Lenin’s Tomb

 

MARTEDì, 1° MARZO 2011

La rinascita dell'ideologia imperialista postato da lenin

 

 

Ironico, nel mezzo di un'ondata rivoluzionaria in Medio Oriente, che un'empia alleanza di esperti di sicurezza, politici, personale della UE, ambasciatori e di ciarloni domestici stia ancora pubblicizzando la merce esausta dell''intervento umanitario'. Dimenticate il recente imbarazzo sulla perdita della Tunisia e dell'Egitto e le sudate sulle rivolte in Bahrain e Yemen. Si tratta della Libia. E avendo passato gli ultimi anni ad armare Gheddafi, vendendogli uditori internazionali come a un ex folle che ha visto la luce, gli USA e la UE ora simulano l'affronto mortale sull'utilizzo al quale Gheddafi sta sottoponendo quelle armi. Avendo aspettato e osservato e reso inizialmente delle dichiarazioni molto equivoche, hanno deciso che il regime di Gheddafi è finito proprio in tempo per evitare qualsiasi gaffe, simili a quelle di Joe Biden e Tony Blair accrescendo il coraggio dell'uomo o negando le sue inclinazioni dittatoriali. Inoltre, sono pronti a combattere dalla parte della rivoluzione libica. Ancora una volta i neocon stanno chiedendo a gran voce la rottura. Anche Anne Marie Slaughter, la 'wilsoniana' ex capo della pianificazione politica del Dipartimento di Stato, cinguetta per l'intervento. David Cameron sta sollevando timore sulla prospettiva di armi chimiche che viene usata come giustificazione per imporre una 'no fly zone'.

Che questo dovrebbe essere così in mezzo a una rivoluzione che è effettivamente sul punto di deporre Gheddafi, forse non l'ultimo dei dittatori sostenuti dagli USA a crollare di recente in Medio Oriente è interessante. Per chiunque segua le notizie, Gheddafi resiste in qualche enclave della Libia, ha perduto la maggior parte della polizia e dell'esercito e le 'tribù' che lo appoggiavano e i rivoluzionari avanzano sulle sue ultime roccaforti anche mentre scrivo. Il regime non è in grado di riprendere le città perdute, il che significa che è finito militarmente e politicamente. I massacri che i teppisti di Gheddafi hanno perpetrato in difesa sono molto reali e molto spaventosi e non posso avere tanto rispetto per l'argomento di alcuni che il regime di Gheddafi era storicamente progressista e quindi degno di essere difeso. Ma questi massacri non impediranno al regime di cadere. Ora, l'ideologia dell''intervento umanitario' è tra le altre cose una forma di paternalismo razzista. Mantiene, attraverso le sue affermazioni e esclusioni, che i popoli del Terzo Mondo non possano salvare loro stessi dalla dittatura senza l'assistenza degli stati imperialisti euro-americani. Anche se potessero, sostiene l'ideologia nella sua attuale permutazione, non sarebbero in grado di mantenere da soli una società rispettabile. Infatti, tra le elite euro-americane vi è la paura palpabile dei sanculotti arabi - anche se i motivi espressi per l''intervento umanitario' non sono del tutto altruistici. Bernard Lewis, Niall Ferguson, quegli ambasciatori esperti di sicurezza, sembrano tutti preoccuparsi di ciò che accadrà nel 'vacuum' (il che presenta, significativamente, il popolo libico, i rivoluzionari che coraggiosamente intraprendono questa storica lotta come una mera assenza). Gli arabi sono pronti per la democrazia? Il 'disordine' permetterà a 'al Qaeda' di 'riapparire'? Cosa accadrà ai prezzi petroliferi? E questo pare essere il punto. E' precisamente perché sanno che Gheddafi non sopravvivrà e sono disperatamente preoccupati di che genere di forze politiche indipendenti possano seguire (non ha nulla a che vedere con 'al Qaeda'), che sono ansiosi di 'aiutare'.

Ciò che penso stia avvenendo qui è che gli USA, i loro alleati della UE e i loro assortiti esperti, intellettuali e lacchè, stanno cercando disperatamente una strada per insinuare gli USA direttamente in quell'agitazione rivoluzionaria, per giustificare la proiezione di armamenti pesanti in una situazione dove gli interessi americani sono decisamente controrivoluzionari. Il tentativo di avvolgere questo complesso campo di lotte sociali e politiche nella cornice ideologica in rovina dell''intervento umanitario' fornisce giusto il punto d'ingresso che stanno cercando gli USA e i loro alleati. La richiesta di 'intervento umanitario' non ha nulla a che vedere con il soccorrere i libici, che si dimostrano alquanto capaci di soccorrere se stessi. E' la punta di un cuneo controrivoluzionario.