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VENERDI', 31 MARZO 2017

La fasulla guerra al terrore degli USA

di Stephen Lendman

 

L'America cerca la conquista ed il dominio globale, un'agenda diabolica che minaccia la sopravvivenza dell'umanità.

La cosiddetta guerra al terrore è un imbroglio fabbricato - terrore sponsorizzato dallo stato per portare avanti il suo impero mandando in frantumi uno stato sovrano indipendente dopo l'altro.

Democrazia ed intervento umanitario sono le esportazioni più distruttive di Washington, che mira ad essere giudice, giuria e giustiziere e potenza dominante del mondo, un' agenda di pura malvagità.

Gli interessi dei ricchi vengono serviti a spese di quelli popolari. Le regole di Washington sostituiscono le leggi, le regole e gli standard internazionali.

Tutto è permesso è la politica degli USA, non importa dei costi umani o del rischio di una catastrofica guerra nucleare. Il terrorismo è ciò che fanno loro, non noi.

Dopo che l'Unione Sovietica si è dissolta, i musulmani hanno rimpiazzato il comunismo come bersaglio di scelta dell'America, il suo pretesto per fare la guerra all'umanità, in corso senza fine in molteplici teatri, di nuovi ne sono stati pianificati, rivolta a sostituire tutti i governi sovrani indipendenti con regimi fantoccio pro-occidentali.

La durezza fascista si camuffa da governo democratico, tutti a rischio a livello universale. Le guerre hanno impeto proprio, facili da lanciare, difficili da terminare, specialmente con il sostegno bipartitico per farle incessantemente.

I nemici vengono inventati per giustificarle. Seminare paura arruola il sostegno del pubblico. La retorica politica difende l'indifendibile.

Una volta Howard Zinn chiese "come si può fare la guerra al terrorismo se la guerra è terrorismo" - del genere peggiore, sponsorizzata dallo stato, il massimo di tutti i crimini di stato.

La strategia bellica degli USA implica dividere e conquistare i paesi presi di mira, il piano diabolico per la Siria.

Essa implica balcanizzare il paese, parte di un più ampio piano USA/Israele per ridisegnare la mappa del Medio Oriente - il perché le forze speciali e le truppe da combattimento USA hanno invaso il territorio della Siria settentrionale.

Sono assistiti dai bombardamenti terroristici della "coalizione" a guida USA - che prende a bersaglio infrastrutture vitali e siti governativi, non terroristi come preteso, massacrando i civili in pericolo.

L'intervento in Siria della Russia nel settembre 2015 su richiesta di Assad ha cambiato la dinamica sul terreno, permettendo al governo ed alle forze alleate di liberare aree controllate dai terroristi sostenuti dagli USA.

La retorica di Assad deve andarsene è cambiata. Ad una conferenza stampa ad Ankara con la sua controparte turca, il segretario di stato USA Tillerson ha dichiarato che "la posizione a più lungo termine del presidente Assad sarà decisa dal popolo siriano".

Separatamente a New York, l'ambasciatrice USA all'ONU Nikki Haley ha affermato che "si scelgono con cura le proprie battaglie e quando guardiamo a ciò, è riguardo a cambiare priorità e la nostra priorità non è più sedere lì e concentrarsi su fare andare via Assad".

"Pensiamo che sia un ostacolo? Si. Siederemo lì e ci concentreremo su farlo andare via? No. Ciò su cui ci concentreremo è esercitare pressione lì in modo che possiamo cominciare a produrre un cambiamento in Siria".

L'America non fa guerra al paese per più di sei anni per rinunciare dal volere un governo pro-occidentale che rimpiazzi la sua indipendenza sovrana.

La strategia è cambiata, non l'obiettivo imperiale di Washington. La sua presenza nella  Siria settentrionale mira a controllare il territorio, balcanizzare il paese, distruggere la Repubblica Araba Siriana come esiste ora.

In precedenza Trump ha affermato che "in Siria farà assolutamente delle zone sicure per il popolo".

La settimana scorsa, Tillerson ha dichiarato, senza ulteriore elaborazione, che Washington intende istituire delle "zone interne di stabilità" in Siria ed Iraq.

Assad ha chiamato le forze USA "invasori", che operano illegalmente, assistendo i terroristi anti-governativi, non combattendoli come falsamente sostenuto.

No-fly o safe zones in paesi stranieri sono illegali senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, non disponibile con il certo potere di veto russo e probabile cinese.

Assad le rifiuta. Così fa Mosca senza il suo permesso. I siriani non saranno sicuri fino a che il terrorismo non verrà sconfitto, le sanzioni illegali sollevate e tutte le forze USA non saranno fuori del paese.

La Russia sostiene la sovranità della Siria e la sua integrità territoriale, assieme al diritto del suo popolo di decidere chi lo guiderà.

L'agenda di Washington è al polo opposto, fare guerre di aggressione in teatri multipli per imporre la sua volontà ad altri paesi - rischiando una possibile guerra nucleare per eliminare la Russia e la Cina come potenze rivali.

Stephen Lendman vive a Chicago. Può contattarsi a lendmanstephen@sbcglobal.net.  

Il suo nuovo libro come redattore e collaboratore è intitolato "Flashpoint in Ukraine: How the US Drive for Hegemony Risks WW III."

http://www.claritypress.com/LendmanIII.html 

Visitate il suo blog a sjlendman.blogspot.com. 

postato da Steve Lendman