Attentati suicidi -

la tattica di controinsurrezione preferita dagli USA

Aeneas

Signs of the Times
Lunedì 20 agosto 2007

 

Dall'11-9 i rapporti di "attentati suicidi" sono aumentati in maniera esponenziale nei notiziari. Siamo portati a credere da parte degli esperti che questa è una delle armi preferite degli insorti contro le forze di occupazione, dal momento che è a buon mercato ed è un modo semplice per creare caos. Difficilmente passa un giorno senza almeno un attentato in Iraq o Afghanistan che non sia immediatamente sfruttato dai media come opera di insorti.

Per degli insorti una cosa è commettere attentati suicidi contro le forze di occupazione, è interamente un'altra cosa utilizzarli per prendere a bersaglio ed uccidere dei civili. Ci è stato lavato il cervello per farci credere che gli insorti in Iraq siano così brutali, selvaggi, estremisti pazzi fanatici che facciano qualsiasi cosa per combattere contro la 'libertà' - persino uccidere la loro gente.

Questa descrizione presentataci dal governo USA e dai media mainstream è così insensata che Joe Quinn, in risposta ai massicci attentati 'suicidi' la scorsa settimana a Mosul che hanno ucciso 350 persone, si è sentito sicuro nel dire:

"La persona che può presentare un argomento convincente (cioè logico e sostenuto da dati affidabili) che spieghi perché qualsiasi arabo anti-americano o gruppo islamico, "terrorista" o altrimenti, ucciderebbe centinaia di migliaia di iracheni come risposta all'occupazione USA dell'Iraq, riceverà un premio di 1 milione di dollari USA".

Osservando questo da una prospettiva storica, dei precedenti per il tipo di attentati in Iraq che vengono attribuiti alla resistenza o ad "al Qaeda" sono praticamente inesistenti. Durante la II guerra mondiale, numerosi paesi furono occupati dai nazisti. Paesi come la Francia, la Danimarca, la Norvegia e molti altri hanno tutti avuto movimenti di resistenza che utilizzarono varie tattiche per ostacolare il potere dei nazisti. Tuttavia, non vi sono affatto dati che i partigiani siano ricorsi alla carneficina dei loro connazionali nel tentativo di scacciare i nazisti. Senza dubbio vi furono lotte interne tra fazioni, ma nulla sulla massiccia scala che vediamo in Iraq. E naturalmente, come potrebbe esserlo? Sfida qualsiasi logica.

Avanti veloce alla guerra del Vietnam ed anche qui non troviamo nessuna prova che i Vietcong abbiano fatto una campagna per uccidere i loro concittadini come parte della lotta contro le forze americane.

Naturalmente, vi sono quelli che suggerirebbero che i musulmani sono una razza differente, che loro, come così molti altri popoli ingrati che tentarono di liberarsi delle catene dell'impero, sono poco più che selvaggi incivili e che perciò non possiamo sperare di comprendere la loro mentalità e le loro azioni. Comunque, tale atteggiamento malinformato non è in nessun modo sostenuto da alcuna prova e deve perciò essere respinto per l'ovvio razzismo che esso è.

Quando gli iracheni combatterono per la prima volta contro l'impero britannico negli anni '20, non vi fu nessun "attentato suicida" da parte degli insorti contro degli iracheni. Al contrario e secondo una valida strategia, si unirono nonostante minori differenze culturali e religiose per affrontare il comune nemico britannico.

Allo stesso modo in Afghanistan durante la guerra decennale contro l'Unione Sovietica non vi fu nessun caso di attentati suicidi che prendevano a bersaglio civili afgani. Anche qui, le tribù afgane si unirono nonostante precedenti divergenze contro il comune aggressore.

Nessuno trova tutto questo persino leggermente strano? Dopo l'11-9, improvvisamente compare questo bizzarro fenomeno di una resistenza che utilizza attentati suicidi contro il suo popolo piuttosto che contro gli invasori, come per fornire prove di sostegno alla realtà dei folli dirottatori degli "attentati suicidi" che hanno attaccato l'America - pressappoco come dice la versione ufficiale.

Potrebbe la risposta essere così semplice che quelli che vengono venduti come attentati suicidi sono di fatto opera delle squadre di controinsurrezione USA/britanniche/israeliane? In Iraq, abbiamo di fronte quelle che sono meglio note come "operazioni false flag"?

Questo certamente spiegherebbe molta della confusione sul perché dei gruppi iracheni ucciderebbero la loro gente in risposta ad un'invasione USA del loro paese. Dopo tutto, le persone che in Iraq ogni giorno muoiono a centinaia sono le persone che appoggiano la resistenza, e le forze USA, britanniche ed israeliane in Iraq combattono quella resistenza, dunque chi trae vantaggio dalle quotidiane carneficine di sostenitori della resistenza?

Le tattiche di controinsurrezione del passato comportavano cose come la pulizia etnica ("prosciugare la diga", come era conosciuta questa tattica) e/o la distruzione di raccolti con l'agente arancione nel caso del Vietnam. Ma questi metodi ebbero poco successo.

Sembra che in anni recenti le subdole e deviate menti alle dipendenze del complesso militare industriale siano venute fuori con delle moderne tattiche molto più insidiose.

Roger Trinquier, un esperto francese di controinsurrezione enormemente influente, nel suo libro Modern Warfare: A French View of Counterinsurgency (1961) (Disponibile online qui) ha suggerito tre semplici principi di Contro Insurrezione:

1. separate i guerriglieri dalla popolazione che li sostiene;

2. occupate le aree dalle quali hanno in precedenza operato i guerriglieri, rendendole per loro pericolose e dirigendo il popolo contro il movimento di guerriglia;

3. coordinate azioni su una vasta area e per un periodo sufficientemente lungo affinché ai guerriglieri sia negato l'accesso ai centri della popolazione che potrebbero sostenerli.

Gli attentati telecomandati mascherati da "attentati suicidi" che vengono eseguiti dalle forze d'occupazione USA, britanniche ed israeliane corrispondono adeguatamente a questi principi. Facendo esplodere bombe su base quotidiana da una parte all'altra dell'Iraq e dell'Afghanistan e tramite gli organi di propaganda che li reclamizzano come opera di "attentatori suicidi" iracheni/afgani appartenenti alla resistenza, i militari che occupano sperano di raggiungere diversi obiettivi:

troncare l'assai diffusa base di sostegno che la resistenza ha tra gli iracheni

creare tensioni tra linee religiose, specialmente attribuendo i fasulli "attacchi suicidi" a sciiti o a sunniti.

In altre parole, dividi e conquista.

L'assoluta carneficina mostrata in TV in occidente suffraga solamente l'idea che gli iracheni/afgani non possano prendersi cura del loro paese senza aiuto dalle forze d'occupazione o che siano dei selvaggi incivili. Questa propaganda avvalora l'ostinata pretesa del governo USA che sarebbe pericoloso ritirare dall'Iraq le truppe USA e per i soldati americani nelle strade dell'Iraq serve a razionalizzare la loro continua presenza. O cercano di mostrare ad una classe inferiore di esseri umani come diventare civilizzati, o fanno opera divina nell'eliminarli.

Per il lettore avido di sapere vi sono abbondanti prove per rendersi conto che i cosiddetti attentati suicidi contro i civili non sono il prodotto degli insorti. Alcuni diranno che sono il prodotto di "al Qaeda", il che è vero se dapprima chiarite che "al Qaeda" è semplicemente uno strumento proprio della stessa controinsurrezione, cioè CIA/MI6/Mossad. Chiedetevi sempre "a chi giova?" ed in questo caso è piuttosto ovvio a chi non giovi.

Da anni Israele utilizza molto efficacemente gli attentati 'suicidi' come uno strumento nel perpetrare il lento genocidio del popolo palestinese, con la conseguenza che, oggi, la comprensione del mondo sta con gli esecutori (Israele). Come risultato, tutte le iniziative di pace sono state bloccate ed il mondo ha fornito tacita se non integrale approvazione per le politiche genocide segrete di Israele.

La conoscenza ottenuta dagli israeliani è stata certamente trasmessa alle loro controparti nel MI6 e nella CIA come spiega questo editoriale di SOTT del settembre 2005:

"Oggi a Bassora, Iraq meridionale, due membri delle SAS (Operazioni Speciali) britanniche sono stati colti 'in flagrante' mentre erano vestiti completamente in 'abbigliamento arabo', alla guida di un'auto piena di esplosivi e sparando e uccidendo due agenti di polizia iracheni.

Questo fatto, finalmente riportato dalla stampa mainstream, arriva proprio al nocciolo e prova precisamente molto di ciò che da diversi anni diciamo sulle pagine di Signs of the Times.

I seguenti sono fatti, inconfutabili da tutti eccetto che dai più illusi:

Numero 1:

L'invasione USA e britannica dell'Iraq NON ha avuto luogo allo scopo di portare "libertà e democrazia" al popolo iracheno, ma piuttosto allo scopo di assicurare le risorse petrolifere dell'Iraq ai governi USA e britannico e per espandere il loro controllo sul più grande Medio Oriente.

Numero 2:

Entrambe i governi Bush e Blair hanno fabbricato deliberatamente prove (mentito) sulla minaccia che Saddam poneva per l'occidente e sui suoi collegamenti alla mitica 'al Qaeda' per giustificare la loro invasione.

Numero 3:

Vestiti da arabi, i membri delle 'forze speciali' britanniche (e la CIA e gli israeliani) hanno eseguito nei due anni passati falsi attacchi di "insorti", comprese 'autobombe suicide' contro poliziotti e civili iracheni (sia sunniti che sciiti). Le prove suggerirebbero che queste tattiche sono create per fornire una continua giustificazione per la presenza militare USA e britannica in Iraq ed in definitiva per coinvolgere il paese in una guerra civile che porterà allo smembramento dell'Iraq in più arrendevoli staterelli, molto per la felicità della destra israeliana e del suo antico desiderio di costituzione del biblico 'grande Israele'.

Arrivando non molto tempo dopo i raffazzonati attentati di Londra eseguiti dal MI5 britannico dove un testimone oculare ha riferito che il pavimento di uno dei treni era esploso verso l'interno (come mai può una bomba in uno zaino o un "attentatore suicida" ALL'INTERNO del treno provocare un tale effetto), più di ogni altra cosa al mondo il fatto di oggi a Bassora evidenzia la disperazione che spinge i funzionari del governo britannico.

L'intelligence britannico farebbe bene a pensarci due volte sull'eseguire qualche altra operazione 'false flag' fino a che possa raggiungere la 'professionalità' del Mossad israeliano - che le fa sempre apparire convincenti e raramente patisce l'ignominia di essere preso nell'atto ed avere i volti dei suoi "terroristi" di un tempo spalmati attraverso le pagine dei media mainstream".

Come in Israele, gli attentati 'suicidi' in Iraq ed Afghanistan spesso accadono al momento che più avvantaggia gli occupanti:

Diciassette civili, una dozzina di loro scolari, sono stati uccisi ed altri 30 feriti quando un attentatore suicida si è fatto saltare in aria vicino ad un convoglio della NATO nell'Afghanistan meridionale, hanno detto martedì dei funzionari.

Il tempismo non poteva proprio essere stato migliore. La NATO era sotto molta pressione internazionale a causa del suo utilizzo a caso dei bombardamenti aerei con un estremamente grande numero di vittime civili. Questo incidente (come nella maggior parte dei casi) non ha nociuto a nessun soldato, la maggior parte delle vittime erano bambini. L'effetto desiderato dell'attentato è stato descritto nell'articolo:

Il rappresentante dell'ONU in Afghanistan, Tom Koenigs, era sconvolto.

"Sono preoccupato specialmente dai rapporti che vedo di un gran numero di bambini tra i morti della bomba di oggi", ha detto in una dichiarazione". Tale assoluto disprezzo per delle vite innocenti è sconcertante e quelli che vi sono dietro devono essere ritenuti responsabili".

Capite? Il nemico è incivile, folle, essere umano a metà in contrasto ai crociati bianchi benevolenti e civilizzati che sacrificano così tanto nella lotta contro il male. L'articolo conclude:

"In Afghanistan questo anno vi sono stati 70 attacchi suicidi, in confronto con i quasi 140 di tutto il 2006. La maggior parte sono mirati alle forze di sicurezza ma solitamente le prime vittime sono i civili".

Dovrebbe essere rilevato che questi cosiddetti attentati suicidi sembrano essere un prodotto caratteristico delle agenzie di intelligence occidentali e dei loro regimi clienti. Nei mesi recenti abbiamo anche sentito molto su attentati suicidi sospetti che prendono a bersaglio civili in Pakistan, la cui agenzia di intelligence, ISI, ha stretti legami con la CIA.

In Cecenia vi sono stati 28 atti di attentati suicidi dal giugno 2000 al 2006. La differenza è che questi attacchi erano contro civili russi e non il loro popolo. Forse il punto determinante è che le squadre di controinsurrezione occidentali (USA/britanniche/israeliane) non sono coinvolte in questi attacchi perché non vogliono consegnare una vittoria ai russi. Certamente gli attentati suicidi demonizzerebbero i ribelli ceceni e procurare vantaggi propagandistici ai russi. Questo non è per dire che la Russia non sia impegnata nella sua controinsurrezione, è soltanto che gli attentati suicidi fasulli non sembrano formare una parte al centro della sua strategia.

Come sopra menzionato, durante 10 anni di occupazione russa dell'Afghanistan, non è stato eseguito nessun attentato suicida contro la popolazione afgana da parte degli insorti. Perché? Certamente non andava a vantaggio degli americani uccidere degli afgani che erano impegnati nell'uccidere i russi, al tempo il nemico fondamentale degli americani. Gli americani erano pesantemente coinvolti nel reclutare e rifornire gli insorti con tutti i tipi di armamento. Ora comunque, la situazione è diversa. In Afghanistan giova all'agenda americana massacrare quanti più civili afgani possibile sotto il velo di "attentati suicidi" talibani che fornisce la giustificazione perché le truppe stiano lì a combattere questo "male" fabbricato. In Iraq, l'obiettivo è lo stesso, con l'elemento aggiuntivo del desiderio dei neocon di distruggere la vera resistenza irachena dividendola ed alienandola dalla gente comune che appoggia la sua lotta contro un brutale occupante. Sembra che la tattica americana, israeliana e britannica in Iraq sia che se la gente comune irachena non sarà intimidita nell'accettare l'occupazione e respingere la vera resistenza sarà trucidata. Chiaro e semplice.

Allora, nonostante l'offerta di 1 milione di dollari, Joe Quinn può stare tranquillo che è improbabile che debba andare a parlare in banca molto presto.