WORKERS WORLD

 

 

‘Salvare l'industria automobilistica’: dietro la manipolazione politica

di Martha Grevatt il 22 settembre 2012

 

Detroit — Il salvataggio della Chrysler e della General Motors del 2009 è diventato una grande questione della campagna nella contesa per vedere quale candidato presidenziale conquisterà lo stato del Michigan. I democratici si prendono il merito di avere "salvato" le due società. I repubblicani sostengono che il salvataggio è stato un grosso pagamento alla United Auto Workers per avere sostenuto il presidente Barack Obama. Affermano che i "creditori garantiti" i poveri piccoli banchieri e gli hedge funds — hanno ricevuto un trattamento di seconda classe.

Nessuna versione di partito è confermata dai fatti.

I termini del prestito stesi dal Tesoro USA ed approvati dalla Auto Task Force della Casa Bianca Wall Street i cui membri sono stati raccolti da Wall Street e da altri istituti corporativi per la maggior parte erano identici a quelli presentati al Congresso dal Dipartimento del Tesoro dell'amministrazione Bush nel 2008 ed approvati dalla Camera e dal Senato.

Il salvataggio non ha dato nulla di nuovo al sindacato soltanto altri ritiri. I salari di secondo livello sono stati congelati per la vita del contratto, a metà della paga dei lavoratori assunti prima del settembre 2007. Il linguaggio con cui i lavoratori sottopagati ad un certo momento potrebbero muoversi ad una paga più elevata, posizioni "tradizionali" è stato eliminato.

Al mio precedente stabilimento Chrysler in Ohio, ci è stato raccontato di votare "si" per tenere aperta la fabbrica. Due giorni più tardi in violazione del contratto la società ha annunciato in tribunale che il nostro stabilimento ed altri sette sarebbero stati chiusi.

La Voluntary Employee Beneficiary Association è stata istituita per finanziare i benefici sanitari dei pensionati e per esonerare la società da ogni costo futuro dell'assistenza sanitaria dei pensionati. Il Tesoro di Bush aveva richiesto che le obbligazioni monetarie di Chrysler e GM verso la VEBA fossero ridotte del 50% e l'altra metà assegnata in azioni della società. Questo è come la VEBA è diventata proprietaria in parte della Chrysler. Non è come il presidente Obama ci abbia dato qualcosa per nulla.

La VEBA era già un rischio, con i suoi investimenti soggetti alle fluttuazioni di Wall Street. Nel 2009, le azioni Chrysler erano valutate zero. Essendo stato dimezzato il pagamento globale alla VEBA, il Tesoro ha aumentato il rischio che il fondo sanitario sarebbe fallito, lasciando i pensionati senza copertura. Inoltre, ora i termini del prestito danno alla nuova società 20 anni per pagare le sue obbligazioni monetarie, mettendo ulteriormente in pericolo il fondo.

La quota del 56,5% della VEBA in Chrysler era interamente in azioni ordinarie senza diritto di voto ed al fondo è stato permesso di nominare soltanto un membro del consiglio d'amministrazione della Chrysler. Per contrasto, alla società automobilistica italiana Fiat, alla quale è stata concessa una quota del 20% della Chrysler a nessun costo, è stato permesso di nominarne tre.

La Fiat ha proceduto come un bandito

Ora la Fiat è il proprietario di maggioranza. Come? In primo luogo, ricevendo un altro 15% gratuito per avere raggiunto certi "criteri". Il 15% delle azioni della Chrysler è stato trasferito alla Fiat dalla VEBA, ma alla VEBA non è stato pagato nulla per esso. Quindi con il reddito della VEBA generato da noi, i lavoratori la Fiat ha acquistato la quota detenuta dai governi USA, del Canada e dell'Ontario.

L'accordo ha inoltre dato alla Fiat i primi diritti di acquistare la rimanente quota VEBA per $5 miliardi, se la VEBA intendesse vendere. Ma, proprio ora, la Fiat sta acquistando una piccola parte delle azioni detenute dalla VEBA per un prezzo ancora più basso.

E' questo il presunto pagamento politico ai lavoratori ed ai pensionati che hanno costruito la società?

E cosa dire del trattamento di "seconda classe" degli obbligazionisti? Quasi tutto il debito della Chrysler era detenuto da quattro entità: JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Citigroup e Goldman Sachs. Un ammontare molto più piccolo dell'originale debito di $10 miliardi preso in prestito dal fondo d'investimento Cerberus nel 2007 dopo che aveva acquistato la società dalla Daimler — era suddiviso da alcune dozzine di hedge funds. Circa $3,1 miliardi del capitale erano già stati pagati, assieme a centinaia di milioni, se non miliardi, in diritti di servizio ed interessi.

Tutte le quattro banche e tutti eccetto tre fondi hanno concordato ai termini del prestito che assegna loro circa 30 centesimi per ogni dollaro dei rimanenti $6,9 miliardi di debiti. All'epoca, sul mercato obbligazionario il debito della Chrysler si vendeva per soltanto 15 centesimi al dollaro. Così questi finanzieri hanno ottenuto due volte il valore del loro investimento per nulla un trattamento non giusto!

Attacco bipartisan al movimento dei lavoratori

Ciò che è realmente accaduto è stato un attacco bipartisan alla UAW e, per estensione, all'intero movimento dei lavoratori. Il celebrato rimbalzo della Chrysler è basato su meno operai che fabbricano più veicoli ad una paga sostanzialmente inferiore. Questa è stata la nostra precondizione per "Salvare l'industria automobilistica".

Se vi è qualche differenza tra i due partiti politici, è che i repubblicani pensano che l'attacco dovrebbe essere portato oltre che il trasferimento di ricchezza dal lavoro al capitale non è stato sufficientemente grande.

I lavoratori dell'auto hanno bisogno di essere indipendenti da entrambe i partiti capitalisti e parte di un movimento impegnato a portare avanti l'interesse comune dei lavoratori e dei popoli oppressi nel mondo.

Basato su un discorso pronunciato dalla Grevatt  il 9 settembre all'Autoworker Speakout a Detroit.