WORKERS WORLD

Lenin aveva ragione

Il ruolo delle banche nella crisi economica

di Fred Goldstein

24 ottobre 2009

 

Quando i lavoratori della Republic Windows and Doors di Chicago si sono impadroniti della fabbrica lo scorso inverno, il loro il loro eroismo nello sfidare entrambe il loro padrone e la Bank of America elettrizzò i lavoratori e i progressisti per tutto il paese e persino intorno al mondo.

Quando uscirono vittoriosi dalla fabbrica—con le loro richieste di risarcimento, salari ed altri benefici convenute dal CdA—avevano compiuto ciò che sembrava impossibile. Circa 250 o più lavoratori, per la maggior parte immigrati, avevano costretto una gigantesca bestia finanziaria, che controlla centinaia di miliardi di dollari attraverso il suo impero bancario, ad indietreggiare e ad andare incontro alle loro richieste.

In quella lotta è stata rivelata una importante relazione che tutti i lavoratori con coscienza di classe dovrebbero tenere a cuore. Il padrone capitalista della Republic Windows and Doors, lo sfruttatore dei lavoratori della sua fabbrica, era soltanto un dipendente del suo gigantesco creditore.

Aveva bisogno del denaro della Bank of America per continuare ad attuare lo sfruttamento dei lavoratori. Il padrone dipendeva dai profitti fatti sudare al lavoro dei dipendenti. Ma senza il denaro per tirare avanti, non era in grado di continuare il ciclo dello sfruttamento. Così, i lavoratori erano disoccupati.

In un microcosmo, la lotta ha rivelato una verità fondamentale. E' una relazione di classe che per la maggior parte viene nascosta.

Nella società capitalista, lo sfruttamento di tutta l'attività economica inizia con il denaro. Questo spiega il potere delle banche. Per vivere nel sistema del profitto, i lavoratori devono vendere la loro forza lavoro. Per prosperare nel sistema del profitto, il padrone deve acquistare quella forza lavoro ed i mezzi di produzione. Ma questo richiede denaro.

A causa delle speciali circostanze della loro lotta, il piccolo contingente di lavoratori alla Republic Windows and Doors in realtà era in combattimento con i veri dominatori economici della società capitalista.

Lenin sul particolare ruolo delle banche

Il dominio dei banchieri è stato rivelato drammaticamente su una scala più vasta quando la crisi finanziaria è scoppiata per la prima volta nel settembre 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers. Il denaro del salvataggio è affluito nei forzieri delle banche in compenso delle azioni prese dal governo nelle stesse. Si è parlato poco della "nazionalizzazione" delle banche—la presa di controllo da parte del governo.

Quando il fumo si è dileguato, non vi era stata nessuna presa di controllo delle banche da parte del governo. Ciò che è emerso realmente è stato che le banche maggiori, più potenti avevano fatto grandi scorrerie sulle redini finanziarie del governo.

Questa è una conferma dell'analisi marxista della società imperialista che V.I. Lenin, l'architetto della rivoluzione bolscevica, elaborò nel suo libro "L'imperialismo, lo stadio supremo del capitalismo", scritto nel 1916 durante la I Guerra Mondiale.

Lenin ha descritto l'evoluzione del capitalismo dal suo stadio competitivo nel 19° secolo al suo stadio monopolistico nel 20° secolo. Ha dimostrato come i mezzi di produzione crescevano a proporzioni gigantesche e come le potenze imperialiste si dividessero tra di loro il globo in colonie e sfere di influenza. Ha descritto la crescita di giganteschi cartelli e sindacati di imprese monopolistiche che dominavano le risorse ed i mercati del globo. Ha indicato la crescente esportazione di capitale all'estero ed il super-sfruttamento dei popoli coloniali.

Osservando il potere dietro tutto, ha scelto il ruolo delle banche e di come sono arrivate a dominare l'industria e creato il capitale finanziario. In una famosa sezione intitolata "Le banche ed il loro nuovo ruolo", ha scritto:

"La funzione principale e primaria delle banche è di servire come intermediari nel processo dei pagamenti. Nel fare così trasformano capitale in denaro inattivo in attivo, cioè, in capitale che rende un profitto; raccolgono tutti i tipi di entrate in denaro e le mettono a disposizione della classe capitalista.

"Mentre il sistema bancario si sviluppa e si concentra in un piccolo numero di istituzioni, le banche crescono da modesti intermediari in potenti monopoli che hanno al loro comando quasi il totale del capitale monetario di tutti i capitalisti e delle piccole imprese ed anche la parte maggiore di tutti i mezzi di produzione e risorse di materie prime in qualunque paese ed in numerosi paesi. Questa trasformazione di molti modesti intermediari in una manciata di monopolisti è uno dei processi fondamentali nella crescita del capitalismo in imperialismo capitalista". (Le opere di Lenin si possono trovare a www.marxists.org.)

Più tardi nella stessa opera, Lenin ha descritto la natura parassitaria dei finanzieri, che è così rilevante nell'attuale crisi:

"E' la caratteristica del capitalismo in generale che la proprietà del capitale è separata dall'applicazione del capitale alla produzione, che il capitale monetario è separato dal capitale industriale o produttivo e che il redditiere che vive interamente sul reddito ottenuto dal capitale monetario è separato dall'imprenditore e da tutti coloro che sono direttamente interessati alla gestione del capitale. L'imperialismo, ovvero la dominazione del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo nel quale questa separazione raggiunge vaste proporzioni. La supremazia del capitale finanziario su tutte le altre forme di capitale significa la predominanza del redditiere e dell'oligarchia finanziaria".

Molto si è scritto di recente della cosiddetta "finanziarizzazione del capitale", come se fosse una nuova scoperta. La ricchezza delle banche e le dimensioni delle loro speculazioni sono cresciute immensamente con la crescita dell'imperialismo capitalista. Ma Lenin descrisse la sua evoluzione e le sue caratteristiche fondamentali quasi un secolo fa. L'insaziabile desiderio di profitti di Wall Street non può essere trattato isolatamente dall'analisi dell'imperialismo come forma di società".

Lenin ha dimostrato che il dominio del capitale finanziario è uno stadio inevitabile ed irreversibile del sistema capitalista. Il capitalismo competitivo diventa capitalismo monopolistico—lo stadio nel quale il capitale finanziario e l'oligarchia finanziaria sono saliti al culmine del sistema di sfruttamento e di schiavitù del salario, all'interno ed all'estero.

Le banche succhiano profitti dappertutto

Le banche sono legate alle grandi società petrolifere, alle grandi industrie, alle compagnie di assicurazione, a tutti gli hedge funds, ai fondi azionari, ai mediatori di mutui, alla borsa ed a tutte le altre istituzioni della società che prosperano della fatica rubata ai lavoratori.

Le banche profittano da tutte le guerre e da tutti gli interventi perché le guerre sono imprese economiche che prendono finanziamenti e comportano diritti ed interessi. Le banche ottengono profitti dal governo, che prende da loro a prestito ad alti tassi di interesse per pagare le guerre. Ottengono profitti anche dal complesso militare-industriale stesso, che finanziano. In aggiunta profittano dal bottino quando il Pentagono conquista dei territori.

Le banche profittano da ogni licenziamento, da ogni chiusura di ogni impianto, da ogni aumento del ritmo di produzione, perché tutte le imprese, grandi e piccole, sono in debito verso le banche e pagano interessi dal valore di surplus che hanno spremuto dai lavoratori.

Profittano dal debito dei lavoratori. Dopo che i lavoratori vengono sfruttati sul posto di lavoro, i loro salari sono convertiti in profitto per le banche nella forma di pagamenti per diritti ed interessi esorbitanti. Le banche faranno prestiti alle società per stroncare gli scioperi ma negheranno prestiti alle società per pagare benefici dei lavoratori, come nel caso della Republic Windows and Doors.

Le banche profittano dell'alto costo dell'istruzione, da entrambe l'interesse che ricevono dai prestiti per studenti e dalle rette delle scuole e dei fondi fiduciari delle università che gestiscono. Profittano dalla crisi dell'assistenza sanitaria perché sono completamente intrecciate con le compagnie di assicurazione, con le società farmaceutiche e con il complesso sanitario-industriale.

E fanno denaro dal razzismo, che porta profitti extra a causa dei più bassi salari pagati a neri, latini, asiatici, mediorientali e nativi e perché le divisioni all'interno della classe lavoratrice mantengono giù tutti i salari ed in alto i profitti.

Le banche profittano dal sessismo perché le donne vengono pagate meno degli uomini, per non parlare del lavoro non pagato delle donne in casa—che, tra le altre cose, fornisce gratuitamente la generazione successiva di lavoratori per i padroni.

Profittano dell'oppressione di lesbiche, gay, bi e trans, non soltanto perché è divisiva ma perché le persone LGBT vengono private di innumerevoli benefici economici e sociali disponibili alle persone ordinate—benefici che verrebbero fuori dai forzieri del governo o dei padroni.

Non vi è nessun aspetto della società capitalista nell'epoca imperialista che non sia toccato dai banchieri.

Le banche si arricchiscono mentre i lavoratori affondano

Così non dovrebbe essere una sorpresa che Timothy Geithner, Larry Summers ed altri lacchè dei banchieri—che sono funzionari governativi altamente pagati ma sono nondimeno dei lacchè—si affrettano intorno cercando di salvare i loro padroni mentre l'intera nave della classe lavoratrice sta affondando.

Quando il governo ha orchestrato la bancarotta della General Motors, decine di migliaia di posti di lavoro dei lavoratori sono stati distrutti attraverso la chiusura di fabbriche. Ma le banche maggiori—incluse JPMorgan Chase, Citigroup e Credit Suisse, le quali tutte stavano ricevendo denaro dal governo—si sono assicurate che l'accordo sul fallimento garantisse loro ogni centesimo dei $6 miliardi di prestiti loro dovuti. Anche altri sindacati di obbligazionisti sono stati saldati.

Quando è arrivato il crollo finanziario nell'autunno del 2008 e le banche erano in difficoltà, entro pochi giorni hanno fatto scrivere a Henry Paulson una legge di tre pagine che concedeva loro $750 miliardi. Paulson, ex copresidente di Goldman Sachs e segretario al tesoro sotto George W. Bush, assicurò che la legge stabilisse che né il Congresso né i tribunali potessero correggere o modificare questa gigantesca concessione.

Quando il Congresso si è ribellato e ha respinto questo oltraggioso regalo per paura della rabbia di massa, i banchieri hanno semplicemente aumentato la temperatura e hanno fatto rovesciare il voto nello spazio di un fine settimana.

Dopo una lotta tra le banche, un piccolo numero delle stesse sono emerse di prima della crisi. Le banche che sono state salvate perché erano "troppo grosse per fallire" sono diventate più grandi, più ricche e finanziariamente e politicamente più potenti.

Ciò che è stato rivelato nel microcosmo dello sciopero della Republic Windows and Doors viene ora rivelato su scala ampia della società. Gli avvoltoi finanziari stanno utilizzando il loro potere per inghiottire sempre più della ricchezza della società mentre la classe lavoratrice viene immersa nel disastro economico e sociale.

Goldman Sachs ha annunciato di aver fatto un record di $3,1 miliardi di profitti nell'ultimo trimestre. E' stato fissato di sborsare $5,3 miliardi in bonus al suo gruppo di banchieri. (New York Times, 16 ottobre) JPMorgan Chase ha avuto nel terzo trimestre profitti per $3,6 miliardi, sette volte più alti di un anno fa. (AFP, 14 ottobre)

Nel frattempo, i pignoramenti di case sono aumentati del 23% nel mese di settembre. I lavoratori vivono fuori nelle automobili e vengono spinti nei rifugi per i senzatetto.

Questa è la perfetta simmetria capitalista di ricchezza e sfruttamento. I banchieri diventano ricchi mentre le masse vengono fatte piombare più a fondo nella crisi. La borsa valori va su a 10.000 mentre la disoccupazione costeggia il 10%. (La disoccupazione reale è più vicina al 18%).

Le ultime cifre del piano di stimolo governativo rivelano che sono stati spesi $16 miliardi per creare 30.000 posti di lavoro—un risultato insignificante. Sono andati perduti circa 8 milioni di posti di lavoro ed il numero sta salendo. Ma il piano di stimolo dei banchieri ha prodotto miliardi in profitti e ricchezze della borsa.

La ribellione dei lavoratori è inevitabile

Questa situazione può essere soltanto temporanea. E' tutta basata sul fatto che i lavoratori non hanno ancora iniziato a contrattaccare su vasta scala. Il rapporto delle forze di classe è temporaneamente dalla parte dei banchieri e dei padroni.

Ora stanno facendo i prepotenti con tutti, compresa l'amministrazione Obama, che ha soddisfatto i loro desideri. Le banche hanno speso $220 milioni per fare lobby contro anche la minima legge di riforma finanziaria intesa a trattenerle dalla speculazione e dal gioco d'azzardo selvaggi—che per cominciare hanno causato l'esplosione dell'attuale crisi.

Le banche sono il sistema nervoso centrale e le organizzatrici dell'imperialismo capitalista. Dominano la politica capitalista. I loro rappresentanti sono alti papaveri in tutte le amministrazioni, repubblicane o democratiche. Stroncano ogni tentativo di trattenerle dal saccheggiare i lavoratori perché, come disse Lenin, accumulano tutte le risorse finanziarie della società nelle loro mani. Il capitale monetario è il punto di origine dello sfruttamento del lavoro, perché l'industria capitalista deve avere finanziamenti. Ma le banche utilizzano questo potere finanziario anche per promuovere la speculazione, il gioco d'azzardo e l'estorsione finanziaria.

Pensano di potere andare avanti così per sempre. Ma presto vedranno che vi è una forza più potente del capitale, più potente dei banchieri. E' la forza di decine di milioni di lavoratori e di oppressi, che arriveranno al punto al quale non ce la faranno più. Tutto il denaro dei capitalisti non sarà in grado di fermare la lotta di classe ed una guerra di classe contro il capitalismo stesso.