Socialist Appeal

 

 

La recessione? E' nella mente!

di Felix Lighter

Martedì, 24 luglio 2012

 

Quando tutto il resto non riesce, fingete che non stia accadendo. Secondo un rapporto nell'ultima edizione del Sunday Times, questo è il nuovo approccio che viene adottato dagli economisti "esperti" pro-conservatori.

Evidentemente, pensano che i dati che vengono prodotti dall'Ufficio Statistiche Nazionali (ONS) siano proprio semplicemente sbagliate e che stiano "presentando un quadro deprimente in modo non realistico che erode la fiducia. Le authorità sono preoccupate che numeri pessimistici possano diventare autosoddisfacenti". (ST 22/7/12) Così, le "authorità" pensano che sia tutto nella mente - le aziende che chiudono, la gente che viene licenziata, tutto a causa di rapporti di dati dell'ONS. Le "authorità"? - Più note come "esperti" da poco!

Basano le loro preoccupazioni sulle cifre ufficiali della disoccupazione calanti. Il ST cita un certo Ross Walker, economista della Royal Bank of Scotland (perciò deve sapere di cosa parla data la storia di successo che è la RBS) mentre sostiene che "La creazione di posti di lavoro del settore privato corre a dei livelli che non ci si attendono in un'economia in contrazione". Comunque, uno sguardo più preciso rivela una situazione per nulla prospera.

Vediamo chiaramente numeri record di persone che si muovono da buoni posti di lavoro ben pagati a posti di lavoro part-time pagati miseramente solitamente nel settore del dettaglio o dei servizi - che riempiono scaffali alla Tesco o che distribuiscono caffè negli Starbucks. No, non sono disoccupati ma difficilmente questo è un passo avanti verso una carriera rimunerativa. Molti altri sono appena diventati lavoratori autonomi (più noti come auto-disoccupati) per cercare di tirare avanti. Questi due processi stanno avvenendo non soltanto qui ma anche in Europa, persino in Germania. Naturalmente, abbattono le cifre ufficiali ma difficilmente rappresentano una ripresa. Si, sono stati creati molti posti di lavoro per le Olimpiadi - ancora prevalentemente mal pagati e tutti temporanei - ma tutto ciò comincerà a terminare in settembre quando finiscono i giochi. Inoltre sta arrivando nel mercato del lavoro la quota di quest'anno di diplomati e laureati. Così le tendenze reali ci raccontano che le cose non stanno migliorando - certamente non per la massa della gente comune. Il caos nei mercati finanziari mondiali è un riflesso della crisi più profonda del capitalismo mondiale

Il sogno che la recessione doveva finire nel 2010 o nel 2011 è risultato un sogno soltanto per le grandi imprese, per le banche e per i governi dei padroni. Viviamo l'incubo. La Grecia, il Portogallo, la Spagna, ,,, chi sarà il prossimo? Non si possono soltanto incolpare delle cifre "deprimenti" e sperare che tutto vada per il meglio. Sotto il capitalismo non vi è nessun "meglio", soltanto una crisi in aumento che sembra decisa a continuare e continuare a meno che non facciamo qualcosa al riguardo.