
di Xymphora
26 aprile 2005
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Il Pentagono verrà fuori con un prevedibile insabbiamento dell'incidente del checkpoint nel quale è stato ucciso Nicola Calipari. Giuliana Sgrena ha coerentemente insistito nella sua storia che le autorità americane hanno mentito sull'incidente. Sebbene si ritenesse dovesse esserci una investigazione congiunta con le autorità italiane, alle quali gli americani dovevano fornire piena collaborazione, apparentemente la completa cooperazione non va così lontano da permettere agli italiani di vedere realmente l'auto. Non hanno voluto dare loro un ingiusto vantaggio. Fortunatamente Eli Stephens ha fatto i conti - mi piace quando la gente usa la matematica - ed ha concluso, basandosi sui dettagli degli americani di ciò che avvenne al checkpoint, che la quantità di avvertimenti dati dagli americani prima che iniziassero a sparare è stata di così breve durata che assolutamente nessuno avrebbe potuto rallentare in tempo per conformarsi all'avviso. In altre parole, l'avviso, se vi è stato veramente un avviso, era una messinscena intesa solamente ad essere parte della scusa degli americani dopo l'assassinio della Sgrena.
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La caccia ai giornalisti indipendenti
Gli stenografi del potere tanno cercando di tappare una falla che potrebbe far crollare la diga delle menzogne In questo momento, nel quale gli impiegati dei media controllati italiani si fanno in quattro per giustificare la tesi dell’incidente, riscatto ecc. per l’agguato a G. Sgrena, infangando così anche la memoria dei veri giornalisti assassinati per aver voluto svolgere il loro dovere professionale, e mentre negli USA è iniziata la campagna diffamatoria contro la Sgrena stessa (US SPOOKS UNLEASH SMEAR CAMPAIGN TO SELL THE PUBLIC ON THE IDEA THAT SGRENA ONLY GOT WHAT SHE DESERVED http://mparent7777.blog-city.com/read/1119487.htm ), è utile ricordare come è iniziata la caccia ai giornalisti indipendenti in Iraq.
Freebooter 2005 |