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LA PROTESTA E' IL NUOVO TERRORISMO: COME GLI USA STANNO

 LAVORANDO PER CRIMINALIZZARE IL DISSENSO

VENERDì, 19/06/2015 - by Derek Royden

 

E' ben dimostrato che l'FBI sorvegliasse gli attivisti per i diritti civili ed altri da Martin Luther King Jr. ai leader della National Lawyers Guild come parte della sua COINTELPRO (counter intelligence program) ad ampio raggio durante gli anni '60 e gli inizi degli anni '70. L'utilizzo di notizie impiantate di false comunicazioni per creare discordia all'interno dei gruppi attivisti di informatori per produrre casi discutibili e persino gli assassini è stato rivelato da un gruppo di attivisti chiamato la Citizens’ Commission per investigare l'FBI che nel 1971 penetrò nell'ufficio del bureau di Media, Pennsylvania, e scoprì prove abbondanti dei misfatti dell'agenzia. Questa viene generalmente vista come un'epoca di terribili violazioni governative nel nome della lotta al "comunismo".

l problema è che l'utilizzo di tattiche simili da allora è stato scoperto ripetutamente negli anni. In seguito alle proteste anti-globalizzazione del 1999, agli attacchi dell'11/9 ed alle proteste di Occupy del 2011, strategie simili, accresciute dalla tecnologia moderna, sono state incrementate e dispiegate contro un numero sempre crescente di attivisti e di gruppi politici di tutte le specie ideologiche come parte delle sempre più ambigue "guerre" alla droga ed al terrorismo.

Parte di ciò è dovuto al fatto che semplicemente non vi sono sufficienti minacce reali di terrorismo per giustificare tutto il denaro ed i giocattoli che sono stati dati alle agenzie di autorità giudiziaria USA. Aggiungete a questo il fatto che la polizia a tutti i livelli sembra desiderosa di vedere del potenziale terrorismo nelle forme persino più moderate di dissenso ed avete la ricetta per il disastro. In uno dei casi più recenti, è stato rivelato che l'FBI si sta coordinando con le agenzie di polizia locali per prendere a bersaglio il movimento Black Lives Matter.

Un'altra storia, non collegata all'attuale organizzazione antirazzista, è un caso bizzarro da Minneapolis nella preparazione per la convenzione nazionale repubblicana del 2008. Secondo City Pages, un agente di polizia all'Università del Minnesota che era l'unico agente del dipartimento nella locale Joint Counter Terrorism Task Force lavorava con un agente speciale dell'FBI per reclutare studenti universitari che agivano come informatori pagati a "pasti di gruppo vegani" sperando che avrebbero scoperto piani degli attivisti per scompigliare l'imminente convenzione.

Estendere il braccio lungo della legge

Le Joint Terrorism Task Forces (JTTFs), delle quali ce ne sono attualmente 104 situate in città e paesi attraverso gli Stati Uniti, sono state create negli anni '80 e si sono grandemente ampliate come conseguenza dell'11/9. Sono state istituite per coordinare tra diverse agenzie federali e polizie locali e spesso operano in tandem con i “Fusion Centers” che si presume raccolgano ed analizzino dati relativi al terrorismo potenziale.

Per capire quanto queste unità operative possano oltrepassare i loro limiti, prendete il caso di Eric Linsker, che la polizia ha cercato di arrestare perché presumibilmente cercava di gettare un secchio della spazzatura sopra il lato di una passerella del ponte di Brooklyn durante le grandi, prevalentemente pacifiche proteste che sono scoppiate a New York City in seguito al mancare di incriminare l'agente che la cui stretta alla gola ha portato alla morte di Eric Garner. Altri dimostranti sono intervenuti per impedire l'arresto ma Linsker ha lasciato dietro la sua borsa che, secondo le autorità, conteneva "il suo passaporto, tre martelli ed un piccolo ammontare di marijuana".

Mentre la polizia può essere ben stata entro il suo diritto di rintracciare Linsker e di accusarlo se le asserzioni di vandalismo erano vere, è chi ha compiuto l'arresto che suscita perplessità: piuttosto che il NYPD, è stata la JTTF di New York che ha portato dentro Linkser, forse credendo che i martelli fossero dei potenziali strumenti di terrore. Questa dovrebbe essere un motivo di preoccupazione, poiché significa che la definizione di terrorismo delle agenzie di sicurezza è diventata troppo ampia o che stanno prendendo di mira più che semplicemente il terrorismo.

Gli Stingray ed i pericoli della tecnologia

Gli attivisti di Occupy Wall Street e più tardi di Black Lives Matter hanno contato sulle reti sociali e sulla tecnologia per organizzare i loro sforzi. Gli onnipresenti telefoni con capacità di registrazione video hanno rivelato abusi di potere da parte delle agenzie di polizia e screditato le storie ufficiali. Anche gli smartphone sono utili durante le marce per informare al volo gli altri dimostranti sulle concentrazioni di polizia, permettendo ai manifestanti di cambiare itinerario per evitare il confronto.

Come ha raccontato al New York Post un "esperto di antiterrorismo" riguardo alle proteste di Black Lives Matter agli inizi di dicembre: "Mi hanno estenuato. La loro capacità di cambiare strategia al volo è qualcosa di cui non ci siamo mai occupati prima a questo livello".

Sfortunatamente, come la maggior parte della tecnologia del 21° secolo, l'uso di smartphone da parte degli attivisti è diventato un'arma a doppio taglio, esponendoli a rischi di sorveglianza che in epoche precedenti erano inimmaginabili. Una di queste tecnologie è lo Stingray, prodotto dalla Harris Technology, che imita un'antenna dei telefoni cellulari e permette alle autorità di polizia di estrarre GPS ed altri dati dai telefoni entro il suo raggio d'azione.

In un interessante caso, riportato dalla rivista Wired, la polizia di Erie County, NY, ha utilizzato la tecnologia 47 volte negli ultimi cinque anni e ha ricevuto soltanto una volta il richiesto permesso del tribunale. Anche in questo caso, "ha chiesto un ordine del tribunale anziché un mandato, che contiene un onere della prova maggiore... e mal descrive la vera natura dello strumento".

La stessa storia osserva che la New York Civil Liberties Union ha pubblicato online dei documenti che dimostravano che l'FBI ed i dipartimenti di polizia locali avevano fatto dei patti stretti per tenere segreto il loro utilizzo della tecnologia, andando anche così lontano da chiedere ai tribunali di rigettare i casi penali nei quali potrebbe essere svelato l'utilizzo dello Stingray.

Il momento unico creato l'anno scorso dalle proteste contro la brutalità della polizia per tutti gli USA – e che ha seguito le tracce del tentativo coordinato a livello federale di smantellare gli accampamenti di Occupy nel 2011 – ha rivelato che le agenzie di polizia federali, specialmente l'FBI, operando con la polizia locale, hanno diretto le loro risorse tanto contro dimostranti, dissidenti e coloro che praticano la disobbedienza civile quanto lo hanno fatto contro la minaccia rappresentata da terroristi, sia "lupi solitari" nostrani che gruppi esterni organizzati.

Mentre la recente legge di riforma della NSA approvata dal Congresso rappresenta una vittoria per i sostenitori delle libertà civili e della privacy, c'è ancora strada da fare. Perché mentre il diritto al dissenso resta una libertà fondamentale degli americani, la paura del terrorismo che viene apertamente sfruttata dall'autorità giudiziaria ha permesso alla polizia di risuscitare COINTELPRO in tutto eccetto che nel nome.