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La crisi mondiale del capitalismo sta portando ad un'ampia
contestazione di strutture, istituzioni, politici e partiti della
società borghese, dalla Grecia all'Italia, dal Brasile alla Turchia,
dall'Egitto all'Iran, la consapevolezza delle masse sta subendo una
profonda trasformazione. Questo non è un processo lineare e non
viene riflesso automaticamente e direttamente in tutti i paesi allo
stesso tempo. Ma la "talpa della storia" sta scavando attivamente
sotto la superficie, minando lentamente ma fermamente proprio il
terreno sul quale si trova il capitalismo. Le radici putrefatte di
questo sistema, che ha oltrepassato la sua fase progressiva molto
tempo fa, portano inevitabilmente ad espressioni di decadenza e di
malattia alla superficie: nell'ideologia, in politica, nella cultura
e nelle relazioni umane.
Il malessere tocca ogni strato ed ogni classe. Appollaiati come
sono al vertice della società, i membri più lungimiranti della
classe dominante hanno una veduta generale migliore del mondo che
governano e sono spesso più sensibili al terreno che cambia sotto i
loro piedi. Come dice il proverbio, quando il vento comincia a
soffiare, prima spinge le cime degli alberi. Soltanto più tardi,
come i venti prendono velocità e direzione, vengono sradicati gli
stessi alberi marci. Questo si applica anche alla lotta di classe.
Il periodo di crisi, rivoluzione e controrivoluzione nel quale
siamo entrati è accompagnato necessariamente da spaccature tra i
capitalisti ed i loro politici. Espresso semplicemente, la classe
dominante non è più in grado di governare alla vecchia maniera. Le
riforme e concessioni minori conquistate dai lavoratori e persino i
diritti democratici fondamentali non sono più sostenibili e devono
essere frantumati. Su questo, la classe dirigente è d'accordo.
Tuttavia, è divisa su come farlo meglio: lentamente o velocemente;
con un sorriso un ringhio; apertamente oppure attraverso manovre e
sotterfugio. Una parte vuole rallentare il passo dell'austerità allo
scopo di impedire un'esplosione sociale; l'altra vuole imporre
l'austerità, non importa quali le conseguenze. Ed all'interno di
entrambe le stesse parti vi sono aspre divisioni interne. Ma non
importa quale rotta scelgano, non possono evitare le contraddizioni
organiche del sistema che hanno giurato di difendere.
Solone di Atene una volta paragonò la legge ad una ragnatela:
"i piccoli vengono presi ed i grandi la strappano". Il sistema di
restrizioni della Costituzione degli USA è una costruzione
autoritaria—dalla
prospettiva della classe dominante. Mentre ci viene raccontato che
sono intese a prevenire che qualsiasi branca del governo abusi del
suo potere, il loro reale scopo è di
trattenere ed intrappolare la classe lavoratrice. Hanno inoltre
congegnato attentamente ed in modo conveniente un'impasse
legislativa che permette loro di "compromettere" continuamente a
destra. Ma ora sono intrappolati nella loro ragnatela e nelle loro
macchinazioni.
Il segretario alla difesa
Chuck Hagel
ha avuto la seguente reazione all'imminente
shutdown
governativo: "Questo è un modo incredibilmente irresponsabile di
governare. Se questo continua, avremo un paese che è ingovernabile".
Questo straordinario commento è pieno di significato, con
implicazioni molto al di là dell'immediato conflitto sull'Obama-care,
sul bilancio e sullo spettro di una paralisi sull'innalzamento del
tetto del debito, che potrebbero mandare in frantumi i mercati
mondiali. Provenendo dall'uomo responsabile dell'apparato militare
più potente al mondo, queste parole rivelano la profonda ansietà
della classe dominante, che sta di fronte alla prospettiva di
perdere il controllo sia all'interno che all'estero.
Nel frattempo, i lavoratori soffrono delle conseguenze. 800.000
lavoratori pubblici, molti di loro sindacalizzati, sono stati
mandati in licenza e anche milioni di altri sono toccati, sia
direttamente che indirettamente. In un momento in cui il reddito
medio degli USA è ancora del 6% in meno di quanto era nel 2007, come
si suppone che queste famiglie paghino l'affitto o il mutuo,
acquistino i generi di drogheria o le medicine o portino i bambini
al cinema? Al Congresso, d'altra parte, continuano a ricevere la
loro paga a sei cifre.
Così mentre può sembrare una mera distrazione e una farsa, le
ripercussioni dello
shutdown
saranno di vasta portata. Il Congresso—il
pinnacolo della democrazia rappresentativa borghese—ha
un tasso d'approvazione di appena il 10%. Questo è di fatto un
riflesso preciso di chi rappresenti veramente: il 10% di americani
al vertice che ora sono ancora più ricchi di quanto lo fossero prima
della crisi. Ma gli americani comuni sono rimasti senza voce e con
poca fiducia nelle istituzioni che si presume diano per scontate nel
"migliore di tutti i mondi possibili".
L'ultimo stallo a
Washington è
ancora un'altra indicazione che sulla base del capitalismo non vi è
nessuna soluzione. In queste condizioni ambientali, l'idea che
abbiamo bisogno di un partito dei lavoratori, di un governo dei
lavoratori e di politiche socialiste continuerà a mettere radici.
Una volta che queste idee afferrano l'immaginazione della
maggioranza della classe lavoratrice, nessuna forza sarà in grado di
impedire loro di diventare una realtà.
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