
Dulce et decorum est pro patria mori
Appunti per il 2 giugno - Festa della Repubblica
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La festa della Repubblica dovrebbe essere la festa della Costituzione repubblicana, dell'Italia che ripudia la guerra, della Repubblica fondata sul lavoro, della democrazia, non la festa dei criminali di guerra, delle parate di mercenari, delle mafie e dei potentati economici, cioè di tutti quei falsi patrioti che abbaiano alla "patria", nel significato che, sebbene occultato ai cittadini-servi, attribuiscono alla parola. E' proprio a causa di tale significato nascosto che "il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie". Le canaglie in questione sono coloro che spacciano le guerre di aggressione per "guerre umanitarie" e mascherano da "missioni umanitarie" e "missioni di pace" le occupazioni illegali e la partecipazione ad una serie infinita di crimini di guerra e di crimini contro l'umanità. Naturalmente, nelle loro starnazzate patriottarde i politicanti "bipolaristi" tirapiedi della classe dirigente, nostrana e straniera, sono validamente coadiuvati dai nostri disgustosi media controllati, nei quali le puttane del giornalismo sembra facciano a gara su chi sappia meglio leccare il posteriore ai loro padroni. E' questo appunto il nocciolo del sistema politico "bipolare", ovvero del "fascismo democratico", al quale va aggiunto l'apparato della "sicurezza e difesa", ovvero della repressione, per poter funzionare. Già una decina di anni fa, la BBC World ha trasmesso un documentario dal titolo "Pulp Future", che documentava come gli eserciti dei paesi industrializzati, in previsione di un futuro assai prossimo, si stessero addestrando a fronteggiare rivolte interne più che aggressioni dall'esterno. Proprio per questo nel nostro paese è stata abolita la leva obbligatoria: per guerre di aggressione e la repressione interna una forza di mercenari è sicuramente più adeguata di una forza collegata con il popolo dalla quale proviene e con il quale non ha reciso i propri legami. La nuova "missione" delle forze armate è, guarda caso, praticamente sancita dalla cosiddetta "costituzione" europea, documento che non ha niente delle costituzioni e nemmeno di europeo, almeno per gli interessi della stragrande maggioranza dei cittadini dell'Europa. La retorica patriottarda si esprime con la sfacciata reiterazione delle menzogne che hanno portato alla guerra ed all'occupazione di paesi sovrani e con lamenti di dolore e dichiarazioni di cordoglio per gli eroi sacrificati in nome della "patria", ignorando completamente gli innocenti massacrati dalla politica dei criminali di guerra. Ma, naturalmente, anche il dolore ed il cordoglio sono solamente di circostanza, servono per continuare a sostenere la commedia della "patria"; per la classe dirigente e la sua manovalanza in politica e nei media, "i militari sono così stupidi, ottusi animali da usare come pedine per la politica estera", ed i dirigenti bellicisti preparano il palcoscenico pubblico per sacrificare gli ingenui, ma patriottici e "stupidi" militari. Le canaglie sanno infatti benissimo che, nel caso riescano ad evitare fortunosamente il piombo dei popoli aggrediti, la maggior parte dei loro eroi si ammalerà e morirà per gli effetti dell'uranio impoverito di leucemia, morbo di Parkinson, morbo di Lou Gehrig, morbo di Hodgkin, infetterà il coniuge ed avrà figli deformi. Quando questo accadrà loro, saranno completamente ignorati e dimenticati. Comunque, grazie alla "leva della povertà", le canaglie sanno che potranno sempre trovare degli altri "morituri programmati per obbedire", altra carne da cannone. Noi non vogliamo che la festa della Repubblica diventi la festa delle canaglie, non vogliamo parate di mercenari. La guerra è un crimine e quelli che la promuovono e la giustificano sono dei criminali: “La guerra è un autentico crimine. Un crimine che è, credo, un qualcosa che non è ciò che sembra alla maggior parte della gente. Solamente un ristretto gruppo sa cosa c’è sotto. E’ condotta a beneficio di pochissimi ed a danno delle masse. .............. Non andrei nuovamente in guerra, come ho fatto per proteggere degli sporchi investimenti di banchieri. Vi sono solamente due cose per le quali dovremmo combattere. Una è la difesa delle nostre case e l’altra e la difesa della Costituzione. La guerra per una qualsiasi altra ragione è semplicemente un crimine. ............... A quel tempo sospettavo solamente di essere parte del racket. Ora ne sono certo. Come tutti i militari, non ho mai pensato con la mia testa finché non ho lasciato il servizio. Le mie facoltà mentali rimanevano in animazione sospesa mentre obbedivo agli ordini dei superiori. Ciò è tipico per chiunque svolga la professione militare". (Estratti da "War is a racket" - Major General Smedley Butler USMC, 1933) * * * Freebooter 2005 |