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Siria: in cerca di vie per rendere legale l'aggressione

Alexander MEZYAEV | 28.01.2012

 

Gli eventi delle ultime settimane in Siria danno luogo a nuovi timori. Il 24 gennaio si è svolta una regolare sessione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Grazie agli sforzi della Russia, la situazione in Siria non è stata inclusa formalmente nell'agenda, così la questione è stata considerata indirettamente.

L'agenda ufficiale era "La situazione in Medio Oriente”. Oscar Fernandez-Taranco, assistente segretario generale per gli affari politici, ha cominciato con la questione palestinese (preparazione di colloqui comprensivi tra israeliani e palestinesi, intensificazione della violenza nella striscia di Gaza ed in Cisgiordania), quindi è passato senza difficoltà al confine Libano-Siria e quindi alla Siria stessa. O. Fernando-Taranto ha attirato l'attenzione sull'insicurezza del confine Libano-Siria e sul fatto che a metà gennaio sono stati registrati in Libano 5.660 profughi siriani. Un buon inizio per arrivare ai colpevoli di una "catastrofe umanitaria" che si avvicina vale a dire le autorità siriane. Questo è il modo nel quale il piano adottato il 22 gennaio dalla Lega Araba ha cominciato a venire spinto attraverso il Consiglio di Sicurezza. Ma la sessione è terminata senza accordo su nessuna risoluzione. La Russia e la Cina hanno assunto una posizione ferma contro l'intervento negli affari interni siriani. Il rappresentante russo al Consiglio di Sicurezza ha enfatizzato che il Medio Oriente sta attraversando un periodo di trasformazione su vasta scala ed ha richiesto l'autodeterminazione per i paesi della regione. Ha affermato che i tentativi dall'esterno per esercitare il controllo a distanza e portare al potere certi gruppi politici, etnici e religiosi invece di altri per soddisfare gli interessi di qualcuno potrebbero essere carichi delle più gravi conseguenze.

L'attuale situazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU è complessa. I membri sono divisi in due campi con ciascuno che presenta la propria bozza di risoluzione. A quella presentata dall'occidente è stato posto il veto da Russia e Cina il 4 ottobre 2011. La Russia ha preparato la propria risoluzione con la Cina che si è associata nel processo di elaborazione poco più tardi. Qualche tempo fa è stato annunciato che il Consiglio si sta occupando della risoluzione dei BRICS (1). Dovrebbe osservarsi che tutti i paesi BRICS sono membri del Consiglio di Sicurezza, oltre al Brasile (India e Sud Africa).

L'occidente e la Lega Araba hanno preso parte attiva alla preparazione della sessione. M.L. Bogdanov, vice ministro degli esteri russo responsabile per la politica del Medio Oriente aveva ricevuto due inviati alla volta: prima l'ambasciatore siriano a Mosca R. Haddad (2) e poi Jeffrey D. Feltman, assistente segretario sostituto per gli Affari del Vicino Oriente (3) prima dell'evento. Incontrandosi con la sua controparte USA ha posto speciale enfasi sul fatto che la reazione della comunità mondiale ai processi interni nei singoli stati dovrebbe essere responsabile e controllata al limite, mentre i problemi rimanenti devono essere risolti con mezzi non violenti con il Consiglio di Sicurezza dell'ONU che giochi un ruolo principale nel pace e sicurezza internazionale. Non importa che il ministro degli esteri russo abbia chiarito che la Russia non aveva nessuna ragione per fare le scuse per forniture di armi alla Siria. La Federazione Russa non rompe nessun accordo internazionale, nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, le vendite alla Siria non sono vietate dal diritto internazionale (4).  G. Feltman ha sollevato di nuovo la questione delle forniture di armi russe alla Siria.

Alla conferenza stampa di S.V. Lavrov è divenuto chiaro che la situazione siriana sta scivolando gradualmente verso una soluzione militare. Ha dichiarato di avere già sentito le invocazioni per ricorrere alla forza. Se qualcuno ha preso la decisione di andare a qualche distanza per utilizzarla, la Russia potrebbe appena interferire con essa. Ma si lascia che sia iniziativa di quelli che cominciano e loro responsabilità. Non riceveranno nessuna autorità dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha sottolineato Sergey Lavrov. Ma l'assenza di sanzioni imposte da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU fa andare in cerca di altre vie per raggiungere l'obiettivo. La NATO ha cominciato a parlare di una “no fly zone”, non importa che tale passo non venga previsto da nessun atto legale internazionale e che sia una violazione sfacciata della Carta dell'ONU basata sul principio della sovranità degli stati; lo spazio aereo è tanto parte del territorio sovrano quanto lo è la terra.

Il piano di "intervento regionale" da parte della Lega Araba o di qualche membro dell'organizzazione sta iniziando a prendere forma. Richiama l'attenzione sul fatto che è esattamente il momento che il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon cominci a cercare nuovi motivi per intervenire in Siria (e non soltanto in Siria). Questo è il periodo in cui ha chiamato all'uso in pratica della teoria della "responsabilità di proteggere" tanto spasso quanto potrebbe essere in tutti i casi che "gli stati non riescono o non vogliono addossarsi da soli le loro responsabilità" (5). La teoria non è parte di nessun atto legale internazionale. Di fatto vediamo prendere forma un genere di diritto internazionale non esistente effettivo con regole non stabilite da niente eccetto proprio che dalla fantasia di qualche funzionario internazionale più importante.

Anche le attività della Lega Araba fanno cercare nuove strade. I principali iniziatori dell'avventura militare – Qatar, Arabia Saudita, Bahrain e quelli che si sono uniti a loro – Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Oman hanno sbattuto la porta dopo che l'ultima sessione della Lega ha preso la decisione di continuare la missione. Hanno richiamato i loro osservatori della Missione della Lega Araba in Siria (6). Ma chiaramente non sono riusciti a convincere gli altri partecipanti alla Missione a fare lo stesso. I risultati delle attività della Missione non erano conformi alle aspirazioni dei  “refuseniks”. Quindi il generale sudanese Mohammed Ahmed Mustafa al-Dabi, capo della missione, ha direttamente affermato che la presenza degli osservatori della Lega Araba ha avuto risultati positivi ed attenuato la violenza. Ha dichiarato che con la missione sul terreno il numero degli scontri armati tra l'opposizione armata e le forze governative ha cominciato a ridursi gradualmente e che attualmente è arrivata effettivamente a zero (7). Proprio così, mentre i membri della Missione della Lega Araba erano in Siria hanno avuto luogo numerose svolte positive. Così il 28 dicembre 2011, sono stati liberati 912 prigionieri "politici" che erano stati arrestati dopo il 15 marzo, cioè dopo che in Siria sono iniziate attive attività terroristiche. ((8) L'8 gennaio il presidente di quel paese ha liberato altri 552 uomini (9). Fino allora più di duemilacinquecento prigionieri "politici" erano stati liberati nel solo novembre. Per inciso, il 7 marzo 2011 Bashar Assad ha dichiarato l'amnistia per tutti quelli che erano stati arrestati fino a quella data. Durante questo periodo vi sono state sette amnistie!

Deve essere particolarmente enfatizzato il ruolo della Turchia. Non importa che vi siano fattori oggettivi di vecchie tensioni tra Ankara e Damasco, sul terreno si deve presumere che la Turchia sia pronta a prendere parte all'avventura. Non si può escludere che prendendo parte ad un intervento armato in Siria che è già cominciato (proprio nel modello di "situazione strisciante"), la Turchia cerchi di evitare che lo stesso scenario la riguardi. Non sono un caso gli strani fatti accaduti in Turchia nel 2010-2011, quando alcune centinaia di generali e di alti ufficiali sono stati arrestati in base al sospetto di preparare alcuni (!) colpi di stato stato simultaneamente. Per esempio, già l'8 gennaio di quest'anno ha avuto luogo un altro arresto. Questa volta è stato il generale in alta posizione Ilker Basbug. Il motivo era lo stesso - una cospirazione per rovesciare il governo. Non occasionalmente il processo dell'ex presidente del paese, generale Kenan Evren, per il colpo di stato del 1980 è cominciato in novembre dello scorso anno. Non è il momento giusto per mettere sotto processo qualcuno per qualcosa fatto trentadue anni fa?

Vi sono informazioni che 600 -1.500 mercenari libici sono concentrati alla frontiera turco-siriana. Uno di loro è Abdel Belhaj (per inciso, è una valida lezione per le autorità siriane di non cedere ai "mediatori" internazionali e di non fare amnistie per i terroristi). E' del tutto possibile che Ankara sia disposta a sbarazzarsi di tale presenza. E' evidente che la Turchia si stia tenendo in equilibrio sull'orlo di una sua primavera araba. E' soltanto la maniera dei media di presentare le informazioni che le lascia salvare la faccia e fingere di godere di "visibile stabilità".

Il governo siriano ha pubblicato una lista di stati dai quali ha impedito rifornimenti illegali di armi (10) (tra loro, Libano, Turchia, Iraq e Giordania) ma l'informazione non è diventata oggetto di interesse per i media ed in modo misterioso non è inclusa nei rapporti del segretario generale. E' soltanto il 26 gennaio che Ban Ki-Moon non è potuto restare zitto quando il capo della Croce Rossa siriana è stato ucciso. Il segretario generale dell'ONU "ha condannato l'assassinio" ma poi "ha chiesto alle autorità siriane di investigare"!. Quindi le sue "condoglianze" sono state espresse in una tale maniera che l'omicidio è sembrato come un'azione del governo siriano. Come prima, non ha mai menzionato i terroristi che hanno commesso questo atto! (11)

Il fallimento delle operazioni del "Consiglio di Sicurezza dell'ONU" e degli "Stati della Lega Araba" ha fatto che i membri della Lega venissero fuori con una nuova "iniziativa". Il piano prevede "un trasferimento di poteri dal presidente Bashar Assad al vicepresidente del paese e la formazione di un nuovo governo". La delicatezza della situazione è accentuata dal fatto che in Siria vi sono due vicepresidenti. Uno di loro – Farouk ash-Shara, era diventato un membro attivo del partito Baath persino prima che Bashar Assad nascesse. E' stato ministro degli esteri quando Bashar Assad aveva soltanto vent'anni. La sostanza dell'iniziativa è di distruggere la leadership dall'interno. L'idea è insidiosa sebbene proprio il fatto che venga proposta dimostra che preserva l'unità. E' per questo che i nuovi tentativi di distruggerlo continueranno senza sosta.

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(1) Dichiarazione del ministro degli affari esteri della FR, 18 gennaio 2012. http://www.mid.ru /brp_4.nsf/newsline /2E2C9EBA19FF4BE14425798900637AEA
(2) http://www.mid.ru/brp_4.nsf/newsline/069DE31B70A5905A4425798E005A243B
(3) http://www.mid.ru/brp_4.nsf/newsline/069DE31B70A5905A4425798E005A243B
(4) http://www.mid.ru/brp_4.nsf/newsline/2E2C9EBA19FF4BE14425798900637AEA
(5) http://www.un.org/russian/news/fullstorynews.asp?newsID=16806
(6)
См.: http://www.fondsk.ru/news/2012/01/24/saudovskaja-aravija-i-ee-sojuzniki-pokidajut-siriu.html
(7) http://www.fondsk.ru/news/2012/01/23/glava-missii-lag-schitaet-chto-ona-uluchshila-situaciu-v-sirii.html
(8)
Lettera del rappresentante permanente siriano all'ONU al segretario generale dell'ONU ed al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, // documento ONU: S/2012/1 (5 gennaio 2012).
(9)
Lettera del rappresentante permanente siriano all'ONU al segretario generale dell'ONU ed al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, // documento ONU: S/2012/36 (16 gennaio 2012)
(10)
Lettera del rappresentante permanente siriano all'ONU al segretario generale dell'ONU ed al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU ed al presidente della Commissione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, istituita in conformità alla risoluzione 1373 (2001) sulla lotta al terrorismo. // documento ONU:: S/2011/707 (15 novembre 2011)
(11)
Comunicato stampa ONU. 26 gennaio 2012 года: http://www.un.org/ russian/news /fullstorynews.asp? newsID= 16859