
Perché dovreste sostenere l'opposizione all'occupazione U.S.A. dell'Iraq
Il diritto di resistere
di Eric Ruder
2 luglio 2004
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NEI giorni precedenti il termine del 30 giugno per il "passaggio" dei poteri in Iraq dagli occupanti USA al governo ad interim da loro scelto attentamente, le forze della resistenza irachena hanno attaccato in una città dopo l'altra le truppe USA e quelle collaborazioniste irachene. L'ondata di attacchi, a Falluja, Ramadi, Baquba, Mosul e Baghdad ha ucciso più di 100 persone e ne ha ferito altre centinaia. A Baquba, città 30 miglia a nordest di Baghdad, i combattenti della resistenza sono riusciti a spingere le forze USA alla periferia della città, un risultato che ricorda la sconfitta delle truppe USA a Falluja in aprile. "Questa mattina qui si è combattuto molto", ha detto Abdel Humam, un cittadino di Baquba. "I combattenti per la libertà qui hanno preso il controllo di tutto e scacciato gli americani dalla città". ERIC RUDER risponde alle vostre domande sulla crescente opposizione all'occupazione USA dell'Iraq e spiega perché chiunque abbia interesse nella giustizia e nella libertà in Iraq dovrebbe sostenere il diritto degli iracheni a resistere. - - - - - - - - - - - - - - - Cosa c'è dietro la recente offensiva? La resistenza irachena colpisce le truppe USA ed anche gli iracheni che collaborano con gli americani, per discreditare il trasferimento dei poteri del 30 giugno dalla Coalition Provisional Authority USA ad un altro governo scelto dagli USA. Ma la data del 30 giugno è solamente un bersaglio simbolico. La resistenza è alimentata dal risentimento contro gli USA che cresce sin dall'inizio dell'occupazione. Primo, vi è il passo tortuosamente lento della ricostruzione che ha lasciato gli iracheni peggio che sotto il governo di Saddam Hussein. Ciò spiega in parte perché alcuni dei più feroci combattimenti recentemente erano concentrati a Baquba. "Dalla caduta del regime in questa città non è stato stanziato un solo penny", ha detto Awf Abdul Rida Ahmad, il sindaco di un sobborgo di Baquba. Secondo, l'offensiva USA per contenere, catturare od uccidere i partigiani iracheni durante l'ultimo anno, ha alimentato la rabbia tra gli iracheni. Le rivelazioni dello scandalo della tortura a Abu Ghraib hanno fatto infuriare la gente in tutto l'Iraq, ma lo hanno fatto anche le quotidiane operazioni delle forze USA. I rastrellamenti casa per casa, le perquisizioni alle donne irachene condotte da soldati maschi e l'uccisione di civili ai posti di controllo sono solamente alcune delle ingiustizie sofferte da molti iracheni. Quando gli USA si scontrano con la resistenza, i loro utilizzo indiscriminato di forza letale, come mitragliare a bassa quota grandi aree di Baquba con elicotteri Apache, ha soltanto spinto più gente ad unirsi alla resistenza. Da chi è composta la resistenza? I funzionari USA in vario modo incolpano dell'opposizione armata in Iraq i "combattenti stranieri". I "fedeli di Saddam" ed i "terroristi islamici". L'idea che dei combattenti stranieri siano i responsabili della maggior parte della resistenza, o persino di una frazione di questa, è facile da dissipare. Secondo Juan Cole, docente di storia del Medio Oriente all'Università del Michigan ed esperto della resistenza irachena, vi sono approssimativamente 25.000 combattenti della resistenza che partecipano almeno occasionalmente a delle azioni. Cole sospetta che al massimo da 400 a 500 combattenti vengano da fuori dell'Iraq, una piccola cifra se comparata a quella dei combattenti iracheni. Di quei 25.000, una manciata potrebbe professare lealtà verso il prigioniero Saddam Hussein. Sotto Saddam, i musulmani sunniti, che sono circa il 20% della popolazione dell'Iraq, erano il gruppo più potente, mentre, la popolazione sciita irachena, che conta per il 60% della popolazione, era in gran parte estromessa dal potere economico e politico. Ma molti partigiani delle roccaforti sunnite, come Falluja, non sono realmente pro-Saddam tanto quanto siano nazionalisti iracheni che si identificano anche con altre vittime dell'imperialismo USA, come il palestinese capo di Hamas Sceicco Ahmed Yassin, assassinato il 22 marzo dalle forze israeliano. Infatti, i partigiani che il 31 marzo hanno ucciso in un'imboscata a Falluja i quattro mercenari americani dipendenti della Blackwater hanno detto che il loro attacco è stato una rappresaglia per l'assassinio di Yassin. Gli USA hanno risposto ferocemente, circondando Falluja di filo spinato e mettendo la città sotto assedio, bombardando edifici e con cecchini che sparavano a chiunque osasse uscire allo scoperto. A Falluja le forze USA hanno massacrato almeno 600 persone, metà delle quali donne e bambini. Ma la resistenza non è stata sconfitta e, entro due settimane, ha costretto le truppe USA a ritirarsi alla periferia della città. Quando gli ufficiali USA hanno passato il potere ad un ex generale dell'esercito di Saddam hanno provato a comportarsi come se il nuovo accordo fosse uno sviluppo favorevole. Ma la verità è che Falluja è diventata una zona dove le truppe USA non possono andare e che ora la città è controllata proprio dagli stessi partigiani che hanno cacciato gli americani. Da quando è cominciata l'occupazione USA, questo episodio più di ogni altro ha aumentato il prestigio della resistenza irachena ed ha dimostrato che era possibile affrontare le forze USA e vincere. Inoltre, la brutalità dell'assalto americano a Falluja ha incoraggiato una crescente unità tra sunniti e sciiti, una cosa che un anno prima sarebbe stata impensabile. "Il quartiere sciita di Kazimiyah a Baghdad ha una vecchia rivalità con il suo vicino, il relativamente elegante quartiere sunnita di Azamiyah", ha scritto Cole nell'edizione di maggio di Le Monde Diplomatique. "Ma hanno messo da parte la loro inimicizia per raccogliere un convoglio di 60 camion di aiuti e l'8 aprile si sono diretti verso Falluja. Le folle che lo accompagnavano sventolavano manifesti dello Sceicco Yassin e di Moqtada al-Sadr. Gli sventurati marines USA hanno dovuto farli passare". Il religioso sciita Moqtada al-Sadr è emerso come il principale capo della resistenza tra gli sciiti ma, come nel caso di Falluja, è stato l'attacco USA all'esercito Mahdi di Sadr che ha accresciuto il suo prestigio ed il suo ruolo, elevandolo a livello di una figura nazionale. Sadr, la cui base di sostegno è nei quartieri poveri attorno a Baghdad, rappresenta un'ala dell'opposizione religiosa agli USA. L'Ayatollah Ali al-Sistani rappresenta forze di opposizione sciite più moderate. Gli USA hanno cercato di corteggiare Sistani per avere il suo sostegno con promesse di potere nel nuovo Iraq. Nel frattempo, Washington ha chiuso il quotidiano di Sadr, ha emesso un ordine di cattura contro di lui ed ha spietatamente cercato di uccidere lui ed i suoi miliziani. Gli USA hanno deciso per una strategia di confronto aperto con Sadr il giorno dopo che questi il 2 aprile dichiarò che "l'Iraq e la Palestina hanno lo stesso destino". In risposta, Sadr, che prima aveva ordinato alla sua milizia di non aprire il fuoco sulle truppe USA, ha lanciato la sua insurrezione. Ciò ha fatto guadagnare a Sadr molto rispetto, persino tra coloro a cui non piace il suo marchio di fondamentalismo islamico. "Personalmente Moqtada non mi piace", ha detto al Washington Post Haidar Abbas, residente a Sadr City. "Guardate ciò che ha fatto, tanti mandati a morire contro i carri armati americani. Ma, naturalmente, ciò che dice è vero. Cosa ci hanno portato gli americani? Stiamo peggio che mai. Moqtada vuole che se ne vadano, e chi può disputare ciò?" Che dire della presenza di al Qaeda in Iraq? Recentemente gli USA hanno emesso un costante flusso di accuse che degli operativi di al Qaeda leali ad Osama bin Laden siano attivi in Iraq. Ma le prove non sostengono questa affermazione. "Bin Laden ha una politica generale di non mettere risorse in situazioni che siano già in subbuglio", ha detto Cole ad Asia Times Online. "Le mie informazioni sono che bin Laden non è interessato all'Iraq". Storicamente, il regime secolare di Saddam Hussein si è opposto ferocemente alla corrente wahabita dell'Islam di bin Laden. Se oggi vi sono delle forze di al Qaeda in Iraq è solamente perché l'intervento USA ha creato un terreno fertile per il reclutamento. Qual'è il carattere della resistenza? Nonostante la recente ondata di attacchi, il grado di coordinamento e comando centralizzato della resistenza è ancora ad un basso livello. In questa fase, la resistenza generalmente è formata da piccole cellule operanti indipendentemente l'una dall'altra. "Stiamo parlando di persone che sono l'equivalente dei Minutemen," ha detto Bruce Hoffman, un consigliere dei funzionari USA a Baghdad, riferendosi alle milizie della Rivoluzione Americana, formate da civili che potevano essere mobilitati con un minuto di preavviso. Prendono le loro armi per entrare in combattimento e quindi tornano alle loro case e fattorie. Questo rende tutto così fluido. E gli intermediari funzionano come un banditore, come i richiami dal minareto". Gli USA hanno le forze armate meglio equipaggiate al mondo per eseguire un assalto frontale contro una forza militare convenzionale, il che spiega perché le forze armate di Saddam siano state sconfitte così rapidamente nelle settimane seguenti l'invasione dello scorso anno. Ma combattere contro un esercito guerrigliero è una cosa totalmente differente. Combinato con le intrinseche difficoltà di combattere una resistenza che gode del sostegno della popolazione locale, e che può facilmente disperdersi nella popolazione se confrontata da forze soverchianti, i funzionari USA sono anche inciampati nella loro ignoranza della cultura araba ed in una catena di grossolani errori strategici, come sottostimare la resistenza di Falluja. Come in altri conflitti dove una forza occupante tenta di schiacciare una resistenza nazionale, gli USA sono frustrati dalla loro incapacità di individuare un bersaglio. "Non possiamo trovare...una particolare struttura di comando e controllo che porti ad uno o due o tre nodi particolari", ha detto il Ten. Gen. Thomas Metz. "Ma sono fiducioso che vi siano dei capi tanto ricchi da continuare...a pagare la gente per fare affari". Comunque, per gli USA il problema è che l'obiettivo politico di privatizzare l'economia dell'Iraq e farne una vetrina della potenza USA ha spinto molti dirigenti di impresa iracheni a sostenere la resistenza, peggiorando a sua volta il problema militare. Per esempio, i sunniti ricchi di Falluja hanno finanziato la resistenza perché l'abolizione delle restrizioni al capitale straniero per loro significa la rovina economica. Si rendono conto che più la resistenza è violenta, meno le società straniere saranno invogliate ad investire in Iraq. Dovremmo sostenere gli iracheni quando resistono con le armi all'occupazione? Una maniera di rivolgersi a questo interrogativo è riconoscere che gli iracheni non hanno avuto altra scelta che resistere usando le armi, perché le forze armate USA hanno risposto con grande brutalità a dimostrazioni pacifiche e ad altre forme di resistenza politica. Poche settimane dopo l'invasione, Falluja è stato il luogo di uno dei primi massacri di dimostranti disarmati uccidendone 17 e ferendone altri 70 quando le truppe USA hanno aperto il fuoco contro gente che intonava "No a Saddam! No agli USA!". Il diritto di lottare per l'autodeterminazione usando le armi è parte del diritto internazionale ed è largamente riconosciuto come un diritto legittimo per i popoli che vivono sotto la dominazione straniera. Dunque, i funzionari USA hanno cercato di demonizzare gli iracheni che resistono. Essi affermano che i "crudeli" iracheni non hanno nessun rispetto per la vita umana e comprendono soltanto il linguaggio della forza. Perciò gli USA non hanno nessuna alternativa all'intensificazione della violenza. "La natura di questa cultura è tale che contro di loro non si può vincere una guerra di logoramento", ha detto il Col. Robert Abrams. "E' un circolo di violenza, nella famiglia vi sarà sempre qualcuno che prenderà le armi. A meno che non si uccida troppa gente, il che naturalmente non abbiamo mai voluto fare". Che ipocrita! Gli USA hanno già ucciso decine di migliaia di civili iracheni solamente nell'ultima fase di una guerra militare ed economica che risale fino al 1990. Il numero totale delle vittime di Washington in Iraq è ben al di sopra del milione. Quanti altri in più sarebbero "troppi"? Negli USA il 4 luglio è il giorno dell'indipendenza, una celebrazione della guerra per rovesciare il dominio coloniale britannico. Naturalmente, i rivoluzionari americani, così cari ai Bush, ai Cheney ed ai Rumsfeld, usarono i metodi della guerriglia di resistenza per cacciare i britannici. Nel 1775 il Gen. Brig. britannico Hugh Percy scrisse al re che era "esasperato dalla crudeltà e dalla barbarie dei ribelli, che prendevano lo scalpo e tagliavano le orecchie ad alcuni dei feriti che cadevano nelle loro mani". Tutte le guerre di guerriglia per cacciare una potenza straniera hanno cercato di fiaccare la volontà degli aspiranti occupanti con una combinazione di velocità, mobilità, ferocia e la capacità di mescolarsi alla popolazione civile. Le forze USA non possono pretendere di agire in autodifesa. Il primo colpo è proprio la loro presenza in Iraq. Se la resistenza irachena cacciasse gli americani dall'Iraq sarebbe un importante insuccesso per l'agenda di Bush e per quella dell'imperialismo USA. Questa per noi sarebbe una tremenda vittoria, rendendo agli USA molto più difficile scegliere un nuovo bersaglio in Medio Oriente od altrove per cercare di imporre la loro volontà. Una sconfitta degli USA salverà innumerevoli vite, comprese quelle dei soldati americani usati da Bush e dalle corporations che lo sostengono per combattere guerre dove rischiano tutto e non guadagnano niente. La resistenza irachena agli USA sta crescendo in numeri ed esperienza ogni giorno che passa. L'unica questione è quanto tempo gli americani resteranno prima che decidano che il prezzo è troppo alto, e su quali termini se ne andranno. Per salvare delle vite degli iracheni come quelle dei soldati americani, è adesso il momento di porre fine all'occupazione e di portare a casa le truppe. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Reprinted for fair use only |