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Dopo la fine della II Guerra Mondiale, un gruppo di paesi
dell'Atlantico del nord costituirono la NATO per ostacolare
l'influenza russa sulla ricostruzione dell'Europa e per facilitare
la propria. Il programma economico che iniziò sotto il Piano
Marshall
e che continuò con la NATO
vide i paesi membri europei spostare la loro dipendenza
energetica dal carbone al petrolio in un periodo in cui gli USA
erano il più importante produttore mondiale di petrolio, che
riforniva più di un terzo della produzione mondiale dall'interno dei
propri confini (oggi grandemente esauriti di petrolio). Un paio di
decenni prima, gli USA avevano già strappato alla Gran Bretagna il
controllo effettivo sulle vaste riserve di petrolio del Venezuela.
Questo accordo assicurò che le compagnie petrolifere USA si
preparavano a guadagnare una fortuna, stabilendo un alto prezzo per
soddisfare la domanda manufatturiera dell'Europa occidentale.
Dopo che
la Guerra Fredda terminò, gli USA ridisegnarono la NATO ed
estesero il suo mandato come difensore della libertà in regioni
oltre il nord Atlantico. Vedere l'azione militare come la soluzione
appropriata di vari conflitti globali, ha avuto l'effetto di
seminare discordia e violenza invece che alleviare questi problemi.
In Kosovo, la NATO ha sostenuto che il bombardamento della
campagna ha impedito alle forze jugoslave di invadere le case ed
eseguire esecuzioni sommarie di kosovari. Invece, le atrocità di
Belgrado sul terreno furono esagerate al massimo, come era stato
ampiamente predetto dai cooperanti internazionali, descritti sul
Washington Post come "l'unico freno rimanente per le
truppe jugoslave" e che sono stati costretti a lasciare i loro
villaggi ospiti quando la NATO ha cominciato il bombardamento aereo.
Due anni più tardi, il Tribunale Penale Internazionale per la ex
Jugoslavia avrebbe emesso un'incriminazione contro
Slobodan Milosevic
per 17 crimini di guerra attinenti al Kosovo, 16 dei quali avvennero
dopo l'entrata della NATO nel conflitto.
In Libia, la scena seguente alla guerra civile consentita dalla
NATO è stata una miscela caotica di battaglie tra fazioni con varie
milizie anti-Gheddafi che hanno rifiutato di sciogliersi. Il 21
gennaio 2012, i veterani libici sono stati attaccati con il gas
lacrimogeno mentre protestavano fuori dal quartier generale del
partito NTC al governo a Bengasi, il luogo di un quasi attacco al
vicepresidente del paese giorni prima. Si sono precipitati
nell'edificio e lo hanno preso mentre i funzionari di partito
fuggivano. La tortura assai diffusa di presunti lealisti di Gheddafi
ha provocato una feroce catastrofe umanitaria, spingendo il gruppo
di aiuto medico Medici Senza Frontiere a tirarsi fuori da Misurata
perché "i detenuti erano portati per la cura soltanto per renderli
adatti ad ulteriore interrogatorio". La NATO continua ad insistere
che le sue azioni hanno impedito la repressione politica e hanno
promosso libertà e cambiamento democratico, nonostante ampie prove
del contrario.
In Afghanistan,
dal 2003 la NATO è stata il soprintendente del criminale
bombardamento e dell'invasione di
un piccolo paese, che non ha iniziato le ostilità, da parte di una
grande superpotenza che ha impiegato armamento devastante e
schiacciante. Questa guerra ha cominciato a superare la perdita di
vite dell'11-9, vita civile per vita civile, soltanto nei primi mesi
e nel corso dell'ultimo decennio le vittime sono continuate ad
aumentare. Un rapporto in
pdf
pubblicato in febbraio dalla Missione di Assistenza dell'ONU
in Afghanistan (UNAMA)
ha fatto
rilevare
una netta ascesa nella proporzione di civili uccisi che erano
donne e bambini. La negligenza della NATO è stata particolarmente
vistosa dal periodo luglio-dicembre 2011, durante il quale gli
attacchi aerei hanno triplicato il numero di donne e bambini uccisi
durante il corrispondente periodo dell'anno precedente.
Freddamente, la NATO ha guardato alla guerra devastante e
prolungata del governo colombiano contro le FARC come modello per
persistere
in Afghanistan.
Gli scandali ed i crimini eseguiti dalle truppe NATO
e le detestabili scuse ufficiali prive di soluzioni reali
illustrano che ogni giorno che la guerra continua significherà un
continuo disastro umanitario per il popolo afgano.
Quelli che partecipano alle azioni di maggio per gettare luce
su questa squilibrata tendenza storica non staranno soltanto
protestando contro la NATO, ma proporranno anche un'agenda diversa
per i paesi che si riuniscono sotto la bandiera della NATO. Invece
di perseguire un accordo associativo con il presidente afgano
Hamid Karzai,
che autorizzerebbe la guerra fino all'anno 2024 oppure oltre, le
nazioni potenti del mondo dovrebbero riunirsi per discutere di
terminare immediatamente gli attacchi di droni, ritirare
le forze da combattimento dall'Afghanistan
e porre fine alla loro manipolazione della democrazia afgana, che
compiono, in parte,
appoggiando
Hamid Karzai
ed i signori della guerra nell'Assemblea Nazionale. In secondo
luogo, dovrebbero assumere la loro responsabilità per i passati
crimini fornendo risarcimenti, da distribuirsi da un
ente indipendente come l'assemblea generale dell'ONU. Le riparazioni
finanzierebbero progetti decisi dalle comunità locali e potrebbero
prendere la forma di aiuti alimentari, filtraggio dell'acqua,
costruzione di alloggi, ripristino del suolo, fognature, brigate
mediche di sminamento ecc. E' cruciale che camminiamo, marciamo,
picchettiamo e parliamo chiaro per domandare queste soluzioni reali.
Buddy Bell (
buddy@vcnv.org)
è un coordinatore di
Voices.
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