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I ricchi diventano più ricchi, tutti gli altri più poveri

di Jon Britton

24 ottobre 2014

 

Un nuovo saggio di due professori di economia dimostra ancora una volta quanto sia cresciuta la disuguaglianza negli Stati Uniti. Secondo il loro studio, il 90% in fondo delle famiglie USA sono oggi più povere di quanto lo fossero nel 1987. Inoltre, il 99% in fondo dal 1980 ha visto la sua quota di ricchezza calare sostanzialmente, come indicato nel grafico sopra.

Dall'altra parte, nello stesso periodo la parte di ricchezza dello 0,01 al vertice è aumentato di 8,6 punti percentuali, mentre la quota dello 0,09% successivo è salita di 5,4 punti percentuali. Gli autori calcolano che come risultato di queste tendenze ora l'1% possieda più del 41% di tutta la ricchezza del paese, il massimo dal 1939.

Il Prof. Emmanuel Saez, Università della California, Berkeley, e l'Ass. Prof. Gabriel Zucman, London School of Economics, basano il loro studio principalmente sulle dichiarazioni dei redditi combinate che i dati dei "Flussi di fondi" governativi. Ciò permette loro di rendere conto di beni che non generano reddito tassabile come pure di compensare per inevitabili di "elusione fiscale", sia legale che illegale, utilizzati dai ricchi per minimizzare le loro passività fiscali.

La definizione di ricchezza

La ricchezza viene definita da Saez e Zucman come il valore di mercato stimato delle attività finanziarie ed altre principali (azioni, obbligazioni, proprietà immobiliari e così via) ma escludendo i beni di consumo durevoli (automobili, TV e così via) e pensioni di anzianità e sussidi della Sicurezza Sociale. Mentre questo non è il modo in cui i marxisti definiscono la ricchezzacome collezioni di valori d'usol'approccio degli autori fornisce un calcolo approssimativo delle enormi e crescenti disparità di ricchezza che sono sorte mentre il capitalismo monopolistico, ed in particolare il capitale finanziario, sono diventati sempre più dominanti.

Il dominio delle gigantesche corporation e delle banche, sia sull'economia che sulla politica, è accelerato da quando con la caduta dell'Unione Sovietica e del campo socialista nel 1989-1991 è terminata la competizione per fornire benessere sociale alla classe lavoratrice. Da quel momento, la classe dominante attraverso entrambe i suoi principali partiti politici è riuscita a ritrarre consistenti conquiste che i lavoratori USA hanno in precedenza ottenuto, che conta per una parte dell'aumento delle disparità di ricchezza.

Le disparità di ricchezza hanno accelerato ancora di più come risultato della Grande Recessione del 2008-2009 e delle sue conseguenze. Da allora i mercati azionari ed obbligazionari si sono ripresi a nuovi livelli da record, aumentando sproporzionatamente la ricchezza dell'1%, ma i prezzi delle abitazioni restano in media depressi, incidendo in modo sproporzionato sul 99%. Come risultato di sequestri e sfratti, la proprietà di abitazioni è caduta da più del 69% nel 2005 ad appena sopra il 65% nel 2013.

In aggiunta, la maggior parte dei nuovi posti di lavoro nella stagnante ripresa post-recessione offrono paga ridotta (paragonati ai posti di lavoro perduti) e sono spesso part-time con pochi se alcuni benefici. Il numero dei disoccupati a lungo termine resta elevato e molti hanno abbandonato la ricerca di lavoro. La grande "popolazione eccedente" dei permanentemente disoccupati è quindi aumentata.

Queste tendenze, assieme al crescente debito del prestito studentesco, spiega perché il 90% in basso ha effettivamente continuato a perdere valore netto nei pochi anni passati.

Nervosismo a Wall Street

Giudicando dalle recenti rotazioni della borsa valori, gli investitori sono sempre più nervosi sulla solidità e la forza dell'attuale rialzo e sulle prospettive del capitalismo in generale, come pure dovrebbero. Gli accademici come Saez e Zucman stanno infatti avvisando la classe dominante che la disuguaglianza è cresciuta ad un livello pericoloso e che dovrebbero prendersi delle misure per invertire la tendenza. Che si tenga conto oppure no dei loro avvertimenti, nel lungo termine questo sistema spinto dal profitto è condannato ed abbiamo bisogno di costruire un movimento della classe lavoratrice per rimpiazzarlo.