti-marxisti della piccola borghesia come i Verdi, la Linke in Germania, Syriza in Grecia e Podemos in Spagna. A questi devono aggiungersi le molte organizzazioni capitaliste di stato e pabloite, come l'Organizzazione Socialista Internazionale (ISO) negli Stati Uniti ed il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA) in Francia. Tutte le energie politiche di queste organizzazioni reazionarie della classe media vengono spese nel falsificare il marxismo per disorientare la classe lavoratrice ed impedire lo sviluppo della sua lotta contro il capitalismo.

16. Ma la pressione degli eventi sta spingendo la classe lavoratrice a sinistra. Tra i miliardi di lavoratori e di giovani intorno al mondo vi è un crescente stato d'animo di rabbia e di militanza. Vi sono segni sia di rinascita della lotta di classe che di un rinnovamento dell'interesse per il socialismo ed il marxismo. Negli Stati Uniti, 13 milioni di persone nelle elezioni primarie del Partito Democratico hanno votato per un presunto socialista, Bernie Sanders, non a causa della sua politica opportunista, ma a causa della sua denuncia della "classe dei miliardari" e delle sue richieste di una "rivoluzione politica". Questo è parte di un processo internazionale, che è dettato proprio dalla natura del capitalismo globale. La lotta di classe, mentre guadagna in forza ed autoconsapevolezza politica, tenderà sempre di più a spazzare via le frontiere degli stati nazione. Come osservò nel lontano 1988 la Workers League, il predecessore del Socialist Equality Party, "E' da lungo tempo una proposizione elementare del marxismo che la lotta di classe sia nazionale soltanto nella forma, ma che sia, nella sostanza, una lotta internazionale. Tuttavia, date le nuove caratteristiche dello sviluppo capitalista, anche la forma della lotta di classe deve assumere un carattere internazionale".

17. Comunque, la fiducia nel potenziale rivoluzionario della classe lavoratrice non è una giustificazione di compiacimento politico. Sarebbe irresponsabile ignorare il fatto che esiste una vasta disparità tra lo stadio avanzato della crisi internazionale del capitalismo e la coscienza politica dei lavoratori. Deve riconoscersi che in questo si trova un grande pericolo. Senza una rivoluzione socialista, è in questione proprio la sopravvivenza della civiltà umana. Il compito politico fondamentale di questa epoca consiste nel superare il divario tra la realtà socioeconomica oggettiva e la coscienza politica soggettiva. Può questo realizzarsi?

18. A questa domanda si può rispondere soltanto sulla base dell'esperienza storica. Tra gli imponenti sollevamenti del ventesimo secolo, esiste un esempio della classe lavoratrice che sale al livello dei compiti posti dalla storia: la Rivoluzione d'Ottobre. Nell'affrontare i grandi problemi di questa epoca, è necessario studiare quell'evento storico ed assimilarne le lezioni.

In questo anno del centenario della Rivoluzione Russa, vi è una profonda intersezione ed interazione tra la politica contemporanea e l'esperienza storica. La Rivoluzione del 1917 derivò dalla catastrofe imperialista della I Guerra Mondiale. Nel turbine politico che seguì il rovesciamento del regime zarista, il Partito Bolscevico emerse come la forza dominante all'interno della classe lavoratrice. Ma il ruolo giocato nel 1917 dai bolscevichi è stato il risultato di una lunga e difficile lotta per lo sviluppo di una coscienza socialista nella classe lavoratrice e l'elaborazione di una corretta prospettiva rivoluzionaria.

19. Gli elementi critici di quella lotta erano: 1) la difesa e l'elaborazione del materialismo dialettico e storico, in opposizione all'idealismo filosofico ed al revisionismo anti-marxista, come basi teoriche dell'educazione e della pratica rivoluzionaria della classe lavoratrice; 2) la lotta implacabile contro le molte forme di opportunismo e di centrismo che hanno bloccato o minato la lotta per costituire l'indipendenza politica della classe lavoratrice e 3) l'elaborazione, nel corso di molti anni, della prospettiva strategica che ha orientato il Partito Bolscevico verso la lotta per il potere nel 1917. In quest'ultimo processo, l'adozione da parte di Lenin della Teoria della Rivoluzione permanente, sviluppata da Trotsky durante il precedente decennio, è stato l'avanzamento critico che ha guidato la strategia dei bolscevichi nei mesi che precedettero il rovesciamento del governo provvisorio.

20. La vittoria della rivoluzione socialista in Ottobre del 1917 ha dimostrato che la conquista del potere politico da parte della classe lavoratrice dipende, in ultima analisi, dalla costruzione di un partito marxista dei lavoratori. Non importa quanto grande e potente il movimento di massa dei lavoratori, la sua vittoria sul capitalismo richiede la cosciente leadership politica di un partito marxista-trotskyista. Non vi è nessun altro modo in cui possa realizzarsi la vittoria della rivoluzione socialista.

Il riconoscimento di questo imperativo politico guiderà in questo anno del centenario il lavoro del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale. Mentre lo sviluppo della lotta di classe internazionale crea un uditorio più ampio per la teoria e la politica marxista, il Comitato Internazionale farà tutto ciò che può per estendere la conoscenza della Rivoluzione Russa ed educare nuovi strati della classe lavoratrice e della gioventù, politicamente risvegliate e radicalizzate dalla crisi, nelle "Lezioni dell'Ottobre".

Mentre inizia il 2017, invitiamo le molte migliaia di lettori del World Socialist Web Site a diventare attivi nella lotta rivoluzionari e di unirsi e costruire la Quarta Internazionale come il Partito Mondiale della Rivoluzione Socialista. Questa è la maniera più appropriata ed efficace di celebrare il 100° anniversario della Rivoluzione Russa e la vittoria dell'Ottobre 1917.

Per contattare l'ICFI, cliccate qui.

David North e Joseph Kishore