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Una risposta politica alla disoccupazione giovanile in Europa

di Christoph Vandreier—candidato parlamentare del Partito Socialista dell'Uguaglianza in Germania (PSG)
21
giugno 2013

 

Lo stato reale di qualsiasi società trova la sua più chiara espressione nella prospettiva che offre alla gioventù. L'inesorabile ascesa della disoccupazione giovanile in Europa dimostra ulteriormente il fallimento del sistema capitalista.

Nell'Unione Europea (EU) un giovane su quattro è disoccupato. In certi paesi, come Grecia e Spagna, il tasso è persino più alto del 50%. Queste cifre contrastano con il grottesco arricchimento di uno strato limitato all'apice della società. L'1% più ricco della popolazione tedesca possiede ora più di un terzo di tutte le attività finanziarie nette, più del 90% più povero.

Nonostante grandi progressi tecnologici, il sistema del profitto non ha nulla da offrire ai giovani all'infuori di disoccupazione, povertà e guerra. I giovani che ancora hanno un posto di lavoro per la maggior parte ricevono una miseria. Centinaia di migliaia sono costretti ad accettare internato e contratti a tempo determinato, lavorando per salari di povertà. Scuole, università e centri di addestramento saranno privatizzati, chiusi o distrutti tramite misure di austerità. Le ultime cifre dimostrano che in Grecia il lavoro minorile è diventato ancora una volta un fenomeno di massa.

Queste condizioni disumane rivelano l'incompatibilità dei bisogni fondamentali delle persone con gli interessi del profitto dei super-ricchi che dominano tutti gli aspetti della vita sociale. Come conseguenza della crisi finanziaria, tutte le conquiste della classe lavoratricein termini di provvedimenti su salari, sanità ed istruzionevengono sacrificate per preservare i profitti delle banche e delle grandi imprese.

Oggi non c'è nessuno nell'establishment politico che avanzi una soluzione seria per la disoccupazione giovanile. Al contrario, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble (Unione Cristiano Democratica, CDU), come pure il primo ministro italiano Enrico Letta (Partito Democratico) ed il presidente della Francia, François Hollande (Partito Socialista), richiedono che i salari dei giovani siano ridotti ulteriormente allo scopo di aumentare la "competitività" dell'economia nazionale. Inoltre, si sono impegnati a promuovere misure di austerità. Contro questo sfondo, i €6 miliardi che proprio gli stessi politici hanno annunciato per i prossimi anni per aiutare i giovani sono pura ipocrisia.

La brutalità e l'indifferenza verso i giovani sono il risultato di interessi sociali irreconciliabili. Data l'estensione degli antagonismi sociali, la domanda oggi viene posta direttamente: Quale classe deve dominare la società e secondo quali principi?

Gli interessi della maggioranza dei giovani non possono essere realizzati attraverso appelli ai vari governi o la richiesta di più partecipazione parlamentare. Essi richiedono una lotta comune di tutti i lavoratori per la trasformazione socialista della società, secondo i bisogni del popolo. Ciò che è richiesto è l'istituzione di un governo dei lavoratori, che strappi il potere all'elite finanziaria, espropri le banche e le grandi imprese e le ponga sotto controllo democratico.

Soltanto secondo le condizioni di un'economia razionale e razionalmente pianificata la situazione dei giovani può essere migliorata nel lungo termine. A questo fine, è necessario un massiccio programma di investimenti pubblici. Immediatamente, devono essere creati 6 milioni di posti di lavoro ben pagati in aree vitali come la salute, l'ambiente e la cultura. La lunghezza della settimana lavorativa deve essere ridotta a 30 ore in tutti i settori, con paga piena. In aggiunta, è necessaria un'offensiva nell'istruzione, che fornisca alle persone di tutte le età un'istruzione gratuita fino al livello universitario.

Tale politica socialista non è basata sulle vicissitudini del mercato, ma sui bisogni della società nel complesso e sui diritti sociali inalienabili di ogni essere umano. E' basata sul diritto all'istruzione completa, sul diritto ad un lavoro dignitoso e ben pagato e sul diritto di partecipare pienamente alla vita sociale.

Questi principi sono categoricamente opposti agli interessi di profitto dell'elite finanziaria che non si fermerà davanti a nessun ostacolo per difendere i suoi privilegi. Quando i politici ed i media avvertono di "tensione sociale" oppure, come Schäuble, avvertono di "rivoluzione", rivelano soltanto più chiaramente questo conflitto di interessi. Si stanno preparando a reprimere qualsiasi resistenza alle loro politiche antisociali con la violenza poliziesca e militare. In Grecia, quest'anno sono stati proibiti tre scioperi utilizzando la polizia ed invocando la legge marziale. La stretta cooperazione dei servizi segreti tedeschi con terroristi di destracome nel caso del cosiddetto Movimento Clandestino Nazionale Socialista (NSU)punta in questa direzione.

I lavoratori ed i giovani devono prepararsi per questo storico confronto sociale. Hanno bisogno di un partito rivoluzionario che non chieda la carità, ma che si opponga intrepidamente all'elite finanziaria. Questo partito è il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale (ICFI) e la sua sezione tedesca, il Partei für Soziale Gleichheit (PSG—Partito Socialista dell'Uguaglianza).

L'ICFI riunisce i lavoratori attraverso tutte le linee nazionali, etniche, religiose o di genere. Esso esprime gli interessi indipendenti della classe lavoratrice e difende da decenni i principi del socialismo contro la socialdemocrazia e lo stalinismo.

La vasta maggioranza dei giovani può difendere i propri interessi sociali soltanto sulla base di questa prospettiva e come parte di una mobilitazione globale della classe lavoratrice. Ci appelliamo perciò a tutti i giovani che oggi affrontano condizioni precarie, disoccupazione e povertà: unitevi alla lotta per una società socialista e collaborate alla costruzione del PSG e del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.