JOHN RIDDELL   MARXIST ESSAYS AND COMMENTARY 

 

 

Come hanno resistito all'austerità i rivoluzionari del tempo di Lenin

26 aprile 2012

 

Il crollo economico spinge i lavoratori alla fame ed all'indigenza. Le potenze straniere estorcono enormi pagamenti, costringendo l'economia nazionale verso la bancarotta. Il governo obbliga i lavoratori a pagare i costi della crisi capitalista.

Questa descrizione della Grecia del 2012 è ugualmente valido per la Germania del 1921.

Come dovrebbe rispondere ad un simile collasso un partito dei lavoratori? Le proposte del Partito Comunista Tedesco (KPD) includevano un semplice approccio alla politica fiscale: tassate coloro che possiedono la ricchezza produttiva del paese.

Allora il KPD era un membro dell'Internazionale Comunista, la cui leadership comprendeva V.I. Lenin, Leon Trotsky e Gregory Zinoviev.

La proposta di tassazione del KPD ricevette parole senza convinzione dai due partiti socialdemocratici del paese e dai leader sindacali. Comunque, hanno invitato tutte le organizzazioni dei lavoratori ad unirsi in un'azione concertata per ottenere questa pretesa. Poiché la valuta tedesca era indebolita dall'inflazione galoppante, i comunisti proposero di tassare la ricchezza ed i beni materiali.

L'approccio del KPD alla tassazione è spiegato nel seguente articolo dello storico tedesco Florian Wilde. — John Riddell

Non i poveri, ma i ricchi dovrebbero pagare!

Le proposte di tassazione dei comunisti tedeschi 90 anni fa
di Florian Wilde

La storia è sempre la stessa: i forzieri dello stato sono vuoti. In Germania, 90 anni fa, questo sollevò la questione su chi dovesse pagare per il debito pubblico crescente rapidamente, che era stato provocato dai pagamenti delle riparazioni ai vincitori della Prima Guerra Mondiale stabilite dal Trattato di Versailles.

Verso la fine del 1921, fu compiuto il tentativo di spostare il carico del debito alla classe lavoratrice attraverso imposte sulle vendite più alte. Il Partito Comunista Tedesco si oppose a questo, pretendendo invece un incremento delle imposte sulla ricchezza e la confisca di beni. Per attuare queste richieste, il KPD impiegò la sua strategia del Fronte Unito, che era stata adottata al congresso del partito a Jena nell'agosto del 1921.

Il principio informatore dietro alla politica fiscale dei comunisti, scrisse il presidente del KPD Ernst Meyer in Rote Fahne, il giornale del partito, era di "impedire il deterioramento dei livelli di vita delle vaste masse" e di "spostare l'intero carico fiscale sulla classe dei possidenti". Per questa ragione, i rappresentanti parlamentari del KPD avrebbero "resistito a tutte le tasse che peggioravano i livelli di vita del proletariato". In contrasto agli altri partiti, avrebbero cercato principalmente di "fare pressione sul governo e sulla borghesia per impedire le imposte [sui consumi] con tutti i mezzi extraparlamentari".

Se i comunisti non fossero stati in grado di impedire le nuove imposte, avrebbero intensificato la lotta per salari più alti, dichiarò Meyer. Il compito principale del KPD era di "utilizzare tutte le forze proletarie per questa lotta extraparlamentare". Per questo fine, il partito sarebbe anche stato disposto ad appoggiare le proposte inadeguate di altri partiti dei lavoratori "se queste proposte forniscono una base per iniziare le lotte e così accelerare la costituzione di un Fronte Unito dell'intero proletariato contro i capitalisti". Per Meyer, la lotta per "obiettivi parziali" era perciò collegata all'"obiettivo finale" dei comunisti, come sottolineò alla conferenza del partito in novembre. "Combattiamo le tasse", dichiarò, "allo scopo di spostare l'equilibrio delle forze".

Ciò che il KPD intendeva nel 1921 con la sua richiesta di confiscare beni era che lo stato espropriasse una quota di azioni, obbligazioni, proprietà terriere, fabbriche e miniere. Questo è come dovrebbero essere saldati i debiti e come salari più alti e dovrebbe essere finanziata una politica sociale attiva. Questa richiesta, si sperava, avrebbe reso possibile per tutti i lavoratori unirsi in azioni difensive comuni, specialmente dato che i sindacati ed il Partito Socialdemocratico (SPD) erano noti per proposte simili.

Il KPD propose l'unione ed i comitati esecutivi dell'SPD una mobilitazione coordinata della classe lavoratrice allo scopo di implementare la confisca dei beni come pure per difendere la giornata lavorativa di otto ore ed il diritto di sciopero.

Nel suo notiziario nazionale, la leadership centrale del KPD spiegò che la confisca dei beni era "una scintilla per accendere lotte rivoluzionarie con obiettivi limitati e per allargare queste lotte dallo scontro sulle tasse ai confronti generali con la borghesia". Questa spiegazione era a maggior ragione necessaria perché la campagna per la confisca dei beni era lungi dal non controversa persino nel KPD. Il fianco sinistro del partito la definiva inadeguata e riformista e così criticava nettamente la leadership centrale.

In un articolo per Inprekorr, il giornale del Comintern, Meyer controbatteva che le richieste di confisca dei beni erano dichiaratamente non "puramente comuniste o, di per se stesse, rivoluzionarie. Possono essere sostenute ed avanzate da tutte le organizzazioni dei lavoratori. Ma il tentativo di implementarle significa l'intensificazione della lotta di classe contro tutti i partiti della borghesia, che si opporranno alla realizzazione di queste richieste con tutto il loro potere.... Il tentativo di implementarle significa anche il rifiuto di qualsiasi coalizione con la borghesia e, inoltre, presagisce la sostituzione del governo parlamentare borghese con uno puramente socialista".

Così, la politica del Fronte Unito veniva propagata come realpolitik rivoluzionaria. L'obiettivo era di sollevare delle richieste che fossero nell'interesse dell'intera classe lavoratrice, che fossero condivise anche da altre organizzazioni dei lavoratori e che necessitavano un confronto intensificato con il capitale. Queste richieste dovevano essere realizzate soprattutto con l'azione extraparlamentare, andando oltre l'ambito della politica socialdemocratica centrata sul parlamento.

Pubblicato per la prima volta in tedesco in Neues Deutschland: Sozialistische Tageszeitung, 31 dicembre 2011. Questa traduzione di Daniel Tucker-Simmons è apparsa per la prima volta nella versione di copia a stampa di Socialist Review (aprile 2012). Florian Wilde è uno storico residente a Berlino e membro di Die Linke. La traduzione viene qui pubblicata con il permesso di Socialist Review e dell'autore.