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Gli ebrei israeliani stanno massacrando di nuovo i palestinesi. I sionisti incolpano i rappresentanti eletti dei palestinesi: Hamas. Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha demonizzato il movimento palestinese: “Hamas è un'organizzazione terrorista e nessuno è immune". In collusione, la Casa Bianca ha incolpato Hamas, come ha fatto il governo del Canada. I funzionari governativi negli USA, in Canada ed in Europa hanno detto la stessa frase zoppicante: "Israele ha il diritto di difendersi", come se il massacro che viene attuato da una potenza militare mondiale contro una popolazione affamata possa essere interpretato come un qualche tipo di difesa. Israele, il trasgressore del diritto internazionale più frequentemente citato al mondo, uno stato razzista, uno stato di occupazione costruito tramite la violenza ed il genocidio al rallentatore viene riconosciuto come avere il diritto di difendere la propria criminalità. Questo è assurdo; non vi è nessun diritto di un regime di occupazione di difendere la propria occupazione. Comunque, la Palestina ha il diritto di resistere all'occupazione! Lo scrittore israeliano Gideon Levy ha chiamato le azioni di Israele un crimine di guerra, ma anche lui accusa Hamas: "Nella sua stoltezza, Hamas ha attirato questo su se stesso e sul suo popolo, ma ciò non giustifica la risposta esagerata di Israele".1 Hamas sceglie di tener duro e di resistere all'occupazione piuttosto che inginocchiarsi davanti ad Israele. Sembra che per Levy la resistenza sia insensata. Levy sottintende che Israele aveva il diritto di reagire — ha solamente esagerato. In questo modo, Levy ha descritto Israele come il reagente e Hamas come il provocatore. Ciò è falso.2 Levy tenta di presentare Israele come innocente per il lancio di razzi di Hamas — come se tutti i crimini violenti contro i palestinesi che ha riferito non fossero mai accaduti prima dei razzi da Gaza. Ciò che asseriscono i critici di Hamas — senza mostrare prove — è che Hamas (o qualsiasi palestinese, per ciò che concerne) sia dietro il lancio di rachitici razzi da Gaza. Comunque, anche se Hamas fosse dietro al lancio dei razzi, e con questo!? Hamas, è il rappresentante eletto dei palestinesi. I palestinesi hanno il diritto legale all'autodeterminazione. Hanno il diritto morale di resistere all'occupazione. Comunque, il diritto di resistere deve essere anche riconosciuto come un diritto legale.3 E' assurdo disputare che non vi sia nessun diritto legale di resistere all'atto illegale dell'occupazione — una ovvia negazione del diritto all'autodeterminazione. La storia lo conferma. I primi americani non rivendicarono il diritto di resistere al colonialismo inglese?4 Gli europei non avevano il diritto di lanciare attacchi di guerriglia ai regimi di occupazione nazisti? Perché Levy nega questo diritto ai palestinesi? Se le tattiche di resistenza dei palestinesi siano nel loro miglio interesse è discutibili. Tuttavia, lo stato ebraico non è mai stato perplesso di evocare pretesti per i suoi atti criminali. Demonizzare Hamas In un recente articolo,5 mi sono opposto alla demonizzazione di Hamas da parte di Levy. Come voce israeliana "benevola" o moderata, Levy, intenzionalmente o involontariamente, ha rinforzato il pretesto per la distruzione accumulata su Gaza. Uno scrittore sostenitore dei diritti dei palestinesi ha respinto la critica dello scritto di Levy. Paulo de Rooij ha scritto che "Questa rappresentazione di Gideon Levy è piuttosto ingiusta, trascura di apprezzare il coraggio di Levy, …”6 De Rooij sistema un circolo: prima di analizzare e criticare il contenuto dello scritto di qualcuno, si deve prima riconoscere del coraggio. No, non ho detto che Levy sia stato coraggioso ma neppure ho affermato che sia stato codardo. Non ho fatto nessuna descrizione di Levy. Mi sono concentrato solamente su ciò che ha scritto. Quando si scrive per un pubblico di lettori, solitamente ci si può aspettare che ci sarà qualcuno in disaccordo ed alcune persone esprimeranno il loro disaccordo. Per questi scopi, vi sono linee di condotta per la trattazione appropriata e razionale ampiamente accettate. De Rooij afferma che l'articolo "trascura di comprendere il suo valore nel contesto israeliano ed attacca una delle più benevole personalità israeliane". Si, in Israele Levy va contro il flusso poiché riferisce che i palestinesi sono degli esseri umani e che soffrono. Gli israeliani sanno della sofferenza dei palestinesi e ciò certamente non causa nessuna manifestazione massiccia di vergogna o di simpatia per le loro vittime palestinesi. De Rooij scrive spesso del linguaggio e di come venga distorto nel suo uso, nondimeno pretende che l'articolo "attacca" Levy, sebbene da nessuna parte nell'articolo abbia mai criticato la persona Levy; mi sono solamente occupato del contenuto di ciò che ha scritto. Criticare la parola scritta non è attaccare la persona. Lo scrittore suggerisce che "Forse attaccare alcuni dei perniciosi sionisti sarebbe stato più proficuo". Sostengo che i più perniciosi sionisti sono ovvi e non hanno bisogno di essere rivelati; comunque, sono preoccupato di quegli individui dei media che sembrano dei progressisti e tuttavia scrivono propaganda sionista. Ho dissentito da Levy che calunniava Hamas. Ha demonizzato Hamas. E' giusto questo? Dovrebbe Levy dell'occupante stato ebraico stare a criticare la resistenza all'occupazione? Il critico scrive che "Nonostante il fatto che Levy dia prova di alcune contraddizioni, ha reso un grande servizio alle vittime palestinesi. Principalmente a causa della cronaca di Levy (e di Hass), gli israeliani non possono dire 'non sapevamo'. E' soltanto a causa di alcune delle sue contraddizioni che qualcuno dovrebbe esortare i lettori a scartare i suoi scritti"? Chi ha suggerito che gli scritti di Levy dovrebbero essere scartati? Egli sostiene che "Si, Levy esibisce alcune contraddizioni — lo fanno anche la maggior parte di noi — ma è semplicemente assurdo trattare male qualcuno che dovrebbe chiaramente essere considerato stare dalla 'nostra' parte". Chiaramente? Chi decide quale è la "nostra" parte? Sostengo che vi sono coinvolti dei chiari principi: (1) l'espropriazione di un popolo indigeno o di altri coloni legittimi è un crimine contro l'umanità, nella sua forma peggiore – un genocidio; (2) l'occupazione del territorio di un popolo indigeno e di coloni legittimi è criminale, e (3) le vittime dell'espropriazione e dell'occupazione hanno il diritto di resistere e ricuperare il loro territorio e di liberarsi dai loro occupanti. Levy tralascia la (1) e la (3). Se l'espropriazione dei palestinesi dal loro territorio era sbagliata nel 1967, allora perché era giusta nel 1948? Perché Levy nega l'inalienabile diritto di resistere all'espropriazione, all'occupazione, all'umiliazione ed alla violenza? E' questa la parte degli attivisti della giustizia sociale? De Rooij asserisce "maltrattamento" di Levy nell'articolo. Se è così, allora dovrebbe indicare un esempio di tale maltrattamento. Egli fa ulteriormente ricerche in ciò che sembra essere la malignità. La natura della malignità è di essere oscura. Parla di impostori attivisti, di "carrette che portano i condannati al patibolo", di "idiozia" e di salto del cerchio. Non ho mai immaginato che domandare aderenza al diritto internazionale potesse essere uguagliato a richiedere a qualcuno di saltare un cerchio, e se attivisti contro la guerra, attivisti per la giustizia sociale non possono chiedere la semplice aderenza alle norme del diritto internazionale, allora cosa possono chiedere? Parole? Le parole sono importanti, ma non sono queste ciò che erano Oslo e la Roadmap? Dove ha portato questo i palestinesi? Concorda che Levy mostra delle contraddizioni ed anche io concordo che Levy compia della cronaca eccellente. Non è la cronaca eccellente con la quale sono in divergenza. Sono preoccupato che lo scritto di Levy che serve i sionisti vada contro le aspirazioni dei palestinesi. Vale a dire che i palestinesi hanno votato in modo schiacciante per Hamas. Demonizzando Hamas nel suo scritto, Levy offre aiuto agli estremisti israeliani che strangolano Gaza, sebbene non sia d'accordo con i metodi criminali. Gli israeliani militanti potrebbero indicare i suoi scritti ed affermare che persino Levy è contro Hamas. Quanto benevolo è questo? Quanto questo aiuta i palestinesi? Pare che l'attacco di Rooij sia fondato sul suo assunto che gli scritti di certe persone siano sopra la critica. Ovviamente non sono uno di loro. Ciò è eccellente perché rifiuto la nozione che gli scritti di chiunque siano oltre l'analisi logica, la confutazione e la critica. Il progressismo si fonda su dei principi. Quando gli scrittori progressisti esitano sui principi, quando si abbandonano interamente a minore malvagismo piuttosto insolito, si presenta il pericolo di un pendio sdrucciolevole. L'uguaglianza dei popoli è un principio fondamentale. Tutti gli scrittori sono uguali. Ogni parola di uno scrittore deve essere aperta allo scrutinio ed alla contestazione — e dove lo scritto è sospetto, deve essere aperto all'opposizione. Sebbene i progressisti possano avere delle divergenze, alla fine, ciò che è importante è la solidarietà per i diritti degli oppressi. Il palestinesi vengono di nuovo massacrati. I palestinesi hanno gli stessi diritti che hanno tutti gli altri popoli e questi diritti devono essere sostenuti. Tra questi diritti vi deve essere il diritto di resistere a tutte le forme di oppressione. 1. Gideon Levy, “The neighborhood bully strikes again,” Haaretz, 27 dicembre 2008. Quanto accurata è la sua descrizione dello stato ebraico — "prepotente del vicinato"? Sarebbe stato appropriato chiamare lo stato nazista un "prepotente del vicinato"? 2. Israele ha violato il cessate il fuoco il 4 novembre. Ciò ha permesso di intensificare la situazione fino ai suoi attuali massacri. “Israel Breaches Gaza Ceasefire: Invades, Kills 7, Seizes Many,” From Occupied Palestine, With Love, 5 novembre 2008. 3. Diakonia, un'organizzazione ecclesiastica svedese sullo sviluppo sostenibile, riconosce il diritto di resistere con mezzi non violenti, ma reputa che in base al diritto umanitario internazionale non vi è nessuna menzione esplicita del diritto di un popolo occupato di resistere ad una occupazione. Ingela Karlsson, “Resistance to Israeli occupation – a right?” Diakonia, 24 ottobre 2006. 4. Naturalmente, resistere al colonialismo britannico non ha dato agli americani il diritto di espropriare i popoli indigeni del paese. 5. Kim Petersen, “Talk Is Cheap, Human Life Is Not: Justice and Freedom for Palestinians Now!” Dissident Voice, 22 dicembre 2008. 6. Paul de Rooij, “Commentary on Talk Is Cheap, Human Life Is Not,” Palestine: Information with Provenance. Kim Petersen is co-editor of Dissident Voice. He can be reached at: kim@dissidentvoice.org. |
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