|
Il presidente del Comitato Centrale del Partito
Comunista
Gennady Zyuganov
crede che la Russia abbia ancora bisogno di aiutare la Siria.
"Dobbiamo renderci conto costantemente che dopo la Siria i prossimi
saremo noi", ha dichiarato a Pravda.Ru il leader del Partito
Comunista.
La situazione intorno alla Siria si è bruscamente intensificata
il 21 agosto, quando ci sono stati dei rapporti sull'uso di armi
chimiche vicino a Damasco. Le informazioni sono state distribuite
dall'opposizione, che, naturalmente, ha accusato dell'attacco il
governo siriano.
A sua volta, la Damasco ufficiale ha negato con veemenza ogni
coinvolgimento nell'attacco. Il governo ha sottolineato con forza
che delle sostanze tossiche erano state trovate in un bunker, prese
dall'opposizione nei sobborghi di Damasco.
Nonostante il fatto che la parte responsabile
dell'attacco chimico non sia stata ancora stabilita (gli ispettori
dell'ONU sono andati alla periferia di Damasco, dove è avvenuto
l'attacco), gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno iniziato a
rafforzare la loro presenza militare nella regione. I politici
occidentali non esitano ad annunciare la loro prontezza
all'intervento militare in Siria.
Washington e Londra hanno l'appoggio di Parigi. Il ministro degli
esteri turco Ahmet Davutoglu ha dichiarato che il suo paese si
sarebbe unito ad ogni coalizione internazionale contro le autorità
siriane, anche se al Consiglio di Sicurezza dell'ONU non si fosse
raggiunto nessun accordo sulla questione.
Il ministro degli esteri britannico
William Hague ha affermato che le prove dell'utilizzo di armi
chimiche in Siria possono essere già state distrutte.
Il ministro degli esteri russo
Sergei Lavrov in una conversazione telefonica con il segretario di
stato USA
John Kerry ha dichiarato che Mosca era estremamente preoccupata
delle notizie sulla
alta possibilità du intervento militare degli USA nel conflitto
siriano.
"L'impressione è che certi gruppi, compresi quelli che
richiedono l'intervento militare in circonvenzione dell'ONU, stiano
francamente cercando di rendere vani gli sforzi congiunti
russo-americani dei mesi recenti per convocare una conferenza
internazionale sulla risoluzione pacifica della crisi", ha affermato
Lavrov.
Dei politici russi hanno commentato la
situazione intorno alla Siria e le misure che la Russia potrebbe
prendere in questo caso.
Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista,
Gennady Zyuganov
"Cosa pensa delle azioni del nostro paese nel conflitto
siriano"?
"La Russia prende ancora una posizione di
principio. E' condivisa da molti paesi, dalla moderna superpotenza
al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Cina. Negli ultimi 150 anni,
l'umanità ha visto 12 crisi del capitalismo. Vi sono tre vie
d'uscita da queste crisi: rivoluzione, dittatura e guerra. Il
capitalismo moderno cerca vie d'uscita per le situazioni difficili
con l'aiuto di avventure militari. E' stato così in
Iraq, in Afghanistan. In Libia,
i francesi ed i britannici sono zelanti, prendono in considerazione
il fatto che lì hanno i loro interessi".
"Come valuta la probabilità di intervento militare
dell'occidente nel conflitto siriano"?
"Non escludo nessuna versione dei fatti. Ma questa è una grande
scusa per destabilizzare una regione enorme. Porterà a conseguenze
molto gravi. Gli americani si sentono a disagio ad andare lì - non
hanno ancora finito con altri due sanguinosi conflitti. Stanno
cercando una scusa. La sfacciataggine con cui cercano di descrivere
che è stato il governo siriano ad usare armi chimiche semplicemente
mi stupisce. In giorni lontani, gli americani stavano per trovare le
armi di
Saddam Hussein
nel suo palazzo, sotto il letto. Le armi chimiche, nucleari e
biologiche richiedono trattamento, immagazzinamento ed utilizzo
altamente professionale. Quando affermano che sono state usate armi
biologiche, è difficile prenderla come giustificazione. Ma,
nondimeno, in Iraq lo hanno fatto. Ora può essere lo stesso in
Siria".
"Secondo il suo parere, quale linea dovrebbe seguire la
Russia"?
"Dobbiamo ricordare che nel mondo di oggi sono rispettati i
forti, gli scaltri e quelli di successo. Nel Mar Mediterraneo, in un
periodo quando vi era una guerra tra Israele ed Egitto, il governo
sovietico decise di prepararsi per l'azione militare. Gli americani
chiamarono sei ore più tardi e dissero - trattenetevi e la guerra
finirà. La guerra finì.
"Ora possiamo e dobbiamo proteggere. Dobbiamo aiutare,
sostenere e proteggere la Siria; dobbiamo tenere costantemente in
mente che noi saremo i prossimi dopo la Siria. Può essere
un'affermazione troppo ardita, ma non molto tempo fa, non potevamo
neppure immaginare che la NATO sarebbe stata la padrona del Baltico,
che i legionari delle SS avrebbero marciato nelle strade di Riga.
Nessuno pensava che ci sarebbe stato un caos simile in Asia Centrale
e nessuno pensava che in Nord Africa, dove il leader era l'Egitto,
si sarebbe trasformato tutto un dramma sanguinoso. Oggi è diventato
una realtà".
Primo vicepresidente del Comitato del Consiglio della
Federazione per la Difesa e la Sicurezza,
Alexander Chekalin:
"La Russia ha cominciato a lavorare dal punto di vista della
dichiarazione che la questione dovrebbe essere risolta
esclusivamente da accordi di pace. Le azioni attese possono essere
una ripetizione del vecchio enorme errore che hanno compiuto.
L'arrivo delle forze della NATO non creerà un ambiente pacifico. Al
meglio la malattia sarà spinta dentro nel profondo. Nello scenario
del caso peggiore, sarà un'opposizione aperta, nella quale molta
gente soffrirà. Lo stato stesso (Siria) può diventare una colonia.
L'appoggio di Gran Bretagna e Francia per queste iniziative è almeno
sorprendente. La Francia è uno stato alquanto moderato ed in questo
caso il sostegno di questa azione sconsiderata è un grosso errore,
credo".
Oleg Artyukov
Pravda.Ru
|