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L'America cerca la conquista ed il dominio globale, un'agenda
diabolica che minaccia la sopravvivenza dell'umanità.
La cosiddetta guerra al terrore è un imbroglio fabbricato - terrore
sponsorizzato dallo stato per portare avanti il suo impero mandando in
frantumi uno stato sovrano indipendente dopo l'altro.
Democrazia ed intervento umanitario sono le esportazioni più distruttive
di
Washington, che mira ad essere giudice,
giuria e giustiziere e potenza dominante del mondo, un' agenda di pura
malvagità.
Gli interessi dei ricchi vengono serviti a spese di quelli
popolari. Le regole di
Washington sostituiscono le leggi, le
regole e
gli standard internazionali.
Tutto è permesso è la politica degli USA, non importa dei costi
umani o del rischio di una catastrofica guerra nucleare. Il terrorismo è
ciò che fanno loro, non noi.
Dopo che l'Unione Sovietica si è dissolta, i musulmani hanno
rimpiazzato il comunismo come bersaglio di scelta dell'America, il suo
pretesto per fare la guerra all'umanità, in corso senza fine in
molteplici teatri, di nuovi ne sono stati pianificati, rivolta a
sostituire tutti i governi sovrani indipendenti con regimi fantoccio
pro-occidentali.
La durezza fascista si camuffa da governo democratico, tutti a
rischio a livello universale. Le guerre hanno impeto proprio, facili da
lanciare, difficili da terminare, specialmente con il sostegno
bipartitico per farle incessantemente.
I nemici vengono inventati per giustificarle. Seminare paura
arruola il sostegno del pubblico. La retorica politica difende
l'indifendibile.
Una volta
Howard Zinn
chiese "come si può fare la
guerra al terrorismo se la guerra è terrorismo" - del genere peggiore,
sponsorizzata dallo stato, il massimo di tutti i crimini di
stato.
La strategia bellica degli USA implica dividere e conquistare i
paesi presi di mira, il piano diabolico per la Siria.
Essa implica balcanizzare il paese, parte di un più ampio piano
USA/Israele per ridisegnare la mappa del Medio Oriente - il perché le
forze speciali e le truppe da combattimento USA hanno invaso il
territorio della Siria settentrionale.
Sono assistiti dai bombardamenti terroristici della "coalizione" a
guida USA - che prende a bersaglio infrastrutture vitali e siti
governativi, non terroristi come preteso, massacrando i civili in
pericolo.
L'intervento in Siria della Russia nel settembre 2015 su richiesta
di Assad ha cambiato la dinamica sul terreno, permettendo al governo ed
alle forze alleate di liberare aree controllate dai terroristi sostenuti
dagli USA.
La retorica di Assad deve andarsene è cambiata. Ad una conferenza
stampa ad Ankara con la sua controparte turca, il segretario di stato
USA
Tillerson ha dichiarato che "la
posizione a più lungo termine del presidente Assad sarà decisa dal
popolo siriano".
Separatamente a
New York,
l'ambasciatrice USA all'ONU Nikki Haley ha
affermato che "si scelgono con cura le proprie battaglie e quando
guardiamo a ciò, è riguardo a cambiare priorità e la nostra priorità non
è più sedere lì e concentrarsi su fare andare via Assad".
"Pensiamo che sia un ostacolo? Si. Siederemo lì e ci concentreremo
su farlo andare via? No. Ciò su cui ci concentreremo è esercitare
pressione lì in modo che possiamo cominciare a produrre un cambiamento
in Siria".
L'America non fa guerra al paese per più di sei anni per rinunciare
dal volere un governo pro-occidentale che rimpiazzi la sua indipendenza
sovrana.
La strategia è cambiata, non l'obiettivo imperiale di
Washington. La sua presenza nella
Siria settentrionale mira a controllare il territorio, balcanizzare
il paese, distruggere la Repubblica Araba Siriana come esiste ora.
In precedenza Trump ha affermato che "in Siria farà assolutamente
delle zone sicure per il popolo".
La settimana scorsa,
Tillerson
ha dichiarato,
senza ulteriore elaborazione, che Washington intende
istituire delle "zone interne di stabilità" in Siria ed Iraq.
Assad ha chiamato le forze USA "invasori", che operano
illegalmente, assistendo i terroristi anti-governativi, non
combattendoli come falsamente sostenuto.
No-fly o safe
zones in paesi stranieri sono illegali
senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, non disponibile con
il certo potere di veto russo e probabile cinese.
Assad le rifiuta. Così fa Mosca senza il suo permesso. I siriani
non saranno sicuri fino a che il terrorismo non verrà sconfitto, le
sanzioni illegali sollevate e tutte le forze USA non saranno fuori del
paese.
La Russia sostiene la sovranità della Siria e la sua integrità
territoriale, assieme al diritto del suo popolo di decidere chi lo
guiderà.
L'agenda di
Washington è al polo opposto, fare guerre
di aggressione in teatri multipli per
imporre la sua volontà ad altri paesi - rischiando una possibile
guerra nucleare per eliminare la Russia e la Cina come potenze rivali.
Stephen Lendman
vive a
Chicago.
Può contattarsi a lendmanstephen@sbcglobal.net.
Il suo nuovo libro come
redattore e collaboratore è intitolato "Flashpoint in Ukraine: How the US Drive for
Hegemony Risks WW III."
http://www.claritypress.com/LendmanIII.html
Visitate il suo blog a
sjlendman.blogspot.com.
postato da Steve Lendman
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