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Gli
eventi delle ultime settimane in Siria
danno luogo a nuovi timori. Il 24 gennaio si è svolta una regolare
sessione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Grazie agli sforzi
della Russia, la situazione in Siria non è stata inclusa formalmente
nell'agenda, così la questione è stata considerata indirettamente.
L'agenda ufficiale era "La situazione
in Medio Oriente”.
Oscar Fernandez-Taranco,
assistente segretario generale per gli affari politici, ha
cominciato con la questione palestinese (preparazione di colloqui
comprensivi tra israeliani e palestinesi, intensificazione della
violenza nella striscia di Gaza ed in Cisgiordania), quindi è
passato senza difficoltà al confine Libano-Siria e quindi alla Siria
stessa.
O. Fernando-Taranto
ha attirato l'attenzione sull'insicurezza del
confine Libano-Siria e sul
fatto che a metà gennaio
sono stati registrati in Libano 5.660 profughi
siriani. Un buon inizio per arrivare ai colpevoli di una "catastrofe
umanitaria" che si avvicina
–
vale a dire le autorità siriane. Questo è il modo nel
quale il piano adottato il 22 gennaio dalla Lega Araba ha cominciato
a venire spinto attraverso il Consiglio di Sicurezza. Ma la sessione
è terminata senza accordo su nessuna risoluzione.
La Russia e la Cina
hanno assunto una posizione ferma contro l'intervento negli
affari interni siriani.
Il rappresentante russo al Consiglio di Sicurezza ha enfatizzato che
il Medio Oriente sta attraversando un periodo di trasformazione su
vasta scala ed ha richiesto l'autodeterminazione per i paesi della
regione. Ha affermato che i tentativi dall'esterno per esercitare il
controllo a distanza e portare al potere certi gruppi politici,
etnici e religiosi invece di altri per soddisfare gli interessi di
qualcuno potrebbero essere carichi delle più gravi conseguenze.
L'attuale situazione del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU è complessa. I membri sono divisi in due campi con ciascuno
che presenta la propria bozza di risoluzione. A quella presentata
dall'occidente è stato posto il veto da Russia e Cina il 4 ottobre
2011. La Russia ha preparato la propria risoluzione con la Cina che
si è associata nel processo di elaborazione poco più tardi. Qualche
tempo fa è stato annunciato che il Consiglio si sta occupando della
risoluzione dei
BRICS (1).
Dovrebbe osservarsi che tutti i paesi BRICS sono membri
del Consiglio di Sicurezza, oltre al Brasile (India e Sud Africa).
L'occidente e la Lega Araba hanno preso parte attiva alla
preparazione della sessione.
M.L. Bogdanov, vice ministro degli esteri russo
responsabile per la politica del Medio Oriente aveva ricevuto due
inviati alla volta: prima l'ambasciatore siriano a Mosca
R. Haddad (2)
e poi
Jeffrey D. Feltman, assistente segretario sostituto per gli
Affari del Vicino Oriente
(3) prima dell'evento. Incontrandosi con la
sua controparte USA ha posto speciale enfasi sul fatto che la
reazione della comunità mondiale ai processi interni nei singoli
stati dovrebbe essere responsabile e controllata al limite, mentre i
problemi rimanenti devono essere risolti con mezzi non violenti con
il Consiglio di Sicurezza dell'ONU che giochi un ruolo principale
nel
pace e sicurezza internazionale. Non importa che il ministro degli esteri russo abbia chiarito che la
Russia non aveva nessuna ragione per fare le scuse per forniture di
armi alla Siria. La Federazione Russa non rompe nessun accordo
internazionale, nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU, le vendite alla Siria non sono vietate dal diritto
internazionale (4). G. Feltman ha sollevato di nuovo la questione delle forniture di armi russe alla
Siria.
Alla conferenza stampa di
S.V.
Lavrov
è divenuto chiaro che la situazione siriana sta scivolando
gradualmente verso una soluzione militare. Ha dichiarato di avere
già sentito le invocazioni per ricorrere alla forza. Se qualcuno ha
preso la decisione di andare a qualche distanza per utilizzarla,
la Russia potrebbe appena interferire con essa. Ma si lascia
che sia iniziativa di quelli che cominciano e loro responsabilità.
Non riceveranno nessuna autorità dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU –
ha sottolineato Sergey Lavrov.
Ma l'assenza di sanzioni imposte da una risoluzione del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU fa andare in cerca di altre vie per raggiungere
l'obiettivo. La NATO ha cominciato a parlare di una “no fly zone”, non importa che tale passo non venga previsto da nessun atto legale
internazionale e che sia una violazione sfacciata della Carta
dell'ONU basata sul principio della sovranità degli stati; lo spazio
aereo è tanto parte del territorio sovrano quanto lo è la terra.
Il piano di "intervento regionale" da parte della Lega Araba o
di qualche membro dell'organizzazione sta iniziando a prendere
forma. Richiama l'attenzione sul fatto che è esattamente il momento
che il segretario generale dell'ONU
Ban Ki-Moon cominci a cercare nuovi motivi per
intervenire in Siria (e non soltanto in Siria). Questo è il periodo
in cui ha chiamato all'uso in pratica della teoria della
"responsabilità di proteggere" tanto spasso quanto potrebbe essere
in tutti i casi che "gli stati non riescono o non vogliono
addossarsi da soli le loro responsabilità" (5).
La teoria non è parte di nessun atto legale
internazionale. Di fatto vediamo prendere forma un genere di
diritto internazionale
non esistente effettivo con regole non stabilite da
niente eccetto proprio che dalla fantasia di qualche funzionario
internazionale più importante.
Anche le attività della Lega Araba fanno cercare nuove strade.
I principali iniziatori dell'avventura militare
– Qatar,
Arabia Saudita,
Bahrain e quelli che
si sono uniti a loro
– Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Oman hanno sbattuto la porta dopo che l'ultima
sessione della Lega ha preso la decisione di continuare la missione.
Hanno richiamato i loro osservatori della Missione della Lega Araba
in Siria (6).
Ma chiaramente non sono riusciti a
convincere gli altri partecipanti alla Missione a fare lo stesso. I
risultati delle attività della Missione non erano conformi alle
aspirazioni dei
“refuseniks”. Quindi il generale sudanese
Mohammed Ahmed Mustafa al-Dabi,
capo della missione, ha direttamente
affermato che la presenza degli osservatori della Lega Araba ha
avuto risultati positivi ed attenuato la violenza. Ha dichiarato che
con la missione sul terreno il numero degli scontri armati tra
l'opposizione armata e le forze governative ha cominciato a ridursi
gradualmente e che attualmente è arrivata effettivamente a zero (7).
Proprio così, mentre i membri della Missione della Lega Araba erano
in Siria hanno avuto luogo numerose svolte positive. Così il 28
dicembre 2011, sono stati liberati 912 prigionieri "politici" che
erano stati arrestati dopo il 15 marzo, cioè dopo che in Siria sono
iniziate attive attività terroristiche. ((8) L'8 gennaio il
presidente di quel paese ha liberato altri 552 uomini (9). Fino
allora più di duemilacinquecento prigionieri "politici" erano stati
liberati nel solo novembre. Per inciso, il 7 marzo 2011
Bashar Assad
ha dichiarato l'amnistia per tutti quelli
che erano stati arrestati fino a quella data. Durante questo periodo
vi sono state sette amnistie!
Deve essere particolarmente enfatizzato il ruolo della Turchia.
Non importa che vi siano fattori oggettivi di vecchie tensioni tra
Ankara e Damasco, sul terreno si deve presumere che la
Turchia sia pronta a prendere parte all'avventura. Non si
può escludere che prendendo parte ad un intervento armato in Siria
che è già cominciato (proprio nel modello di "situazione
strisciante"), la Turchia cerchi di evitare che lo stesso scenario
la riguardi. Non sono un caso gli strani fatti accaduti in Turchia
nel
2010-2011, quando alcune centinaia di generali e di
alti ufficiali sono stati arrestati in base al sospetto
di preparare alcuni (!) colpi di stato stato simultaneamente.
Per esempio, già l'8 gennaio di quest'anno ha avuto luogo un altro
arresto. Questa volta è stato il generale in alta posizione
Ilker Basbug.
Il motivo era lo stesso
- una cospirazione per rovesciare il
governo. Non occasionalmente il processo dell'ex presidente del
paese, generale
Kenan Evren, per il colpo di stato del 1980 è
cominciato in novembre dello scorso anno. Non è il momento giusto
per mettere sotto processo qualcuno per qualcosa fatto trentadue
anni fa?
Vi sono informazioni che
600 -1.500 mercenari libici sono
concentrati alla frontiera turco-siriana. Uno di loro è
Abdel Belhaj (per inciso, è una valida lezione per le
autorità siriane di non cedere ai "mediatori" internazionali e di
non fare amnistie per i terroristi). E' del tutto possibile che
Ankara sia disposta a sbarazzarsi di tale presenza. E'
evidente che la Turchia si stia tenendo in equilibrio sull'orlo di
una sua primavera araba.
E' soltanto la maniera dei media di presentare le informazioni
che le lascia salvare la faccia e fingere di godere di "visibile
stabilità".
Il governo siriano ha pubblicato una lista di stati dai
quali ha impedito rifornimenti illegali di armi (10) (tra loro,
Libano, Turchia, Iraq e Giordania) ma l'informazione non è diventata
oggetto di interesse per i media ed in modo misterioso non è inclusa
nei rapporti del segretario generale. E' soltanto il 26
gennaio che
Ban Ki-Moon non è potuto
restare zitto quando il capo della Croce Rossa siriana è stato
ucciso. Il segretario generale dell'ONU "ha condannato l'assassinio"
ma poi "ha chiesto alle autorità siriane di investigare"!. Quindi le
sue "condoglianze" sono state espresse in una tale maniera che
l'omicidio è sembrato come un'azione del governo siriano. Come
prima, non ha mai menzionato i terroristi che hanno commesso questo
atto! (11)
Il fallimento delle operazioni del
"Consiglio di Sicurezza dell'ONU" e degli "Stati della Lega Araba"
ha fatto che i membri della Lega venissero fuori con una nuova
"iniziativa". Il piano prevede "un trasferimento di poteri dal
presidente
Bashar Assad
al vicepresidente del paese e la formazione di un nuovo governo".
La delicatezza della situazione è accentuata dal fatto che in Siria
vi sono due vicepresidenti. Uno di loro
– Farouk ash-Shara,
era diventato un membro attivo del partito Baath persino prima
che
Bashar Assad
nascesse. E' stato ministro degli esteri quando
Bashar Assad
aveva soltanto vent'anni. La sostanza dell'iniziativa è di
distruggere la
leadership
dall'interno. L'idea è insidiosa sebbene proprio il fatto che venga
proposta dimostra che preserva l'unità. E' per questo che i nuovi
tentativi di distruggerlo continueranno senza sosta.
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(1)
Dichiarazione del ministro degli affari
esteri della FR, 18 gennaio 2012. http://www.mid.ru /brp_4.nsf/newsline
/2E2C9EBA19FF4BE14425798900637AEA
(2)
http://www.mid.ru/brp_4.nsf/newsline/069DE31B70A5905A4425798E005A243B
(3)
http://www.mid.ru/brp_4.nsf/newsline/069DE31B70A5905A4425798E005A243B
(4)
http://www.mid.ru/brp_4.nsf/newsline/2E2C9EBA19FF4BE14425798900637AEA
(5) http://www.un.org/russian/news/fullstorynews.asp?newsID=16806
(6)
См.: http://www.fondsk.ru/news/2012/01/24/saudovskaja-aravija-i-ee-sojuzniki-pokidajut-siriu.html
(7)
http://www.fondsk.ru/news/2012/01/23/glava-missii-lag-schitaet-chto-ona-uluchshila-situaciu-v-sirii.html
(8)
Lettera del rappresentante permanente siriano all'ONU al segretario
generale dell'ONU ed al presidente del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU, // documento ONU: S/2012/1 (5 gennaio 2012).
(9)
Lettera del rappresentante permanente siriano all'ONU al segretario
generale dell'ONU ed al presidente del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU, // documento ONU: S/2012/36 (16 gennaio 2012)
(10)
Lettera del rappresentante permanente siriano all'ONU al segretario
generale dell'ONU ed al presidente del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU ed al presidente della Commissione del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU,
istituita in conformità alla risoluzione 1373 (2001) sulla lotta al terrorismo. // documento ONU::
S/2011/707 (15 novembre 2011)
(11)
Comunicato stampa ONU. 26 gennaio 2012
года: http://www.un.org/ russian/news
/fullstorynews.asp? newsID= 16859
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