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Mentre crisi economica, declini e spostamenti danneggiano o
minacciano sempre più la gente in giro per il mondo, provocano delle
domande. Come dobbiamo comprendere le forze che hanno prodotto la crisi
del 2008, la crisi stessa, con i suoi rapidi salvataggi e programmi di
stimolo ed ora i debiti, le politiche di austerità e le disuguaglianze
economiche in accrescimento che non se ne vanno? Economie così afflitte
costringono la gente a pensare ed a reagire. Alcuni si rassegnano ai
"tempi duri" come se fossero degli eventi naturali. Alcuni perseguono
delle strategie individuali cercando di sfuggire ai problemi. Alcuni si
mobilitano per combattere chiunque incolpano per tutto ciò. Molti sono
attratti a fare di qualcuno un capro espiatorio, solitamente
incoraggiati da politici e partiti che cercano dei vantaggi elettorali.
Per esempio, la storia recente della Germania è caratterizzata da
salari ridotti (specialmente tramite posti di lavoro sempre più
part-time), meno protezioni
dello stato sociale, grandi salvataggi bancari nella crisi del 2008,
disuguaglianza crescente di reddito e ricchezza, politiche di austerità
e così via. I suoi leader attorno alla Merkel hanno risposto riscrivendo
attentamente le loro recenti manovre finanziarie come "Salvataggio
europeo della Grecia" in un classico esercizio di economia del capro
espiatorio. Tre istituzioni (la "troika" della Banca Centrale Europea,
della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale) dal 2010
hanno prestato denaro al governo greco. Quei prestiti sono stati
utilizzati principalmente per
saldare i debiti accumulati dal governo greco con le banche private
europee (incluse specialmente le banche tedesche, francesi e greche). Il
"salvataggio della Grecia" è stato così in realtà
un
salvataggio indiretto di quelle banche
private.
Senza quel salvataggio indiretto, quelle banche private avrebbero
subito le usuali perdite che sorgono quando le banche fanno dei prestiti
che non possono essere rimborsati. Quelle perdite sarebbero state
costose per gli azionisti di quelle banche. I grandi azionisti tra loro
comprendono alcuni dei più ricchi e più grandi capitalisti della
Germania. Con il loro abituale potere politico, potevano farsi salvare
nuovamente dal governo tedesco (poiché questi lo aveva già
fatto direttamente alcuni anni prima nella crisi del
2008/2009).
Ma un simile secondo salvataggio diretto sarebbe stato paurosamente
impopolare presso gli elettori tedeschi e perciò politicamente
pericoloso per i massimi politici tedeschi.
I politici tedeschi di primo piano hanno visto il "salvataggio
della Grecia" come un'opportunità per servire i loro sostenitori delle
grandi banche con un secondo ma indiretto salvataggio che è stato
mascherato come "per la Grecia". Questo stratagemma ha protetto la loro
carriera politica dall'ira degli elettori mentre inducevano tutta
l'Europa a condividere il costo dei prestiti alla Grecia. Quindi i
leader tedeschi hanno preso il comando insistendo fragorosamente che i
greci pagassero caramente per i prestiti europei. La Merkel ha imposto
uno schiacciante regime di austerità
– con la cooperazione
dei due partiti politici di tendenza prevalente in Grecia
– che hanno tolto via
dai servizi pubblici greci massicce risorse per utilizzarle invece per
assicurare gli interessi ed il rimborso dei prestiti della troika.
L'opportunismo dei leader tedeschi è stato pure un esercizio di
economia del capro
espiatorio. I banchieri ed i leader politici tedeschi
– appoggiati da molti
altri leader europei
– hanno
distratto e deviato il risentimento del loro popolo sui crescenti
problemi economici. Invece che la rabbia popolare si rivolgesse contro i
banchieri, i capitalisti tedeschi, francesi ed altri europei, contro i
loro servitori politici e contro lo stesso sistema capitalista, è stata
reindirizzata contro la Grecia ed i greci. I media tedeschi hanno
obbedientemente fatto strada nel rimodellare i prestiti europei alla
Grecia (che sono finiti principalmente alle grandi banche private
europee) come sostegno ai "pigri, superpagati e sovra-pensionati" greci
che erano degli ingiusti fardelli per i diligenti lavoratori tedeschi e
per gli altri contribuenti europei.
I politici
demonizzano i dipendenti pubblici come pigri, avidi e sovrapagati
–
tutto straordinariamente similare alla descrizione tedesca dei greci.
Per mezzo di questo pesantemente organizzato dramma pubblico
"greco", la Germania ha aggiunto il capro espiatorio economico
internazionale a quello domestico già assai diffuso in Europa. Aveva
preso ripetutamente di mira le comunità di immigrati. Tipicamente, gli
immigrati arrivati prima per fornire i datori di lavoro (che hanno
spesso incoraggiato l'immigrazione) di lavoratori sottopagati e così
profitti più alti. Quindi quando è arrivata l'inevitabile successiva
crisi del ciclo economico capitalista, il risultante malcontento dei
disoccupati e della gente oppressa dalla recessione è stato deviato e
rivolto contro gli immigrati. Sono stati incolpati di "portare via i
posti di lavoro" ai non immigrati piuttosto che considerare la
disoccupazione l'onere periodico, ugualmente per immigrati e non
immigrati, imposto dal sistema capitalista spinto dal profitto e
fondamentalmente instabile.
Gli Stati Uniti hanno esibito ripetutamente le stesse accuse agli
immigrati ed alle altre minoranze etniche. Come conseguenza della crisi,
dal 2007, si sta estendendo ad altri ancora l'uso del
capro espiatorio domestico. Ora negli USA i governatori attaccano
in modo crescente i dipendenti statali, i loro sindacati e le loro
pensioni, come se loro, piuttosto che la crisi, fossero improvvisamente
diventati il problema economico. I sindaci attraverso il paese
fanno lo stesso con i lavoratori municipali. Naturalmente, dal 2007 i
problemi di entrambe i bilanci statali e municipali sono il risultato
principalmente della alta disoccupazione e della ridotta spesa dei
consumatori. In breve, è stata e resta la crisi del 2007 che ha giocato
e gioca il ruolo chiave nel tagliare le entrate fiscali governative e
nel nuocere ai bilanci governativi. Crescenti e più efficaci strategie
di evasione fiscale delle imprese e dei ricchi hanno avuto lo stesso
effetto. Rispondendo a riscossioni fiscali ridotte, i politici, timorosi
di danneggiare le loro carriere, si rifiutano di alzare le percentuali
delle tasse. Invece, accettano i tagli di spesa che giustificano per
mezzo dell'economia del
capro espiatorio.
Così demonizzano i dipendenti pubblici come pigri, avidi,
superpagati, che lavorano poco, sovra-pensionati ecc.
– tutto
straordinariamente similare alla descrizione tedesca dei greci. I
governatori praticano l'economia del capro
espiatorio promettendo di proteggere "il pubblico" dagli aumenti di
tasse "essendo non compiacenti" con i dipendenti pubblici ed
i loro sindacati, "trattenendo le loro pensioni" ecc. Questi politici
agiscono come se i dipendenti pubblici e le loro pensioni fossero
improvvisamente il problema piuttosto che un sistema economico
disfunzionale. Hanno similarmente evitato la cruda realtà del
disfunzionale sistema politico che operano: Taglia l'aiuto statale alle
persone in crisi economica soltanto quando ne ha più bisogno. Invece, i
leader politici USA, come le loro controparti tedesche, utilizzano
l'economia del capro
espiatorio per giustificare i loro selettivi tagli di spesa.
La rilocazione del capitalismo approfondisce la
disuguaglianza economica ad entrambe i poli.
Anche questa volta
l'economia del capro
espiatorio serve la rilocazione globale del capitalismo. Da decenni, le
esistenti fabbriche, uffici e negozi si spostano dai vecchi centri della
crescita capitalista (Europa occidentale, nord America e Giappone) a
nuovi centri (Cina, India, Brasile ecc.). Similmente, le imprese stanno
crescendo di più nei nuovi piuttosto che nei vecchi centri. Talvolta il
quartier generale resta nei vecchi centri anche mentre gli impianti
dell'impresa si localizzano altrove. I viaggi aerei, i computer e le
telecomunicazioni rendono fattibile tutto questo. La competizione
capitalista che obbliga a tutto ciò significa anche che i vecchi centri
perdono molte occupazioni ben pagate con ampi benefici e sicurezza del
posto di lavoro. I lavoratori in luoghi come la Germania e gli USA sono
sempre più costretti a contentarsi di posti di lavoro malpagati ed
insicuri con meno benefici. Mentre posti di lavoro e salari crescono più
rapidamente nei nuovi centri, i salari lì restano così bassi che enormi
profitti rafforzano la rilocazione globale del capitalismo.
Mentre i capitalisti rilocano, ovunque le popolazioni devono
regolarsi ed adattarsi a tutti gli attriti solitamente presenti, alle
sofferenze ed ai costi. Nei vecchi centri, la disoccupazione ed i posti
di lavoro malpagati minano le entrate fiscali statali. Data la
resistenza agli aumenti di tasse, i governi si volgono sempre più ai
tagli di spesa nel loro adattamento alla rilocazione del capitalismo.
Questo spesso peggiora i tassi di disoccupazione e salariali. In maniera
più importante, deprime ulteriormente i livelli di vita di massa. Il
consumo, le finanze domestiche e le relazioni, il matrimonio e le
decisioni di carriera: sono tutti implicati dolorosamente nel processo
di adattamento. Lo stesso si applica, più probabile traumaticamente, ai
nuovi centri del capitalismo. Là, gente in precedenza agricola e rurale
viene rapidamente trasformata in popolazioni industriali ed urbane che
vivono in bassifondi estremamente sovraffollati e scarsamente
approvvigionati.
Una nuova politica organizzata attorno all'economia del
capro espiatorio si appella agli elettori promettendo di "proteggerli"
dalle politiche di austerità.
La rilocazione del capitalismo è socialmente distruttiva in ancora
un'altra maniera fondamentale. Essa approfondisce la disuguaglianza
economica ad entrambe i poli. Nei vecchi centri i profitti salgono ed i
salari ristagnano. I datori di lavoro distribuiscono i crescenti
profitti agli azionisti ed agli alti dirigenti e secondariamente ai
manager superiori ed ai professionisti che li aiutano ad operare le
corporation. Una crescita
spesso spettacolare nelle disuguaglianze di reddito e di ricchezza
affligge i vecchi centri. Nei nuovi centri, il capitale che arriva
ha bisogno e fa associazioni con i capitalisti locali ed i funzionari
statali. Gli ultimi diventano estremamente ricchi più velocemente della
crescita dei salari locali e così le disuguaglianze di ricchezza e di
reddito si approfondiscono anche nei nuovi centri.
I guadagni e le perdite del capitalismo in rilocazione sono
distribuite molto ingiustamente in entrambe i suoi vecchi e nuovi
centri. Questo soltanto aggrava le tensioni sociali già emergenti dai
molti adattamenti e compromessi che le persone sono costrette a fare.
Soffrendo di perdite personali, finanziarie e di comunità, individui e
gruppi spesso si sentono traditi dalle "loro" organizzazioni politiche
ed economiche. Per esempio, negli USA molti lavoratori credono che il
Partito Democratico ed i sindacati avessero promesso di "proteggerli" ma
non ci siano riusciti, specialmente nella crisi e nei salvataggi
finanziati con il debito dal 2007. Sono arrivati a temere che ora verrà
loro richiesto di assorbire il costo per occuparsi di quei debiti
venendo assoggettati a politiche di austerità mentre "altri" vengono
protetti da quelle politiche. Sentendosi traditi o abbandonati dai loro
tradizionali rappresentanti politici, molti diventano sensibili ad una
nuova politica organizzata attorno
all'economia del capro espiatorio.
Come esemplificato dai nuovi governatori repubblicani nell'alto e
medio West che avvertono l'opportunità elettorale, questa politica si
appella agli elettori promettendo di "proteggerli" dalle politiche di
austerità (negli USA, diversamente dall'Europa, "austerità" non è il
nome usato). Ciò significa, innanzitutto, che agli elettori saranno
risparmiati aumenti di tasse. Queste vengono demonizzati come sempre e
necessariamente "cattiva" economia per tutti. Ma i governatori
repubblicani ora vanno oltre e promettono di proteggere gli elettori
anche dai tagli di spesa accertandosi che quei tagli si concentrino
su "altri". Entra l'economia
del capro espiatorio. I governatori trovano "altri" da usare come capri
espiatori in risposta
al declino delle entrate fiscali spinto dalla crisi e dalla
rilocazione capitalista. Prima di tutto, quegli altri sono
– indovinatelo
– i bersagli
tradizionali: quelli che vivono di stato sociale, nei centri urbani, gli
immigrati ecc.
La connotazione spesso razzista di tali appelli è molto ben nota.
Oggi, la seconda serie di quegli "altri" è arrivata a comprendere i
dipendenti pubblici, i loro sindacati, salari, pensioni ecc. Per
assicurare la loro carriera, i politici promettono agli elettori di
proteggerli tagliando la spesa pubblica su entrambe le serie di altri
usati come capri espiatori.
Quando funziona, questi politici mettono una parte della
popolazione che soffre della rilocazione capitalista, della crisi e
delle politiche di austerità contro un'altra parte. Ciò permette alle
grandi banche, alle grandi
corporation ed ai ricchi, che
le possiedono e dirigono
– quelli con la
maggiore responsabilità di avere provocato la crisi
–
di evitare di pagare per essa. Sfuggono in parte perché la loro
ricchezza ed il loro potere assicura che beneficeranno prima e di più
dei salvataggi statali del 2008-2010. Sfuggono anche perché l'economia del capro
espiatorio permette a loro ed ai loro amici politici di
trasferire l'onere di pagare per la crisi su certe delle sue vittime
mentre "proteggono" altri dall'ulteriore vittimizzazione. Forse il
capitalismo ha ereditato
l'economia del capro
espiatorio da precedenti sistemi economici, ma le crisi del capitalismo
continuano
a rinnovare questa disgustosa ingiustizia.
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il progetto di movimento sociale del Professor Wolff,
democracyatwork.info.
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