SOCIALIST APPEAL  

THE MARXIST VOICE OF LABOUR AND YOUTH

 

 

Si approfondiscono le divisioni nella classe dominante

Scritto da John Peterson Giovedì, 3 ottobre 2013

 

La crisi mondiale del capitalismo sta portando ad un'ampia contestazione di strutture, istituzioni, politici e partiti della società borghese, dalla Grecia all'Italia, dal Brasile alla Turchia, dall'Egitto all'Iran, la consapevolezza delle masse sta subendo una profonda trasformazione. Questo non è un processo lineare e non viene riflesso automaticamente e direttamente in tutti i paesi allo stesso tempo. Ma la "talpa della storia" sta scavando attivamente sotto la superficie, minando lentamente ma fermamente proprio il terreno sul quale si trova il capitalismo. Le radici putrefatte di questo sistema, che ha oltrepassato la sua fase progressiva molto tempo fa, portano inevitabilmente ad espressioni di decadenza e di malattia alla superficie: nell'ideologia, in politica, nella cultura e nelle relazioni umane.

Il malessere tocca ogni strato ed ogni classe. Appollaiati come sono al vertice della società, i membri più lungimiranti della classe dominante hanno una veduta generale migliore del mondo che governano e sono spesso più sensibili al terreno che cambia sotto i loro piedi. Come dice il proverbio, quando il vento comincia a soffiare, prima spinge le cime degli alberi. Soltanto più tardi, come i venti prendono velocità e direzione, vengono sradicati gli stessi alberi marci. Questo si applica anche alla lotta di classe.

Il periodo di crisi, rivoluzione e controrivoluzione nel quale siamo entrati è accompagnato necessariamente da spaccature tra i capitalisti ed i loro politici. Espresso semplicemente, la classe dominante non è più in grado di governare alla vecchia maniera. Le riforme e concessioni minori conquistate dai lavoratori e persino i diritti democratici fondamentali non sono più sostenibili e devono essere frantumati. Su questo, la classe dirigente è d'accordo. Tuttavia, è divisa su come farlo meglio: lentamente o velocemente; con un sorriso un ringhio; apertamente oppure attraverso manovre e sotterfugio. Una parte vuole rallentare il passo dell'austerità allo scopo di impedire un'esplosione sociale; l'altra vuole imporre l'austerità, non importa quali le conseguenze. Ed all'interno di entrambe le stesse parti vi sono aspre divisioni interne. Ma non importa quale rotta scelgano, non possono evitare le contraddizioni organiche del sistema che hanno giurato di difendere.

Solone di Atene una volta paragonò la legge ad una ragnatela: "i piccoli vengono presi ed i grandi la strappano". Il sistema di restrizioni della Costituzione degli USA è una costruzione autoritariadalla prospettiva della classe dominante. Mentre ci viene raccontato che sono intese a prevenire che qualsiasi branca del governo abusi del suo potere, il loro reale scopo è di trattenere ed intrappolare la classe lavoratrice. Hanno inoltre congegnato attentamente ed in modo conveniente un'impasse legislativa che permette loro di "compromettere" continuamente a destra. Ma ora sono intrappolati nella loro ragnatela e nelle loro macchinazioni.

Il segretario alla difesa Chuck Hagel ha avuto la seguente reazione all'imminente shutdown governativo: "Questo è un modo incredibilmente irresponsabile di governare. Se questo continua, avremo un paese che è ingovernabile". Questo straordinario commento è pieno di significato, con implicazioni molto al di là dell'immediato conflitto sull'Obama-care, sul bilancio e sullo spettro di una paralisi sull'innalzamento del tetto del debito, che potrebbero mandare in frantumi i mercati mondiali. Provenendo dall'uomo responsabile dell'apparato militare più potente al mondo, queste parole rivelano la profonda ansietà della classe dominante, che sta di fronte alla prospettiva di perdere il controllo sia all'interno che all'estero.

Nel frattempo, i lavoratori soffrono delle conseguenze. 800.000 lavoratori pubblici, molti di loro sindacalizzati, sono stati mandati in licenza e anche milioni di altri sono toccati, sia direttamente che indirettamente. In un momento in cui il reddito medio degli USA è ancora del 6% in meno di quanto era nel 2007, come si suppone che queste famiglie paghino l'affitto o il mutuo, acquistino i generi di drogheria o le medicine o portino i bambini al cinema? Al Congresso, d'altra parte, continuano a ricevere la loro paga a sei cifre.

Così mentre può sembrare una mera distrazione e una farsa, le ripercussioni dello shutdown saranno di vasta portata. Il Congressoil pinnacolo della democrazia rappresentativa borgheseha un tasso d'approvazione di appena il 10%. Questo è di fatto un riflesso preciso di chi rappresenti veramente: il 10% di americani al vertice che ora sono ancora più ricchi di quanto lo fossero prima della crisi. Ma gli americani comuni sono rimasti senza voce e con poca fiducia nelle istituzioni che si presume diano per scontate nel "migliore di tutti i mondi possibili".

L'ultimo stallo a Washington è ancora un'altra indicazione che sulla base del capitalismo non vi è nessuna soluzione. In queste condizioni ambientali, l'idea che abbiamo bisogno di un partito dei lavoratori, di un governo dei lavoratori e di politiche socialiste continuerà a mettere radici. Una volta che queste idee afferrano l'immaginazione della maggioranza della classe lavoratrice, nessuna forza sarà in grado di impedire loro di diventare una realtà.