VOICES FOR CREATIVE NONVIOLENCE

 

Perché protestiamo contro il vertice NATO?

di Buddy Bell

26 march 2012

 

Dopo la fine della II Guerra Mondiale, un gruppo di paesi dell'Atlantico del nord costituirono la NATO per ostacolare l'influenza russa sulla ricostruzione dell'Europa e per facilitare la propria. Il programma economico che iniziò sotto il Piano Marshall e che continuò con la NATO vide i paesi membri europei spostare la loro dipendenza energetica dal carbone al petrolio in un periodo in cui gli USA erano il più importante produttore mondiale di petrolio, che riforniva più di un terzo della produzione mondiale dall'interno dei propri confini (oggi grandemente esauriti di petrolio). Un paio di decenni prima, gli USA avevano già strappato alla Gran Bretagna il controllo effettivo sulle vaste riserve di petrolio del Venezuela. Questo accordo assicurò che le compagnie petrolifere USA si preparavano a guadagnare una fortuna, stabilendo un alto prezzo per soddisfare la domanda manufatturiera dell'Europa occidentale.

Dopo che la Guerra Fredda terminò, gli USA ridisegnarono la NATO ed estesero il suo mandato come difensore della libertà in regioni oltre il nord Atlantico. Vedere l'azione militare come la soluzione appropriata di vari conflitti globali, ha avuto l'effetto di seminare discordia e violenza invece che alleviare questi problemi.

In Kosovo, la NATO ha sostenuto che il bombardamento della campagna ha impedito alle forze jugoslave di invadere le case ed eseguire esecuzioni sommarie di kosovari. Invece, le atrocità di Belgrado sul terreno furono esagerate al massimo, come era stato ampiamente predetto dai cooperanti internazionali, descritti sul Washington Post come "l'unico freno rimanente per le truppe jugoslave" e che sono stati costretti a lasciare i loro villaggi ospiti quando la NATO ha cominciato il bombardamento aereo. Due anni più tardi, il Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia avrebbe emesso un'incriminazione contro Slobodan Milosevic per 17 crimini di guerra attinenti al Kosovo, 16 dei quali avvennero dopo l'entrata della NATO nel conflitto.

In Libia, la scena seguente alla guerra civile consentita dalla NATO è stata una miscela caotica di battaglie tra fazioni con varie milizie anti-Gheddafi che hanno rifiutato di sciogliersi. Il 21 gennaio 2012, i veterani libici sono stati attaccati con il gas lacrimogeno mentre protestavano fuori dal quartier generale del partito NTC al governo a Bengasi, il luogo di un quasi attacco al vicepresidente del paese giorni prima. Si sono precipitati nell'edificio e lo hanno preso mentre i funzionari di partito fuggivano. La tortura assai diffusa di presunti lealisti di Gheddafi ha provocato una feroce catastrofe umanitaria, spingendo il gruppo di aiuto medico Medici Senza Frontiere a tirarsi fuori da Misurata perché "i detenuti erano portati per la cura soltanto per renderli adatti ad ulteriore interrogatorio". La NATO continua ad insistere che le sue azioni hanno impedito la repressione politica e hanno promosso libertà e cambiamento democratico, nonostante ampie prove del contrario.

In Afghanistan, dal 2003 la NATO è stata il soprintendente del criminale bombardamento e dell'invasione di un piccolo paese, che non ha iniziato le ostilità, da parte di una grande superpotenza che ha impiegato armamento devastante e schiacciante. Questa guerra ha cominciato a superare la perdita di vite dell'11-9, vita civile per vita civile, soltanto nei primi mesi e nel corso dell'ultimo decennio le vittime sono continuate ad aumentare. Un rapporto in pdf pubblicato in febbraio dalla Missione di Assistenza dell'ONU in Afghanistan (UNAMA) ha fatto rilevare una netta ascesa nella proporzione di civili uccisi che erano donne e bambini. La negligenza della NATO è stata particolarmente vistosa dal periodo luglio-dicembre 2011, durante il quale gli attacchi aerei hanno triplicato il numero di donne e bambini uccisi durante il corrispondente periodo dell'anno precedente.

Freddamente, la NATO ha guardato alla guerra devastante e prolungata del governo colombiano contro le FARC come modello per persistere in Afghanistan. Gli scandali ed i crimini eseguiti dalle truppe NATO e le detestabili scuse ufficiali prive di soluzioni reali illustrano che ogni giorno che la guerra continua significherà un continuo disastro umanitario per il popolo afgano.

Quelli che partecipano alle azioni di maggio per gettare luce su questa squilibrata tendenza storica non staranno soltanto protestando contro la NATO, ma proporranno anche un'agenda diversa per i paesi che si riuniscono sotto la bandiera della NATO. Invece di perseguire un accordo associativo con il presidente afgano Hamid Karzai, che autorizzerebbe la guerra fino all'anno 2024 oppure oltre, le nazioni potenti del mondo dovrebbero riunirsi per discutere di terminare immediatamente gli attacchi di droni, ritirare le forze da combattimento dall'Afghanistan e porre fine alla loro manipolazione della democrazia afgana, che compiono, in parte, appoggiando Hamid Karzai ed i signori della guerra nell'Assemblea Nazionale. In secondo luogo, dovrebbero assumere la loro responsabilità per i passati crimini fornendo risarcimenti, da distribuirsi da un ente indipendente come l'assemblea generale dell'ONU. Le riparazioni finanzierebbero progetti decisi dalle comunità locali e potrebbero prendere la forma di aiuti alimentari, filtraggio dell'acqua, costruzione di alloggi, ripristino del suolo, fognature, brigate mediche di sminamento ecc. E' cruciale che camminiamo, marciamo, picchettiamo e parliamo chiaro per domandare queste soluzioni reali.

Buddy Bell ( buddy@vcnv.org) è un coordinatore di Voices.