GLI USA PromUOVONO LA SecessionE in Bolivia,

RIPETENDO IL TENTATIVO DEL Venezuela

6 maggio 2008, di Nikolas Kozloff - CounterPunch

 

Avendo evitato qualsiasi significativa cronaca sulla Bolivia sin dall'elezione di Evo Morales nel dicembre del 2005, i media internazionali ora sono obbligati a cercare di uguagliare i rivali. Ieri nella nazione andina di 9,1 milioni di abitanti di è tenuto un voto cruciale che potrebbe aprire la strada alla secessione della regione ricca di risorse di Santa Cruz.

In sfida all'autorità di Morales, più dell'80% dei votanti ha approvato un referendum che assegnerebbe più poteri a Santa Cruz, una zona responsabile per circa il 30% del prodotto interno lordo della Bolivia, mentre fornisce circa un quarto della popolazione del paese. Morales, che ha respinto il voto per l'autonomia come illegale, ha chiesto all'opposizione di impegnarsi in un dialogo con il suo governo.

Fondamentalmente, l'imbroglio di Santa Cruz è una lotta per il petrolio ed il gas.

L'elite meticcia delle pianure vuole più controllo locale sulle risorse, mentre Morales, che ha il sostegno dei popoli indigeni degli altopiani, vuole che le più ricche regioni orientali contribuiscano di più all'occidente più povero.

I ricchi leader di Santa Cruz sono particolarmente infuriati da una nuova bozza di costituzione che limiterebbe le grandi proprietà terriere. Nel ripudio delle riforme costituzionali, ieri la gente di Santa Cruz ha votato per attribuire alla propria regione più controllo sulla distribuzione della terra come pure sulle ricche riserve di petrolio e di gas.

Così che accade dopo?

Il referendum di Santa Cruz ha stabilito un infausto precedente: altre tre regioni orientali, Tarija, Pando, e Bendi, che pure possiedono grandi giacimenti di petrolio grezzo e di gas naturale, hanno detto che voteranno anche loro per una maggiore autonomia. Se anche lì gli elettori chiedono di ripudiare il governo centrale, ciò potrebbe avviare uno scenario da guerra civile che porta allo smembramento nazionale.

Il segreto dietro la secessione

Come se le tensioni politiche non fossero abbastanza rilevanti, Morales ha aumentato oltre le faccende quando ha accusato gli USA di appoggiare i secessionisti orientali. Avvertendo che avrebbe preso "decisioni radicali" contro i diplomatici stranieri che venissero coinvolti nella politica boliviana, Morales ha osservato: "Non riesco a capire come alcuni ambasciatori si dedichino alla politica e non alla diplomazia nel nostro paese.  Questa non si chiama cooperazione. Questa si chiama cospirazione".

Nel frattempo, il Vicepresidente Álvaro García  ha accusato l'ambasciata USA di finanziare "pubblicazioni, viaggi e seminari" per aiutare l'opposizione a Morales a sviluppare "resistenza ideologica e politica" all'amministrazione.

Morales ha alcune giuste ragioni per essere paranoico. Come documento in qualche dettaglio nel mio ultimo libro Rivoluzione! Il Sud America e l'ascesa della Nuova Sinistra (Palgrave-Macmillan), l'agenda socialista, il nazionalismo stile coca e l'ostilità al neoliberismo economico di Morales non sono affatto riusciti ad ingraziarlo tra l'elite della Beltway. Similarmente, i sempre più stretti legami del leader boliviano al Venezuela ed a Cuba hanno fatto suonare il campanello d'allarme per i diplomatici degli USA.

Nel tentativo di rovesciare il cambiamento sociale e politico in Bolivia, gli USA hanno incanalato milioni di dollari verso i gruppi di opposizione attraverso l'USAID ed il National Endowment for Democracy. In aggiunta, l'USAID sostiene esplicitamente le pretese della destra per una maggiore autonomia regionale nell'est.

Comunque, non è la prima volta che gli USA hanno cercato di incoraggiare il sentimento secessionista all'interno di regioni sud americane che possiedono ricche risorse naturali.    

Retrospettiva: Venezuela

Nel 1908 gli USA collaborarono ad appoggiare un colpo di stato militare in Venezuela lanciato da Juan Vicente Gómez. L'obiettivo principale di Gómez era di costituire un forte stato centralizzato. Per ottenere questo avrebbe dovuto bloccare il sentimento secessionista nello stato dell'estremo occidente di Zulia.

Gómez, un brutale dittatore, poteva permettersi a malapena problemi all'ovest. Misurando 63.100 kmq., con 178.388 abitanti nel 1908, Zulia non era grande solamente in termini di assoluta massa terrestre, ma anche economicamente importanti. Quando Gómez prese il poter, Zulia aveva il bilancio più consistente di ogni stato venezuelano. La città più grande, Maracaibo, all'inizio del secolo aveva una popolazione di circa 39.000 abitanti.

La scoperta di vasti depositi di petrolio nel Lago di Maracaibo ha in qualche modo le cose per Gómez. Il Presidente degli USA Warren Harding attribuiva eccezionale importanza al promuovere l'espansione degli interessi petroliferi USA all'estero ed il Dipartimento di Stato era cosparso di funzionari compromessi da conflitti di interesse.

Per esempio, William T.S. Doyle, il direttore residente della Shell Oil nel 1919-1920, era un ex capo della Divisione Affari Latino Americani del Dipartimento di Stato. Jordan Stabler, un altro funzionario del Dipartimento di Stato, continuò a lavorare per la Gulf Oil. Francis Loomis, un potente funzionario del Dipartimento di Stato. più tardi lavorò per la Standard Oil.

Nel dicembre del 1921, Gómez ricevette una brutta sorpresa quando fu informato di un complotto per una invasione militare del Venezuela. Il piano venne sventato quando le autorità olandesi fermarono una nave che partiva dall'Olanda. La nave era stata presa a noleggio per andare in Venezuela, apparentemente per impegnarsi in una "operazione di ostruzione". Ad un'altra nave venne impedito di salpare dall'Inghilterra. Entrambe le navi, dichiarò l'Ufficio Record Pubblici britannico, erano state finanziate al ritmo di 400.000 dollari USA da "interessi petroliferi degli Stati Uniti", i quali "tiravano ogni filo possibile per bloccare lo sviluppo delle Concessioni Britanniche che in definitiva speravano di afferrare".

Sebbene il complotto ordito dagli interessi petroliferi americani non si realizzò mai, la crescente presenza del petrolio era una preoccupazione per Santos Gómez, il governatore dello stato di Zulia. Nel 1923 scrisse personalmente a Gómez, avvertendo il suo capo che i lavoratori del petrolio potevano essere corrotti da nemici del regime.

La Marina Militare USA a Zulia

Ufficialmente, la successiva amministrazione repubblicana di Calvin Coolidge abbracciò una politica di non intervento negli affari dell'America Latina. Nondimeno, Gómez agì decisivamente per nominare un governatore dello stato di Zulia più forte e più competente, Vincencio Pérez Soto. Secondo lo storico Brian McBeth, voci di società petrolifere che sponsorizzavano la secessione di Zulia preoccuparono Gómez e convinsero il dittatore della necessità di nominare un uomo più energico come presidente dello stato. Chiaramente, la regione di Zulia ricca di petrolio era sempre più critica. Infatti, per il 1928 il Venezuela sarebbe diventato il principale esportatore mondiale di petrolio.

Negli anni '20 gli interessi economici USA per Zulia aumentarono, con le società petrolifere americane come la Standard Oil e la Gulf che si unirono alle loro controparti britanniche nell'area del Lago di Maracaibo. Secondo il console USA a Maracaibo, Alexander Sloan, a Maracaibo vi era una ostilità assai diffusa contro il governo di Gómez. Sloan disse che i nativi di Zulia come pure i residenti di Maracaibo "ora e da anni non sentono nessun grande affetto per il governo centrale".

Nel frattempo, Pérez Soto era confrontato da notizie sconvolgenti. Il 2 luglio 1926 la nave militare USA Niagara arrivò al largo della costa di Zulia. Il console USA chiese che ai marinai venisse concesso di celebrare il 4 luglio in Venezuela. Quando un ufficiale dell'aeronautica assegnato alla Niagara richiese il permesso di volare sopra Maracaibo in onore del 4 luglio, Pérez Soto divenne sospettoso. Raggiunsero il governatore dei rapporti secondo i quali il vero motivo del sorvolo era di prendere fotografie aeree della regione. Pérez Soto proibì lo sbarco dell'equipaggio della Niagara e rifiutò di autorizzare il sorvolo.

Scrivendo a Gómez, il governatore riferì che gli USA cercavano di disporre la Niagara in acque venezuelane "come una specie di sentinella degli interessi nord americani in Venezuela". Quindi Pérez Soto si servì del suo servizio informazioni per ottenere rapporti dettagliati riguardanti le attività dei marines USA della Niagara sull'isola di Zapara, situata all'imboccatura della Barriera di Maracaibo.

Pérez Soto scoprì che l'equipaggio della Niagara aveva montato una radio senza fili con una portata di 2.000 miglia. Pérez Soto era particolarmente preoccupato che settori potenti della società di Maracaibo potessero cospirare con gli Stati Uniti per favorire la secessione di Zulia allo scopo di separare lo stato dal resto del Venezuela.

La Repubblica di Zulia

Nel tentativo di diminuire le tensioni con gli interessi stranieri, Pérez Soto assicurò i dirigenti delle società petrolifere che era "ansioso di discutere con loro dei loro problemi e di prestare loro ogni assistenza in suo potere". Pérez Soto cercò di asserire la propria autorità sulle società petrolifere con mezzi diplomatici e legali. Come disse il console USA, Pérez Soto ed i funzionari locali erano determinati "che condizioni come quelle esistenti a Tampico [Messico] qui non sono tollerate e [loro] sono diventati molto più severi nel far rispettare la disciplina e l'obbedienza alle leggi". In una nota a Gómez, Pérez Soto rifletteva che forse le società petrolifere avrebbero operato con legalità ed onestà—"o forse no e cercheranno di indebolirmi", attraverso i loro rappresentanti a Caracas.

Sotto molti aspetti Pérez Soto era stato un governatore più vigoroso dei suoi predecessori. Per Gómez, comunque, il rischio era che più potente Pérez Soto diventava, maggiore la possibilità che il carismatico politico sarebbe diventato un rivale nel suo diritto. Mentre Gómez consolidava il potere fronteggiava anche ulteriore inquietudine dei militari e vi erano ampie opportunità per Pérez Soto di creare intrighi.

Nel luglio del 1928 il Col. Jose Maria Fossi, un fidato subordinato di Gómez, si rivoltò contro il dittatore, prendendo per alcune ore la città di La Vela de Coro. La ribellione militare, che fece venire a rinforzare i rivoluzionari  da 300 venezuelani e 90 ribelli dominicani che lavoravano a Curacao, fu schiacciata dalle truppe di Gómez. Più tardi Fossi osservò che Pérez Soto lo aveva avvicinato e gli aveva offerto del denaro in cambio del suo appoggio nel fomentare un movimento separatista. Lo scopo ultimo era di formare una nuova repubblica comprendente gli stati venezuelani di Zulia, Falcon e la regione di Catatumbo in Colombia. L'avventura, aggiunse Fossi, avrebbe avuto il sostegno delle società petrolifere del Lago di Maracaibo.

Mentre simili rapporti dovrebbero essere trattati cautamente, le autorità colombiane erano a quanto pare preoccupate per un complotto e la Camera dei Deputati di Bogotá si riunì in sedute segrete per discutere "le mosse di agenti yankee nei Dipartimenti di Santander e Goagira che cercavano di suscitare un movimento separatista il quale, unito a Zulia, avrebbe formato la Repubblica di Zulia". Pérez Soto respinse le voci del suo coinvolgimento nella secessione di Zulia come "tradimento contro la Patria ed un immenso disonore". Comunque, la credibilità di Pérez Soto venne danneggiata ulteriormente quando raggiunsero lo stesso Gómez delle comunicazioni che lasciavano intendere a tentativi di coinvolgere Pérez Soto in complotti secessionisti di Zulia. McBeth scrive che "importanti petrolieri con stretti collegamenti con il Dipartimento di Stato avevano domandato della opportunità di Pérez Soto come Presidente di Zulia".

Quale è la rilevanza attuale di tutta questa storia? Dobbiamo ricordare che innanzitutto gli USA contribuirono ad installare Gómez e mandarono cannoniere USA per aiutare il dittatore a prendere il potere nel 1908. Inoltre, lo stesso Gómez era un solido anti-comunista. E tuttavia, potenti interessi negli Stati Uniti ancora non erano soddisfatti delle credenziali reazionarie di Gómez e cercarono di macchinare contro il dittatore. Data la storia, non è affatto sorprendente che ora gli USA incoraggerebbero il sentimento secessionista in Bolivia, un paese il cui Presidente manifesta molto meno affinità ideologica con Washington che Gómez durante l'inizio del ventesimo secolo.

Nikolas Kozloff è l'autore di Hugo Chávez: petrolio, politica e la sfida agli U.S.A. (Palgrave Macmillan, 2006) e Rivoluzione! Il Sud America e l'ascesa della Nuova Sinistra (Palgrave Macmillan, aprile 2008).