Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

 

Strangolare i diritti civili, una torsione alla volta

Mercoledì 7/3/2012 - 00:06 — Glen Ford

Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio

 

Avete uno stimolo per protestare contro i più odiosi contendenti repubblicani o per dimostrare alla riunione della NATO a Chicago? Consultate il vostro consulente legale, perché le regole sono state cambiate, con nessun dibattito in nessuna camera del Congresso. La legislazione che aspetta la firma del presidente impacca periodi di prigione per protestare troppo da vicino a persone protette dal Servizio Segreto o in una Zona Eventi Sicurezza Nazionale.

Strangolare i diritti civili, una torsione alla volta

Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio

In questo paese vi sono dei sostenitori del diritto di riunirsi e di protestare, ma sembra che questi sostenitori abbiano molto poca rappresentanza nel Congresso USA. Il Senato ha approvato all'unanimità una legge che ha significative conseguenze per il movimento Occupy o per chiunque altro voglia esercitare i diritti del Primo Emendamento. Lo H.R. 347 è anche noto come la Legge sullo Sconfinamento. Soltanto tre membri della camera hanno votato contro di esso, tutti repubblicani, incluso il contendente presidenziale Ron Paul. Nessuna delle principali organizzazioni per i diritti civili ha sollevato nemmeno una protesta, ma il silenzio ritornerà certamente a perseguitarci.

La legge rende un crimine federale punibile con un anno di prigione "sconfinare" in posti dove sia presente anche qualcuno sotto la protezione del Servizio Segreto e fino a dieci anni se riguardi un'arma o qualcuno sia ferito seriamente. Le restrizioni riguardano non soltanto il presidente, ma anche i candidati presidenziali ed i dignitari stranieri ed i capi di stato. La nuova versione rende i dimostranti soggetti a procedimento penale anche se erano ignari che fossero nella zona delle persone protette dal Servizio Segreto. Piuttosto che dei dimostranti si adunino liberamente per protestare per la presenza dei loro politici presidenziali meno favoriti o per domandare fragorosamente che dei leader stranieri in visita ritornino a casa, gli aspiranti contestatori sarebbero meglio consigliati dai loro avvocati di stare il più lontano possibile o esporsi ad un lungo periodo in prigione. Sicuramente, nella sua testa questo è il diritto di riunirsi pacificamente.

Ancora più minaccioso è che la nuova legge permetta al Dipartimento della Sicurezza Interna di indicare intere aree come parte della cosiddetta Zona Eventi Sicurezza Nazionale, interdetta alla protesta. La Coalizione contro la guerra nazionale unita ed altri stanno progettando di dimostrare alla riunione dei paesi della NATO a Chicago. Alla fine di maggio, si confronteranno non soltanto con le aggressive politiche di contenimento della protesta del sindaco Rahm Emanuel, ma con una dichiarazione della Sicurezza Interna che pone grandi aree sotto una bolla protettiva federale, con conseguenze penali ancora più gravi. Nel vortice reale, spesso caotico di protesta all'aperto di massa, con la polizia che spinge le folle da luogo a luogo ed i dimostranti che cercano di farsi ascoltare, grandi numeri di manifestanti potrebbero trovarsi in una zona vietata federale. In base alle vecchie norme, le penalità più dure potevano essere imposte soltanto su quelli che attraversavano "intenzionalmente" una Zona Eventi Sicurezza Nazionale. La nuova Legge sullo Sconfinamento omette il termine "intenzionalmente", di modo che chiunque venga preso "sconfinare" nella Zona, sia che sapesse che era limitata oppure no, è passibile di procedimento penale. Questo porta alla mente gli arresti di massa dei dimostranti di Occupy lo scorso anno sul Ponte di Brooklyn. Molti nella folla pensavano di venire scortati attraverso il ponte dalla polizia e non che stavano sconfinando intenzionalmente. In base alla legge federale, la mancanza di intenzionalità non è una scusa.

Ciò che è più preoccupante della legge del potenziale erodere di aspetti della Carta dei Diritti è l'atteggiamento sprezzante del Congresso verso i diritti civili. Non vi è stato nessun dibattito. I soli voti del No sono provenuti dai repubblicani del Tea Party. I democratici si sono comportati come se non stesse accadendo nulla di importante, proprio come quando il presidente Bill Clinton per la prima volta lanciò l'idea delle Zone Eventi Sicurezza Nazionale – dove il pubblico, per legge, non ha niente da dire.

Per Black Agenda Radio, sono Glen Ford. Sul web, andate a BlackAgendaReport.com.

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