WORKERS WORLD

 

Repressione a Wall Street

I contestatori smascherano il ruolo dello stato

di Tony Murphy
New York

Pubblicato il 28 settembre 2011

 

Gli eventi della scorsa settimana hanno reso facile capire che viene considerato un criminale sotto il sistema per il profitto conosciuto come capitalismo.

Oggi, dove sono gli architetti della guerra in Iraq, che hanno mentito sulle armi di distruzione di massa e torturato la gente ad Abu Ghraib? In giro a presentare libri oppure a godersi il collocamento a riposo.

Cosa è accaduto agli speculatori di Wall Street che hanno provocato l’epidemia di pignoramenti, costretto le persone ad uscire dalle proprie case e fatto a pezzi l’economia? Naturalmente, il governo li ha salvati.

Tuttavia, come sono stati trattati gli attivisti del movimento Occupy Wall Street quando il 24 settembre hanno marciato per le strade di New York per protestare contro la guerra, la disoccupazione ed il razzismo? Sono stati attaccati, colpiti da pugni, soffocati, avvelenati con il gas lacrimogeno, accecati con lo spray al pepe ed arrestati dalla polizia.

Quel giorno sono stati gettati in prigione più di 100 dimostranti. Due giorni più tardi, dal 26 settembre, molti non erano stati ancora rilasciati.

Dal momento in cui centinaia di attivisti si sono concentrati allo Zuccotti Park a Manhattan inferiore per una protesta che prendeva di mira la borsa di New York e quindi hanno marciato per due miglia sino a Union Square, il Dipartimento di Polizia di New York li ha tormentati.

Mentre al principio i poliziotti rimuovevano marciatori singoli e li arrestavano uno ad uno, la folla è cresciuta a più di 1.000. Mentre poi la protesta ha lasciato Union Square per dirigersi indietro allo Zuccotti Park, i poliziotti si sono mossi violentemente per interrompere l'intera cosa. Tiravano pugni, spruzzavano spray al pepe e bastonavano la gente sul volto. Utilizzando delle gigantesche reti arancione per bloccare l'accesso della 12^ Strada tra l'University Place e la 5^ Avenue, hanno diviso la marcia.

Poliziotti in uniforme ed in borghese gettavano la gente a terra o la facevano inciampare e la prendevano a calci. Internet è piena zeppa di fotografie e di video che mostrano la brutale repressione poliziesca.

Le sofferenze provocate da Wall Street e dal sistema per il profitto stanno costringendo la gente a scendere in strada nelle città per tutto il paese, sia che occupi i distretti finanziari di New York, Dallas o Chicago, sia che protesti per l'esecuzione di Troy Davis.

Si scontra sempre più contro la polizia, i tribunali ed il sistema carcerario a cui i marxisti si riferiscono collettivamente come lo stato.

La campagna contro l'esecuzione di Davis è stata una protesta diretta del più palese esercizio dello stato e della sua implacabile oppressione di afroamericani, latini e lavoratori immigrati. Lo stato della Georgia ha asserito il suo diritto di uccidere comunque Davis, in presenza della testimonianza ritrattata da sette testimoni, della mancanza di prove fisiche e forensi e di un movimento mondiale.

Raduni, marce e veglie per Troy Davis hanno fatto parte della protesta di Occupy Wall Street  del governo corporativo. Questa dimostrazione cruciale di solidarietà con la lotta contro l'oppressione razzista è necessaria, mentre peggiora la crisi della disoccupazione.

Mentre l'economia si contrae e la produzione capitalista si ferma, la classe dominante è sempre meno disposta che mai ad offrire qualsiasi concessione. Dal Wisconsin a New York alla Grecia, il messaggio dei banchieri è: Accettate i tagli, i licenziamenti ed i pignoramenti o proverete la collera dei poliziotti e dei tribunali che proteggono noi miliardari.

L'esecuzione di Troy Davis può far sembrare che sia impossibile sfidare lo stato. Ciò che può cambiare questo è migliorare l'equilibrio delle forze nella lotta. Già il movimento di occupazione di strada USA, che è iniziato a New York, si sta diffondendo in altre città.

Se questo movimento in sviluppo continua ad esercitare la solidarietà nella lotta contro il razzismo, le altre forme di oppressione e nella lotta per i posti di lavoro allora il movimento ha una probabilità.