The internationalists

Internationalist Communist Tendency

 



Per lottare sul serio dobbiamo unirci

21-11-2011

In 90 paesi intorno al mondo i movimenti di “Occupy” e degli “Indignados” hanno posto la questione. Le cose non possono continuare come prima. Abbiamo bisogno di un'alternativa al capitalismo. Questo forse perché in molti paesi lo stato ha attaccato delle occupazioni pacifiche? Come risulta, negli USA la repressione coordinata è venuta soltanto DOPO che si erano collegati con i lavoratori di Oakland, California. Hanno prodotto uno sciopero generale attraverso la città dal porto alla pizzeria. Questo spaventa veramente la classe dominante. Quando coloro che creano la ricchezza dicono "quando è troppo è troppo" il capitalismo non può funzionare. E' per questo che abbiamo bisogno di riconoscere che la nostra lotta va oltre la lotta per i posti di lavoro, per difendere le pensioni o i sussidi. E' una lotta per un modo diverso di organizzare come viviamo. Se ci sosteniamo reciprocamente attraverso imprese, settori e paesi possiamo trasformare la nostra giusta indignazione in molto di più delle proteste. E questo è l'unica maniera per rispondere alla questione che pone la crisi attuale ...

 

C'è una alternativa vera

21-11-2011

C'è una cosa sull'attuale crisi: l'idea che vi deve essere un'alternativa migliore del capitalismo sta guadagnando terreno. Di giorno in giorno, come la vita quotidiana diventa sempre più dura, il bisogno di trovare questa alternativa sta diventando una necessità pratica. Si, i mezzi tecnologici e le infrastrutture esistono per rendere un altro mondo possibile, un mondo dove tutti possano dare un contributo alla società, dove nessun essere umano sia nella posizione di sfruttarne altri e dove nessuno abbia bisogno di fare la fame o sia senza un tetto sopra la testa. Ma non dovremmo farci nessuna illusione che tale cambiamento rilevante, osiamo dirlo, rivoluzionario, possa essere tollerato, ancora meno introdotto da qualunque delle organizzazioni politiche e legali esistenti che contengono persino il più 'democratico' stato capitalista.

Infatti, una delle cose che questa crisi sta evidenziando è che la democrazia parlamentare non ha un bel nulla a che fare con il dare ai lavoratori il diritto di decidere come vivono e lavorano. Proprio l'opposto.

Dappertutto nel mondo capitalista avanzato i parlamenti ed i congressi, le camere alte e le camere basse, stanno approvando programmi di austerità, decurtando l'assistenza sanitaria, tagliando le pensioni, riducendo i pagamenti della sicurezza sociale, allentando le leggi di protezione dell'occupazione, il che tutto significa sacrifici per la maggioranza dei lavoratori salariati allo scopo di salvare un sistema apertamente basato sul ricavare un profitto. Sotto il capitalismo il benessere della maggioranza del popolo è incidentale a quello scopo primario. Per qualunque osservatore razionale è assurdo.

Con i lavoratori la nostra "Democrazia" può gestire le cose diversamente.

Al loro interno portano i semi di una nuova società ogni volta che decidono per l'azione collettiva. Nelle vere lotte indipendenti ci organizziamo dal basso. Le adunate popolari eleggono dei comitati di sciopero per coordinare lo sciopero e per collegarsi con altri sulla stessa barca. Il comitato è responsabile dell'adunata popolare e da essa può essere immediatamente revocato. Se necessario i membri del comitato possono essere sostituiti.

Paragonate questo all'offerta del capitalismo di un voto ogni 5 anni circa per uno o l'altro partito sostenuto dai milioni del denaro capitalista.

Il nostro sistema sarebbe basato su delegati dal livello locale che vanno a livello regionale ed eleggono dei delegati perché vadano alle istituzioni più alte oltre questo.

Questi non sono come i parlamentari che sono "rappresentanti". Di fatto, i parlamentari non rappresentano nemmeno i votanti che li hanno eletti ma soltanto loro stessi o i loro partiti. E non possono essere rimossi per anni. Un sistema di delegati è totalmente differente. Ad ogni livello i delegati possono essere rapidamente revocati se trascurano di eseguire il loro mandato.

Questo sarebbe più democratico dell'attuale ordinamento. Ma questa è soltanto metà della storia. Non si può avere vera "democrazia" senza uguaglianza economica. Allo stesso tempo, mentre si istituisce una nuova struttura politica ci si deve anche sbarazzare delle disuguaglianze delle quali il capitalismo ha bisogno per sopravvivere. La gente che lavora dovrà prendere il controllo della gestione delle proprie imprese e dirigerle per produrre per la comunità per il bene generale di tutti. Allo stesso tempo il denaro come sistema di conto dovrà essere abolito e tutto sarà distribuito liberamente secondo il bisogno. Ciò non significa che sarebbe suddiviso in quote uniformemente di modo che avremmo un'attività significativa per tutti senza lavoro duro e schiavitù del salario.

Un mondo simile sarebbe organizzato secondo l'originale motto di Karl Marx "da ciascuno secondo la sua capacità; a ciascuno secondo il suo bisogno". Questa è la sua visione originale di comunismo un mondo senza classi, nazioni e stati. Non ha nulla a che fare con l'incubo che è emerso nell'URSS.

Alcuni sosterranno che la "natura umana" ci impedirà di arrivare ad una società simile. Questo dimentica che la natura umana non è un fattore statico. E' determinata dal tipo di società nel quale si vive. Abbiamo avuto 300 anni di competizione, guerra ed avidità capitalista ma può essere ma possono scrollarsi via. Le rivoluzioni hanno sempre modificato le percezioni della gente. Permettono di "sbarazzarsi del letame delle epoche" (Karl Marx). La prossima non sarà certo differente.

Vero, la nostra alternativa non arriverà più o meno durante la notte. Ci si dovrà combattere politicamente. E' per questo che abbiamo bisogno di un'organizzazione rivoluzionaria internazionale che coordinerà le nostre lotte sparse e sfiderà dovunque la struttura di potere capitalista. Questo non è un governo disponibile (non abbiamo nessun "leader") per mettere al comando ancora un altra serie di sfruttatori ma un'organizzazione di lotta che porti l'assalto al capitale.

Siamo impegnati a trovare dei modi per lavorare con altre organizzazioni della classe lavoratrice della stessa opinione allo scopo di raggiungere la classe lavoratrice più ampia. Se concordate con i principi qui tratteggiati contribuite a trasformarli in realtà partecipando alla lotta. Abbiamo un mondo da conquistare.