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Il ritorno dellastagnazione secolare

17 giugno 2016

 

 

Dal termine ufficiale della recessione USA nel 2009, seguente alla crisi finanziaria globale, il buonsenso della Federal Reserve, la banca centrale degli USA, è stato che diversi "venti contrari" sono responsabili del fallimento dell'economia americana di ritornare a qualcosa che rassomigli alla sua precedente traiettoria.

Il presupposto sottostante è stato che la crisi finanziaria del 2008-2009 non ha rappresentato nessun genere di crollo fondamentale dell'economia capitalista, ma è stata meramente una svolta sfavorevole del ciclo economico, sebbene molto grave, dal quale ci sarebbe stato ad un certo punto un ritorno al modello "normale" di espansione economica.

Tuttavia, la conferenza stampa di mercoledì della presidentessa della Fed Janet Yellen, seguente alla decisione della Commissione Mercato Aperto Federale di non alzare i tassi d'interesse, ha visto un marcato spostamento. Mentre le sue osservazioni preparate sono nell'insieme rimaste fedeli al copione ufficiale che nel corso del tempo i prevalenti "venti contrari" si sarebbero calmati, durante la sessione di domande e risposte della Yellen con i giornalisti è emersa una valutazione piuttosto differente.

In vista del fatto che la prospettiva della Fed per i tassi d'interesse era stata riveduta nettamente in basso, anche se le sue proiezioni per il prodotto interno lordo non lo erano state, alla Yellen è stato chiesto se vi era stato "un cambiamento drammatico nell'opinione della Commissione sul rapporto del PIL con i tassi d'interesse".

La sua risposta ha indicato che vi era stato o che almeno dietro facciata dei pronunciamenti ufficiali l'opinione che si sviluppa è che è in moto un cambiamento fondamentale.

Ha osservato che il cosiddetto "tasso neutrale"vale a dire il tasso d'interesse necessario per mantenere la crescita dell'economia al quasi pieno impiegoera "secondo i livelli storici piuttosto depresso" e che "molte stime lo porrebbero quasi a zero in termini reali o adeguati con l'inflazione".

La Yellen si riferiva, secondo il solito copione, ai "venti contrari" ed a ciò che ha chiamato gli "effetti duraturi della crisi finanziaria", che ci si attendeva che nel corso del tempo si "alleviassero". "Ma vi sono inoltre dei fattori che più duraturi e persistenti che possono essere all'opera che trattengono i tassi neutrali di più lungo termine", ha aggiunto.

Il principale di questi fattori era la "crescita lenta della produttività, che non è soltanto un fenomeno degli USA, ma un fenomeno globale". Vi era una considerevole incertezza, ma "la crescita della produttività potrebbe restare bassa per un periodo prolungato" ed abbiamo "società che invecchiano in molte parti del mondo che potrebbe deprimere il loro tasso neutrale ... Il senso che forse di quello che causa al tasso neutrale di essere così basso sono dei fattori che non spariranno rapidamente ma che saranno parte della nuova normale".

I commenti della Yellen hanno seguito l'avvertimento del Conference Board, un maggiore think tank economico USA, che quest'anno la crescita della produttività potrebbe diventare negativa per la prima volta in più di tre decenni.

Mentre non ha utilizzato il termine lei stessa, le osservazioni della Yellen puntano all'emergere di quella a cui l'ex segretario al Tesoro Lawrence Summers ed altri si sono riferiti come alla "stagnazione secolare". Il termine fu coniato per la prima volta nel 1938 dall'economista Alvin Hansen per descrivere una condizione strutturale dell'economia capitalista nella quale, non importa quanto giù vadano i tassi d'interesse, non vi è nessuna crescita perché il livello della domanda, particolarmente gli investimenti, non è in una flessione ciclica ma  permanentemente insufficiente ad assicurare l'espansione economica.

Il riferimento della Yellen alle "società che invecchiano" come spiegazione per ciò che chiaramente riconosce come un cambiamento dell'economia globale, non ricorda niente così tanto come la spiegazione dell'economista classico borghese del 19° secolo David Ricardo che, quando affrontò la tendenza a calare del tasso di profitto, la ascrisse alla fertilità declinante della terra ed al calo di produttività nell'agricoltura. Come osservò vigorosamente Marx, inorridito da questa prospettiva che metteva in dubbio la praticabilità storica dell'economia capitalista, Ricardo fuggì nella sfera della chimica organica. Allo stesso modo, la Yellen quando è di fronte a tendenze economiche persistenti, cerca rifugio nella demografia.

In opposizione a Ricardo, Marx spiegò che la vera barriera all'espansa produzione capitalista non era un prodotto della natura, ma del capitale stessola proprietà privata dei mezzi di produzione ed il sistema del profitto.

Le tendenze e gli andamenti dell'economia che arrivano indietro nel corso del quarto di secolo passato sottolineano il punto reso da Marx. In seguito alla fine della crescita post-bellica ed al calo dei tassi di profitto alla fine degli anni '60 e inizi '70, il capitalismo globale ha sperimentato una serie di crisi, esemplificate sopra tutto dalla persistenza di quella che era nota come "stagflazione"bassa crescita e recessione combinate con alti tassi di inflazione.

Questa crisi è stata temporaneamente superata attraverso l'assalto violento alla posizione sociale della classe lavoratricei punti di svolta chiave furono il licenziamento di massa dei controllori del traffico aereo negli USA da parte di Reagan nel 1981 e l'energica repressione di stato dello sciopero dei minatori del 1984-85 da parte del governo Thatcher in Gran Bretagna e lo sfruttamento di nuove aree di lavoro a buon mercato attraverso la globalizzazione della produzione.

Ma il rialzo limitato del tasso di profitto che ciò ha prodotto non ha determinato il ritorno alle condizioni di relativa stabilità economica che contrassegnarono la crescita post-bellica. Al contrario, dall'epoca del crollo della borsa USA dell'ottobre 1987, il capitalismo mondiale è stato contrassegnato da un crescente trambusto finanziario.

E' diventato sempre più dipendente da iniezioni di denaro a buon mercato della Fed e di altre banche centrali per soffocare tempeste finanziarie ancora più violentedalla crisi finanziaria messicana all'inizio degli anni '90, la crisi finanziaria asiatica del 1997–98 ed il collasso del Long Term Capital Management, il collasso della bolla delle dot.com nel 2000–2001 che hanno portato alla crisi finanziaria del 2008 fatta esplodere dallo scoppio della bolla dei mutui sub-prime.

La Fed e le altre banche centrali hanno risposto a questa crisi come hanno fatto in passato, con iniezioni massicce di credito facile. Ma nonostante la spesa di trilioni di dollari nell'acquisto di attività finanziarie e l'abbassamento dei tassi d'interesse a zero e persino al di sotto, non vi è stato nessun risveglio dell'economia reale. L'unico effetto di queste misure è stato di accrescere ad altezze senza precedenti la speculazione finanziaria, mentre ha prodotto disuguaglianza sociale in continuo ampliamento e salari e condizioni sociali in peggioramento per la classe lavoratrice mondiale.

La storia economica non si ripete. Ma l'economia capitalista ha delle leggi di moto, che producono tendenze economiche ed andamenti distinguibili che trovano la loro espressione non soltanto nell'economia ma nella politica.

L'anno 1914 è per sempre inciso nella storia come l'anno dello scoppio della I Guerra Mondiale. Ma è stato anche economicamente significativo. Segnò un calo dei tassi di crescita e dei profitti che, nonostante tutti i tentativi per superarlo, continuò attraverso gli anni '20 e '30, risultando nella Grande Depressione.

Questi processi sottostanti produssero una contrazione nell'economia mondiale che portò inesorabilmente allo scoppio della II Guerra Mondiale poiché le grandi potenze capitaliste erano impegnate in una lotta sempre più intensa per mercati e profitti che si contraevano, prima con l'uso di metodi economici nazionalistitariffe accresciute e blocchi valutarie quindi in termini militari.

Il mondo di oggi è contrassegnato dal ritorno a queste condizioni: la stagnazione dell'economia mondiale, mercati saturati da una serie di merci e prodotti industriali, livelli degli investimenti persistentemente bassi, la forza motrice dell'economia mondiale, conflitti valutari e crisi finanziaria che si intensifica, per menzionare soltanto alcuni esempi.

Ed essi stanno portando inevitabilmente nella stessa direzione dei decenni precedenti: una guerra mondiale per la divisione e la re-divisione dell'economia mondiale, con potenziali conseguenze nucleari e la distruzione della civiltà stessa.

Il fatto che le contraddizioni oggettive del capitalismo siano ora riuscite, almeno parzialmente, ad avere tambureggiato il loro ingresso nella testa dei soprintendenti del capitalismo globale, come la Yellen, è un indicazione dello stato avanzato della crisi economica.

Deve essere un segnale per la classe lavoratrice internazionale che la questione urgente davanti è la lotta per un programma socialista internazionale per il rovesciamento del reazionario e superato stato nazione capitalista e del sistema del profitto e per la costruzione del partito mondiale della rivoluzione socialista, il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale, per condurla.

Nick Beams