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Obama a Detroit

Ritorno sulla scena del crimine

30 luglio 2010

 

Oggi il presidente Obama visita due stabilimenti automobilistici dell'area di Detroit per sessioni di fotografie destinate a pubblicizzare la presunta inversione di tendenza dell'industria dell'auto un anno dopo il salvataggio di General Motors e Chrysler. Con la disoccupazione a lungo termine a livelli mai visti dalla Grande Depressione, l'amministrazione indicherà il rimbalzo dei profitti e le limitate assunzioni come prova di una "ripresa economica".

Giovedì in un'intervista, Obama si è vantato che tutti i fabbricanti d'auto stavano registrando profitti. "Riavremo indietro tutto il denaro che abbiamo investito nelle società automobilistiche", ha dichiarato. Il presidente ha affermato che l'industria aveva aggiunto 55.000 posti di lavoro dal giugno 2009, la cifra maggiore in un decennio. Comunque, ha tralasciato di osservare che questo sia meno del 10% dei 615.000 posti di lavoro che il settore aveva perduto nei 18 mesi precedenti.

L'apparizione del presidente allo stabilimento di assemblaggio di Hamtramck-Detroit della GM ed allo stabilimento di assemblaggio di North Jefferson della ChryslerChrysler ha il carattere di un criminale che ritorna sulla scena del crimine. Il rimbalzo nei profitti dell'industria automobilistica è stato basato sul ridimensionamento brutale dell'industria e su un marcato incremento dello sfruttamento della classe operaia. La Casa Bianca ha ordinato questo attacco per conto dei più potenti interessi di Wall Street.

I pochi operai che vengono assunticompresi i 1.300 allo stabilimento Jeep della Chrysler—sono pagati la metà del salario guadagnato dai lavoratori automobilistici alcuni anni fa. Ricevono un reddito annuale di $28.000prima che siano dedotte le imposte e centinaia di dollari di contributi sindacaliappena sopra la soglia di povertà del governo per una famiglia di quattro persone.

Non essendo affatto un difensore dei lavoratori dell'auto, Obama ha respinto gli iniziali piani di recupero di GM e Chrysler—che includevano tagli draconiani a posti di lavoro, salari ed indennitàper non andare abbastanza lontano. Ha minacciato di liquidare le società a meno che attuassero una "fondamentale ristrutturazione", richiedendo ai "lavoratori che hanno già fatto dolorose concessioni di fare ancora di più".

Operando in combutta con la United Auto Workers, l'amministrazione ha obbligato i due fabbricanti d'auto ad un "fallimento regolato", nel quale hanno chiuso dozzine di stabilimenti, eliminato 31.000 dei posti di lavoro continui e stipendiati della GM e scartato modelli e marchi di lunga data. Il ridimensionamento ha anche portato alla chiusura di centinaia di concessionarie d'auto. Decine di migliaia di lavoratori dell'auto e connessi all'auto negli USA, assieme ad altre migliaia in Canada ed Europa, sono stati gettati nelle file della disoccupazione.

Obama arriva in Michigan dove il tasso ufficiale di disoccupazione del 13,2% è il secondo peggiore nel paese. Nel primo trimestre del 2010, il numero di famiglie dello stato che ricevono assistenza alimentare si è impennato del 27% sullo stesso periodo del 2009, a quasi 29.000. Il tasso di disoccupazione reale a Detroit è del 50%.

Come parte di un programma promosso dall'amministrazione Obama, a Detroit dozzine di scuole pubbliche vengono chiuse ed il sindaco della città sta tracciando dei piani per chiudere un divario di bilancio di $300 milioni tagliando i salari dei lavoratori pubblici e chiudendo interi quartieri giudicati troppo poveri per ricevere i servizi cittadini.

Questa, secondo Obama, è una ripresa economica.

I fabbricanti d'auto di Detroit hanno davvero ottenuto una ripresa nei profitti. La GM, che nel primo trimestre ha guadagnato $1,2 miliardi, si prevede lanci una Offerta Pubblica Iniziale delle sue azioni possedute dal governo entro la fine dell'anno. La IPOuna delle maggiori nella storia societaria USAprocurerà centinaia di milioni, se non miliardi, in commissioni per JPMorgan Chase e Morgan Stanley, le due società di Wall Street scelte dal Tesoro USA per sottoscrivere l'accordo.

Dal primo istante, il salvataggio dell'industria automobilistica è stato concepito per avvantaggiare l'elite finanziaria. Ciò era chiaro dal personale scelto per guidare la Auto Task Force. Lo"Zar dell'auto" Steven Rattner, uno scambista di una società finanziaria senza nessuna esperienza precedente nell'industria automobilistica, aveva accumulato una fortuna personale di più di $600 milioni, principalmente attraverso "smantellare e cambiare" società in difficoltà. Attualmente rischia sanzioni dalla Security and Exchange Commission per un intrigo di bustarelle per ottenere investimenti remunerativi dal fondo pensioni dello Stato di New York.

Questi sono i parassiti sociali che hanno chiesto ai lavoratori dell'auto di accettare "concessioni dolorose"di congelare i salari, di eliminare l'indennità di carovita e le protezioni nei reparti produttivi per i lavoratori attuali e di togliere le cure dentistiche ed oculistiche ai lavoratori pensionati.

Soprattutto, l'amministrazione Obama ha chiesto una drastica e permanente riduzione dei salari di tutti i futuri lavoratori. Questa richiesta si è estesa oltre l'accordo con la UAW per accettare un taglio a $14 l'ora (da $24) per i lavoratori "non-nocciolo", cioè non-produzione. Secondo un recente resoconto del Washington Post, l'amministrazione Obama ha insistito perché il salario più basso sia imposto a tutti i nuovi lavoratori. "Nel fare così, l'amministrazione è andata ben oltre i tagli alla paga che avevano concepito i fabbricanti di automobili", ha riferito il Post. "'Dalla prospettiva dei costruttori, i lavoratori della linea dovevano sempre ricevere $28 l'ora', ha dichiarato una fonte consueta ai negoziati ed all'opinione dei costruttori automobilistici". Comunque, la Casa Bianca ha richiesto che "la tariffa di $14 come un modo per abbassare i costi del lavoro complessivamente per essere competitivi", ha riferito la fonte.

Per decenni, i salari conquistati dai lavoratori dell'auto hanno fatto salire gli standard generali di vita di tutti i lavoratori. Con il suo attacco ai lavoratori dell'auto l'amministrazione Obama ha stabilito un precedente per una campagna di taglio di salari per tutta l'economia. La "ripresa" economica sarà basata su livelli di disoccupazione permanentemente più alti, sull'abbassamento del "consumo" e sul raddoppio delle esportazioni, che sarà ottenuto chiudendo il divario salariale tra i lavoratori americani ed i loro brutalmente sfruttati omologhi in Asia ed in America Latina.

Nel tentativo di distruggere i risultati conquistati attraverso la lotta di classe di generazioni di lavoratori, la classe dominante americana conta sui continui servizi della UAW e del resto della burocrazia sindacale, che negli ultimi tre decenni sono serviti come forza di polizia del lavoro delle aziende e del governoe che ora possiedono una quota consistente delle stesse società automobilistiche.

In una dichiarazione pubblicata giovedì, il recentemente installato presidente della UAW Bob King ha acclamato l'amministrazione Obama ed ha applaudito ai rapporti sui profitti alla Ford, alla Chrysler ed alla GM, affermando che "essi dimostrano quello che è possibile con relazioni cooperative e collaborative".

Tra i lavoratori automobilistici vi è l'odio inveterato per tutti coloro che li sfruttanodai milionari dirigenti dell'auto e speculatori di Wall Street ai loro politicanti comprati e pagati in entrambe i partiti del grande capitale, ai corrotti servitori della UAW. Prima piuttosto che dopo vi saranno nuove esplosioni di resistenza, particolarmente da una nuova generazione di lavoratori dell'auto, che farà rinvenire le potenti tradizioni della solidarietà e della lotta di classe della classe lavoratrice americana.

Questo scontro richiede nuove organizzazioni di lottaorganizzate in opposizione alla UAWe lo sviluppo di una nuova strategia e di un programma politico per combattere l'amministrazione Obama, entrambe i partiti della grande impresa ed il sistema del profitto capitalista che difendono. Una simile strategia deve rifiutare il nazionalismo economico ed il corporativismo della UAW. Deve essere fondata sulla lotta per l'unità internazionale di tutti i lavoratori contro le società automobilistiche transnazionali e per la trasformazione socialista degli USA e dell'industria automobilistica globale in un'impresa pubblica, democraticamente e collettivamente posseduta dalla classe lavoratrice.

Jerry White

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