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Putin
si prepara per la guerra
di Mike Whitney
5 gennaio 2010
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Vladimir Putin è oggi il leader più popolare al mondo. I sui indici di gradimento personali sono nella stratosfera, solitamente ben sopra l'80%. E' ammirato per il suo modo di fare calmo e sicuro di se e per avere restituito alla Russia la sua passata grandezza di seguito al caotico scioglimento dell'Unione Sovietica. Il popolo russo ama Putin. I genitori danno il suo nome ai loro figli, i produttori di vodka e caviale usano il suo nome per incrementare le vendite e il suo volto compare sulle magliette degli studenti e dei giovani. E' impensabile che si ritiri dopo che il suo mandato come primo ministro sarà finito tra un anno da oggi. Il popolo russo vuole che resti e corra per un terzo mandato come presidente e questo è ciò che probabilmente farà. Apparentemente Putin e George Bush erano buoni amici, ma le relazioni USA-russe sono stabilmente deteriorate dal 10 febbraio 2007, quando Putin diede un discorso ad una conferenza a Monaco. Nella sua presentazione di 45 minuti, Putin ha espresso le sue vedute su come i leader mondiali dovrebbero dirigere le questioni della sicurezza globale. E' stata un'analisi concisa ma vigorosa che ha fatto soffrire i diplomatici USA e reso furiosa la Casa Bianca di Bush. Qui vi è un estratto del discorso. Vladimir Putin: "Il carattere universale, indivisibile della sicurezza viene espresso come il principio di base che "la sicurezza per uno è la sicurezza per tutti". Come dichiarò Franklin D. Roosevelt durante i primi giorni dallo scoppio della II Guerra Mondiale: "Quando la pace è violata in qualche luogo, la pace di tutti i paesi ovunque è in pericolo". A mezza strada lungo il discorso, Putin ha espresso un'aspra critica della politica estera USA e dei pericoli che pone alla sicurezza globale. Putin: "Cos'è un mondo unipolare? Comunque si possa abbellire questo termine, alla fine si riferisce ad un tipo di situazione, cioè un centro dell'autorità, un centro della forza, un centro decisionale. E' il mondo nel quale vi è un padrone, un sovrano. Ed alla fine ciò è dannoso non soltanto per tutti quelli all'interno di questo sistema, ma anche per lo stesso sovrano perché distrugge se stesso dall'interno. E questo certamente non ha nulla in comune con la democrazia. Perché, come sapete, la democrazia è il potere della maggioranza alla luce degli interessi e delle opinioni della minoranza". Ormai, tutti coloro che assistevano alla conferenza potevano capire che Putin non stava parlando della minaccia del terrorismo, ma della minaccia di attacco preventivo, di aggressione e di dittatura globale. E, anche se Putin ha cercato di caratterizzare i suoi punti di vista come 'una franca discussione tra amici', era chiaro che stava mettendo in risalto gli Stati Uniti come il maggiore sobillatore mondiale. Putin: "Azioni unilaterali e frequentemente illegittime non hanno risolto nessun problema. Inoltre, hanno provocato nuove tragedie umane e creato nuovi centri di tensione. Giudicate da voi stessi: le guerre come pure i conflitti locali e regionali non sono diminuiti. E non meno gente perisce in questi conflitti – ne muore persino di più di prima. Significativamente di più, Significativamente di più! Oggi siamo testimoni di un sovra utilizzo quasi sfrenato della forza – forza militare – nella relazioni internazionali, forza che sta gettando il mondo in un abisso di conflitti permanenti. Di conseguenza, non abbiamo la forza sufficiente per trovare una soluzione comprensiva a nessuno di questi conflitti. Anche trovare una risoluzione politica diventa impossibile. Vediamo un disprezzo sempre maggiore per i principi fondamentali del diritto internazionale. E le norme legali indipendenti stanno, in realtà, sempre più vicine al sistema legale di uno stato. Uno stato e, naturalmente, prima di tutto gli Stati Uniti, ha oltrepassato i propri confini nazionali in ogni modo. Ciò è visibile nelle politiche economiche, amministrative e educative che impone ad altri paesi. Bene, a chi piace questo? Chi è contento di questo? Nelle relazioni internazionali vediamo sempre più il desiderio di risolvere una data questione secondo i cosiddetti termini di convenienza politica, fondata sull'attuale clima politico. E naturalmente questo è estremamente pericoloso. Risulta nel fatto che nessuno si sente sicuro. Voglio enfatizzarlo – nessuno si sente sicuro! Perché nessuno può credere che il diritto internazionale sia come un muro di pietra che lo proteggerà. Naturalmente una simile politica stimola la corsa agli armamenti. Il dominio della forza inevitabilmente incoraggia molti paesi ad acquisire armi di distruzione di massa. Inoltre, significativamente, sono comparse nuove minacce – sebbene prima fossero ben note – e le minacce odierne come il terrorismo hanno assunto un carattere globale. Sono convinto che abbiamo raggiunto il momento decisivo nel quale dobbiamo pensare seriamente all'architettura della sicurezza globale". ( Leggete qui l'intero discorso ) E' per questo che Washington odia Putin e i media occidentali lo denigrano come un "autocrate", perché si è identificato come un oppositore della veduta del mondo unipolare. Non accetta la teoria che (come ha affermato George H. Bush) "Qualunque cosa dicano gli USA va bene". Cerca un mondo multipolare dove i singoli stati siano trattati allo stesso modo e con rispetto. Ma l'ingenuità di Putin è un poco sorprendente. Pensa veramente che criticare gli USA di intromettersi in giro per il mondo porterebbe a cambiamenti costruttivi in politica? La politica estera degli USA non cambia. E' immutabile, implacabile e immorale. L'America possiede il mondo e chiede che i leader stranieri obbediscano alle direttive di Washington. "Seguite gli ordini, altrimenti..."; è tutto ciò che c'è bisogno di sapere della politica estera degli USA. Putin: "Sono convinto che l'unico meccanismo che possa prendere delle decisioni sull'utilizzo della forza militare come ultima risorsa sia la Carta delle Nazioni Unite... Assieme a questo, è necessario rendere certo che il diritto internazionale abbia un carattere universale sia nella concezione che nell'applicazione delle sue norme...." Questo tipo di chiacchiere idealistiche non sono degne di un leader scaltro come Putin. Dove vediamo qualche prova che l'ONU impedisca delle guerre o che il diritto internazionale serva a qualche scopo altro che fornire una scusa per la futura aggressione da parte di USA e Israele? L'ONU non significa nulla per Bush, Obama o per chiunque altro occupi la Casa Bianca. E' soltanto uno dei molti puntelli utilizzati per raggiungere obiettivi strategici. Putin vuole ridurre gli armamenti e le truppe da entrambe le parti della frontiera Russia-Europa, ma gli USA progettano di schierare sistemi missilistici in Europa Orientale e di spingere le forze NATO/USA e le basi militari dentro l'Asia centrale, accerchiando quindi la Russia e destabilizzando la regione. Il piano Bush/Obama per i sistemi di difesa missilistica in Polonia e nella Repubblica Ceca integrerebbero le installazioni nucleari USA attorno al mondo fornendo agli USA una capacità di attacco a sorpresa che la Russia dovrà contrastare con più bersagli in Europa. Putin non può permettere che questa minaccia alla sicurezza nazionale della Russia vada incontestata. Se vuole ridurre il numero delle armi atomiche oppure no è irrilevante, sarà costretto ad intensificare. La difesa missilistica ha reso inevitabile un'altra corsa agli armamenti. Putin può essere inciampato nei suoi primi anni come presidente, ma ha dimostrato di essere un rapido discente che ora comprende come trattare gli USA. Assieme alle basi USA/NATO che spuntano su per tutta l'Asia Centrale e le rivoluzioni "colorate" sponsorizzate dalla CIA che rovesciano regimi che erano stati cordiali con Mosca, Putin ha dovuto trattare con le ONG finanziate dagli USA che operano in Russia che lavorano per destabilizzare il governo. Queste false organizzazioni per i diritti umani ora vengono sorvegliate attentamente dalle agenzie di intelligence russe e spesso molestate da gruppi di giovani nazionalisti di destra, come "Nashi". Il vero "risveglio" di Putin è avvenuto quando 4 anni fa il presidente della Georgia Mikail Saakashvili ha invaso l'Ossetia del Sud. All'epoca, tutti i media occidentali riportavano che la Russia aveva cominciato la guerra, ma ora sappiamo che non è stato il caso. Qui c'è un breve riassunto dell'ex presidente russo Mikhail Gorbachev su ciò che è realmente accaduto: "Per qualche tempo, in Ossetia del Sud è stata mantenuta una calma relativa. La forza di pace, composta da russi, georgiani e ossetiani, ha compiuto la sua missione e ossetini e georgiani comuni, che vivono vicini gli uni agli altri, hanno almeno trovato qualche punto d'incontro....Ciò che è accaduto la notte del 7 agosto è oltre comprensione. I militari georgiani hanno attaccato la capitale sud ossetina Tskhinvali con lanciarazzi multipli destinati a devastare grandi aree....Fissare un attacco militare contro degli innocenti è stata una decisione sconsiderata le cui tragiche conseguenze, per migliaia di persone di diverse nazionalità, sono ora chiare. La leadership georgiana poteva fare questo soltanto con l'appoggio percepito e l'incoraggiamento di una forza molto più potente. Le forze armate georgiane sono state addestrate da centinaia di istruttori USA e il suo sofisticato equipaggiamento militare è stato acquistato in molti paesi. Questo, associato alla promessa di appartenenza alla NATO, ha incoraggiato i leader georgiani nel pensare che potevano cavarsela con una "blitzkrieg" in Ossetia del Sud...La Russia doveva rispondere. Accusarla di aggressione contro la "piccola, indifesa Georgia" non è soltanto ipocrita ma dimostra una mancanza di umanità". ("A Path to Peace in the Caucasus", Mikhail Gorbachev, Washington Post) La descrizione di Gorbachev è accurata, ma tralascia alcuni dettagli importanti. A Tskhinvali non vi era nessuna installazione militare. Infatti, non vi è affatto nessun bersaglio militare. E' un centro industriale composto da segherie, fabbriche e aree residenziali. E' anche la casa di 30.000 sud ossetini. Quando Saakashvili ha ordinato che la città venisse bombardata dagli aeroplani e cannoneggiata dall'artiglieria pesante, sapeva che stava uccidendo centinaia di civili nelle loro case e quartieri. Ma ha ordinato comunque il bombardamento. L'esercito georgiano è entrato in città incontrastato dopo che la maggior parte dei residenti era fuggita in Russia attraverso il confine. I vecchi e i malfermi erano accalcati negli scantinati mentre i carri armati rombavano vicini sparando a qualsiasi cosa si muovesse. Alcuni critici hanno paragonato l'assalto all'invasione israeliana di Gaza dove la piena forza di un esercito moderno è stata utilizzata contro una popolazione civile. E' un paragone corretto. Meno di 24 ore dopo l'iniziale invasione, le unità corazzate russe sono sciamate sopra il confine e dentro Tskhinvali sbaragliando l'esercito georgiano senza combattere. Il giornalista Michael Binyon lo ha riassunto così: "L'attacco è stato breve, improvviso e letale---sufficiente per mandare in fuga i georgiani in panico umiliante". Effettivamente, i georgiani si sono ritirati con una tale premura che molti di loro hanno lasciato indietro le armi. Hanno semplicemente calato le armi e corso. E' stata una completa disfatta e un altro occhio nero per l'esercito addestrato dagli USA. Nel momento in cui Tskhinvali veniva liberata, l'area del centro era inghiottita dalle fiamme e i corpi di quelli che erano stati uccisi dal fuoco dei cecchini erano sparsi lungo le strade e i marciapiedi. L'unico ospedale della città era stato ridotto in macerie fumanti. In totale, sono stati uccisi più di 2.000 civili in un'operazione che è stata chiaramente progettata e appoggiata dalla Casa Bianca di Bush. Lo scontro in Ossetia del Sud è stata una lezione preziosa per Putin, che aveva sperato che aveva sperato che le relazioni USA/Russia sarebbero gradualmente sgelate. Ora sa che non è possibile. Quando un altro paese uccide la vostra gente, tutto cambia. Ciascuna parte diventa più inflessibile e le prospettive per la pace affievoliscono. Allo stesso tempo, gli obiettivi strategici degli USA in Asia Centrale non sono affatto cambiati, così Putin deve prepararsi per il prossimo scontro. E' per questo che sta rafforzando le alleanze che mettono in discussione il dominio degli USA nella regione e nel mondo. E' per questo che sta cercando delle opportunità per indebolire la potenza degli USA e eroderne il prestigio. E' per questo che vuole scaricare il dollaro. Sono tutte preparazioni.
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