
La diffusione della propaganda
di
Frank
Pitz
5 dicembre 2005
|
Propaganda: "La diffusione sistematica di una dottrina o di una causa o di informazioni che riflettono le opinioni e gli interessi di coloro che difendono tale dottrina o tale causa. Materiale disseminato dai sostenitori o dagli oppositori di una dottrina o di una causa: propaganda di guerra". Ora improvvisamente vi è questo piuttosto grande casino sull'utilizzo della propaganda da parte dei bushisti con riferimento all'Iraq ed alla sua cittadinanza. Orrore degli orrori! Ditemi che non è così! Davvero propaganda! Ora forse vivo in un altro universo o forse mi è sfuggito qualcosa nei miei 68 anni spostamenti su questa terra, ma, gente, la propaganda è obbligatoria per il vostro governo, per tutti i governi. La propaganda è totalmente relativa al controllo; perdiana, la Chiesa cattolica ha adottato proprio questa posizione, e "diffonde" di continuo. Allo stato ci è voluto un poco di più per capire i benefici di una simile strategia, ma, una volta resosi conto dei vantaggi, è partito come un razzo. Improvvisamente certi sapienti dei media hanno 'scoperto' che il nostro governo fabbrica notizie e le impianta sulla stampa irachena? Ehi ragazzi, ho notizie per voi, dalla fine della guerra in Vietnam i media corporativi disseminano "tutte le notizie che lo stato giudica opportune per la stampa". Adesso improvvisamente, alcuni tra di voi hanno scoperto di avere una coscienza, datemi qui un momento di pausa! Il Dipartimento di Stato addestra i giornalisti iracheni nelle abilità basilari del giornalismo e nell'"etica dei media" (e questo è certamente un ossimoro). Un seminario di questo addestramento è intitolato "Il ruolo della stampa in una società democratica". Ora suppongo che, come insegnato dal Dipartimento di Stato, questo ruolo comprenda permettere allo stato di scrivere od altrimenti di scegliere il materiale. Negli USA i media corporativi possono servire da esempio vivente ed odorante per questo seminario proprio di come ciò viene fatto. Possono avere una serie di conferenze con protagonisti degli astri come Judith Miller, Bill O'Reilly, Robert Novak e tutti gli altri. Nel mio ultimo articolo (Rats and Sinking Ships) ho dipinto un topo preso in trappola, mentre i suoi simili venivano schierati per ricevere un pezzo del suo posteriore. Con tutte le recenti fesserie dei media ipocriti, fingere meraviglia su notizie impiantate, mi è venuta in mente quella immagine. Proprio adesso Bush è quel topo nella trappola ed i media contendenti ed ipocriti vorrebbero farci credere che improvvisamente sono loro cresciute le palle e cercano un pezzo del suo posteriore. Ragazzi (e ragazze) non basterà. Perché questa guerra, e questa cronaca, illegali, dovrebbero essere in qualche nodo diverse? E' stato solamente 14 anni fa che i media, per "riportare" l'affare del Kuwait accettarono le "regole di fondo" del Pentagono per i giornalisti che desideravano essere in-cass-ati con le truppe. Da allora è stato sempre così ed i media compiacenti si sono messi in riga con i propagandisti militari, olé. E, come tutti sappiamo, quei giornalisti che hanno trascurato di sottoscrivere alle regole del gioco della propaganda del Pentagono si sono presto ritrovati dalla parte sbagliata di una bomba, di una granata o di un proiettile americano. Nella Crociata di Bush hanno perso fin qui la vita 74 giornalisti ed assistenti dei media, molti per mano dei militari USA e dei loro alleati. Uno dei casi più noti è stata il tirassegno, ed il ferimento, alla giornalista italiana Guiliana Sgrena la primavera scorsa da parte delle forze USA. Un agente italiano, Nicola Calipari, venne ucciso nell'incidente. Il Pentagono affermò che l'auto che portava la giornalista e gli agenti italiani non si fermò ad un controllo. La Sgrena smantellò questa propaganda quando raccontò che venne loro sparato da una pattuglia USA mentre erano sulla strada per l'aeroporto di Baghdad. Inoltre, gli uomini del Pentagono, con l'assistenza delle loro controparti irachene, hanno imprigionato in Iraq più di 115 giornalisti ed altri 70 cyber dissidenti. Benvenuti nella democrazia stile Bush. Quindi vi è il caso di Al-Jazeera, un vero ronzio sotto la sella del Pentagono. Proprio prima della vacanza per il Giorno del Ringraziamento, il giornale britannico Daily Mirror pubblicò la notizia dei piani di Bush di bombardare la sede di Al-Jazeera in Qatar. Dovevano essere eseguiti durante l'offensiva di Fallujah dello scorso anno, ma si vocifera che Tony Blair abbia dissuaso Bush da questa azione. La risposta della Gran Bretagna alla pubblicazione di questo memorandum governativo 'fuoruscito' è stata "imbavagliare" la stampa in base al "Official Secrets Act." Ma qui, nei vecchi cari Stati Uniti ciò non è stato necessario perché il governo ha trasformato la stampa in prostitute dissolute (le mie scuse più sincere a tutte le brave prostitute in giro) che con remissività distolgono i clienti del giornalismo per i loro ruffiani dell'amministrazione. In Gran Bretagna hanno lo "Official Secrets Act", qui negli USA abbiamo lo "Official Presstitutes Act". E questo è solamente per la stampa, per il resto di noi c'è il PATRIOT Act USA. E vi sono quelli tra noi che si sono ritrovati dalla parte sbagliata di quella piccola trappola totalitaria. Ho esperienza personale di quella porcheria fascista nota come il PATRIOT Act USA. La mia risposta, proprio come quella del vecchio autoadesivo da paraurti della National Rifle Association (NRA): "Lascerò il mio fucile quando lo prenderanno dalle mie fredde dita morte". Per i fascisti nel paese: "Lascerò la mia tastiera quando la prenderete dalle mie fredde dita morte". Questa settimana ho deviato un poco con la mia diatriba ma osservare, e leggere, i media corporativi e le loro fesserie ipocrite riguardanti le "storie impiantate" nei media iracheni è stato comico. In questo paese la stampa mainstream è diventata nulla più che un'arma della propaganda per lo stato, e questo è OK se è quello che desiderano. Comunque, non cercate di fregarmi coi vostri falsi cliché e le vostre rappresentazioni distorte. Non dipingo in nessun modo tutti i media, o tutti i giornalisti, con la più ampia falciata di quel pennello che è questo commento. Le canaglie sanno chi sono; il resto di noi che lavora per un quotidiano rispettabile, per la stampa alternativa, per riviste oppure sul web sta a galla resistendo agli imbecilli ed ai fascisti. Sarete applauditi perché senza di voi la cortina del totalitarismo ci isolerebbe tutti da quelle libertà che sono la nostra legittima eredità. "Limitare la libertà di informazione 'appena un poco' è nella stessa categoria del classico esempio 'un poco incinta'". --Robert A. Heinlen Potete contattare Frank Pitz a fpitz76@hotmail.com.
Copyright © 1998-2005 Online Journal
|
![]()