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L'elite dominante europea  teme il “contagio” dalla Grecia

15 dicembre 2008

 

E' necessario che i lavoratori, specialmente i giovani, considerino le più vaste implicazioni dei fatti della scorsa settimana in Grecia. Dopotutto, è una questione che occupa i pensieri di importanti personaggi dentro le elite dominanti di Europa e Stati Uniti.

I tumulti che hanno fatto esplodere la Grecia hanno avuto la scintilla nell'uccisione di un ragazzo di 15 anni, Alexis Grigoropoulos, da parte della polizia. Ma ciò ha acceso una arrabbiata massa di scontento, specialmente tra la gioventù greca e la sua popolazione studentesca. Nonostante i tentativi del governo di Nuova Democrazia e dei suoi oppositori nominali della sinistra ufficiale di incolpare agitatori anarchici, solamente questa opposizione sociale può rendere conto del prolungato carattere delle proteste e della loro estensione per tutto il paese, anche di fronte alla brutale repressione.

Numerosi rapporti hanno attirato l'attenzione sulla terribile situazione che affronta la generazione più giovane in Grecia, persino quelli laureati all'università. La disoccupazione tocca uno su quattro dai 15 ai 24 anni, anche in anticipo del pieno impatto del crollo dell'economia mondiale. I post laureati sono ripetutamente costretti a prendere posti di lavoro al salario minimo di appena €600 al mese, se sono fortunati. Alcuni lavorano in due posti per sopravvivere.

Andre Gerolymatos ha scritto sul Globe and Mail del Canada che "il fattore preponderante per le azioni di tali giovani è un senso di disperazione", notando che la disoccupazione per coloro tra i 15 ed i 20 anni è "poco sopra il 22%". Ha continuato: "Non è affatto una coincidenza che la maggior parte dei rivoltosi ricada all'interno di quel gruppo di età. In effetti, Un giovane su quattro affronta un futuro di posti di lavoro a bassa paga e di povertà".

In Grecia la situazione è tremenda, ma non è in nessun modo l'eccezione. Un simile quadro si sta sviluppando in tutta l'Europa. Perciò i commenti fermo restando che la Grecia è emblematica di ciò che il Wall Street Journal riconosce essere "lo scontento crescente tra i giovani in molti paesi europei".

Il Journal ha notato che in Grecia i giovani sono stati "soprannominati" 'Generazione 600'—con riferimento al salario minimo nazionale del paese di €600". Ha poi elencato designazioni simili: in Germania è "Generazione Interna" perché i laureati "si trovano a lavorare come interni per nessuna o per bassa paga per lunghi periodi".

In Spagna, ai giovani ci si riferisce come a “mileuristas” — “vagamente, quelli che sopravvivono con mille euro al mese ... che entrano nel posto di lavoro con pochi benefici e protezioni, spesso andando avanti tra contratti temporanei".

In un commento più esteso sulla Spagna il 9 dicembre, Bloomberg notava che la sua "Generazione migliore" viene colpita in modo più duro mentre "il boom diventa bancarotta". Circa il 28% dei giovani spagnoli sono fuori dal lavoro, due volte la media dell'Unione Europea. Non meno del 63% di quelli tra i 15 ed i 24 anni che lavoravano lo scorso anno avevano contratti temporanei, "così i giovani sono i primi a perdere il posto di lavoro e lo stanno perdendo in maniera massiccia", ha spiegato Gayle Allard, vice rettore della scuola di amministrazione Instituto de Empresa di Madrid.

Il salario netto mensile delle persone sotto i 29 anni di età è appena di €964. Solamente il 55% dei lavoratori giovani può permettersi tutte le spese, secondo un rapporto governativo.

Il giorno prima che venisse ucciso Alexis Grigoropoulos, Forbes ha pubblicato un rapporto di Selcuk Gokoluk che avverte che "La crescente disoccupazione tra i giovani turchi minaccia di alimentare la tensione sociale". Bulent Pirler, segretario generale di un gruppo di datori di lavoro, ha dichiarato: "La Turchia ha una popolazione giovane. Se non sono istruiti ed occupati, significa avere tra le mani una bomba".

Forbes continuava: “I dati dimostrano che 1,09 milioni di persone sono registrate all'agenzia statale di disoccupazione, ma questa annuncia solamente 14.526 offerte di lavoro. Più di un terzo delle domande registrate dei senza lavoro lo scorso mese erano fatte da persone dai 15 ai 24 anni di età".

In Gran Bretagna il Telegraph ha messo in evidenza nelle pagine degli affari dell'8 dicembre un articolo di Constantine Courcoulas che sostiene fermamente che "Gli investitori hanno torto ad ignorare i tumulti greci".

Dopo avere avvertito che l'attuale "agitazione è senza precedenti" e "non è più limitata ad una frangia anarchica" dovuta a "collera generale verso il governo". Courcoulas ha scritto che "le tensioni provocate dalla disoccupazione, dalla gioventù marginalizzata ed i governi incompetenti sono lungi dall'essere esclusivamente ellenici. Insurrezioni simili sono possibili in altri paesi. Le recessioni sono sempre dure sui giovani. E mentre lo slogan dei rivoltosi greci— ‘proiettili per i vostri giovani, denaro per le vostre banche’—potrebbe non qualificarsi come una valida analisi socioeconomica, ha un suono facile da ricordare.

Ha concluso che "Talvolta le proteste sociali hanno cambiato il mondo. Pensate alle rivoluzioni francese e russa".

Scrivendo per l'Associated Press, una simile valutazione è stata fatta da Paul Haven, che ha asserito che "in Europa le autorità sono preoccupate che le condizioni siano mature perché il contagio si diffonda" mentre il continente "affonda nella recessione".

Molto efficacemente il quotidiano Scotsman ha attirato l'attenzione sulla risposta del presidente francese Nicolas Sarkozy ai fatti in Grecia. Respingendo le proposte sul bilancio dal suo partito che considerava troppo chiaramente prevenute verso i ricchi, ha osservato: "Guardate cosa sta succedendo in Grecia".

Sarkozy ha espresso la preoccupazione che l'agitazione possa propagarsi alla Francia, ha riferito lo Scotsman. "Ai francesi piace quando sono in una carrozza con Carla, ma allo stesso tempo hanno ghigliottinato un re", ha detto.

Le summenzionate citazioni sono tratte da importanti giornali finanziari, quotidiani con una colorazione decisamente di destra e da organi designati generalmente come quotidiani "autorevoli". Sono valutazioni serie fatte di una crescente minaccia al sistema capitalista posta da una generazione di giovani, spesso istruiti, altamente intelligenti ed articolati, che vivono di quasi nulla. Raccontato per anni che l'istruzione era tutto ciò che veniva richiesto per avere successo, non hanno nessuna prospettiva per il futuro nonostante i loro sacrifici e quelli dei loro genitori.

Minacciati da governi della sinistra ufficiale e della destra che cercano di addossare ai lavoratori l'intero peso della crisi economica e da partiti di opposizione che non offrono nessuna vera opposizione a questa agenda, in Grecia i giovani sono scesi in strada in una manifestazione di massa di rabbia e frustrazione. Ma non abbiate dubbi. Siamo testimoni dell'inizio di una profonda svolta sociale che potrebbe assumere forme politiche che non saranno confinate ai compromessi e screditati sindacati e organizzazioni della sinistra ufficiale.

Chris Marsden