COUNTERFIRE

 

Perché è ancora importante leggere Das Kapital di Marx

GIOVEDì 21 GIUGNO 2012

SCRITTO DA Mike Wayne

 

Mike Wayne discute del suo nuovo: Il Capitale di Marx per principianti

e perché leggere Marx è oggi ancora d'attualità

 

La rilevanza di Das Kapital di Marx per il mondo capitalista moderno riceve ascolto ancora una volta. Dopo il crollo dell'Unione sovietica nel 1991 e l'apertura della Cina al capitalismo internazionale, le elite politiche ed economiche dichiararono che era arrivato un nuovo paradigma economico, portando con se impensate promesse di ricchezza ed estasi del consumatore finché il mercato fosse stato lasciato a fare gli affari propri. Un gran numero di persone le ascoltarono. Ma la loro arroganza e compiacimento poggiavano su una imponente amnesia storica che li oscurava ad una verità elementare attestata da quasi 400 anni di storia: vale a dire che il capitalismo resta strutturalmente incline a grandi crisi economiche.

Questo è un contesto nel quale ha senso ritornare a Das Kapital di Marx. Come chiarisce il titolo del libro: da un nome alla bestia. Senza un nome, non possiamo veramente cominciare a definire quali siano i problemi ed i loro principi fondamentali profondi; senza dare un nome a questo sistema di misure sociali ed economiche, le sue cause strutturali ci sfuggono. Sia che parliamo di epidemie di obesità, di scarsità d'acqua tra rovesci torrenziali o di degradazione e tossicità ambientale, dello svuotamento della democrazia rappresentativa, dell'erosione dei diritti dei lavoratori, delle disuguaglianze crescenti tra i ricchi ed il resto, dello smantellamento del settore pubblico e della distruzione delle conquiste e dei diritti sociali rafforzati nel corso dei decenni; sia che parliamo di una generazione perduta di giovani le cui capacità e potenzialità non riescono a trovare nessun lavoro retribuito della riduzione dell'istruzione all'obbedienza, al conformismo ed alla disciplina; della trasformazione dei mass media da strumenti di informazione, conoscenza e creatività ad approvvigionatori di ignoranza, sensazionalismo e stanchi clichés; sia che parliamo della violenza economica del sistema o della società della sorveglianza e dello spazio decrescente per protestare pacificamente senza venire siamo manganellati, colpiti con il taser o peggio tutti questi problemi ed altri possono essere ricondotti alla questione del capitale ed a meno che non diamo un nome al sistema all'interno del quale si stanno sviluppando questi problemi, il pubblico dibattito, la pubblica dissertazione ed i programmi politici, sono destinati a rimanere a livello della superficie, nella migliore delle ipotesi indirizzandosi ai sintomi o rendendo peggiori i problemi seguendo le stesse screditate panacee e prescrizioni capitaliste che sono in primo luogo responsabili dei problemi.

E' per questo che un libro il cui primo volume venne pubblicato nel 1867 resta irresistibilmente valido per i nostri tempi. La grande opera di Marx possiede un'universalità intorno ad esso l'applicabilità al capitalismo in qualunque paese ed in qualunque secolo si sviluppi. Tuttavia questa universalità non è una vuota astrazione Marx sviluppa una critica che è responsabile empiricamente ed in maniera più importante penetra nelle relazioni sostanziali del sistema. Questa è una miscela rara. Mentre L'origine delle specie di Darwin è stato accettato dalla vasta maggioranza della comunità scientifica, l'opera di Marx rimane come sui desidererebbe uno scandalo ed un abominio per la borghesia. Sotto molti aspetti è un attacco contro-intuitivo che sfida profondamente presupposti tenuti in gran conto, sorretti sia dagli economisti politici che dalla gente della strada, per quanto cadano sotto la formula magica dell'ideologia spontanea secreta dallo scambio capitalista.

Marx ha dimostrato che il sistema capitalista è devastato da contraddizioni irrisolvibili strutturalmente. Adottando la metodologia di Hegel, Marx decostruisce l'economia politica borghese dall'interno, cominciando con il suo universo concettuale e scoprendo le contraddizioni ed i conflitti all'interno di questo sistema e mostrando ciò che l'economia politica borghese doveva reprimere allo scopo di mantenere un'apparenza di coerenza. La rimozione realmente grande all'interno dell'economia politica borghese è questa: da dove viene il valore? L'economia politica borghese non può davvero affrontare questa questione e preferisce restare al livello di fenomeni secondari, come l'offerta e la domanda, l'interesse o il margine di profitto, per spiegare l'origine del valore.

In questa rimozione l'economia politica borghese rispecchia il sistema capitalista stesso. Le origine delle cose, ed effettivamente le origini storiche del capitalismo sono un anatema per il capitale. Marx rintraccia la fonte del valore alla forza lavoro sfruttata e la produzione di merce capitalista storicamente emerge quando la forza lavoro diventa una merce su vasta scala. Ciò richiede separare la forza lavoro da ogni proprietà privata o comune dei mezzi di produzione. Costretti a vendere la loro forza lavoro per sopravvivere, i lavoratori incontrano nel mercato il proprietario dei mezzi di produzione, il capitalista, in termini molto disuguali-

Il concetto di forza lavoro è una delle innovazioni concettuali di Marx che segna una rottura decisiva dall'economia politica borghese. Perché la forza lavoro produce più valore di quanto costi sul mercato. A sua volta questa innovazione ha richiesto a Marx di sviluppare un'altra innovazione concettuale. Perché la forza lavoro produce surplus di valore per quello che viene pagata e questo plusvalore è posseduto e controllato dal capitale.

Oggi ci viene raccontato incessantemente che l'origine della ricchezza dipende da imprenditori innovatori, assuntori di rischio, visionari ed aziende ai quali dobbiamo piegarci, fare tutto quanto in nostro potere per raddolcirli ed attrarli (tagliando le loro imposte e peggiorando le condizioni di lavoro) perché portano posti di lavoro ed investimenti. Ma da dove proviene questo 'investimento'? La risposta di Marx è inequivocabile: deve essere infatti essere preso da parte del capitale dal lavoro e trasformato in attività monetizzate che obbediscono alla logica ed ai dettati del sistema capitalista. Ma dietro i concetti si trova una contesa scritta nel sudore e nel sangue poiché il capitale cerca di ridurre il costo del lavoro e di espandere il plusvalore che la forza lavoro produce.

Al capitale non importa nulla della lunghezza della vita della forza lavoro, afferma Marx, dopo avere osservato le morti premature di fornai e fabbri. Tutto ciò di cui si interessa è semplicemente e solamente il massimo della forza lavoro fatta divenire feconda in una giornata di lavoro. Oggi qualunque lavoratore in un call center riconoscerebbe la validità di questa analisi. Analogamente, il prodotto del lavoro viene degradato dal capitale nella ricerca del profitto. Marx osservò l'estesa contraffazione del pane con polvere di allume nei forni inglesi e vide ciò come l'altro lato dello sfruttamento del lavoratore. Quando oggi guardiamo la crisi nella produzione alimentare possiamo vedere che Marx è stato effettivamente profetico.

Un'altra di quelle grandi innovazioni concettuali che Marx ci ha tramandato e che oggi spiega così tanto è stato il concetto di feticismo della merce. Questo concetto aiuta a spiegare come le pratiche quotidiane ed abituali dello scambio capitalista inibiscono strutturalmente le nostre capacità cognitive di comprendere la rete di relazioni sociali, le forze causali all'opera nei fenomeni della vita di tutti i giorni. Il capitalismo funziona come un atto gigantesco di decontestualizzazione, facendo lavorare le persone, gli eventi e le istituzioni come se non avessero nessuna base sociale, nessun collegamento sociale, nessun requisito sociale e nessuna condizione sociale di esistenza. Con il concetto di feticismo della merce Marx inoltre anticipa e ci aiuta a comprendere un aspetto molto importante del capitalismo avanzato  del consumatore: cioè l'orchestrazione gigantesca di investimenti e soddisfazioni psicologici nei fenomeni decontestualizzati della vita di tutti i giorni.

Oggi ci stiamo dirigendo verso una tempesta perfetta; una massiccia crisi economica, una crisi politica, una crisi sociale ed una crisi economica una moltiplicazione di crisi che porterà guerra nella sua scia. Das Kapital di Marx, che è stato una enorme laboriosa denunzia dell'interno di questo mostruoso sistema e delle tendenze essenziali verso le crisi, resta il libro che ogni generazione deve riscoprire.

L'ultimo libro di Mike Wayne Marx's Das Kapital For Beginners è stato appena pubblicato.