Una delle questioni più difficili che ogni movimento
socialista ha di fronte è il suo rapporto con i sindacati. Il
sindacalismo del giorno d'oggi è una parte integrale del sistema
capitalista. Esso funziona per favorire gli interessi della
classe lavoratrice entro il capitalismo cercando di ottenere che
la sua merce (la forza lavoro) sia pagata al prezzo più alto
possibile in relazione al suo valore. Questo prezzo può
misurarsi in salari come pure in vantaggi strappati dalla classe
capitalista per mezzo di negoziati, dimostrazioni, interruzioni
del lavoro, raduni di protesta e scioperi. Sotto il capitalismo
i sindacati non sono delle organizzazioni rivoluzionarie. Alcuni
sindacati e membri dei sindacati sono, di fatto, persino
reazionari. Negli USA, per esempio, nelle elezioni generali del
2012, circa il 40% dei lavoratori sindacalizzati hanno votato
per il reazionario repubblicano
Mitt Romney.
Nel capitolo sei della sua opera"L'estremismo: malattia
infantile del comunismo", Lenin si rivolge a se stesso sul
rapporto che i marxisti dovrebbero avere con il movimento
sindacale capitalista. Si riferisce ai sindacati sotto il
capitalismo come "reazionari" perché scriveva in un periodo
rivoluzionario nel quale esistevano entrambe i
sindacati socialisti come pure quelli orientati verso
i capitalisti. Questo non è quel periodo così farò a meno del
termine "reazionario" eccetto che in citazioni dirette.
All'inizio di questo capitolo Lenin osserva che in Germania
l'ultra-sinistra considera molto rivoluzionario condannare i
sindacati tedeschi come compromissori, nazionalisti e
controrivoluzionari e che nessun comunista dovrebbe avere nulla
a che fare con loro. Lenin intende dare ragioni del perché pensa
che queste idee siano sbagliate e siano soltanto tante "frasi
vuote".
Lenin farà in primo luogo delle osservazioni sulla
situazione in Russia. Fa così per ricordarci quale sia lo scopo
di questo lavoro: cioè, di applicare "all'Europa occidentale
qualunque cosa sia universalmente praticabile, significativa e
pertinente nella storia e nelle attuali tattiche del
bolscevismo". Potremmo non trovare oggi altrettante cose,
novanta anni più tardi ed in condizioni non rivoluzionarie (ma
crescenti movimenti pre-rivoluzionari sono in azione nella lotta
anti-austerità e nel contrattacco contro le banche), come ha
trovato molta gente ai tempi di Lenin, ma nell'opera di Lenin vi
sono ancora delle idee realizzabili.
Una simile idea è che mentre oggi la lotta si intensifica i
partiti marxisti cominceranno a crescere in partiti di massa
sempre più grandi (come accaduto ai bolscevichi dopo il 1917) e
molti dei nuovi membri saranno "carrieristi e ciarlatani" che
hanno l'intenzione di fare il loro interesse senza nessuna reale
dedizione ai lavoratori. Lenin sostiene che soltanto "meritano
di essere sparati"-nello stile della risposta del Partito
Comunista Cinese ai funzionari estremamente corrotti. Ciò può
essere un poco troppo "intraprendente" per la nostra sensibilità
di questi tempi, ma dovremmo essere consapevoli di tali persone
e mandarle fuori dal movimento ed avvertire i lavoratori al
riguardo. Se le condizioni diventano più rivoluzionarie,
possiamo aspettare che i lavoratori trattino questi tipi come
ritengano giusto fare.
Un altro punto presentato da Lenin non è realmente così
pertinente nella situazione attuale, ma deve ancora essere
menzionato nel caso che la classe lavoratrice in futuro si trovi
realmente ad esercitare il potere statale. Cioè la relazione del
partito dei lavoratori con le istituzioni dello stato. Non
dobbiamo guardare allo stato come a qualche genere di
istituzione indipendente che tutti i partiti politici
condividono ed i cui dipartimenti principali ora sono guidati da
un partito, ora da un altro o da una combinazione di partiti. La
borghesia è una classe sfruttatrice parassitica non necessaria
con nessun ruolo utile da giocare nella società moderna eccetto
che opprimere la gente che lavora e sfruttarla. Questa classe
non avrà più un ruolo da giocare nella vita politica di uno
stato controllato dai lavoratori così nessuna istituzione
statale prenderà nessuna decisione politica o organizzativa
senza consultarsi con e prendere la direzione dal partito dei
lavoratori.
Riguardo ai sindacati, Lenin afferma che il partito "conta
direttamente" su di loro. I sindacati sono formalmente delle
organizzazioni non partitiche ma il partito, in Russia (e
presumibilmente in ogni futuro stato dei lavoratori), in realtà
controlla le posizioni di leadership in tutti i sindacati ed i
sindacati attuano la linea del partito. Vi sono milioni di
lavoratori e soltanto un numero relativamente piccolo dei quali
(quelli con più coscienza di classe) sono membri del partito. I
sindacati sono il veicolo con i quale il partito tiene i
contatti con le masse lavoratrici e tiene unita la classe nella
sua lotta per sconfiggere la borghesia e costruire il
socialismo. Sotto il capitalismo i sindacati non sono
tipicamente guidati da leader dedicati a costruire il socialismo
e quindi i sindacati funzionano per sostenere il dominio della
borghesia nonostante le loro lotte per retribuzione e condizioni
di lavoro migliori.
I marxisti devono essere nel movimento sindacale e con la
speranza di venire eletti a posizioni di leadership dalla base.
I membri marxisti del sindacato devono eseguire educazione ed
agitazione socialista e spiegare ai lavoratori perché sotto il
capitalismo non saranno mai assicurati nella loro vita, nei loro
posti di lavoro o nelle loro pensioni.
Vi sono due posizioni principali che i marxisti devono
spingere avanti che li differenzieranno dai leader sindacali
opportunistici e pragmatici. La prima è di combattere contro
l'opinione che la democrazia borghese sia l'unica forma di
democrazia che dovrebbe essere sostenuta. La democrazia diretta
dei lavoratori, qualsiasi forma assuma (consigli dei lavoratori,
soviet ecc.) dovrebbe essere l'ideale. La seconda idea d
combattere è che il movimento sindacale dovrebbe essere
politicamente "indipendente". In Russia questo avrebbe
significato avere per i lavoratori sindacati indipendenti dal
potere politico dei lavoratori che guidava lo stato. Nella
nostra situazione pre-rivoluzionaria i sindacati dovrebbero
sostenere ed essere affiliati a partiti politici che hanno un
programma a favore della classe lavoratrice. Una classe
lavoratrice intellettualmente matura avrà il proprio partito o
partiti politici che riflettono i valori della classe
lavoratrice e guidati dai lavoratori stessi. Negli USA, ripeto,
è assolutamente scandaloso che il 40% dei lavoratori
sindacalizzati votino repubblicano nelle elezioni generali.
Comunque, non è sufficiente mantenere soltanto il contatto
con i lavoratori ed il popolo in generale attraverso i
sindacati. Lenin afferma che devono essere istituite altri tipi
di organizzazioni non partitiche e sviluppate
delle istituzioni
i cui scritti consistano in lavoratori ed elementi piccolo
borghesi che non sono membri del partito. In occidente a queste
organizzazioni è stato dato dalla borghesia il nome severo di
"gruppi di fronte". Il loro vero scopo, secondo Lenin, è di
permettere al partito di comprendere l'"umore" del popolo e di
"avvicinarsi di più ad esso, affrontare le sue esigenze" e
"promuovere i migliori tra loro" a posizioni di leadership.
Questa è una maniera interamente democratica per il popolo ed il
partito per interagire per gli interessi comuni della classe
lavoratrice e dei suoi alleati.
In Russia tutto questo lavoro di partito è stato eseguito
per mezzo dei Soviet, che Lenin sostiene siano una forma di
espressione democratica di gran lunga superiore a qualsiasi cosa
creata dalla democrazia borghese. Mentre compie queste
osservazioni, Lenin menziona anche esattamente quale genere di
governo dei lavoratori sia richiesto nella "Dittatura del
proletariato" (DP). La DP non è una dittatura di tutta la classe
lavoratrice, o una dittatura di lavoratori e di contadini. In
Russia è "una dittatura del proletariato urbano" e la DP è
intesa a guidare la popolazione agricola (una maggioranza
arretrata) verso l'appoggio al governo della classe lavoratrice
urbana. Ha una delle sue funzioni principali nel guidare la
massa di contadini poveri e di intraprendere "una lotta
sistematica contro i ricchi, i borghesi, che sfruttano e
profittano dei contadini ecc.". Nell'occidente del 21° secolo
tale DP non ha base esistenziale e non farebbe un valido ruolo
di modello per il tipo di democrazia dei lavoratori richiesta
per istituire il socialismo.
Nei giorni di Lenin, tale DP era ciò che era richiesto. I
marxisti russi erano giunti a queste idee dopo 25 anni di
intensa lotta contro i feudalisti e la borghesia russa e dal
loro punto di vista le pagliacciate di ultra-sinistra di alcuni
"comunisti" tedeschi e di altri di opporre i "leader" alle
"masse" e di sostenere la causa di abbandonare il movimento
sindacale ed anche altre forme di lotta legale sembravano come
"sciocchezze ridicole ed infantili".
Lenin ha ammesso che i vecchi sindacati di classe borghesi
e le distinzioni tra lavoratori sono un lascito lasciato al
socialismo dal capitalismo e che i sindacati sono troppo pieni
di atteggiamenti e di pregiudizi borghesi. Ma ha affermato che
questo è il materiale con il quale dobbiamo lavorare e che ci
vorranno anni ed anni di lavoro per sviluppare i sindacati
industriali del futuro che rappresenteranno intere industrie e
porteranno all'abolizione della divisione dei lavoratori tra il
popolo. Questo obiettivo è l'obbiettivo del comunismo
completamente sviluppato ed nel 1920 vengono intrapresi soltanto
i primi passi. Lenin ha avvertito che "Tentare in pratica, oggi,
di anticipare questo risultato futuro di un comunismo pienamente
sviluppato, pienamente comprensivo e maturo sarebbe come cercare
di insegnare matematica superiore ad un bambino di quattro
anni". Questo avvertimento era un altro del genere di non
cercare di saltare degli stadi e di cercare prematuramente di
determinare remote possibilità future. Forse tutti gli errori
della collettivizzazione dei Soviet ed anche del Grande balzo in
avanti potevano essere stati impediti se le opinioni di Lenin
fossero state prese seriamente.
Qui Lenin sembra respingere l'intera idea di "ingegneria
sociale" e l'idea di creare "l'uomo nuovo sovietico". Afferma
che dobbiamo costruire il socialismo con il genere di persone
"lasciateci in eredità" dal sistema capitalista e non cercare di
costruirlo "con del materiale umano preparato appositamente per
noi". Se i successori di Lenin avessero seguito questo
consiglio, sarebbero stati molto più tolleranti delle fragilità
della natura umana ed aperti a idee e nozioni diverse su come
trattare l'ampliamento delle fondamenta del socialismo creato
sotto la sua direzione. Potevano avere evitato al paranoia e le
purghe degli anni '30 e '40.
Riflettendo ancora sui sindacati, Lenin osserva che sono
evoluti dal primitivo isolamento e dalla disunione della
iniziale classe lavoratrice e che sono stati una forma
essenziale di un'organizzazione della classe lavoratrice che si
è sviluppata per unificare e collegare i lavoratori e dare loro
coscienza di classe. Ora è il Partito Comunista ad essere la
forma più elevata di organizzazione della classe lavoratrice e
ad esprimere il livello più elevato di coscienza di classe ed il
movimento sindacale, nato mentre era sotto condizioni
capitaliste, ha rivelato che, paragonato ai lavoratori con
coscienza di classe rivoluzionaria, ha tendenze retrograde
relative a meschini interessi di corporazione.
Lenin utilizza il termine "comunista" in relazione al
partito in un modo che mi porta a pensare che non credeva
veramente che i partiti comunisti fossero arrivati ad uno stadio
di sviluppo in cui meritavano di essere chiamati "comunisti".
Dichiara che "il partito non meriterà il nome finché non impara
a saldare i leader in un tutto indivisibile con la classe e le
masse". Non penso che sia mai avvenuto nell'Unione
Sovietica ma le ragioni di questo fallimento nel saldare un
tutto indivisibile sono troppo complesse da discutere qui.
In ogni caso, qualunque siano le limitazioni esposte dal
movimento sindacale, questo movimento è stato indispensabile per
lo sviluppo della classe lavoratrice e tutti i paesi capitalisti
hanno prodotto dei sindacati che rappresentano gli interessi dei
lavoratori nella contesa economica con i capitalisti. I
sindacati saranno necessari nel trasferimento della gestione
della vita economica dei paesi socialisti alla classe
lavoratrice, non ai sindacati separati ed alla fine a tutti i
lavoratori. Per questo motivo Lenin chiama i sindacati una
"scuola di comunismo" che sarà il terreno d'addestramento per i
lavoratori nella costruzione del socialismo.
Nondimeno, nell'epoca attuale vi sono molti atteggiamenti
ed idee retrogradi che sono in circolazione nelle fila dei
sindacati e molti di questi atteggiamenti rimarranno anche se
alla fine i lavoratori ottengono il potere statale. Come
dovremmo trattarli ora ed in futuro? La repressione non è
un'opzione favorita da Lenin. Egli dichiara che questi
atteggiamenti retrogradi sono INEVITABILI considerando il
contesto storico nel quale si sono formati i sindacati. Non
comprendere ciò è dimostrare completa ignoranza del ruolo del
partito. Sarebbe "follia" evitare questo problema o cercare di
"saltarlo" [anche un grande salto non funzionerà]. Il ruolo del
partito è di educare e di illuminare l'arretratezza che vivere
sotto il capitalismo inevitabilmente imprimerà su larghi settori
della gente che lavora. Il compito del partito è di conquistare
il sostegno delle masse e di mantenere ed estendere questo
sostegno attraverso l'educazione e l'esempio. Ovviamente,
sparare alle persone o mandarle nel gulag non è un modo valido
di attuare questo compito. Ci vorranno molti anni di paziente
lavoro e di lotta per eseguire questa missione. Presumibilmente
il partito che fallisce in questa missione a lungo andare non
sarà intorno.
Paradossalmente, Lenin pensa che la leadership sindacale
nei paesi più avanzati dell'occidente sia più opportunista e
giochi sulla credulità dei lavoratori che quella nell'arretrata
Russia. Questo perché la Russia stava attraversando un reale
risveglio rivoluzionario e la vasta maggioranza dei lavoratori
scelse di seguire l'ala bolscevica del movimento marxista
piuttosto che l'ala menscevica che era opportunista e social
sciovinista. Lenin è particolarmente caustico quando si
riferisce ai leader sindacali occidentali chiamandoli
"'aristocrazia sindacale' corporativa, meschina, egoista,
indurita, avida e piccolo borghese", leadership "incline
all'imperialismo e corrotta dall'imperialismo". Si deve
combattere contro questo genere di
leadership e si deve sbattere fuori completamente dal movimento
sindacale. I sindacalisti marxisti hanno ancora davanti a loro
quel compito scoraggiante.
Prendendo tutto ciò in considerazione, Lenin avverte che il
tentativo dei marxisti di assumere potere politico "non dovrebbe
essere compiuto" finché la maggioranza dei lavoratori non siano
dei fermi sostenitori del partito. Questo stadio nella lotta
varierà "in paesi diversi ed in circostanze diverse; può essere
valutato correttamente soltanto da leader politici seri, esperti
ed intelligenti del proletariato in ciascun particolare paese".
E così sembra ancora la missione primaria dei marxisti di
educare i lavoratori e ricordare loro che, mentre è necessario
lavorare nei sindacati borghesi e contendere nelle elezioni
borghesi (per tenere a distanza la destra e proteggere gli
interessi della classe lavoratrice), queste forme di democrazia
borghese non sono una soluzione ai problemi dello sfruttamento,
della disoccupazione e di prevenire la guerra e devono essere
rimpiazzate da reali istituzioni democratiche basate sul potere
politico della classe lavoratrice. La falsa democrazia
dell'occidente è parte del problema, non parte della soluzione
che porta alla liberazione umana dal capitale.
Naturalmente, è il caso, sostiene Lenin, che i marxisti
sostengano gli interessi dei lavoratori CONTRO i burocrati
sindacali opportunisti ("la 'Aristocrazia sindacale'"). Questa è
"una verità elementare ed assi ovvia". L'errore
dell'ultra-sinistra è di pensare che perché alcuni sindacati, o
persino la maggior parte dei sindacati, in occidente hanno una
leadership al vertice pro-capitalista che i marxisti debbano
abbandonare i sindacati e creare delle organizzazioni
ARTIFICIALI per competere con loro. Questo è infantile. L'unico
modo per aiutare i lavoratori a comprendere meglio quali sono le
questioni è per i marxisti lavorare nel movimento sindacale con
loro ed esporre quegli "agenti della borghesia nel movimento
della classe lavoratrice". A Lenin piace particolarmente la
formulazione di
Daniel De Leon (il leader dell'ora moribondo Partito Socialista del
Lavoro): "luogotenenti del lavoro della classe
capitalista".
Lenin asserisce che i marxisti non possono lasciare i
lavoratori arretrati alla mercé di questi leader sindacali
capitalisti o sotto l'influenza di quei lavoratori che Engels ha
descritto come essere "diventati completamente borghesi". Il
riferimento di Lenin è ad una lettere che Engels inviò a Marx
nel 1858 riguardo ai lavoratori britannici. La citerò perché,
con alcuni lievi adattamenti, le osservazioni di Engels
rimangono vere per molti lavoratori oggi in occidente.
Engels scrisse a Marx da Manchester il 7 ottobre 1858 che,
infatti la leadership sindacale potrebbe spostarsi a
destra, perché "il proletariato inglese sta diventando realmente
sempre più borghese, di modo che questa più borghese di tutte le
nazioni sta apparentemente puntando in definitiva al possesso di
un'aristocrazia borghese e di un proletariato borghese ASSIEME
alla borghesia. Per un paese che sfrutta il mondo intero questo
è ad un certo grado giustificabile. L'unica cosa che qui
aiuterebbe sarebbero alcuni anni totalmente cattivi..." Bene,
gli anni cattivi sono ancora una volta su di noi. Spero che
possiamo farne l'uso migliore.
Riguardo al movimento sindacale, Lenin trova che i
"marxisti" di ultra-sinistra agiscono in maniera "frivola"
riguardo al lavoro di massa. La loro "ridicola
'teoria'" di non volere lavorare nel movimento sindacale
tradisce un principio fondamentale dell'organizzazione di massa
che è di LAVORARE DOVUNQUE SI TROVINO LE MASSE. I marxisti hanno
il dovere di lavorare nel movimento sindacale e di educare i
lavoratori smascherando la bassezza morale e la natura di
collaborazionisti di classe dei leader sindacali
pro-capitalisti. La natura di questo genere di lavoro deve
essere raffinato e deve prendere in considerazione le
caratteristiche specifiche della classe lavoratrice e la sua
storia in ciascun paese ma non può essere ignorato.
E' particolarmente infantile da parte dell'"opposizione di
sinistra" richiedere che siano costituiti dei sindacati nuovi di
zecca con un requisito per l'appartenenza: accettare il sistema
sovietico e la dittatura del proletariato. Lenin sostiene che i
comunisti dirigono la Russia sovietica da quasi tre anni e
sarebbe per loro rovinoso fare una simile richiesta ai
lavoratori russi per l'appartenenza sindacale. "Il compito",
afferma, che affrontano i marxisti "è di CONVINCERE gli elementi
retrogradi, di lavorare TRA loro e non RECINTARSI FUORI da loro
con slogan di 'sinistra' artificiali ed infantili".
I marxisti dovrebbero non soltanto lavorare nel movimento
sindacale, ma, di fatto Lenin favoriva persino che i marxisti,
seguendo l'idea di essere dove erano le masse, entrassero a far
parte delle Centurie Nere (il KKK russo del tempo) di modo da
convincere i lavoratori ed i contadini arretrati a dissociarsi
dall'organizzazione. Comunque, non riesco a concepire quelli di
sinistra negli USA che si radunano al movimento del
Tea Party per illuminare i suoi membri della classe lavoratrice
e convincerli a dissociarsi dal reazionario Partito Repubblicano
(per quanto corretta possa essere questa tattica).
Tanto quindi per le opinioni di Lenin sulla relazione
che un partito marxista dovrebbe avere con il movimento
sindacale. Prossimamente esaminerò le sue opinioni sull'operare
nei parlamenti borghesi.
Thomas Riggins attualmente è
condirettore di
Political Affairs online e
scrive inoltre per il quotidiano online People's World.
Leggete altri articoli di Thomas.