Indagini condotte da una parte all'altra degli USA
dimostrano che la maggioranza degli americani, compresi
cittadini anziani vecchi abbastanza per ricordare l'entrata
degli USA nella II Guerra Mondiale, considera il dramma dell'11
settembre 2001 come superiore in importanza storica all'attacco
a
Pearl Harbor
del 1941. Parlando del
secondo,
di questi tempi è un segreto di Pulcinella che
l'amministrazione USA era informata della prossima offensiva
giapponese e, invece di prendere in anticipo misure adeguate, ha
deliberatamente sacrificato circa 1.500 vite per fare in modo
che il paese venisse trascinato nella guerra come pianificato a
Washington. Il segretario alla
guerra
Henry Stimson
scrisse nel suo diario in seguito alla riunione del governo del
25 novembre 1941: "La questione era come dobbiamo manovrarli [i
giapponesi] nella posizione di sparare il primo colpo senza
permettere troppo danno a noi stessi. E' stata una proposta
difficile".
E' ampiamente ritenuto che gli USA abbiano preso in
prestito la tattica basata su provocazioni dai nazisti che, per
esempio, bombardarono
Freyburg in Germania per
incolpare del dazio di morti civili la Francia quando Berlino
aveva bisogno di un pretesto per invadere il paese. Onestamente
l'opinione è poco convincente, considerando che molto prima,
indietro il 15 febbraio 1898, gli USA fecero saltare in aria il
Maine, una nave da guerra del paese, nel porto dell'Havana,
uccidendo centinaia di membri dell'equipaggio, con l'obiettivo
di giustificare una guerra contro la Spagna. Il governo USA
attribuì l'esplosione ad una mina navale spagnola e
Washington citò
l'affondamento per spingere il paese in quella che
essenzialmente ha costituito la prima campagna militare per
l'egemonia mondiale degli USA, ma, come trapelò dal recupero
della nave nel 1911, la sua corazza era stata sradicata da
un'esplosione dall'interno. In un altro caso, dei documenti
messi in mostra il 12 ottobre 2001 sulla
Executive Intelligence Review
hanno chiarito che
agli inizi degli anni '60, come ha scritto
James Bamford nel suo
“Body of Secrets:
Anatomy of the Ultra-Secret National Security Agency”,
gli Stati Maggiori
Riuniti USA "proposero di una segreta e sanguinosa guerra di
terrorismo contro il loro paese allo scopo di ingannare il
pubblico americano perché appoggiasse una perversa guerra che
intendeva sferrare contro Cuba". Il piano, intitolato Operazione
Northwoods,
venne cancellato
dopo il disastro della Baia dei Porci che indusse il presidente
Kennedy a passare il controllo sulla direzione della ragnatela
delle questioni cubane dalla CIA al Pentagono. Secondo i
resoconti, "La prima proposta è di "una serie di incidenti ben
coordinati" che abbiano luogo dentro ed intorno alla base della
marina USA nella Baia di Guantanamo, Cuba; questi dovevano
comprendere dei cubani amici vestiti con uniformi militari
cubane che cominciassero dei tumulti alla base, facessero
saltare in aria munizioni all'interno della base, iniziassero
incendi, bruciassero aerei alla base aerea, sabotassero una nave
nel porto ed affondassero una nave vicino all'entrata del
porto... La proposta successiva sviluppava: "Si potrebbe
preparare un incidente 'Ricordatevi del Maine'... Potremmo far
saltare in aria una nave USA nella Baia di Guantanamo ed
incolpare Cuba" o far saltare in aria una nave drone in acque
cubane. Il promemoria prediceva freddamente: "La lista delle
vittime sui giornali USA provocherebbe un'ondata vantaggiosa di
indignazione nazionale... Potremmo sviluppare una campagna
terroristica di Cuba comunista nell'area di Miami, in altre
città della Florida e persino a
Washington. La campagna di
terrore potrebbe essere puntata ai profughi cubani che cercano
rifugio negli Stati Uniti. Potremmo affondare una barca di
cubani a pieno carico in rotta verso la Florida (vera o
simulata). Potremmo favorire attentati alla vita di rifugiati
cubani negli Stati Uniti...»
A un decennio dalla tragedia dell'11 settembre, una serie
di questioni rimangono senza risposta. Dei tentativi per
risolvere l'enigma sono stati compiuti dall'ex ministro del
governo tedesco
Andreas von Bülow,
dall'intellettuale
scrittore di prosa USA
Gore Vidal,
dal giornalista francese
Thierry Meyssan, che ha scritto
"11/9: La grande menzogna" e da molti altri, e tutti hanno
respinto la
trama sparata dall'amministrazione USA… Gore Vidal
ha dichiarato in
un'intervista del 23 febbraio 2003 al giornalista
Kenneth Hubbard
pubblicata su
La Vanguardia
in Spagna che i
media USA stavano nascondendo al pubblico una parte della verità
e, tra le altre cose, ha raccontato che poteva essere esistita
una connessione tra la CIA, il servizio segreto
pakistano ed uno degli esecutori dell'11 settembre.
Gore Vidal
schierano una serie di fatti impressionante che era impossibile
lasciarsi sfuggire ma che non sono mai stati giustificati
dall'inchiesta ufficiale.
In primo luogo, non è chiaro come dei gruppi di 3-4 persone
armate di coltelli comuni siano stati in grado di dirottare
degli aeroplani con così tanti passeggeri e personale a bordo.
Anche se potrebbe accadere una volta che i piloti si siano
arresi momentaneamente prima di emettere un segnale di allarme e
che i terroristi siano momentaneamente riusciti a spegnere il
transponder, che lo stesso accada in tutti gli aerei dirottati è
una coincidenza troppo improbabile. Dovrebbe ulteriormente
tenere conto che gli USA
— e l'URSS nei suoi
giorni di gloria
— operano un sistema
di sorveglianza che copre il loro intero territorio e che le
informazioni vengono fornite continuamente alla
National Security
Agency che chiaramente è
immune da attacchi di hacker.
I rapporti che erano stati presi 10 o persino 14 aerei
suonano ancora più sospetti. A ogni modo, gli aerei dirottati
sono stati i aria per 40-60 minuti dopo che il complotto ha
iniziato a svolgersi e nel tempo i rapporti che stava succedendo
qualcosa di estremo dovevano avere raggiunto il presidente USA.
Una spiegazione sul perché non l'hanno fatto è ancora mancante,
ma le risposte alle domande sotto elencate potrebbero
contribuire a riempire il vuoto.
Come potevano degli aerei diventare improvvisamente
invisibili ai controllori del traffico aereo civile ed ai radar
militari? Anche se potevano, i servizi dovevano reagire al loro
non stare sulle traiettorie sulle quali si presumeva fossero.
Perché erano completamente illeggibili le informazioni delle
scatole nere intese a sopravvivere ad ogni tipo di disastro e le
registrazioni delle conversazioni dei piloti? Curiosamente, il
passaporto di un terrorista che secondo quanto riferito si
trovava su un aereo è stato trovato illeso.
Chi stava ritraendo le parti superiori della torre
settentrionale del
World Trade Center prima e nel
momento in cui il
Boeing 767
dell'American Airlines
vi ha sbattuto contro? Come è accaduto che diverse telecamere di
New York non correlate
tra loro fossero concentrate sul punto della collisione? Perché
l'amministrazione USA ed il presidente Bush personalmente hanno
preso a predicare per il mondo giusto l'11 settembre che
l'attacco poteva essere fatto risalire ad al Qaeda senza
aspettare che fosse veramente aperta un'indagine?
Perché nessuno dei presunti terroristi era sulle liste
passeggeri degli aerei? Perché hanno lasciato tante impronte
dietro mentre si preparavano per un attacco? Hanno pagato conti
con vere carte di credito, si sono registrati con nomi veri alle
scuole piloti e, l'ultimo giorno, avevano con se le loro lettere
di addio, spedito le buste ad un indirizzo sbagliato di modo che
l'FBI è stato in grado di intercettare il materiale. Non è
strano che l'auto dei terroristi sia stata localizzata
velocemente nell'area di parcheggio dell'aeroporto dove erano
ancorati migliaia di veicoli? In stile da film di successo, i
ritrovamenti comprendevano copie in arabo del Corano, manuali
Boeing e
– per cancellare
ogni dubbio che i candidati erano davvero coloro responsabili
– dei video
personali che mostrano come si esercitavano alla scuola piloti.
Per qualche ragione, l'amministrazione USA ha rifiutato le
offerte di assistenza del ministero delle emergenze della
Russia, di istituzioni simili di altri paesi e di singoli.
Perché il pubblico ed il Congresso USA che lo rappresenta non
hanno richiesto la rimozione dei capi delle agenzie responsabili
della sicurezza nazionale? Perché il generale
Ralph Eberhart che, il giorno
dell'attacco, soprintendeva al controllo dello spazio aereo USA
è stato promosso piuttosto che rimproverato? Perché al direttore
della CIA è stato permesso di
mantenere il proprio posto ed alla "compagnia" assegnato un
incremento di bilancio del 42%? Perché il bilancio della difesa
USA che dal crollo dell'URSS si stava restringendo dopo
l'attacco dell'11 settembre ha cominciato a salire per
raggiungere attualmente il livello di $396 miliardi? Per
paragone, le spese per la difesa di Russia, Cina, Gran Bretagna,
Giappone, Germania, Francia, Italia, India, Spagna ecc. gravano
in tutto per $382 miliardi.
Anche se
bin Laden o altri capi di
gruppi musulmani
bollati come terroristi
speravano di danneggiare realmente gli USA, logicamente
avrebbero ordinato gli attacchi un paio di settimane più tardi
quando il Congresso USA doveva convenire con il presidente,
partecipanti dei membri chiave dell'amministrazione ed i capi
della comunità di intelligence. Un colpo all'edificio del
Congresso all'epoca avrebbe gettato gli USA in un profondo caos,
mentre ciò che i terroristi hanno realmente ottenuto è stato
essenzialmente limitato ad uno shock psicologico.
Come hanno potuto implodere così miseramente le torri
gemelle, sulle quali erano state impiegate 500.000 tonnellate di
cemento armato di qualità eccellente? Da dove è provenuta
l'energia che ha atterrato il materiale e sostenuto la
temperatura di 3.000°
– più elevata di
quella di un vulcano? Cosa ha potuto continuare a bruciare sul
luogo del disastro fino al 19 dicembre e perché si è dimostrato
così difficile estinguere l'incendio, nonostante il lavoro
continuo dei vigili del fuoco?
Non pochi osservatori USA ed europei nello stesso modo
ritengono le torri gemelle siano crollate a causa di
esplosioni dall'interno, non come risultato di essere
state colpite dagli aerei. Come dichiarato nel documentario
“Loose Change 9/11”, degli esperti USA
che, l'11 settembre 2009 hanno fornito al Congresso USA un
rapporto sulla loro inchiesta indipendente hanno mantenuto che
le torri gemelle sono state caricate di esplosivi. Inoltre, il
gruppo ha accennato alla complicità del governo USA.
"L'FBI ha fatto saltare in aria l'America", ha asserito
un gruppo di dozzine di ingegneri delle costruzioni ed
architetti USA.
Inoltre, il loro motivo è stato che molto più tardi vi
dovevano essere le stesse cause dietro all'implosione
dell'edificio di 47 piani
Salomon Brothers situato
vicino. Il grattacielo non faceva parte dell'attacco
terroristico ma tuttavia si è trasformato in rovine 8 ore dopo
il
World Trade Center. Tutte le persone
nei locali del
Salomon Brothers erano al momento
state evacuate, ma, d'altra parte, la
Federal Emergency
Management Agency,
preoccupata delle
torri gemelle, non ha fornito nessun indizio su cosa potrebbe
essere stata la causa immediata di questa parte del disastro. Il
commentatore francese
Thierry Meyssan ritiene che
nell'edificio
Salomon Brothers siano state
installate dei trasmettitori per guidare gli aerei dirottati e,
di conseguenza, che sia stato distrutto per sbarazzarsi delle
prove compromettenti.
Secondo la mia opinione, le ripercussioni economiche della
tragedia dell'11 settembre dovrebbero essere prese in
considerazione assieme al fatto che ha dato agli USA la licenza
per campagne militari mondiali, se dobbiamo scoprire i
propulsori dietro all'epico sviluppo. La sospensione delle
transazioni di borsa a
New York ed altrove negli
USA ha presentato a
Washington l'opportunità di
assoggettare ad una revisione i mercati finanziario e dei valori
immobiliari e di deviare l'evoluzione della crisi economica in
preparazione. Vale la pena osservare nel contesto che, dopo anni
di pressione esercitata su numerose economie nazionali ed
ignorando le continue critiche sul'impatto corrosivo corrosivo
delle sue politiche, con l'11 settembre il FMI riuscì a spingere
la maggior parte di loro sull'orlo di grossi guai. Le tendenze
verso il basso
– con attività che
perdevano il 10-20% del loro valore
– attraverso la
maggior parte delle borse perdurarono per circa 30 giorni di
fila nel periodo che precedette l'attacco dell'11 settembre ed
il problema che si presentava all'economia USA non poteva essere
cancellato come una recessione passeggera. La situazione è stata
meglio descritta come una crisi strutturale manifesta in un
divario spaventoso tra i settori reale e finanziario che in
corrispondenza misuravano il 15% e l'85% del PIL degli USA, con
i beni ed i servizi disponibili capaci di assorbire soltanto il
4-6% della massa totale di dollari USA. La valuta USA doveva il
rimanente valore nominale alla sua posizione globale ma, di
nuovo, l'ammontare era bilanciato prevalentemente da diversi
derivati. Ci si aspettava che la bolla scoppiasse, probabilmente
nel settembre 2011, e ci voleva uno shock come una guerra per
fermare lo scivolone. La demolizione del
World Trade Center ha realizzato più
di questo
–
è servita a
schiudere il potenziale per un'emissione di dollari senza
precedenti che ha rinforzato la valuta USA contro l'euro
nascente. Il presidente della
Federal Reserve USA
A. Greenspan
ha formulato una
reazione tempestiva quando ha promesso degli adeguati volumi di
valuta alle banche mondiali, apparentemente per ammorbidire le
conseguenze dell'attacco terroristico.
Inoltre, il giorno dopo
l'attacco la promessa è stata accolta dal trio comprendente
Federal Reserve USA, Banca Centrale Europea e
Banca del Giappone. Le autorità finanziarie USA hanno tolto le
restrizioni sui tipi di attori negli affari finanziari a breve
termine ed istituito una commissione diretta congiuntamente dal
Dipartimento del Tesoro e dalla CIA per monitorare il mercato.
Come risultato, la commutazione dell'economia globale
nella modalità di emergenza ed all'anticipazione di una guerra
su vasta scala ha contribuito a ripristinare il dollaro USA ed
il gioco di attacchi terroristici e di attacchi di rappresaglia
ha cominciato a ripetersi universalmente.