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Lenin sui sindacati "reazionari"

Il Capitolo Sesto di "L'estremismo: malattia infantile del comunismo"

di Thomas Riggins / 28 novembre 2012

Una delle questioni più difficili che ogni movimento socialista ha di fronte è il suo rapporto con i sindacati. Il sindacalismo del giorno d'oggi è una parte integrale del sistema capitalista. Esso funziona per favorire gli interessi della classe lavoratrice entro il capitalismo cercando di ottenere che la sua merce (la forza lavoro) sia pagata al prezzo più alto possibile in relazione al suo valore. Questo prezzo può misurarsi in salari come pure in vantaggi strappati dalla classe capitalista per mezzo di negoziati, dimostrazioni, interruzioni del lavoro, raduni di protesta e scioperi. Sotto il capitalismo i sindacati non sono delle organizzazioni rivoluzionarie. Alcuni sindacati e membri dei sindacati sono, di fatto, persino reazionari. Negli USA, per esempio, nelle elezioni generali del 2012, circa il 40% dei lavoratori sindacalizzati hanno votato per il reazionario repubblicano Mitt Romney.

Nel capitolo sei della sua opera"L'estremismo: malattia infantile del comunismo", Lenin si rivolge a se stesso sul rapporto che i marxisti dovrebbero avere con il movimento sindacale capitalista. Si riferisce ai sindacati sotto il capitalismo come "reazionari" perché scriveva in un periodo rivoluzionario nel quale esistevano entrambe i sindacati socialisti come pure quelli  orientati verso i capitalisti. Questo non è quel periodo così farò a meno del termine "reazionario" eccetto che in citazioni dirette.

All'inizio di questo capitolo Lenin osserva che in Germania l'ultra-sinistra considera molto rivoluzionario condannare i sindacati tedeschi come compromissori, nazionalisti e controrivoluzionari e che nessun comunista dovrebbe avere nulla a che fare con loro. Lenin intende dare ragioni del perché pensa che queste idee siano sbagliate e siano soltanto tante "frasi vuote".

Lenin farà in primo luogo delle osservazioni sulla situazione in Russia. Fa così per ricordarci quale sia lo scopo di questo lavoro: cioè, di applicare "all'Europa occidentale qualunque cosa sia universalmente praticabile, significativa e pertinente nella storia e nelle attuali tattiche del bolscevismo". Potremmo non trovare oggi altrettante cose, novanta anni più tardi ed in condizioni non rivoluzionarie (ma crescenti movimenti pre-rivoluzionari sono in azione nella lotta anti-austerità e nel contrattacco contro le banche), come ha trovato molta gente ai tempi di Lenin, ma nell'opera di Lenin vi sono ancora delle idee realizzabili.

Una simile idea è che mentre oggi la lotta si intensifica i partiti marxisti cominceranno a crescere in partiti di massa sempre più grandi (come accaduto ai bolscevichi dopo il 1917) e molti dei nuovi membri saranno "carrieristi e ciarlatani" che hanno l'intenzione di fare il loro interesse senza nessuna reale dedizione ai lavoratori. Lenin sostiene che soltanto "meritano di essere sparati"-nello stile della risposta del Partito Comunista Cinese ai funzionari estremamente corrotti. Ciò può essere un poco troppo "intraprendente" per la nostra sensibilità di questi tempi, ma dovremmo essere consapevoli di tali persone e mandarle fuori dal movimento ed avvertire i lavoratori al riguardo. Se le condizioni diventano più rivoluzionarie, possiamo aspettare che i lavoratori trattino questi tipi come ritengano giusto fare.

Un altro punto presentato da Lenin non è realmente così pertinente nella situazione attuale, ma deve ancora essere menzionato nel caso che la classe lavoratrice in futuro si trovi realmente ad esercitare il potere statale. Cioè la relazione del partito dei lavoratori con le istituzioni dello stato. Non dobbiamo guardare allo stato come a qualche genere di istituzione indipendente che tutti i partiti politici condividono ed i cui dipartimenti principali ora sono guidati da un partito, ora da un altro o da una combinazione di partiti. La borghesia è una classe sfruttatrice parassitica non necessaria con nessun ruolo utile da giocare nella società moderna eccetto che opprimere la gente che lavora e sfruttarla. Questa classe non avrà più un ruolo da giocare nella vita politica di uno stato controllato dai lavoratori così nessuna istituzione statale prenderà nessuna decisione politica o organizzativa senza consultarsi con e prendere la direzione dal partito dei lavoratori.

Riguardo ai sindacati, Lenin afferma che il partito "conta direttamente" su di loro. I sindacati sono formalmente delle organizzazioni non partitiche ma il partito, in Russia (e presumibilmente in ogni futuro stato dei lavoratori), in realtà controlla le posizioni di leadership in tutti i sindacati ed i sindacati attuano la linea del partito. Vi sono milioni di lavoratori e soltanto un numero relativamente piccolo dei quali (quelli con più coscienza di classe) sono membri del partito. I sindacati sono il veicolo con i quale il partito tiene i contatti con le masse lavoratrici e tiene unita la classe nella sua lotta per sconfiggere la borghesia e costruire il socialismo. Sotto il capitalismo i sindacati non sono tipicamente guidati da leader dedicati a costruire il socialismo e quindi i sindacati funzionano per sostenere il dominio della borghesia nonostante le loro lotte per retribuzione e condizioni di lavoro migliori.

I marxisti devono essere nel movimento sindacale e con la speranza di venire eletti a posizioni di leadership dalla base. I membri marxisti del sindacato devono eseguire educazione ed agitazione socialista e spiegare ai lavoratori perché sotto il capitalismo non saranno mai assicurati nella loro vita, nei loro posti di lavoro o nelle loro pensioni.

Vi sono due posizioni principali che i marxisti devono spingere avanti che li differenzieranno dai leader sindacali opportunistici e pragmatici. La prima è di combattere contro l'opinione che la democrazia borghese sia l'unica forma di democrazia che dovrebbe essere sostenuta. La democrazia diretta dei lavoratori, qualsiasi forma assuma (consigli dei lavoratori, soviet ecc.) dovrebbe essere l'ideale. La seconda idea d combattere è che il movimento sindacale dovrebbe essere politicamente "indipendente". In Russia questo avrebbe significato avere per i lavoratori sindacati indipendenti dal potere politico dei lavoratori che guidava lo stato. Nella nostra situazione pre-rivoluzionaria i sindacati dovrebbero sostenere ed essere affiliati a partiti politici che hanno un programma a favore della classe lavoratrice. Una classe lavoratrice intellettualmente matura avrà il proprio partito o partiti politici che riflettono i valori della classe lavoratrice e guidati dai lavoratori stessi. Negli USA, ripeto, è assolutamente scandaloso che il 40% dei lavoratori sindacalizzati votino repubblicano nelle elezioni generali.

Comunque, non è sufficiente mantenere soltanto il contatto con i lavoratori ed il popolo in generale attraverso i sindacati. Lenin afferma che devono essere istituite altri tipi di organizzazioni non partitiche e sviluppate delle istituzioni i cui scritti consistano in lavoratori ed elementi piccolo borghesi che non sono membri del partito. In occidente a queste organizzazioni è stato dato dalla borghesia il nome severo di "gruppi di fronte". Il loro vero scopo, secondo Lenin, è di permettere al partito di comprendere l'"umore" del popolo e di "avvicinarsi di più ad esso, affrontare le sue esigenze" e "promuovere i migliori tra loro" a posizioni di leadership. Questa è una maniera interamente democratica per il popolo ed il partito per interagire per gli interessi comuni della classe lavoratrice e dei suoi alleati.

In Russia tutto questo lavoro di partito è stato eseguito per mezzo dei Soviet, che Lenin sostiene siano una forma di espressione democratica di gran lunga superiore a qualsiasi cosa creata dalla democrazia borghese. Mentre compie queste osservazioni, Lenin menziona anche esattamente quale genere di governo dei lavoratori sia richiesto nella "Dittatura del proletariato" (DP). La DP non è una dittatura di tutta la classe lavoratrice, o una dittatura di lavoratori e di contadini. In Russia è "una dittatura del proletariato urbano" e la DP è intesa a guidare la popolazione agricola (una maggioranza arretrata) verso l'appoggio al governo della classe lavoratrice urbana. Ha una delle sue funzioni principali nel guidare la massa di contadini poveri e di intraprendere "una lotta sistematica contro i ricchi, i borghesi, che sfruttano e profittano dei contadini ecc.". Nell'occidente del 21° secolo tale DP non ha base esistenziale e non farebbe un valido ruolo di modello per il tipo di democrazia dei lavoratori richiesta per istituire il socialismo.

Nei giorni di Lenin, tale DP era ciò che era richiesto. I marxisti russi erano giunti a queste idee dopo 25 anni di intensa lotta contro i feudalisti e la borghesia russa e dal loro punto di vista le pagliacciate di ultra-sinistra di alcuni "comunisti" tedeschi e di altri di opporre i "leader" alle "masse" e di sostenere la causa di abbandonare il movimento sindacale ed anche altre forme di lotta legale sembravano come "sciocchezze ridicole ed infantili".

Lenin ha ammesso che i vecchi sindacati di classe borghesi e le distinzioni tra lavoratori sono un lascito lasciato al socialismo dal capitalismo e che i sindacati sono troppo pieni di atteggiamenti e di pregiudizi borghesi. Ma ha affermato che questo è il materiale con il quale dobbiamo lavorare e che ci vorranno anni ed anni di lavoro per sviluppare i sindacati industriali del futuro che rappresenteranno intere industrie e porteranno all'abolizione della divisione dei lavoratori tra il popolo. Questo obiettivo è l'obbiettivo del comunismo completamente sviluppato ed nel 1920 vengono intrapresi soltanto i primi passi. Lenin ha avvertito che "Tentare in pratica, oggi, di anticipare questo risultato futuro di un comunismo pienamente sviluppato, pienamente comprensivo e maturo sarebbe come cercare di insegnare matematica superiore ad un bambino di quattro anni". Questo avvertimento era un altro del genere di non cercare di saltare degli stadi e di cercare prematuramente di determinare remote possibilità future. Forse tutti gli errori della collettivizzazione dei Soviet ed anche del Grande balzo in avanti potevano essere stati impediti se le opinioni di Lenin fossero state prese seriamente.

Qui Lenin sembra respingere l'intera idea di "ingegneria sociale" e l'idea di creare "l'uomo nuovo sovietico". Afferma che dobbiamo costruire il socialismo con il genere di persone "lasciateci in eredità" dal sistema capitalista e non cercare di costruirlo "con del materiale umano preparato appositamente per noi". Se i successori di Lenin avessero seguito questo consiglio, sarebbero stati molto più tolleranti delle fragilità della natura umana ed aperti a idee e nozioni diverse su come trattare l'ampliamento delle fondamenta del socialismo creato sotto la sua direzione. Potevano avere evitato al paranoia e le purghe degli anni '30 e '40.

Riflettendo ancora sui sindacati, Lenin osserva che sono evoluti dal primitivo isolamento e dalla disunione della iniziale classe lavoratrice e che sono stati una forma essenziale di un'organizzazione della classe lavoratrice che si è sviluppata per unificare e collegare i lavoratori e dare loro coscienza di classe. Ora è il Partito Comunista ad essere la forma più elevata di organizzazione della classe lavoratrice e ad esprimere il livello più elevato di coscienza di classe ed il movimento sindacale, nato mentre era sotto condizioni capitaliste, ha rivelato che, paragonato ai lavoratori con coscienza di classe rivoluzionaria, ha tendenze retrograde relative a meschini interessi di corporazione.

Lenin utilizza il termine "comunista" in relazione al partito in un modo che mi porta a pensare che non credeva veramente che i partiti comunisti fossero arrivati ad uno stadio di sviluppo in cui meritavano di essere chiamati "comunisti". Dichiara che "il partito non meriterà il nome finché non impara a saldare i leader in un tutto indivisibile con la classe e le masse".  Non penso che sia mai avvenuto nell'Unione Sovietica ma le ragioni di questo fallimento nel saldare un tutto indivisibile sono troppo complesse da discutere qui.

In ogni caso, qualunque siano le limitazioni esposte dal movimento sindacale, questo movimento è stato indispensabile per lo sviluppo della classe lavoratrice e tutti i paesi capitalisti hanno prodotto dei sindacati che rappresentano gli interessi dei lavoratori nella contesa economica con i capitalisti. I sindacati saranno necessari nel trasferimento della gestione della vita economica dei paesi socialisti alla classe lavoratrice, non ai sindacati separati ed alla fine a tutti i lavoratori. Per questo motivo Lenin chiama i sindacati una "scuola di comunismo" che sarà il terreno d'addestramento per i lavoratori nella costruzione del socialismo.

Nondimeno, nell'epoca attuale vi sono molti atteggiamenti ed idee retrogradi che sono in circolazione nelle fila dei sindacati e molti di questi atteggiamenti rimarranno anche se alla fine i lavoratori ottengono il potere statale. Come dovremmo trattarli ora ed in futuro? La repressione non è un'opzione favorita da Lenin. Egli dichiara che questi atteggiamenti retrogradi sono INEVITABILI considerando il contesto storico nel quale si sono formati i sindacati. Non comprendere ciò è dimostrare completa ignoranza del ruolo del partito. Sarebbe "follia" evitare questo problema o cercare di "saltarlo" [anche un grande salto non funzionerà]. Il ruolo del partito è di educare e di illuminare l'arretratezza che vivere sotto il capitalismo inevitabilmente imprimerà su larghi settori della gente che lavora. Il compito del partito è di conquistare il sostegno delle masse e di mantenere ed estendere questo sostegno attraverso l'educazione e l'esempio. Ovviamente, sparare alle persone o mandarle nel gulag non è un modo valido di attuare questo compito. Ci vorranno molti anni di paziente lavoro e di lotta per eseguire questa missione. Presumibilmente il partito che fallisce in questa missione a lungo andare non sarà intorno.

Paradossalmente, Lenin pensa che la leadership sindacale nei paesi più avanzati dell'occidente sia più opportunista e giochi sulla credulità dei lavoratori che quella nell'arretrata Russia. Questo perché la Russia stava attraversando un reale risveglio rivoluzionario e la vasta maggioranza dei lavoratori scelse di seguire l'ala bolscevica del movimento marxista piuttosto che l'ala menscevica che era opportunista e social sciovinista. Lenin è particolarmente caustico quando si riferisce ai leader sindacali occidentali chiamandoli "'aristocrazia sindacale' corporativa, meschina, egoista, indurita, avida e piccolo borghese", leadership "incline all'imperialismo e corrotta dall'imperialismo". Si deve combattere contro questo genere di leadership e si deve sbattere fuori completamente dal movimento sindacale. I sindacalisti marxisti hanno ancora davanti a loro quel compito scoraggiante.

Prendendo tutto ciò in considerazione, Lenin avverte che il tentativo dei marxisti di assumere potere politico "non dovrebbe essere compiuto" finché la maggioranza dei lavoratori non siano dei fermi sostenitori del partito. Questo stadio nella lotta varierà "in paesi diversi ed in circostanze diverse; può essere valutato correttamente soltanto da leader politici seri, esperti ed intelligenti del proletariato in ciascun particolare paese". E così sembra ancora la missione primaria dei marxisti di educare i lavoratori e ricordare loro che, mentre è necessario lavorare nei sindacati borghesi e contendere nelle elezioni borghesi (per tenere a distanza la destra e proteggere gli interessi della classe lavoratrice), queste forme di democrazia borghese non sono una soluzione ai problemi dello sfruttamento, della disoccupazione e di prevenire la guerra e devono essere rimpiazzate da reali istituzioni democratiche basate sul potere politico della classe lavoratrice.  La falsa democrazia dell'occidente è parte del problema, non parte della soluzione che porta alla liberazione umana dal capitale.

Naturalmente, è il caso, sostiene Lenin, che i marxisti sostengano gli interessi dei lavoratori CONTRO i burocrati sindacali opportunisti ("la 'Aristocrazia sindacale'"). Questa è "una verità elementare ed assi ovvia". L'errore dell'ultra-sinistra è di pensare che perché alcuni sindacati, o persino la maggior parte dei sindacati, in occidente hanno una leadership al vertice pro-capitalista che i marxisti debbano abbandonare i sindacati e creare delle organizzazioni ARTIFICIALI per competere con loro. Questo è infantile. L'unico modo per aiutare i lavoratori a comprendere meglio quali sono le questioni è per i marxisti lavorare nel movimento sindacale con loro ed esporre quegli "agenti della borghesia nel movimento della classe lavoratrice". A Lenin piace particolarmente la formulazione di Daniel De Leon (il leader dell'ora moribondo Partito Socialista del Lavoro): "luogotenenti del lavoro della classe capitalista".

Lenin asserisce che i marxisti non possono lasciare i lavoratori arretrati alla mercé di questi leader sindacali capitalisti o sotto l'influenza di quei lavoratori che Engels ha descritto come essere "diventati completamente borghesi". Il riferimento di Lenin è ad una lettere che Engels inviò a Marx nel 1858 riguardo ai lavoratori britannici. La citerò perché, con alcuni lievi adattamenti, le osservazioni di Engels rimangono vere per molti lavoratori oggi in occidente.

Engels scrisse a Marx da Manchester il 7 ottobre 1858 che, infatti la leadership sindacale potrebbe spostarsi a destra, perché "il proletariato inglese sta diventando realmente sempre più borghese, di modo che questa più borghese di tutte le nazioni sta apparentemente puntando in definitiva al possesso di un'aristocrazia borghese e di un proletariato borghese ASSIEME alla borghesia. Per un paese che sfrutta il mondo intero questo è ad un certo grado giustificabile. L'unica cosa che qui aiuterebbe sarebbero alcuni anni totalmente cattivi..." Bene, gli anni cattivi sono ancora una volta su di noi. Spero che possiamo farne l'uso migliore.

Riguardo al movimento sindacale, Lenin trova che i "marxisti" di ultra-sinistra agiscono in maniera "frivola" riguardo al lavoro di massa. La loro "ridicola 'teoria'" di non volere lavorare nel movimento sindacale tradisce un principio fondamentale dell'organizzazione di massa che è di LAVORARE DOVUNQUE SI TROVINO LE MASSE. I marxisti hanno il dovere di lavorare nel movimento sindacale e di educare i lavoratori smascherando la bassezza morale e la natura di collaborazionisti di classe dei leader sindacali pro-capitalisti. La natura di questo genere di lavoro deve essere raffinato e deve prendere in considerazione le caratteristiche specifiche della classe lavoratrice e la sua storia in ciascun paese ma non può essere ignorato.

E' particolarmente infantile da parte dell'"opposizione di sinistra" richiedere che siano costituiti dei sindacati nuovi di zecca con un requisito per l'appartenenza: accettare il sistema sovietico e la dittatura del proletariato. Lenin sostiene che i comunisti dirigono la Russia sovietica da quasi tre anni e sarebbe per loro rovinoso fare una simile richiesta ai lavoratori russi per l'appartenenza sindacale. "Il compito", afferma, che affrontano i marxisti "è di CONVINCERE gli elementi retrogradi, di lavorare TRA loro e non RECINTARSI FUORI da loro con slogan di 'sinistra' artificiali ed infantili".

I marxisti dovrebbero non soltanto lavorare nel movimento sindacale, ma, di fatto Lenin favoriva persino che i marxisti, seguendo l'idea di essere dove erano le masse, entrassero a far parte delle Centurie Nere (il KKK russo del tempo) di modo da convincere i lavoratori ed i contadini arretrati a dissociarsi dall'organizzazione. Comunque, non riesco a concepire quelli di sinistra negli USA che si radunano al movimento del Tea Party per illuminare i suoi membri della classe lavoratrice e convincerli a dissociarsi dal reazionario Partito Repubblicano (per quanto corretta possa essere questa tattica).

Tanto quindi per le opinioni di Lenin sulla relazione che un partito marxista dovrebbe avere con il movimento sindacale. Prossimamente esaminerò le sue opinioni sull'operare nei parlamenti borghesi.

Thomas Riggins attualmente è condirettore di Political Affairs online e scrive inoltre per il quotidiano online People's World. Leggete altri articoli di Thomas.