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E' ben dimostrato che l'FBI sorvegliasse gli attivisti per i
diritti civili ed altri da
Martin Luther King Jr. ai leader della
National Lawyers Guild come parte della
sua
COINTELPRO (counter intelligence program)
ad ampio raggio durante gli anni '60 e gli inizi degli anni '70.
L'utilizzo di notizie impiantate di false comunicazioni per creare
discordia all'interno dei gruppi attivisti di informatori per produrre
casi discutibili e persino gli assassini è stato rivelato da un gruppo
di attivisti chiamato la
Citizens’ Commission per investigare
l'FBI che nel 1971 penetrò nell'ufficio del bureau di
Media, Pennsylvania,
e scoprì prove abbondanti dei misfatti dell'agenzia. Questa viene
generalmente vista come un'epoca di terribili violazioni governative nel
nome della lotta al "comunismo".
l problema è che l'utilizzo di tattiche simili da allora è stato
scoperto ripetutamente negli anni. In seguito alle proteste
anti-globalizzazione del 1999, agli attacchi dell'11/9 ed alle proteste
di Occupy del 2011, strategie simili, accresciute dalla tecnologia
moderna, sono state incrementate e dispiegate contro un numero sempre
crescente di attivisti e di gruppi politici di tutte le specie
ideologiche come parte delle sempre più ambigue "guerre" alla droga ed
al terrorismo.
Parte di ciò è dovuto al fatto che semplicemente non vi sono
sufficienti minacce reali di terrorismo per giustificare tutto il denaro
ed i giocattoli che sono stati dati alle agenzie di autorità giudiziaria
USA. Aggiungete a questo il fatto che la polizia a tutti i livelli
sembra desiderosa di vedere del potenziale terrorismo nelle forme
persino più moderate di dissenso ed avete la ricetta per il disastro. In
uno dei casi più recenti,
è stato rivelato che l'FBI si
sta coordinando con le agenzie di polizia locali per prendere a
bersaglio il movimento Black Lives
Matter.
Un'altra storia, non collegata all'attuale organizzazione
antirazzista, è un caso bizzarro da
Minneapolis nella preparazione per la
convenzione nazionale repubblicana del 2008. Secondo
City Pages, un agente
di polizia all'Università
del Minnesota che era l'unico agente del dipartimento nella locale Joint
Counter Terrorism Task Force lavorava con un agente speciale dell'FBI
per reclutare studenti universitari che agivano come informatori pagati
a "pasti di gruppo vegani" sperando che avrebbero scoperto piani degli
attivisti per scompigliare l'imminente convenzione.
Estendere il braccio lungo della legge
Le
Joint Terrorism Task Forces (JTTFs),
delle quali ce ne sono attualmente 104 situate in città e
paesi attraverso gli Stati Uniti, sono state create negli anni '80
e si sono grandemente ampliate come conseguenza dell'11/9. Sono state
istituite per coordinare tra diverse agenzie federali e polizie locali e
spesso operano in tandem con i
“Fusion Centers” che si presume
raccolgano ed analizzino dati relativi al terrorismo potenziale.
Per capire quanto queste unità operative possano oltrepassare i
loro limiti, prendete il caso di
Eric Linsker, che la polizia ha cercato
di arrestare perché presumibilmente cercava di gettare un secchio della
spazzatura sopra il lato di una passerella del ponte di
Brooklyn durante le grandi,
prevalentemente pacifiche proteste che sono scoppiate a
New York City in seguito al mancare di
incriminare l'agente che la cui stretta alla gola ha portato alla morte
di
Eric Garner. Altri dimostranti sono
intervenuti per impedire l'arresto ma
Linsker ha lasciato dietro la
sua borsa che,
secondo le autorità,
conteneva "il suo passaporto, tre martelli ed un piccolo ammontare di
marijuana".
Mentre la polizia può essere ben stata entro il suo diritto di
rintracciare
Linsker e di accusarlo se le asserzioni
di vandalismo erano vere, è chi ha compiuto l'arresto che
suscita perplessità: piuttosto che il NYPD, è stata la JTTF di
New York
che ha portato dentro
Linkser, forse credendo che i martelli
fossero dei potenziali strumenti di terrore. Questa dovrebbe essere un
motivo di preoccupazione, poiché significa che la definizione di
terrorismo delle agenzie di sicurezza è diventata troppo ampia o che
stanno prendendo di mira più che semplicemente il terrorismo.
Gli
Stingray ed i pericoli della
tecnologia
Gli attivisti di
Occupy Wall Street e più tardi di Black
Lives Matter hanno contato sulle reti sociali e sulla tecnologia per
organizzare i loro sforzi. Gli onnipresenti telefoni con capacità di
registrazione video hanno rivelato abusi di potere da parte delle
agenzie di polizia e screditato le storie ufficiali. Anche gli smartphone
sono utili durante le marce per informare al volo gli altri dimostranti
sulle concentrazioni di polizia, permettendo ai manifestanti di cambiare
itinerario per evitare il confronto.
Come
ha raccontato al New York Post un "esperto
di antiterrorismo" riguardo alle proteste di Black Lives
Matter agli inizi di dicembre: "Mi hanno estenuato. La loro capacità di
cambiare strategia al volo è qualcosa di cui non ci siamo mai occupati
prima a questo livello".
Sfortunatamente, come la maggior parte della tecnologia del 21°
secolo, l'uso di
smartphone da parte degli attivisti è
diventato un'arma a doppio taglio, esponendoli a rischi di sorveglianza
che in epoche precedenti erano inimmaginabili. Una di queste tecnologie
è lo
Stingray, prodotto dalla Harris
Technology,
che imita un'antenna dei telefoni cellulari e permette alle
autorità di polizia di estrarre GPS ed altri dati dai telefoni entro il
suo raggio d'azione.
In un interessante caso, riportato
dalla rivista
Wired, la polizia di Erie County, NY, ha utilizzato
la tecnologia 47 volte negli ultimi cinque anni e ha ricevuto soltanto
una volta il richiesto permesso del tribunale. Anche in questo caso, "ha
chiesto un ordine del tribunale anziché un mandato, che contiene un
onere della prova maggiore... e mal descrive la vera natura dello
strumento".
La stessa storia osserva che la
New York Civil Liberties Union ha
pubblicato online dei documenti che dimostravano che l'FBI ed i
dipartimenti di polizia locali avevano fatto dei patti stretti per
tenere segreto il loro utilizzo della tecnologia, andando anche così
lontano da chiedere ai tribunali di rigettare i casi penali nei quali
potrebbe essere svelato l'utilizzo dello
Stingray.
Il momento unico creato l'anno scorso dalle proteste contro la
brutalità della polizia per tutti gli USA
– e che ha seguito le tracce del
tentativo coordinato a livello federale di smantellare gli accampamenti
di Occupy nel 2011 – ha rivelato che le agenzie di polizia federali,
specialmente l'FBI, operando con la polizia locale, hanno
diretto le loro risorse tanto contro dimostranti, dissidenti e coloro
che praticano la disobbedienza civile quanto lo hanno fatto contro la
minaccia rappresentata da terroristi, sia "lupi solitari" nostrani che
gruppi esterni organizzati.
Mentre la recente legge di riforma della NSA approvata dal Congresso
rappresenta una vittoria per i sostenitori delle libertà civili e della
privacy, c'è ancora strada da fare. Perché mentre il diritto al dissenso
resta una libertà fondamentale degli americani, la paura del terrorismo
che viene apertamente sfruttata dall'autorità giudiziaria ha permesso
alla polizia di risuscitare
COINTELPRO in tutto eccetto che nel nome.
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