World Socialist Web Site 

 

La crisi di bilancio degli stati USA: da dove dovrebbe arrivare il denaro?

7 marzo 2011

 

In stato dopo stato i governatori repubblicani e democratici pretendono di non avere nessuna scelta che di imporre tagli drastici ai salari, ai benefici sanitari e alle pensioni dei dipendenti pubblici, come pure di ridurre drasticamente il finanziamento della pubblica istruzione, della sanità e di altri servizi sociali vitali. Devono tagliare perché "non ci sono soldi".

Questo è il tema principale sonato dal governatore Scott Walker in Wisconsin, che sta sottraendo $300 milioni dalle tasche dei lavoratori statali ed eliminando la maggior parte dei loro diritti alla contrattazione collettiva come parte di un programma di riduzione del deficit di $3,6 miliardi. Come ha dichiarato in un'intervista televisiva, "Ciò che conta è che stiamo cercando di tenere in equilibrio il nostro bilancio e non vi è davvero nessuno spazio per negoziare su questo perché siamo al verde".

I politici democratici e repubblicani a Washington, dal presidente della Camera John Boehner al presidente Obama, concordano con questa diagnosi. "Siamo in bolletta", dichiara Boehner su base regolare per giustificare le richieste per altri tagli. Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, Obama ha dichiarato che "Dobbiamo affrontare il fatto che il nostro governo spende di più di quanto porta dentro. Questo non è sostenibile".

I media controllati dalle aziende ripetono meccanicamente queste pretese, non mettendo mai in dubbio la premessa taciuta dietro a tutte queste dichiarazioni di fallimento: l'accettazione acritica della vasta polarizzazione sociale in America, con l'accatastamento di incalcolabili richieste da parte dell'elite finanziaria e l'accumulazione, all'altro polo della società, di disoccupazione, povertà e bisogni sociali non soddisfatti.

I media descrivono l'opposizione al taglio del bilancio come irrazionale e irrealistica, come se sfidi le leggi dell'aritmetica. Ma anche prima che andiamo ai cambiamenti strutturali più basilari nella società americana richiesti per risolvere la crisi economica, vi sono dei luoghi ovvi dove potrebbero essere ottenute le risorse, non soltanto per cancellare il deficit, ma anche per espandere grandemente i servizi sociali vitali.

Il deficit biennale previsto dello stato del Wisconsin è di $3,6 miliardi, poco più di un errore di arrotondamento quando si considera la vasta ricchezza dell'aristocrazia finanziaria americana. I fratelli Koch, i sostenitori di ultradestra del governatore Walker, potrebbero scrivere un assegno per coprire quel deficit e ancora resterebbero miliardari.

Consideriamo, partendo con i frutti appesi in basso, dove potrebbe trovarsi il denaro per cancellare i deficit di tutti i 50 stati combinati, che quest'anno arriva a $130 miliardi previsti.

  • L'estensione dei tagli fiscali ai ricchi di Bush, decretata a dicembre da un Congresso controllato dai democratici con l'approvazione dell'amministrazione Obama, nei prossimi dieci anni pompa $700 miliardi nelle tasche dei ricchi. Ricuperare due anni di quella manna fiscale eliminerebbe tutti i deficit di bilancio combinati degli stati.
  • Secondo un'analisi del Wall Street Journal, lo scorso anno la compensazione totale alle banche e società finanziarie di Wall Street ha toccato il record di $135 miliardi, su entrate del livello massimo mai raggiunto di $417 miliardi. I destinatari del salvataggio di Wall Street potrebbero salvare gli stati con le loro tasche.
  • I 400 individui più ricchi degli Stati Uniti dispongono di un incredibile $1,37 miliardi di attività, una media di quasi $350 milioni ciascuno. Anche un tributo del 10% sulle risorse di questi miliardari cancellerebbe i deficit di tutti i 50 stati.
  • I profitti combinati di tutte le società americane nel 2010 sono saliti in su a razzo, raggiungendo un rapporto annuale di $1,66 trilioni nel terzo quadrimestre. Un'imposta dell'8% su quei profittila stessa percentuale del taglio che Walker cerca di imporre ai maestri ed ai guardiani dei parchieliminerebbe tutti i deficit statali.
  • Le società USA attualmente siedono su $2 trilioni di contante, rifiutandosi di assumere lavoratori nonostante abbiano raccolto tagli fiscali che si presumono essere degli incentivi a farlo. Un tributo del 10% su quel contante inattivo fornirebbe denaro sufficiente ad eliminare non soltanto i deficit degli stati, ma anche i deficit di tutti i governi delle città e locali, come pure a preservare i posti di lavoro di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici.
  • Le attività degli hedge fund nel 2010 sono salite a $1,92 trilioni, il valore più alto che mai, in alto da $1,18 trilioni all'inizio dell'anno. Data una formula di guadagni standard del 2% delle attività totali più il 20% dell'incremento, i padroni degli hedge fund si sono preparati a mettere insieme all'incirca $186 miliardi di reddito privato. Un'imposta dell'80% su quel redditomeno del tasso percentuale sui multimilionari imposto sotto l'amministrazione Eisenhower—produrrebbe entrate più che sufficienti a mettere in bilancio positivo tutti i 50 stati. (Dovrebbe essere rilevato che l'alto dirigente di hedge fund John Paulson nel 2010 ha avuto un profitto netto personale di più di $5 miliardi, mentre più di una dozzina di padroni di hedge fund hanno avuto redditi privati sopra i $2 miliardi e molti di più hanno portato dentro oltre $1 miliardo).

Contrariamente alle asserzioni dei politici e dei media, non è difficile trovare il denaro per chiudere i divari di bilancio statali e locali, con molto che rimane per iniziare un massiccio programma di ricostruzione sociale. Implementare soltanto alcune delle suddette proposte produrrebbe fondi sufficienti, per esempio, per procurare nei prossimi due mesi posti di lavoro per 5 milioni di americani.

Mentre non sono esse stesse misure socialiste, rappresenterebbero un passo importante nell'affrontare la disuguaglianza sociale e per muoversi verso cambiamenti strutturalila nazionalizzazione delle banche e delle grandi società e la loro trasformazione in servizi pubblici sotto il controllo democratico della popolazione lavoratrice; l'istituzione della pianificazione economica democratica; l'integrazione razionale e progressiva dell'economia americana e mondialeche sono necessari per risolvere la crisi, eliminare la povertà e la fame, innalzare il livello di vita di vaste masse e porre fine alla disuguaglianza sociale.

Il problema è il potere trincerato della classe dominante capitalista e la sua dominazione totale del sistema politico. I due partiti ufficiali, i democratici quanto i repubblicani, sono del tutto del tutto società sussidiarie possedute dall'elite finanziaria. Entrambe i partiti difendono i profitti e la proprietà dei padroni delle banche e delle corporation gigantesche.

La classe lavoratrice, come dimostra il Wisconsin, è pronta a lottare per difendere posti di lavoro, livelli di vita e servizi sociali. Ma le vecchie organizzazioni sindacali sono completamente marce. Sono solidamente compromesse con il Partito Democratico e la difesa del capitalismo, nel quale i sindacati sono loro stessi grandi azionisti, con i leader sindacali che rastrellano stipendi a sei cifre e benefici.

I lavoratori devono rifiutare le pretese fraudolente che la società americana non può piùnel 21° secolo!permettersi scuole decenti, assistenza sanitaria, abitazioni e altre necessità. Le risorse esistono, prodotte dal lavoro di centinaia di milioni di persone che lavorano e vengono sottratte da un minuscolo strato di sfruttatori al vertice. Queste risorse devono essere reclamate per l'impiego sociale, per servire i bisogni dei lavoratori che sono la vasta maggioranza della popolazione.

Questa è una lotta politica, che richiede la rottura con i democratici e i repubblicani e la costruzione di un movimento socialista di massa. Il Socialist Equality Party, il World Socialist Web Site e International Students for Social Equality in aprile sponsorizzano una serie di conferenze per tutto il paese per discutere le forme organizzative ed il programma politico necessari per condurre questa lotta. Esortiamo tutti i nostri lettori e coloro che vogliono attuare una seria lotta contro le politiche della classe dominante a fare oggi piani per intervenire.

Patrick Martin