Il Pentagono si prepara per la guerra con il nemico: la Russia
di Rick Rozoff
Global Research, 14 maggio 2009
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"Oggi la situazione è molto più seria che prima dell'agosto 2008....Un possibile ritorno della guerra non sarà limitato al Caucaso. "Il nuovo Presidente degli Stati Uniti non ha determinato nessun cambiamento decisivo in relazione alla Georgia, ma, avendo un ruolo dominante nella NATO, insiste ancora che la Georgia entri nell'Alleanza al più presto. Se ciò accadrà, il mondo sarà di fronte ad una minaccia più grave delle crisi della Guerra Fredda. "In base alle nuove realtà, la guerra della Georgia contro l'Ossetia del Sud potrebbe trasformarsi facilmente in una guerra della NATO contro la Russia. Questa sarebbe la terza guerra mondiale". (Irina Kadzhaev, analista politico dell'Ossetia del Sud, South Ossetia Information Agency, aprile 2009)
Il 12 maggio,
James Mattis, Comandante Alleato Supremo Trasformazione della NATO [ACT]
e comandante del Comando Congiunto delle Forze USA, ha parlato ad un
simposio di tre giorni chiamato Guerra Congiunta 09 a Norfolk,
Virginia, dove è basato il Comando Alleato Trasformazione della NATO
e ha dichiarato: "Vengo con un senso di urgenza. Anche il nemico si
sta riunendo in questo modo". [1] "Mattis ha tratteggiato un futuro nel quale le guerre non avranno inizio e fine chiaramente definiti. Ciò che è necessario, ha affermato, è una grande strategia, una struttura politica che possa guidare la pianificazione militare". [2] Ha trascurato, per quelle che vengono senza dubbio considerate ragioni diplomatiche, di identificare chi sia "il nemico", ma una serie di recenti sviluppi, o piuttosto una intensificazione di quelli in corso, indica quale paese sia.
La scorsa settimana il capo del
Comando Strategico USA, Gen. Kevin Chilton,
durante una colazione del Gruppo Giornalisti della Difesa il 7
maggio ha raccontato ai cronisti "che la Casa Bianca mantiene
l'opzione di rispondere con la forza fisica - potenzialmente
utilizzando anche armi nucleari - se una entità straniera conducesse
un attacco cibernetico disattivante contro le reti di computer degli
USA...." Chilton "ha affermato che non poteva escludere la possibilità di una salva militare contro un paese come la Cina, anche se Beijing possiede armi nucleari", [3] tuttavia il probabile primo bersaglio di una asserita rappresaglia contro ugualmente asseriti attacchi cibernetici sarebbe un altro paese già identificato come tale dai militari USA: la Russia. A fine aprile ed inizio maggio del 2007, il governo dell'Estonia, che è stata ammessa nella NATO nel 2004 ed il cui presidente era e rimane Toomas Hendrik Ilves, nato in Svezia e cresciuto negli Stati Uniti (dove lavorava per Radio Free Europe), ha riferito di attacchi ai siti web del paese dei quali è stata accusata la Russia. Oltre due anni più tardi non è stata presentata nessuna prova per comprovare la pretesa che degli hacker russi, molto meno il governo stesso, fossero dietro gli attacchi, sebbene rimanga oggetto di fede tra i funzionari ed i mass media USA ed altri occidentali che siano stati loro. Innanzitutto la risposta delle autorità americane è stata così improvvisa e dura, persino prima che venissero condotte delle indagini, da suggerire con forza che se gli attacchi non fossero stati organizzati avrebbero dovuto essere inventati. Giusto in seguito, il Segretario dell'Aeronautica Michael W. Wynne ha dichiarato: "La Russia, la nostra nemesi della Guerra Fredda, pare sia stata la prima ad imbarcarsi nella guerra cibernetica". Fonti di notizie dell'Aeronautica USA dalle quali è citato quanto sopra hanno aggiunto che gli eventi in Estonia giorni prima "hanno avviato all'interno della NATO e della UE una serie di dibattiti sulla definizione di chiara azione militare e potrebbe essere la prima prova dell'applicabilità dell'Articolo V della carta della NATO riguardante l'autodifesa collettiva nell'area non cinetica". [4]
L'Articolo 5 della NATO è una
disposizione di difesa militare collettiva, di fatto una clausola di
guerra, che per la prima volta e fino ad oggi per l'unica volta è
stata utilizzata per sostenere il prolungamento e l'intensificazione
della guerra
in
Afghanistan. Durante una visita in Estonia lo scorso novembre, il capo del Pentagono Robert Gates ha incontrato il primo ministro del paese, Andrus Ansip, e hanno "discusso del comportamento russo e della nuova cooperazione sulla sicurezza cibernetica...." E' stato riportato che "Ansip ha dichiarato che la NATO opererà in base al principio dell'Articolo 5 del trattato dell'alleanza, che afferma che un attacco ad un alleato viene trattato come un attacco a tutti" e "Siamo convinti che l'Estonia, come membro della NATO, sarà difesa molto bene". [5] E' significativo che la ripetuta menzione dell'Articolo 5 della NATO continui un anno e mezzo dopo i presunti attacchi cibernetici quando nel frattempo non ne era avvenuto nessuno. All'inizio di questo mese il Pentagono ha annunciato che stava lanciando ciò che ha chiamato una "forza digitale per il futuro" a Fort Meade in Maryland sotto il controllo del Comando Strategico USA, il cui capo, Gen. Kevin Chilton, è stato prima citato nel minacciare l'uso della forza fino a comprendere le armi nucleari. L'iniziativa è stata descritta come segue in un rapporto di notizie: "Il Ten. Gen. Keith Alexander, anche il più importante comandante del Pentagono per la guerra cibernetica, ha dichiarato che gli USA sono determinati a guidare lo sforzo globale per utilizzare la tecnologia del computer per dissuadere o sconfiggere i nemici...." [6] Il Pentagono è una sineddoche per il Dipartimento della Difesa e tutto ciò che è relativo alle sue attività è ammantato nello stesso eufemismo, così, quando sollecitati gli USA sosterranno fermamente che il loro nuovo progetto di guerra cibernetica è inteso soltanto per scopi difensivi. Qualunque paese e popolo che sono stati nella posizione di essere destinatari delle azioni del Dipartimento della Difesa USA sanno che non dovrebbero esserlo. Il nuovo comando di guerra cibernetica USA, il suo fondamento logico basato su una ipotetica minaccia russa proveniente da un incidente non militare nei paesi baltici più di due anni fa, sarà utilizzato per paralizzare i sistemi di computer di qualsiasi paese preso di mira per l'assalto militare diretto, rendendolo in questo modo indifeso e sarà particolarmente efficace per piani di attacco a sorpresa basati nello spazio e di Guerre Stellari (scudi missilistici, missili intercettori). Lo stesso giorno che è stato pubblicato il rapporto dell'impegno del Generale Alexander a "sconfiggere i nemici" un altro articolo riferiva che "Martedì è volato nello spazio un satellite quasi classificato che servirà come pioniere di ingegneria per le tecnologie di inseguimento di missili balistici [12 maggio]". [7] Era un satellite riduzione del rischio a tecnologia avanzata di un sistema di inseguimento e sorveglianza spaziale (STSS-ATRR), che "è parte di un sistema a base spaziale per l'Agenzia di Difesa Missilistica. "I sensori a bordo del satellite STSS-ATRR e sul terreno comunicheranno con altri sistemi per difendere contro missili balistici in arrivo". [8] Alcuni giorni prima il produttore Ducommun con sede in Californi in un rapporto di notizie intitolato "La Ducommun Incorporated annuncia la consegna di nanosatelliti al Comando Spaziale dell'esercito e della difesa missilistica" rendeva noto che "il 28 aprile 2009 la sua società controllata Miltec Corporation ha consegnato nanosatelliti pronti per il volo al Comando Spaziale dell'esercito e della difesa missilistica/Comando delle forse strategiche dell'esercito USA (USASMDC/ARSTRAT) di Huntsville, Alabama". La consegna è stata "il completamento del primo programma di sviluppo di satelliti dell'esercito USA dal satellite per comunicazioni Courier 1B nel 1960". [9] I satelliti militari utilizzati per neutralizzare il potenziale di una nazione rivale non tanto per lanciare un attacco a sorpresa ma per rispondere ad uno offuscano la distinzione tra i progetti del cosiddetto scudo missilistico Figlio di Guerre Stellari e la completa militarizzazione dello spazio. Un recente commento russo lo ha inteso proprio in quel modo: "Il ritiro dal Trattato ABM del 1972 ha significato una deviazione al collaudo ed allo sviluppo di un sistema di difesa missilistico globale, con lo scopo di rimuovere completamente il potenziale deterrente della Cina e parzialmente quello della Russia. "Washington cerca ancora di eliminare le restrizioni legali internazionali alla formazione di un sistema che la renderebbe teoricamente invulnerabile ad un atto di rappresaglia e persino ad un attacco di lancio sotto attacco". [10] Aggiunto al quale è un altro sotterfugio "quasi classificato" relativo alla possibile ripresa dei colloqui del Trattato per la riduzione delle armi strategiche (START) tra gli USA e la Russia. Questa settimana l'Assistente Segretario di Stato americano Rose Gottemoeller ha dichiarato "che gli USA non sono disposti a tagliare le testate rimosse dai mezzi di lancio e tenute in riserva". [11] Così, in aggiunta ai piani USA di schierare sistemi antimissile basati a terra, nel mare, in aria e nello spazio principalmente attorno e contro la Russia (fino ad oggi in Polonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Gran Bretagna, Giappone ed Alaska), il Pentagono manterrà in riserva testate nucleari per l'attivazione senza un meccanismo di monitoraggio fornito agli ispettori russi ed ai negoziatori sulla riduzione degli armamenti. Il 6 maggio Euronews ha condotto un'intervista con il Ministro della Difesa russo Sergei Lavrov, che ha avvertito: "Il modo in cui è progettato lo scudo antimissili balistici USA non ha niente a che fare con il programma nucleare dell'Iran. E' rivolto alle forze strategiche russe, schierate nella parte europea della Federazione Russa". [12] Per aumentare le preoccupazioni della Russia e di altri paesi, il 30 aprile gli USA hanno costituito un Comando di Difesa di Marina aereo e missilistico (NAMDC) all'Installazione di supporto navale di Dahlgren, Virginia. "Il NAMDC è l'organizzazione di testa per la Marina, Difesa Integrata Aerea e Missilistica congiunta e combinata (IAMD). Il NAMDC serve da singolo centro di eccellenza di guerra per sincronizzare ed integrare gli sforzi della Marina attraverso l'intero spettro di difesa aereo e missilistico per includere la difesa aerea, la difesa missili da crociera e la difesa missili balistici". [13] Le due settimane passate sono state un periodo ricco di storie in questo filone e, per portare l'attenzione più vicino a terra, lo Strategy Page con sede negli USA ha riportato da una fonte russa che "Gli Stati Uniti hanno acquistato dall'Ucraina due jet da caccia Su-27 " da "essere utilizzati per addestrare i piloti militari americani, che potrebbero affrontare in loro dei rivali" e che i "militari USA li utilizzeranno per mettere alla prova i loro radar ed la loro apparecchiatura per la guerra elettronica". [14] Questo è accaduto proprio nel momento nel quale il protetto degli USA in Ucraina, il Presidente Viktor Yushchenko, il cui indice di gradimento nazionale è precipitato a quasi l'1%, ha firmato una direttiva per preparare l'appartenenza completa alla NATO e pochi giorni dopo che una delegazione militare USA ha visitato il paese per ispezionare una unità di carri armati e per pianificare "la riforma del sistema di addestramento al combattimento...." [15] In termini di addestramento USA per la guerra contro l'aeronautica russa, il potenziamento ucraino è solamente l'ultimo di numerose attività simili. Immediatamente in seguito al fatto che il paese sia divenuto membro in pieno della NATO, l'81° squadrone da caccia USA è volato a Constanta, Romania (nel quale paese da allora il Pentagono ha acquistato quattro nuove basi) per impegnarsi in addestramento al combattimento contro i MiG-21 russi. Secondo un pilota USA presente, "Era molto accurato - siedi in un MiG 21 che sarà in volo con un ilota di MiG 21 entro pochi giorni. Questa era un'arma dell'Unione Sovietica. Questi piloti volavano prima che cadesse l'Unione Sovietica. Hanno abbastanza prospettiva". [16] In luglio dell'anno seguente, il 492° squadrone da caccia USA è stato schierato alla base aerea di Graf Ignatievo nella confinante Bulgaria per garantire l'opportunità alle "aeronautiche di vari paesi di venire a conoscenza l'una con l'altra di tattiche e capacità aeree. "I piloti degli F-15E Strike Eagles, dei MiG 29 e dei MiG 21 stanno condividendo conoscenza degli aeroplani e delle tattiche mentre l'esercitazione conclude la sua prima settimana di addestramento". Un colonnello dell'aeronautica USA è stato citato nel dire: "Soltanto due dei 38 equipaggi hanno avuto la possibilità di volare contro dei MiG. Entro la fine dell'esercitazione, tutti avranno avuto la possibilità di volare in un MiG o contro lo stesso". [17] Un mese dopo, il 22° squadrone da caccia di spedizione USA è arrivato in Romania per le esercitazioni Viper Lance che "hanno segnato la prima volta che i piloti USA di F-16 si sono addestrati in Romania" e "dove piloti di MiG 21 e F-16 hanno volato in formazioni integrate per condurre manovre da caccia di base, addestramento al combattimento contro aerei dissimili e missioni di attacco aria-suolo...." [18] Questa volta la citazione è di un pilota di F-16 Fighting Falcon: "Il mio volo nel sedile posteriore di un Lancer [MiG-21] è una valida opportunità di guardare un aereo differente ed è un vero privilegio ed onore. Voglio vedere cosa vedono dalla loro cabina di pilotaggio e considerare un nuovo angolo di comprensione contro i nostri avversari". [19] Due settimane fa, uno squadrone da caccia dell'aeronautica USA è volato alla base aerea di Bezmer in Bulgaria, dove un aviere americano ha affermato: "Questa è la prima volta che uno squadrone da caccia dell'USAFE [United States Air Forces in Europe] si è schierato in questo posto. La parte più rimunerativa di questa esperienza è sapere che sto aiutando i piloti ad addestrarsi per la guerra". [20] Per preparare gli USA al combattimento aereo contro la gamma completa di aeroplani militari russi, nel 2007 l'India è stata invitata alle annuali esercitazioni di combattimento aereo Red Flag in Alaska, giochi di guerra "intesi ad addestrare i piloti di USA, NATO e di altri paesi alleati a situazioni di combattimento reale. "Ciò include l'utilizzo di hardware 'nemico' e di vere munizioni per esercitazioni di bombardamento". [21] L'India ha procurato sei caccia Sukhoi SU-30MKI che erano "particolarmente interessanti per l'esercitazione dal momento che sono fabbricati in Russia, fino a questo punto tradizionalmente considerata 'ostile'". [22] Il 1° maggio, in occasione dell'assunzione di direzione da parte della Repubblica Ceca sulla rotazione del pattugliamento aereo NATO di sei mesi nei cieli del Baltico su Estonia, Lettonia e Lituania - cinque minuti di volo dalla seconda maggiore città russa di S. Pietroburgo - un ufficiale ceco si è vantato che "L'area che stiamo proteggendo è circa tre volte più grande di quella della Repubblica Ceca. Questo è un avamposto della NATO". Il comandante dell'aeronautica lituana Arturas Leita ha annunciato che "i paesi baltici probabilmente chiederanno il prolungamento della missione dell'aeronautica entro la NATO fino al 2018". [23] Dall'8 al 16 giugno la Svezia ospiterà un'esercitazione della NATO, Loyal Arrow, descritta come "la più grande esercitazione aerea mai svolta nella baia finno-svedese della Botnia", [24], anche non lontano da S. Pietroburgo, con una portaerei britannica e più di 50 jet da caccia partecipanti. Quell'esercitazione inizierà esattamente una settimana dopo termineranno in Georgia sul fianco meridionale della Russia che i giochi di guerra Cooperative Lancer 09 della NATO a guida USA.
Nel parlare dei
pericoli dell'ultima nominata ma con uguale applicazione a tutte
quelle che la hanno preceduta, il sito web del Ministero per la
Stampa ed i Mass Media dell'Ossetia del Sud recentemente ha citato
come avvertimento l'analista politica
Irina Kadzhaev: "Il nuovo Presidente degli Stati Uniti non ha determinato nessun cambiamento decisivo in relazione alla Georgia, ma, avendo un ruolo dominante nella NATO, insiste ancora che la Georgia entri nell'Alleanza al più presto. Se ciò accadrà, il mondo sarà di fronte ad una minaccia più grave delle crisi della Guerra Fredda.
"In base alle nuove realtà, la guerra della Georgia contro l'Ossetia
del Sud potrebbe trasformarsi facilmente in una guerra della NATO
contro la Russia. Questa sarebbe la terza guerra mondiale".
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© Copyright Rick Rozoff, Stop NATO, 2009
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