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Non sono soltanto le truffe: l'intero sistema parlamentare è marcio

21 agosto 2015 | Mick Armstrong

 

Come è diventato abbondantemente chiaro nel corso del mese scorso, non è soltanto Bronwyn “Elicottero” Bishop che truffa sulle indennità di viaggio. Parlamentari di entrambe le parti della politica hanno avuto il grugno affondato in profondo nella mangiatoia dei "diritti acquisiti" mentre allo stesso tempo richiedono tagli ed austerità dal resto di noi.

Perché i nostri presunti rappresentanti hanno così perso il contatto con le aspettative del pubblico? La mentalità di nati per governare dei liberali è chiaramente parte di esso. Non si sentono legati alle regole che si applicano al volgo.

I parlamentari laburisti semplicemente imitano i loro "superiori". Hanno adottato il vecchio motto di quelli ambiziosi: "La classe lavoratrice può baciarmi il culo. Ho finalmente ottenuto il posto di caposquadra".

Tuttavia, vi è un problema sottostante molto più ampio con l'intero sistema di governo parlamentare.

La massa degli elettori non ha praticamente nessun controllo sui nostri presunti rappresentanti. Ogni tre anni andiamo a contare le schede elettorali, ma nel mezzo i parlamentari sono totalmente non responsabili.

Possono infrangere le promesse, imporre tagli, dare elemosine alle grandi imprese, approvare leggi che riducono i nostri diritti fondamentali e spingerci in guerre sanguinarie, ma, eccetto che assaltare il parlamento e cacciarli fuori tutti, siamo da loro oppressi per tre anni interi.

Manchiamo del diritto di revocare i nostri rappresentanti – qualcosa che dovrebbe essere un elemento fondamentale di un sistema genuinamente democratico. Se le persone che eleggiamo si rifiutano di attuare le promesse o truffano il sistema, abbiamo bisogno di essere in grado di rimpiazzarle immediatamente con qualcuno di cui abbiamo fiducia – non lasciare che la facciano franca mal rappresentandoci per tre anni.

Esattamente perché la massa degli elettori sono individui atomizzati che non hanno nessun collegamento giornaliero con o controllo sui nostri rappresentanti parlamentari, questi ultimi diventano i giocattoli di potenti interessi acquisiti. La consolidata burocrazia statale – i capi molto ben pagati del Tesoro, i generali dell'esercito, i capi della polizia, gli ambasciatori, i massimi funzionari giudiziari ed i capi dell'ASIO – hanno una forte influenza sugli affari giornalieri di governo. Tutti loro sono totalmente compromessi con il capitalismo neoliberista e con il dominio dei ricchi.

Quindi vi sono i magnati dei media, i banchieri, i dirigenti delle compagnie minerarie, i capi delle varie associazioni imprenditoriali, gli speculatori delle proprietà, il vasto esercito di lobbisti e ladruncoli vari. Tutti loro hanno connessioni ben sviluppate con parlamentari di tutte le parti della politica.

Se una parola discreta all'orecchio, un briciolo di lobby o una grande donazione ai fondi per la campagna elettorale non sono sufficienti per assicurare che il loro obiettivo si faccia strada in questioni centrali, allora possono montare massicce campagne pubblicitarie o minacciare di ritirare gli investimenti o di tagliare posti di lavoro, come ha fatto Gina Rinehart and Co. per far fallire l'imposta sull'industria mineraria.

La mancanza di responsabilità dei parlamentari è pure collegata al fatto che vengono eletti su base geografica. La massa delle persone dell'elettorato suburbano medio hanno molto poco in comune l'una con l'altra.

L'elettorato geografico è composto di persone che provengono da una varietà di differenti e spesso antagonistici sfondi di classe ed innumerevoli diversi posti di lavoro, che non si sono mai riunite come un collettivo organizzato. Questo è molto diverso da una situazione di luogo di lavoro o da una scuola o da una università.

Nel luogo di lavoro è possibile tenere assemblee di massa che possano discutere di tutte le questioni che sono di fronte a tutti coloro che lavorano lì e prendere decisioni collettive. Questo fornisce una base molto migliore per eleggere delegati o rappresentanti.

I rappresentanti eletti nel luogo di lavoro condividono l'esperienza collettiva di coloro che rappresentano. La loro prestazione può essere giudicata dai loro pari su base giornaliera sul posto di lavoro.

Possono tenersi assemblee su base regolare, alle quali i lavoratori possono far conoscere ai loro rappresentanti le loro opinioni su tutte le questioni del giorno. Se la prestazione dei rappresentanti eletti non è soddisfacente, possono essere rimossi ad una di queste assemblee regolari ed eletto qualcun altro al loro posto.

Analogamente nelle università o nelle scuole, possono riunirsi assemblee di massa di studenti per discutere sia i problemi immediati che gli studenti affrontano che le più ampie questioni politiche. A queste assemblee di massa possono eleggersi delegati o rappresentanti con uno specifico mandato e possono essere revocati se non eseguono le indicazioni di coloro che li hanno eletti.

In quasi tutte le grandi rivolte di massa nel corso degli ultimi 150 anni – dalla comune di Parigi del 1871 alle rivoluzioni del 1905 e del 1917 in Russia all'Ungheria nel 1956, al Cile negli anni '70 ed alla polonia negli anni '80 – i lavoratori e gli oppressi hanno istituito delle forme di democrazia diretta sul modello che ho descritto. Si sono inizialmente presentate come mezzo con il quale i lavoratori potevano organizzarsi per difendere i loro livelli di vita, ma sono andate molto oltre questo.

Sono diventate una sfida diretta al dominio dei ricchi e potenti – la base per una nuova società socialista genuinamente democratica piuttosto che la pseudo-democrazia parlamentare che abbiamo oggi.