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Lo stato reale di qualsiasi società trova la sua più chiara
espressione nella prospettiva che offre alla gioventù. L'inesorabile
ascesa della disoccupazione giovanile in Europa dimostra
ulteriormente il fallimento del sistema capitalista.
Nell'Unione Europea (EU) un giovane su quattro è disoccupato.
In certi paesi, come Grecia e Spagna, il tasso è persino più alto
del 50%. Queste cifre contrastano con il grottesco arricchimento di
uno strato limitato all'apice della società. L'1% più ricco della
popolazione tedesca possiede ora più di un terzo di tutte le
attività finanziarie nette, più del 90% più povero.
Nonostante grandi progressi tecnologici, il sistema del
profitto non ha nulla da offrire ai giovani all'infuori di
disoccupazione, povertà e guerra. I giovani che ancora hanno un
posto di lavoro per la maggior parte ricevono una miseria. Centinaia
di migliaia sono costretti ad accettare internato e contratti a
tempo determinato, lavorando per salari di povertà. Scuole,
università e centri di addestramento saranno privatizzati, chiusi o
distrutti tramite misure di austerità. Le ultime cifre dimostrano
che in Grecia il lavoro minorile è diventato ancora una volta un
fenomeno di massa.
Queste condizioni disumane rivelano l'incompatibilità dei
bisogni fondamentali delle persone con gli interessi del profitto
dei super-ricchi che dominano tutti gli aspetti della vita sociale.
Come conseguenza della crisi finanziaria, tutte le conquiste della
classe lavoratrice—in termini di provvedimenti su
salari,
sanità ed istruzione—vengono sacrificate per
preservare i profitti delle banche e delle grandi imprese.
Oggi non c'è nessuno nell'establishment politico che avanzi una
soluzione seria per la disoccupazione giovanile.
Al contrario, il ministro delle finanze tedesco
Wolfgang Schäuble (Unione Cristiano Democratica,
CDU), come pure il primo ministro italiano
Enrico Letta (Partito Democratico) ed il
presidente della Francia,
François Hollande (Partito Socialista), richiedono
che i salari dei giovani siano ridotti ulteriormente allo
scopo di aumentare la "competitività" dell'economia nazionale.
Inoltre, si sono impegnati a promuovere misure di austerità. Contro
questo sfondo, i €6 miliardi che proprio gli stessi politici hanno
annunciato per i prossimi anni per aiutare i giovani sono pura
ipocrisia.
La brutalità e l'indifferenza verso i giovani sono il risultato
di interessi sociali irreconciliabili. Data l'estensione degli
antagonismi sociali, la domanda oggi viene posta direttamente: Quale
classe deve dominare la società e secondo quali principi?
Gli interessi della maggioranza dei giovani non possono essere
realizzati attraverso appelli ai vari governi o la richiesta di più
partecipazione parlamentare. Essi richiedono una lotta comune di
tutti i lavoratori per la trasformazione socialista della società,
secondo i bisogni del popolo. Ciò che è richiesto è l'istituzione di
un governo dei lavoratori, che strappi il potere all'elite
finanziaria, espropri le banche e le grandi imprese e le ponga sotto
controllo democratico.
Soltanto secondo le condizioni di un'economia razionale e
razionalmente pianificata la situazione dei giovani può essere
migliorata nel lungo termine. A questo fine, è necessario un
massiccio programma di investimenti pubblici. Immediatamente, devono
essere creati 6 milioni di posti di lavoro ben pagati in aree vitali
come la salute, l'ambiente e la cultura. La lunghezza della
settimana lavorativa deve essere ridotta a 30 ore in tutti i
settori, con paga piena. In aggiunta, è necessaria un'offensiva
nell'istruzione, che fornisca alle persone di tutte le età
un'istruzione gratuita fino al livello universitario.
Tale politica socialista non è basata sulle vicissitudini del
mercato, ma sui bisogni della società nel complesso e sui diritti
sociali inalienabili di ogni essere umano. E' basata sul diritto
all'istruzione completa, sul diritto ad un lavoro dignitoso e ben
pagato e sul diritto di partecipare pienamente alla vita sociale.
Questi principi sono categoricamente opposti agli interessi di
profitto dell'elite finanziaria che non si fermerà davanti a nessun
ostacolo per difendere i suoi privilegi. Quando i politici ed i
media avvertono di "tensione sociale" oppure, come
Schäuble, avvertono di "rivoluzione",
rivelano soltanto più chiaramente questo conflitto di interessi. Si
stanno preparando a
reprimere qualsiasi resistenza alle loro politiche antisociali
con la violenza poliziesca e militare. In Grecia, quest'anno sono
stati proibiti tre scioperi utilizzando la polizia ed invocando la
legge marziale. La stretta cooperazione dei servizi segreti tedeschi
con terroristi di destra—come nel caso del
cosiddetto Movimento Clandestino Nazionale
Socialista (NSU)—punta
in questa direzione.
I lavoratori ed i giovani devono prepararsi per questo storico
confronto sociale. Hanno bisogno di un partito rivoluzionario che
non chieda la carità, ma che si opponga intrepidamente all'elite
finanziaria. Questo partito è il Comitato Internazionale della
Quarta Internazionale
(ICFI) e la sua sezione tedesca, il
Partei für Soziale Gleichheit
(PSG—Partito Socialista
dell'Uguaglianza).
L'ICFI riunisce i lavoratori attraverso tutte le linee
nazionali, etniche, religiose o di genere. Esso esprime gli
interessi indipendenti della classe lavoratrice e difende da decenni
i principi del socialismo contro la socialdemocrazia e lo
stalinismo.
La vasta maggioranza dei giovani può difendere i propri
interessi sociali soltanto sulla base di questa prospettiva e come
parte di una mobilitazione globale della classe lavoratrice. Ci
appelliamo perciò a tutti i giovani che oggi affrontano condizioni
precarie, disoccupazione e povertà: unitevi alla lotta per una
società socialista e collaborate alla costruzione del PSG e del
Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.
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