I QUATTRO MITI DEL SIONISMO

di Ralph Schoenman

 

Non è causale che quando qualcuno tenti di esaminare la natura del sionismo, le sue origini, la sua storia e le sue dinamiche, si imbatta in gente che lo terrorizzi o lo minacci. Proprio recentemente, dopo avere parlato di un incontro sulla situazione del popolo palestinese durante un'intervista alla KPFK, una stazione radio di Los Angeles, gli organizzatori dell'assemblea pubblica furono sommersi da minacce di attentati da chiamanti anonimi.

Né è facile negli Stati Uniti o in Europa occidentale disseminare informazioni sulla natura del sionismo od analizzare gli specifici eventi che denotano il sionismo come movimento politico. Persino l'annuncio in campus universitari di forum autorizzati o di assemblee sulla materia provocano invariabilmente una campagna intesa a chiudere la discussione. I manifesti vengono strappati appena collocati. Le assemblee sono gremite da squadre volanti di giovani sionisti che cercano di scioglierle. I tavoli con libri vengono vandalizzati ed appaiono volantini ed articoli che accusano gli oratori di antisemitismo o, nel caso questi siano di origine ebraica, di auto-disgusto.

Lo spirito di vendetta e la calunnia sono così universalmente distribuiti agli antisionisti perché la diversità tra la fantasia ufficiale sul sionismo e lo stato di Israele da una parte e la barbara pratica di questa ideologia coloniale e del suo apparato coercitivo dall'altra è così ampia. La gente è sotto shock quando ha l'opportunità di ascoltare o leggere del secolo di persecuzioni sofferte dai palestinesi e, di conseguenza, gli apologhi del sionismo sono implacabili nel cercare di prevenire l'esame coerente ed imparziale dei dati virulenti e sciovinisti sul movimento sionista e sullo stato che rappresenta i suoi valori.

L'ironia di tutto questo è che quando studiamo ciò che i sionisti hanno scritto e detto, particolarmente quando si rivolgono a loro stessi, non rimane nessun dubbio su quello che hanno fatto o della loro posizione nello spettro politico, datata dall'ultimo quarto del 19° secolo fino ad oggi.

Quattro miti principali hanno formato la coscienza della maggior parte delle persone nella nostra società sul sionismo.

Il primo è quello di "Una terra senza un popolo per un popolo senza una terra". Questo mito è stato assiduamente coltivato dai primi sionisti per promuovere la finzione che la Palestina era un posto remoto e desolato pronto per la presa. Questa pretesa venne rapidamente seguita dal rifiuto dell'identità palestinese, dell'essere una nazione od un legittimo diritto acquisito sulla terra nella quale il popolo palestinese ha vissuto durante la sua storia registrata.

Il secondo è il mito della democrazia israeliana. Innumerevoli articoli di giornale o riferimenti televisivi allo stato israeliano sono seguiti dall'asserzione che essa è l'unica "vera" democrazia del Medio Oriente. Di fatto, Israele è democratico quanto lo stato dell'apartheid del Sud Africa. Libertà civili, giusto processo ed i più fondamentali diritti umani sono negati per legge a coloro che non incontrano criteri razziali e religiosi.

Il terzo mito è quello della "sicurezza" come forza motrice della politica estera israeliana. I sionisti sostengono che il loro stato deve essere la quarta maggiore potenza militare al mondo perché Israele è stata costretta a difendersi dalla vicina minaccia di masse di arabi primitivi e carichi di odio scese dagli alberi soltanto recentemente.

Il quarto mito è quello del sionismo come erede morale delle vittime dell'Olocausto. Questo è immediatamente il più pervasivo e subdolo dei miti del sionismo. Gli ideologi del movimento sionista hanno si sono avvolti del sudario collettivo dei sei milioni di ebrei che caddero vittime della carneficina nazista. L'amara e crudele ironia di questa falsa affermazione è che il movimento sionista stesso colluse attivamente con il nazismo dal suo inizio.

Alla maggior parte della gente pare contraddittorio che il movimento sionista, che invoca di continuo l'orrore dell'Olocausto, debba avere attivamente collaborato con il più feroce nemico mai affrontato dagli ebrei. La documentazione, comunque, rivela non soltanto degli interessi comuni ma una profonda affinità ideologica radicata nell'estremo sciovinismo che essi condividono.

 

The Hidden History of Zionism, Veritas Press, Santa Barbara (Calif.) 1988.
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