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Riducendo in brandelli la solita ed uniforme propagata nozione che
lo Stato Islamico sia composto da musulmani radicali, la vasta
maggioranza delle reclute del gruppo possiede una conoscenza soltanto
superficiale della religione dell'Islam
— appena prima di entrare a farne parte alcuni hanno persino acquistato
il libro "L'Islam per principianti".
Una
analisi documenti
trapelati dello Stato Islamico ottenuti dal sito di opposizione
siriano Zaman al-Wasl ed assicurati dall'Associated Press
ha scoperto che al culmine della spinta del gruppo per membri il
70% delle reclute possedevano soltanto una conoscenza basilare della
Shariah, delle leggi derivate dai versi del Corano e dello
"hadith", le parole e le azioni del profeta Maometto.
Mentre il 24% aveva raggiunto una comprensione intermedia della
religione, un semplice 5% erano considerati studenti avanzati
dell'Islam.
La precisa ignoranza dei veri principi della religione ha
probabilmente contribuito a gonfiare i numeri dello Stato Islamico. Come
spiega l'organizzazione:
"Al culmine dell'iniziativa dello Stato Islamico per combattenti
nel 2013 e 2014, le tipiche reclute comprendevano il gruppo di francesi
che a casa facevano il giro dei bar con i loro reclutatori, i recenti
convertiti europei che ora con esitazione si descrivono come
omosessuali e due britannici che hanno ordinato da Amazon 'Il Corano per
principianti' e 'L'Islam per principianti' per prepararsi per la
jihad all'estero. Completato il processo di reclutamento, sono
stati raggruppate in dei nascondigli
dove è venuta dentro una marea di imam per indottrinarli, secondo
una testimonianza in tribunale e delle interviste dell'Associated
Press".
Reclute come queste, in gran parte inconsapevoli di cosa comporti
l'estremismo violento, possono essere facilmente manipolate da
veri radicali una volta che i legami di famiglia siano stati tagliati e
che i mezzi di comunicazione con il mondo, come i telefoni cellulari,
siano stati portati via. Una volta nelle grinfie del gruppo, avviene il
completo indottrinamento all'interpretazione deviata dell'Islam
dell'ISIS oppure la comprensione che i suoi metodi terroristici sono
esagerati lascia tuttavia la recluta senza i mezzi per fuggire
facilmente.
"Mi sono accorto di essere nel posto sbagliato quando hanno
cominciato a pormi domande in queste forme come 'quando muori chi
dobbiamo chiamare?'", ha racontato all'AP a condizione
dell'anonimato una recluta europea di 32 anni che pensava di unirsi ad
un gruppo per combattere il presidente
Bashar al-Assad e aiutare i siriani.
Sulla base dell'analisi, sembrerebbe che l'ignoranza religiosa
— la non accurata comprensione della Shariah e dell'Islam — faccia
da perfetto sfondo per i potenziali combattenti dello Stato Islamico.
Per esempio,
Mohamed Lahouaiyej Bouhlel — l'autista che ha arato con un camion una
folla di persone, uccidendone 85, il Giorno della Bastiglia a Nizza —
"è stato descritto dalla famiglia e dai vicini come indifferente
verso la religione, incostante ed incline a bagordi di bevute, con la
propensione al ballo ed un riferito amante maschio", ha descritto
l'AP.
Nei 4.030 documenti d'ingresso per le reclute straniere dell'ISIL
per la Siria del 2013 e 2014 esaminati dalla AP vi erano quelli di
Karim e Foued Mohammad-Aggad —
ritornati da poco in Francia e Foued alla fine ha partecipato in
novembre agli attacchi di Parigi al
nightclub Bataclan
che hanno lasciato 130 morti.
"L'Islam è stato usato [dallo Stato Islamico] per intrappolarmi
come un lupo", ha raccontato Karim in tribunale prima della
condanna.
Secondo i documenti analizzati dall'Associated Press,
Karim e Foued Mohammad-Aggad
erano entrambe elencati per avere soltanto conoscenze "di base"
della Shariah.
Ciò è stato provato esser vero in tribunale. Sotto interrogatorio
del giudice riguardo alla sua comprensione della Shariah, Karim ha
intonato ripetutamente "Non ho le conoscenze per rispondere alla
domanda".
Indubbiamente, alcuni che si uniscono o giurano fedeltà al gruppo
terrorista, lo fanno per motivi religiosi fuorviati. Tuttavia, come ha
spiegato
Patrick Skinner — ex
funzionario della CIA che è specializzato in organizzazioni
estremiste del Medio Oriente
— la maggior parte di quelli che si uniscono "mirano ad un senso di
appartenenza, un senso di cattiva fama, un senso di eccitamento".
In realtà, ha aggiunto, "La religione è un aggiunta".
Skinner ha inoltre raccontato alla AP che la dimora millenaria
per l'apprendimento degli studi sulla Shariah e coranici del Cairo,
Al-Azhar, è caduta sotto aspre critiche nella recente edizione dello
Stato Islamico della sua rivista in lingua inglese, Dabiq, che ha
affermato che Al-Azhar è parte di un "approccio per sottomettere i
musulmani all'occidente attraverso la pacificazione".
Lo studioso islamico di
Al-Azhar
Mohammed Abdelfadel ha dichiarato che i video di propaganda dell'ISIL
che annunziano il presunto martirio dei combattenti contraddicono
direttamente 'le leggi islamiche che proibiscono il terrorismo,
l'uccisione in guerra di non combattenti, l'imposizione
dell'Islam a dei non musulmani ed altre attività criminali', come ha
parafrasato la AP.
Ancora oltre, coloro con la completa comprensione della Shariah
erano molto meno inclini a volere 'martirizzarsi' come attentatori
suicidi, ha scoperto uno studio del
Combating Terrorism Center delle forze armate USA, citato dalla AP:
"Se il martirio viene visto come la più elevata chiamata religiosa,
allora un'aspettativa razionale sarebbe che le persone con la maggiore
conoscenza della legge islamica
(Shariah) desidererebbero attuare queste operazioni con maggiore
frequenza".
Ma, nonostante le pretese dell'ISIL di motivazioni religiose per i
suoi attacchi, "quelli con la maggiore conoscenza religiosa
all'interno dell'organizzazione stessa sono probabilmente gli ultimi a
presentarsi volontari per essere attentatori suicidi".
Sebbene questi punti siano stati sostenuti e difesi da numerosi
musulmani nel tentativo di aumentare la comprensione dell'Islam e di
combattere il fanatismo ed i pregiudizi, lo studioso islamico
Tariq Ramadan ha esortato i musulmani a dimostrare che ciò che insegna
l'ISIL non è Islam.
"La gente che sta facendo questo non subisce il martirio, sono dei
criminali. Uccidono delle persone innocenti", ha
implorato Ramadan. "Niente nell'Islam, niente può mai
giustificare l'uccisione di persone innocenti, mai, mai".
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