Memory Hole

 

22 NOVEMBRE 2012

Quando la propaganda si maschera da notizie

di Prof. James F. Tracy

 

L'assalto violento lungo una settimana di Israele contro i palestinesi in gran parte indifesi a Gaza che è cominciato il 14 novembre fornisce una base per valutare come i media corporativi occidentali coprono i crimini di guerra del principale alleato dell'America in Medio Oriente. Vi sono tre tecniche, spesso intrecciate, applicate consapevolmente a questa cronaca di notiziecontesto storico, origine ed oggettivazione del nemico che deve essere posto come bersaglio. Queste pratiche possono prontamente trasformare il giornalismo in propaganda che si presta a favorire tali crimini mentre allo stesso tempo permette alle istituzioni giornalistiche di reclamare ancora il manto della "obiettività".

Questi metodi sono in piena mostra nella cronaca giornalistica della più recente operazione di Israele a Gaza. L'utilizzo di tale propaganda si adatta ad una più ampia campagna di disinformazione dei mass media che controlla il risentimento potenzialeparticolarmente negli USAsull'opprimente uso della forza da parte di Israele contro un popolo oppresso e vulnerabile, la maggior parte del quale sono civili.

Il contesto storico significativo per comprendere l'aggressione israeliana è quasi interamente assente dalla maggior parte della cronaca di notizie dell'evento. Se presente, tale contesto storico chiarirebbe le vere motivazioni dei funzionari governativi israeliani per un'avventura militare che ha richiesto 750 attacchi aerei in soli quattro giorni. L'"Operazione Pilastro della difesa", osserva Nile Bowie,

lanciata soltanto ad alcuni mesi dalle elezioni israeliane, è una componente calcolata della strategia del governo Netanyahu per rovesciare Hamas e continuare ad assorbire territorio palestinese. Decenni di occupazione ed apartheid hanno formato lo scenario attuale; Israele ha disumanizzato un intero popolo impadronendosi della sua terra e costringendolo in ghetti come prigioni. I seguaci del sionismo politico hanno dimostrato disprezzo per una genuina soluzione politica al conflitto palestinese e l'amministrazione Netanyahu si tiene pronta a schiacciare tutta l'opposizione allo stato ebraico.[1]

I principali mass media occidentali si sono invece concentrati sull'assassinio il 14 novembre da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) del leader di Hamas ed eroe palestinese Ahmed al-Jabari, mentre omettevano spudoratamente il fatto che era anche un personaggio maggiore nei negoziati per una tregua a lungo termine tra Hamas ed Israele mediata di recente dall'Egitto. "Delle ore prima che l'uomo forte di Hamas Ahmed Jabari venisse assassinato", il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito il giorno seguente all'assassinio, "ha ricevuto il piano di una tregua permanente con Israele, che comprendeva dei meccanismi per mantenere il cessate il fuoco nel caso di una fiammata tra Israele e le fazioni nella Striscia di Gaza".[2]

A parte i media alternativi occidentali, questi dettagli critici sono stati spediti velocemente nella buca della memoria. Le principali organizzazioni di notizie hanno contato sistematicamente su fonti governative, militari e dell'intelligence israeliani per modellare la loro cronaca, dove Jabari è stato ingiuriato come "il comandante dell'ala militare di Hamas". La Reuters, per esempio, ha continuato ad avere come fonte una portavoce dell'IDF che proseguiva a stendere per la cronaca la cornice dominante. "Questa è un'operazione contro bersagli terroristici di diverse organizzazioni a Gaza", ha dichiarato. "Jaabari [sic] aveva 'molto sangue sulle mani'. Altri gruppi militanti nella lista degli obiettivi comprendono la Jihad Islamica".[3]

Un rapporto simile sul Telegraph del Regno Unito prendendo la direzione delle dichiarazioni ufficiali israeliane inizia con la testata: "Probabilmente Ahmed Jabari  non ha nemmeno sentito il missile che lo ha ucciso, lanciato da un drone nei cieli sopra Gaza City mentre guidava una ordinaria berlina attraverso una tranquilla via residenziale".[4] L'enfasi sulla posizione militare di Jabari e le presunte attività criminali e terroriste legittimano invariabilmente la flagrante barbarie di Israele. Inoltre, rappresentando Jabari come un pericoloso rinnegato presumibilmente rappresentativo del popolo palestinese la scena viene preparata per gli attacchi ai civili che vengono razionalizzati molto più prontamente nella mente del pubblico.

L'onesta contestualizzazione della crisi che porta il pubblico dei lettori ad una maggiore comprensione comporterebbe pensare a pubblicizzare entrambe le prospettive israeliana e palestineseun'impresa alla quale i giornalisti occidentali sono ora abili attraverso le loro ordinarie discussioni con gli "attivisti" siriani che riferiscono delle presunte atrocità commesse dall'esercito siriano contro i cittadini siriani ed i prodi "ribelli" dell'Esercito Siriano Libero in quel vicino teatro.

Tuttavia, nel caso di Gaza, questi mass media sono a quanto pare incapaci di localizzare agiati "attivisti dei diritti umani" palestinesi esiliati a Londra che ricevono abituali rapporti da "attivisti" della stessa opinione sul terreno a Gaza. Se tali attivisti sono in funzione i loro rapporti non vedono la luce del giorno.

Inoltre, la cronaca della stampa sottolinea quello che chiaramente a Gaza non esiste: una parità di forze letali tra l'IDF ed i palestinesi e, per di più. la vittimizzazione di Israele per mano dei militanti palestinesi. Termini come "scontro", "conflitto" e "violenza" suggeriscono ingannevolmente esattamente queste condizioni ed anticipano azioni lecite in un campo di battaglia contemplato dalle Convenzioni di Ginevra. Tali termini contrastano con attacchi aerei utilizzando armamento moderno su donne e bambini disarmati.

Nondimeno, la CBS News ha presentato una cronologia degli eventi a Gaza che ben si adatta insieme alle manovre di pubbliche relazioni di Israele che cerca di minimizzare l'aperta aggressione dell'IDF. "Israele lancia l'Operazione Pilastro della difesa in risposta a giorni di lancio di razzi fuori da Gaza governata da Hamas. L'offensiva, che ha incluso 20 attacchi aerei, è risultata nell'assassinio di Ahmed Jabari, il comandante militare di Hamas".[5]

Un'altra mancanza nel fornire il contesto e le fonti adeguate riguarda l'implacabile spinta di Israele a costruire più insediamenti di coloni in terre palestinesi sotto Benjamin Netanyahu ed Ehud Barak mentre rifiuta fermamente ai palestinesi il diritto al ritorno. Questo è uno dei pezzi più essenziali e tuttavia fraintesi dell'enigma per comprendere le relazioni israeliano-palestine. Tuttavia tali importanti fattori storici sono in gran parte mancanti dal prevalere nella cornice dei mass media occidentali attraverso la quale viene osservata la tragedia di Gaza.

Una ricerca su LexisNexis Academic negli articoli di giornali e riviste e trascrizioni di trasmissioni per il periodo dal 13 novembre al 21 novembre usando i termini "Israele", "Gaza" e "Hamas" produce 2.203 citazioni. Di queste, meno del 10% (205) menzionano "insediamenti di coloni", mentre appena il 2% ha riferimenti a "diritti umani".

Data la storia ed i fatti rilevanti la maggior parte degli osservatori concluderebbe che alla fine del giorno i concetti più importantidiritti sulla terra, dignità umana, giustizia e rispettodevono essere compresi e conciliati prima che possa esserci pace in Palestina. Il fatto che molto del pubblico specialmente americano sia disinformato o ignaro delle abbondanti atrocità ed ingiustizie commesse con i dollari delle sue tasse e tacitamente in suo nome  attesta della continua centralità della propaganda, resa tanto più efficace nell'inflessibile tentativo di mascherarla come notizie.

Note


1. Nile Bowie, “Gaza and the Politics of ‘Greater Israel,’” Global Research, 17 novembre 2012 http://www.globalresearch.ca/gaza-the-politics-of-greater-israel/5312107

2. Nir Hasson, “Israeli Peace Activist: Hamas Leader Jabari Killed Amid Talks on Long Term Truce,” Haaretz, 15 novembre 2012 http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/israeli-peace-activist-hamas-leader-jabari-killed-amid-talks-on-long-term-truce.premium-1.478085

3. Ibrahim Barzak/Reuters, “Ahmed Jabari Dead: Hamas Militant Chief Killed in Israeli Airstrike,” Huffington Post, 15 novembre 2012 http://www.huffingtonpost.com/2012/11/14/ahmed-jabari-dead-hamas-militant-chief-israel-airstrike_n_2129308.html

4. Nick Meo, “How Israel Killed Ahmed Jabari, Its Toughest Enemy in Gaza,” Telegraph, 17 novembre 2012 http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/israel/9685598/How-Israel-killed-Ahmed-Jabari-its-toughest-enemy-in-Gaza.html

5. CBS/Associated Press, “Timeline of Recent Israel-Gaza Violence,” CBSNews.com, 20 novembre 2012 http://www.cbsnews.com/8301-202_162-57552203/timeline-of-recent-israel-gaza-violence/