Quando tutto il resto non riesce, fingete che non stia
accadendo.
Secondo un rapporto nell'ultima edizione del
Sunday Times,
questo è il nuovo approccio che viene adottato
dagli economisti "esperti" pro-conservatori.
Evidentemente, pensano che i dati che vengono prodotti
dall'Ufficio Statistiche Nazionali (ONS) siano proprio
semplicemente sbagliate e che stiano "presentando un quadro
deprimente in modo non realistico che erode la fiducia. Le
authorità sono preoccupate che numeri pessimistici possano
diventare autosoddisfacenti".
(ST 22/7/12)
Così,
le "authorità" pensano che sia tutto nella mente
-
le aziende che chiudono, la gente che viene licenziata, tutto a
causa di rapporti di dati dell'ONS. Le "authorità"? -
Più note come "esperti" da poco!
Basano le loro preoccupazioni sulle cifre ufficiali della
disoccupazione calanti. Il ST cita un certo
Ross Walker,
economista della
Royal Bank of Scotland (perciò
deve sapere di cosa parla data la storia di successo che è la
RBS) mentre sostiene che "La creazione di posti di lavoro
del settore privato corre a dei livelli che non ci si attendono
in un'economia in contrazione". Comunque, uno sguardo più
preciso rivela una situazione per nulla prospera.
Vediamo chiaramente numeri record di persone che si muovono
da buoni posti di lavoro ben pagati a posti di lavoro part-time
pagati miseramente solitamente nel settore del dettaglio o dei
servizi - che riempiono scaffali alla Tesco o che distribuiscono
caffè negli
Starbucks.
No, non sono disoccupati ma difficilmente questo è un passo
avanti verso una carriera rimunerativa. Molti altri sono appena
diventati lavoratori autonomi (più noti come auto-disoccupati)
per cercare di tirare avanti. Questi due processi stanno
avvenendo non soltanto qui ma anche in Europa, persino in
Germania. Naturalmente, abbattono le cifre ufficiali ma
difficilmente rappresentano una ripresa. Si, sono stati creati
molti posti di lavoro per le Olimpiadi - ancora prevalentemente
mal pagati e tutti temporanei - ma tutto ciò comincerà a
terminare in settembre quando finiscono i giochi. Inoltre sta
arrivando nel mercato del lavoro la quota di quest'anno di
diplomati e laureati. Così le tendenze reali ci raccontano che
le cose non stanno migliorando - certamente non per la massa
della gente comune. Il caos nei mercati finanziari mondiali è un
riflesso della crisi più profonda del capitalismo mondiale
Il sogno che la recessione
doveva finire nel 2010 o nel 2011 è risultato un sogno soltanto
per le grandi imprese, per le banche e per i governi dei
padroni. Viviamo l'incubo. La Grecia, il Portogallo, la Spagna,
,,, chi sarà il prossimo? Non si possono soltanto incolpare
delle cifre "deprimenti" e sperare che tutto vada per il meglio.
Sotto il capitalismo non vi è nessun "meglio", soltanto una
crisi in aumento che sembra decisa a continuare e continuare a
meno che non facciamo qualcosa al riguardo.