MR

ZINE

 

14.04.09

In Thailandia le Camicie Rosse affrontano la forza armata

delle elite dominanti
di Giles Ji Ungpakorn

 

Per la quarta volta in quarant'anni, a Bangkok le truppe hanno aperto il fuoco sui dimostranti per la democrazia. Ogni volta il motivo è stato lo stesso: proteggere gli interessi delle elite conservatrici che da 70 anni dirigono la Thailandia.

Per coloro che guardano l'assassinio a sangue freddo da parte dei soldati sulle strade di Bangkok, potrebbero essere tentati semplicemente a ritenere che l'attuale caos sia soltanto su diverse magliette colorate e sostenitori di differenti partiti politici, come se fossero delle immagini speculari l'uno dell'altro. Non è questa la situazione.

Ciò che stiamo vedendo in Thailandia dalla fine del 2005 è una crescente guerra di classe tra i poveri e le vecchie elite. Naturalmente non è una pura guerra di classe. A causa del vuoto a sinistra nel passato, dei politici milionari e populisti come Taksin Shinawat sono riusciti a munire di leadership i poveri. I poveri urbani e rurali, che formano la maggior parte dell'elettorato, sono le Camicie Rosse. Vogliono il diritto di scegliere il loro governo democraticamente eletto. Hanno iniziato come sostenitori passivi del governo del Thai Rak Thai di Thaksin. Ma ora hanno costituito un movimento di cittadini nuovo di zecca per ciò che chiamano "Vera Democrazia". Per loro, "Vera Democrazia" significa la fine della a lungo accettata "Dittatura tranquilla" dei generali dell'esercito e del Palazzo. Questa situazione ha permesso ai generali, ai consiglieri del Re nel Consiglio Privato ed alle elite conservatrici di comportarsi come se fossero al di sopra della Costituzione. Le leggi di lesa maestà e la repressione intermittente sono state utilizzate per ridurre al silenzio l'opposizione. Anche prima del 2006 queste elite hanno agito in maniera lampante contro i risultati elettorali organizzando un colpo di stato militare, utilizzando i tribunali per sciogliere due volte il partito di Taksin ed appoggiando la violenza della folla dei realisti delle Camicie Gialle nelle strade. L'attuale governo del non correttamente chiamato Partito Democratico è stato diretto in posizione dall'esercito.

La maggior parte di quelli nel movimento delle Camicie Rosse appoggiano Taksin per delle valide ragioni. Il suo governo ha introdotto molte moderne politiche a favore dei poveri. Compreso il primo sistema di sanità universale della Thailandia. Tuttavia le Camicie Rosse non sono soltanto dei fantocci di Taksin. Vi è un rapporto dialettico tra Taksin e le Camicie Rosse. La sua leadership fornisce incoraggiamento e fiducia nella lotta. Nondimeno le Camicie Rosse sono auto-organizzate in gruppi di comunità e ed alcuni mostrano frustrazione per la scarsità di leadership progressista di Taksin, specialmente per la sua insistenza che continuino ad essere "leali" alla Corona. Negli ultimi giorni, le Camicie Rosse hanno mostrato segni di auto-leadership ad un tale limite che i vecchi politici delle Camicie Rosse corrono per stare al passo. Sta crescendo un movimento repubblicano. Molti thai che pendono a sinistra come me non sono sostenitori di Taksin. Ci siamo opposti ai suoi abusi dei diritti umani. Ma siamo l'ala sinistra del movimento dei cittadini per la Vera Democrazia.

Le Camicie Gialle sono monarchici conservatori. Alcuni hanno tendenze fasciste. Le loro guardie portano ed usano armi da fuoco. Lo scorso anno hanno appoggiato il colpo di stato del 2006, distrutto il Palazzo del Governo e bloccato l'aeroporto internazionale. Dietro di loro c'era l'esercito. E' per questo che le truppe non hanno mai sparato alle Camicie Gialle. E' per questo che l'attuale Primo Ministro thai, educato ad Oxford ed Eton, non ha fatto nulla per punire le Camicie Gialle. Dopo tutto, ne ha nominati alcuni nel proprio gabinetto. Gli scopi delle Camicie Gialle sono di ridurre il potere di voto dell'elettorato per proteggere le elite conservatrici e le "cattive vecchie maniere" di guidare la Thailandia. Vedono come una minaccia l'aumentata autorità del cittadino e propongono una dittatura dell'"Ordine Nuovo", dove al popolo sia permesso votare, ma la maggior parte dei parlamentari e dei posti pubblici non siano disponibili per elezione. Sono sostenuti dai media mainstream thai, dalla maggior parte degli accademici della classe media e persino da leader delle ONG. Negli ultimi anni le ONG hanno disonorato loro stesse parteggiando per le Camicie Gialle o restando in silenzio di fronte al generale attacco alla democrazia. Nonostante l'essere ben intenzionate, la loro penuria di politica le ha rilassate e sono state attirate sempre più verso destra.

Quando parliamo del "Palazzo" dobbiamo fare una distinzione tra il Re e tutti quelli che lo circondano. Il Re è sempre stato debole e mancante di qualsiasi principio democratico. Il Palazzo è sempre stato utilizzato per legittimare dittature passate e presenti. Come "forza stabilizzatrice", la monarchia ha collaborato soltanto a stabilizzare gli interessi dell'elite. Il Re non ha mai avuto il coraggio di difendere la democrazia o di fermare la violenza dei militari. L'immensamente ricco Re è anche contrario a qualsiasi redistribuzione della ricchezza. La Regina è una reazionaria estrema. Comunque, la vera gente con il potere tra le elite thai sono l'esercito ed i funzionari statali di alto rango.

Se si vogliono comprendere e giudicare le azioni violente che hanno luogo in Thailandia, vi è bisogno di senso della storia e di prospettiva. La prospettiva è necessaria per distinguere tra il danneggiare la proprietà e ferire o uccidere persone. Con questa prospettiva, è chiaro i violenti sono le Camicie Gialle e l'esercito. Il senso della storia aiuta a spiegare perché i cittadini delle Camicie Rosse ora esplodono di rabbia. Hanno dovuto sopportare lo stivale dei militari, il furto ripetuto dei loro diritti democratici, i continui atti di violenza contro di loro ed il generale insulto dei media mainstream e dell'accademia. Se continuano a resistere, nell'esercito potrebbero comparire delle spaccature. Durante i quattro anni passati i cittadini thai sono diventati altamente politicizzati. I soldati comuni, reclutati da famiglie povere, appoggiano le Camicie Rosse.

La posta in gioco è molto alta. Qualsiasi compromesso comporta il rischio dell'instabilità, poiché non soddisferà quasi nessuno. Le vecchie elite potrebbero voler concludere un accordo con Taksin per trattenere le Camicie Rosse dal diventare totalmente repubblicani. Ma, qualunque cosa accada, la società thai non può ritornare ai vecchi tempi. Le Camicie Rosse rappresentano milioni di thai che si sono stufati degli interventi in politica del Palazzo e dei militari. Come minimo vorranno una monarchia costituzionale non politica. Si spera che le Camicie Rosse continueranno a muoversi a sinistra durante questo turno di lotta.


Guardando alla crisi della Thailandia: il bisogno di stabilire alcuni standard fondamentali
di Giles Ji Ungpakorn

Quando si osservano e si commentano i recenti fatti in Thailandia, gli osservatori devono aggrapparsi ad alcuni principi fondamentali. Questi sono:

1. Nessun governo in nessuna parte del mondo ha il diritto di utilizzare le truppe di abbattere a colpi di arma da fuoco i dimostranti nelle strade, specialmente quando non portano armi da fuoco. L'uso dell'esercito da parte del governo Abhisit per uccidere gente a sangue freddo è una soverchieria. Non è "limitazione" e neppure "l'applicazione della regola della legge". Questo mette il governo thai allo stesso livello della giunta birmana ed anche le loro armi sono le stesse. . .attaccarsi al potere illegittimo e proteggere gli interessi dei privilegiati.

2. Se degli osservatori vogliono pontificare sulla "regola della legge", allora devono per prima cosa denunciare l'illegale colpo di stato militare del 2006. la mancanza di imparzialità e di responsabilità del potere giudiziario nello sciogliere il TRT ed il PPP, la conquista del Palazzo del Governo e degli aeroporti da parte del PAD, l'utilizzo di armi da fuoco e di bombe da parte del PAD, le bustarelle e le minacce illegali per manovrare i Democratici al potere, le bande illegali delle Camicie Blu appoggiate dal governo che portano armi da fuoco ed il ruolo illegale ed extracostituzionale del Palazzo e del consiglieri del Re nel frustrare il funzionamento della democrazia. Nessuno dei suddetti casi è stato punito.

3. Vi è una chiara linea di separazione tra democrazia e dittatura. La "democrazia stile thai" è un mito dell'elite. I Gialli hanno ripetutamente trascurato di rispettare i desideri democratici della maggioranza della popolazione. Vogliono più posizioni pubbliche decretate e meno potere per l'elettorato. Vogliono un "Ordine nuovo". Vogliono la censura. Sostengono la draconiana legge della lesa maestà che soffoca il diritto fondamentale alla libertà di espressione. I Rossi possono non essere degli angeli, ma vogliono un genuino processo democratico senza interferenze dei militari, dei consiglieri del Re o del Palazzo. Preferirebbero impiegare la più democratica Costituzione del 1997 piuttosto che quella attuale redatta dai militari.

4. La collera delle Camicie Rosse negli ultimi giorni non è venuta fuori dal nulla. Dal 2006 la maggioranza dei thai viene continuamente maltrattata politicamente da parte delle Camicie Gialle dell'elite, dai media mainstream e dagli accademici della classe media. Quando vengono mostrate le fotografie di Camicie Rosse che fracassano l'automobile del primo ministro, è disonesto e cattivo giornalismo non spiegarlo.

5. La maggioranza delle Camicie Rosse sostiene Taksin, non perché piace loro "adulare", ma perché il suo governo ha reso un sistema di sanità universale ed altre misure a favore dei poveri. I Democratici ed i Gialli dall'inizio si sono opposti a queste politiche e sapevano di conseguenza di non poter vincere le elezioni popolari. E' per questo che hanno avuto bisogno di un colpo di stato.

6. La maggior parte dell'elite thai è corrotta, specialmente i generali dell'esercito ed i politici. Perché distinguere solamente Taksin? Occorre punirli tutti o nessuno affatto.

7. L'intera elite thai appoggia l'uso della violenza di stato, che sia nel sud, nella guerra alla droga o contro dimostranti disarmati. Taksin deve prendersi la responsabilità di grandi abusi dei diritti umani mentre era primo ministro. Così deve il resto dell'elite, incluso Abhisit ed i generali. Vi è una lunga storia di crimini dello stato thai e bisogna sfidare questo. Possiamo cominciare con il denunciare l'assassinio a sangue freddo da parte delle truppe nelle strade di Bangkok questo aprile.

 


Giles Ji Ungpakorn è docente associato alla facoltà di scienze politiche dell'Università Chulalongkorn, Bangkok, Thailandia. Entrambe "In Thailandia le Camicie Rosse affrontano la forza armata delle elite dominanti" e "Guardando alla crisi della Thailandia: il bisogno di stabilire alcuni standard fondamentali" sono prima comparsi nel suo blog il 13 aprile 2009. nbsp; Scaricate il libro di Ungpakorn A Coup for the Rich: Thailand’s Political Crisis (2007) a </www.isj.org.uk/docs/CFRbook.pdf>.